Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Grecia

5 · Grecia persone

Pitagora a Crotone

circa 530 a.C. Crotone, Calabria (Italia)

In breve

Pitagora nacque nell'isola di Samo e verso il 530 a.C. si trasferì a Crotone, in Calabria, dove fondò una comunità di allievi. I pitagorici credevano che i numeri fossero la chiave per capire tutto l'universo, anche la musica. Scoprirono, per esempio, che le note armoniose dipendono da rapporti semplici tra le lunghezze delle corde. Il famoso teorema che porta il suo nome era però già conosciuto, in altre forme, dai Babilonesi.

Perché è importante La sua scuola rese la matematica una scienza da studiare, non solo uno strumento per contare.

Fonte: Treccani, voce «Pitagora»

Illustrazione: Pitagora a Crotone (Crotone, Calabria (Italia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Pitagora a Crotone: Crotone, Calabria (Italia)
Dove: Crotone, Calabria (Italia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un uomo tra storia e leggenda

Pitagora è uno dei personaggi più famosi dell'antichità, eppure di lui sappiamo pochissimo con certezza. Non ci ha lasciato nessuno scritto, e le notizie sulla sua vita ci sono arrivate da autori vissuti secoli dopo, che spesso mescolano fatti e leggende. Secondo la tradizione nacque sull'isola di Samo, nell'Egeo orientale, in un'epoca che si colloca tra il 580 e il 570 a.C. circa. Il padre si chiamava Mnesarco. Sarebbe stato allievo di vari maestri, tra cui il filosofo Anassimandro, della scuola di Mileto.

Gli antichi raccontavano che avesse viaggiato in Egitto e a Babilonia per imparare le conoscenze dei sacerdoti e dei matematici. Gli studiosi di oggi considerano questi viaggi tradizionali, ma non dimostrati. Circolavano anche storie fantastiche, come quella che fosse figlio del dio Apollo o che avesse doni miracolosi: sono leggende, non storia.

L'arrivo a Crotone

Verso il 530 a.C. Pitagora lasciò Samo e si trasferì in Italia, a Crotone, una città greca della Calabria, sulla costa ionica. Perché partì? Alcuni studiosi, tra cui il filosofo Bertrand Russell, pensano che lo facesse per motivi politici: a Samo comandava il tiranno Policrate, e Pitagora non ne approvava il governo. A Crotone, in ogni caso, trovò un ambiente adatto.

Qui Pitagora fondò una scuola, che era anche una comunità di vita. Gli allievi si impegnavano a seguire regole di «purezza»: avevano divieti alimentari, osservavano il silenzio e vivevano in gruppo. Secondo la tradizione, per lungo tempo gli allievi non potevano nemmeno contraddire il maestro: la formula «ipse dixit», cioè «l'ha detto lui», veniva ripetuta per chiudere ogni discussione. Alcuni autori tardi dividono i seguaci in «acusmatici» e «matematici», ma gli studiosi moderni non sono sicuri che questa distinzione sia vera. La scuola si diffuse nelle città della Magna Grecia e rimase influente fino a circa il 450 a.C.

Tutto è numero

L'idea centrale dei pitagorici, almeno nella tradizione, era che la realtà fosse costruita sui numeri. Pensavano che dietro le cose ci fosse un'armonia, cioè un ordine fatto di rapporti numerici. Un esempio che si ricordava è quello della musica. Si racconta che Pitagora, con uno strumento a una corda detto monocordo, avesse scoperto che gli intervalli musicali che suonano bene insieme corrispondono a rapporti semplici tra le lunghezze delle corde. Se si dimezza la corda, il suono sale di un'ottava (rapporto 1 a 2); con i due terzi si ottiene la quinta, con i tre quarti la quarta. La tradizione, con i suoi «avrebbe», non permette di dire se la scoperta fu di Pitagora in persona o dei suoi seguaci. Ma l'idea è importante: un fenomeno che si sente con le orecchie può essere descritto con la matematica.

Per i pitagorici l'universo stesso era armonioso, quasi musicale, e questa convinzione ebbe un'influenza duratura sul pensiero antico.

Il teorema di Pitagora

Il teorema che porta il suo nome dice che in un triangolo rettangolo il quadrato costruito sull'ipotenusa (il lato più lungo) è uguale alla somma dei quadrati costruiti sugli altri due lati, i cateti. Si studia alle scuole medie. Sorprendentemente, però, non è chiaro che l'abbia scoperto lui: la proprietà era già conosciuta dai Babilonesi, che la usavano nei loro calcoli molto tempo prima. La tradizione che attribuisce il teorema a Pitagora compare solo secoli dopo di lui, con Cicerone e Plutarco e poi con il filosofo Proclo. Forse furono i pitagorici a dimostrarlo con un ragionamento valido per qualunque triangolo rettangolo, ma anche questo non è sicuro.

