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Talete studia la natura

circa 585 a.C. Mileto, Ionia (oggi Turchia)

In breve

Talete di Mileto fu uno dei primi a cercare spiegazioni della natura senza ricorrere ai miti degli dèi. Pensava che l'origine di tutte le cose fosse l'acqua. Secondo lo storico Erodoto, predisse un'eclissi di Sole che avvenne davvero nel 585 a.C., proprio durante una battaglia. Si racconta anche che misurò l'altezza delle piramidi d'Egitto confrontando la loro ombra con quella di un bastone.

Perché è importante Con lui comincia la filosofia, cioè l'idea di capire il mondo usando la ragione.

Fonte: Treccani, voce «Talete»

Illustrazione: Talete studia la natura (Mileto, Ionia (oggi Turchia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Talete studia la natura: Mileto, Ionia (oggi Turchia)
Dove: Mileto, Ionia (oggi Turchia)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Mileto, città di mercanti

Mileto era una ricca città greca sulla costa dell'Asia Minore, nella regione chiamata Ionia, oggi in Turchia. Le sue navi viaggiavano in tutto il Mediterraneo e nel mar Nero, e nel porto arrivavano persone, merci e idee da Egitto, Lidia e Mesopotamia. In questo ambiente vivace visse Talete, tra la fine del VII e la metà del VI secolo a.C. Le date esatte non si conoscono: gli antichi indicavano il 640 a.C. come anno di nascita, mentre molti studiosi moderni preferiscono il 624. Morì verso il 548-545 a.C. Di lui non ci è giunto neppure uno scritto: tutto quello che sappiamo viene da autori vissuti molto dopo di lui, come Erodoto, Platone e Aristotele.

Spiegare la natura senza gli dèi

Per capire perché Talete è importante bisogna pensare a come i Greci spiegavano il mondo prima di lui. I terremoti, i fulmini, le stagioni, i mari: erano dovuti agli dèi, e si raccontavano storie di divinità arrabbiate o benevole. Talete provò una strada diversa. Si domandò: di che cosa sono fatte tutte le cose? C'è qualcosa che sta all'origine di tutto? I Greci chiamavano questo principio «arché». Secondo Aristotele, che ne parla molto tempo dopo, Talete rispose che era l'acqua. Il motivo, sempre secondo Aristotele, era che il nutrimento, i semi e il calore sembrano avere natura umida. Oggi sappiamo che la risposta non era esatta, ma l'importante era il modo di ragionare: cercare una spiegazione dentro la natura e non nella volontà degli dèi.

Gli viene attribuita anche la frase «tutto è pieno di dèi», e l'idea che il magnete, che attira il ferro, e l'ambra strofinata abbiano una specie di «anima», cioè una forza che li fa muovere. Non sono scoperte scientifiche nel senso moderno, ma mostrano un uomo curioso, che osservava ciò che succedeva davvero.

L'eclissi del 585 a.C.

L'episodio più celebre lo racconta Erodoto. Mentre due popoli, i Medi e i Lidi, combattevano una lunga guerra in Asia Minore, durante una battaglia il giorno si trasformò all'improvviso in notte. I combattenti, spaventati, interruppero lo scontro e fecero la pace. Erodoto scrive che Talete aveva annunciato agli Ioni questo evento in anticipo. Gli astronomi moderni hanno calcolato che l'eclissi totale di Sole più probabile è quella del 28 maggio 585 a.C. Restano però alcuni problemi di cronologia, e gli storici non sono sicuri che i fatti siano andati proprio così. Come Talete potesse prevedere l'eclissi resta un mistero.

La misura delle piramidi

Un altro racconto dice che Talete, in viaggio in Egitto, misurò l'altezza di una piramide senza salirci. Secondo Plutarco, aspettò l'ora in cui l'ombra di un bastone piantato nel terreno era lunga come il bastone stesso, e in quel momento misurò l'ombra della piramide. Un altro autore antico, Diogene Laerzio, riferisce una versione leggermente diversa: si usava l'ombra di una persona. Il ragionamento si basa sui triangoli simili, cioè sull'idea che l'ombra e l'oggetto siano in rapporto fisso; è la proprietà che oggi chiamiamo «teorema di Talete». Non è certo che Talete sia andato davvero in Egitto, ma l'aneddoto dice bene che cosa gli antichi ammiravano in lui: l'uso della geometria per risolvere problemi pratici.

Gli antichi gli attribuivano anche alcuni teoremi di geometria elementare, per esempio sulle proprietà dei triangoli e del cerchio. Un autore, Proclo, ne assegna a lui alcuni (la lista varia a seconda delle fonti). Anche qui bisogna ricordare che non abbiamo niente di scritto di suo, e la tradizione potrebbe aver attribuito a lui scoperte fatte da altri.