La fine della comunità

La scuola di Crotone, come altre comunità aristocratiche della Magna Grecia, attirò anche inimicizie. Le fonti raccontano versioni diverse della fine di Pitagora. Secondo una, un gruppo di avversari politici, i democratici, attaccò i pitagorici e incendiò la casa dove erano riuniti; Pitagora si sarebbe rifugiato a Metaponto. Secondo un'altra, fuggì prima a Locri e a Taranto e poi a Metaponto, dove morì verso il 495 a.C.; secondo una tradizione locale, nei pressi del tempio di Era (le «Tavole Palatine» sono i resti di quel tempio). Anche la morte, insomma, è raccontata in modi che non coincidono.

Le leggende hanno continuato a crescere. Si diceva per esempio che avesse una moglie, Teano, anch'essa filosofa, e che nella sua scuola si trovassero anche delle donne. Sono tradizioni che nei secoli hanno reso la figura di Pitagora ancora più misteriosa e affascinante.

Perché successe

Nella Grecia del VI secolo a.C. c'era una gran voglia di capire il mondo con la ragione. A Mileto, vicino a Samo, filosofi come Talete e Anassimandro avevano cominciato a cercare spiegazioni naturali. Pitagora si formò in questo ambiente e aggiunse un'idea nuova: che il segreto della natura fosse nei numeri e nei rapporti tra le cose.

Poi c'era il fascino dell'Occidente. Le colonie greche in Italia erano ricche e giovani, e le loro élite erano aperte a nuove idee e a nuove forme di vita comune. Crotone offrì a Pitagora una platea e uno spazio sicuro dove fondare la sua comunità, lontano dalla tirannide che, secondo alcuni, lo aveva spinto a lasciare Samo.

Cosa cambiò

La scuola pitagorica rese la matematica una materia di studio a sé, non solo uno strumento per misurare campi o fare conti. Si cominciò a ragionare sui numeri e sulle figure in modo astratto e a cercare dimostrazioni. Questo modo di fare matematica arrivò fino a Platone, che visitò la Magna Grecia e conobbe i pitagorici, e poi a Euclide.

Il legame tra numeri e musica sopravvive ancora oggi. Le note si descrivono con frequenze, cioè con rapporti numerici. L'idea che la natura obbedisca a leggi matematiche è alla base della fisica moderna.

Il teorema che porta il suo nome resta uno dei più conosciuti di tutta la matematica, e il nome di Pitagora è stato associato per secoli a un'idea di saggezza che unisce scienza, musica e vita ordinata.

Persone e luoghi chiave

Persone

Pitagora
Filosofo e maestro nato a Samo (580-570 a.C. circa), fondatore della scuola di Crotone, morto verso il 495 a.C. a Metaponto.
Policrate
Tiranno di Samo, il cui governo non piaceva a Pitagora secondo alcuni studiosi.
Teano
Figura della tradizione, presentata come moglie o allieva di Pitagora; la sua storia è in parte leggenda.
Proclo
Filosofo tardo antico, fra i testimoni più tardi della tradizione che attribuisce a Pitagora il teorema sul triangolo rettangolo.

Luoghi

Samo
Isola dell'Egeo orientale, vicina all'Asia Minore, dove la tradizione dice che Pitagora nacque.
Crotone
Città greca della Calabria dove verso il 530 a.C. Pitagora fondò la sua scuola.
Metaponto
Città greca della Basilicata dove, secondo le fonti, Pitagora morì.
Magna Grecia
L'insieme delle città greche dell'Italia meridionale, dove la scuola pitagorica ebbe grande influenza.

Da sapere

  • Il teorema detto «di Pitagora» era già usato dai Babilonesi, molto prima di lui.
  • Secondo la tradizione, Pitagora scoprì che dimezzando una corda la nota sale di un'ottava, cioè suona lo stesso suono ma più acuto.
  • Nella scuola pitagorica gli allievi dovevano osservare il silenzio e seguire regole di vita molto precise.
  • Gli antichi raccontavano che Pitagora fosse figlio del dio Apollo, ma gli storici considerano questa storia una leggenda.
  • Le «Tavole Palatine», vicino a Metaponto, sono i resti di un tempio dedicato alla dea Era, accanto al quale secondo una versione morì Pitagora.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Grecia»

Evento 8 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Grecia»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music