Aneddoti da prendere con le pinze

Intorno a Talete circolavano divertenti storielle. Platone racconta che, mentre camminava guardando le stelle, cadde in un pozzo, e una giovane serva della Tracia lo prese in giro: voleva conoscere le cose del cielo ma non si accorgeva di quelle che aveva davanti ai piedi. Aristotele invece racconta che, prevedendo un'ottima raccolta di olive, Talete affittò a poco prezzo tutti i frantoi di Mileto e di Chio e li subaffittò a prezzo alto: voleva mostrare che i filosofi, volendo, potrebbero arricchirsi facilmente, ma hanno altre priorità. Gli storici moderni ritengono che molti di questi episodi non siano storici: sono racconti inventati per illustrare un'idea sulla filosofia.

Un maestro di maestri

Talete è considerato il fondatore della scuola di Mileto. Il suo allievo fu Anassimandro, e quello di Anassimandro fu Anassimene: i tre, con idee diverse, proseguirono la ricerca sul principio di tutte le cose. Gli antichi lo inserivano anche nella lista dei Sette Sapienti, i saggi della Grecia arcaica. Platone, nel Protagora, lo cita già tra i sette. Un'antica tradizione dice che sia stato il primo a ricevere questo titolo.

Perché successe

Mileto era una città aperta al mondo, e questo aiuta a spiegare Talete. I suoi mercanti conoscevano il sapere dell'Egitto e della Mesopotamia: i calcoli dei Babilonesi sulle stelle, le misure dei campi egiziani. Un pensatore milesio poteva mettere insieme idee di culture diverse, senza essere legato a una sola tradizione.

Contava anche la libertà di pensiero. Nelle poleis greche non c'era una classe di sacerdoti con il monopolio della conoscenza. Chiunque poteva discutere sul mondo, purché gli altri lo ascoltassero. Inoltre, nelle città greche i cittadini abituati a discutere in assemblea apprezzavano gli argomenti convincenti, e questo favorì un modo di ragionare in cui si danno motivi, e non soltanto ordini.

Cosa cambiò

Dopo Talete la domanda «di che cosa è fatto il mondo?» diventò il punto di partenza della filosofia greca. I suoi successori diedero risposte diverse: l'«infinito», l'aria, il fuoco, i numeri. Alla fine arrivarono Socrate, Platone e Aristotele, che cambiarono il tipo di domande ma conservarono il metodo: discutere con ragioni e non solo con racconti.

La scienza moderna è figlia di questo atteggiamento. Quando oggi spieghiamo un'eclissi con il moto della Luna, un fulmine con l'elettricità o una malattia con un germe, seguiamo la strada che Talete ha aperto: cercare cause naturali e verificarle. Per questo i manuali lo ricordano come il primo filosofo e, in senso largo, il primo scienziato dell'Occidente.

Anche la geometria gli deve qualcosa: il «teorema di Talete» sulle rette parallele e sui triangoli simili si studia ancora oggi nelle scuole medie e nelle superiori, e aiuta a misurare altezze e distanze che non si possono raggiungere.

Persone e luoghi chiave

Persone

Talete di Mileto
Filosofo, astronomo e matematico (circa 624 - 546 a.C.), ricordato come il primo filosofo e tra i Sette Sapienti.
Anassimandro
Allievo di Talete, continuò la ricerca sul principio di tutte le cose.
Anassimene
Allievo di Anassimandro, completò la triade dei filosofi di Mileto.
Erodoto
Storico che raccontò l'eclissi del 585 a.C. e la previsione di Talete.

Luoghi

Mileto
Città dell'Ionia, sulla costa dell'attuale Turchia, patria di Talete e della prima filosofia greca.
Ionia
Regione greca della costa dell'Asia Minore, ricca di città di mercanti.
Egitto
Il paese delle piramidi, dove la tradizione dice che Talete misurò l'altezza di una piramide.

Da sapere

  • Gli astronomi di oggi possono calcolare quando avvenne un'eclissi di tanti secoli fa: per quella raccontata da Erodoto l'ipotesi più seguita è il 28 maggio 585 a.C.
  • Il metodo dell'ombra per misurare una piramide usa lo stesso principio con cui oggi si misura l'altezza di un albero con un bastone.
  • Secondo Platone, Talete cadde in un pozzo mentre guardava le stelle, e una serva lo prese in giro.
  • Talete attribuiva al magnete e all'ambra una specie di «anima»: era un modo per spiegare perché attirassero altri oggetti.

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