Saffo, poetessa di Lesbo
circa 600 a.C. Mitilene, isola di Lesbo (Grecia)
In breve
Saffo visse a Mitilene, sull'isola di Lesbo, e scrisse poesie da cantare con la lira. Parlava di amore, di amicizia, di gelosia e della bellezza delle cose, con parole semplici e intense. Gli antichi la ammiravano tanto da chiamarla «la decima Musa». Delle sue poesie ci restano soprattutto frammenti, giunti attraverso citazioni di altri autori e antichi papiri egiziani.
Perché è importante È la prima grande poetessa della letteratura europea di cui conosciamo il nome.
Fonte: Treccani, voce «Saffo»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Una voce da Lesbo
Lesbo è un'isola dell'Egeo, vicinissima alla costa dell'attuale Turchia. Intorno al 600 a.C. era un luogo ricco, con città vivaci, mercanti, navi e famiglie nobili che si contendevano il potere. Qui visse Saffo. Secondo le fonti moderne nacque a Ereso, una cittadina dell'isola, verso il 630 a.C., ma passò gran parte della vita a Mitilene, la città più importante di Lesbo. Per questo il nostro sito indica Mitilene come luogo e il 600 circa come data: sono approssimazioni, perché della sua vita sappiamo pochissimo con certezza.
Le notizie biografiche ci sono arrivate da autori vissuti molto dopo di lei, e non tutte sono affidabili. Sembra che appartenesse a una famiglia nobile, con tre fratelli e una figlia di nome Cleide. A Lesbo le famiglie aristocratiche si facevano la guerra per il potere, e anche la sua fu coinvolta. Per questo, secondo una notizia antica, Saffo trascorse un periodo di esilio in Sicilia, forse una decina d'anni, prima di tornare a casa.
Il cerchio delle ragazze
Tornata a Lesbo, Saffo guidò un tiaso: un gruppo di giovani di buona famiglia che si ritrovavano per studiare poesia, musica e danza, e per onorare la dea Afrodite. Non era una scuola come le nostre, ma una comunità dove le ragazze si preparavano alla vita adulta e ai matrimoni. Saffo scriveva canti per le cerimonie, e canti in cui parlava delle compagne che partivano, dei ricordi, degli sguardi, delle gelosie. Le sue poesie nascevano dalla vita di tutti i giorni.
Poesie da cantare con la lira
Per i Greci arcaici la poesia lirica non era fatta per essere letta in silenzio, ma per essere cantata, con l'accompagnamento della lira (da qui il nome «lirica»). Saffo scrisse nel dialetto di Lesbo, l'eolico, con un linguaggio molto semplice. Il suo stile è diretto: parla delle emozioni come una persona che le sente adesso. Un esempio famoso è la poesia in cui descrive il cuore che batte forte, la lingua che si blocca, il sudore, davanti alla persona amata: un elenco di sintomi che qualunque lettore riconosce ancora.
Alla sua poesia è legata una strofa, detta «saffica», fatta di tre versi lunghi e uno corto. Il metro prende il nome da lei perché lo usò moltissimo, anche se gli antichi pensavano che l'avesse inventato un altro poeta di Lesbo, Alceo.
Quanto ci resta
Gli studiosi antichi della Biblioteca di Alessandria raccolsero le sue opere in otto o nove libri. Si calcola che in tutto contenessero circa 10.000 versi. Oggi ne abbiamo circa 650, in gran parte frammenti: pezzi di poesie, a volte pochi versi, a volte solo poche parole. L'unica poesia arrivata intera è l'«Inno ad Afrodite», in cui la poetessa chiede aiuto alla dea per un amore non ricambiato. Altre sono incomplete.
Come mai tanto è andato perduto? I libri antichi si copiavano a mano, e quando una poesia smetteva di interessare nessuno la ricopiava più. Molti versi di Saffo li conosciamo perché altri autori li citarono, e altri li ritrovano gli studiosi sui papiri, i fogli ricavati da una pianta egiziana. Alcuni arrivano dagli scavi di Ossirinco, in Egitto, dove i papiri si sono conservati nel clima asciutto. Anche in anni recenti sono stati presentati nuovi frammenti: nel 2014 uno studioso annunciò due poesie quasi complete, tra cui una che parla dei suoi fratelli. Su come quei papiri siano stati recuperati ci sono ancora discussioni, ma la ricerca continua.
Saffo e la leggenda
Già gli antichi la ammiravano moltissimo. Un epigramma attribuito a Platone la chiama «la decima» dopo le nove Muse, ed è da qui che nasce l'immagine della «decima Musa». Il geografo Strabone la definì «una creatura meravigliosa». Secondo un aneddoto, il legislatore ateniese Solone avrebbe sentito cantare una sua poesia e detto di voler soltanto impararla a memoria, e poi morire.
Intorno a lei, però, nacquero anche leggende. La più celebre racconta che, per un amore non ricambiato per un giovane di nome Faone, si sia gettata dalla rupe di Leucade. La storia compare già nel teatro di Menandro (IV-III secolo a.C.) e poi in Ovidio, secoli dopo, e gli studiosi la ritengono una leggenda, in parte nata per sminuire la poetessa. Già nell'antichità, del resto, qualcuno osservava che alcuni suoi versi parlano di una donna ormai anziana, e quindi non morta da giovane. Nell'Ottocento, infine, i suoi versi d'amore per le compagne portarono a usare il termine «saffico» per indicare l'amore tra donne: un uso moderno, che dice più sul nostro tempo che sulla sua vita.
Perché successe
La poesia di Saffo nasce in un mondo particolare: le aristocrazie di Lesbo, ricche e litigiose, con feste, banchetti e cerimonie in cui la musica aveva un ruolo centrale. In quell'ambiente un poeta era un personaggio importante, perché i suoi canti accompagnavano matrimoni, funerali e riti religiosi.
Contava anche la libertà con cui le donne di Lesbo, almeno quelle di famiglie nobili, potevano dedicarsi alla cultura. Nel tiaso le ragazze imparavano a cantare, suonare e danzare, e Saffo ne era la maestra. Un altro fattore è la lingua: il greco di Lesbo era diverso dalla lingua dei poemi omerici, e permise a Saffo di scrivere con parole nuove, vicine al parlato, invece di ripetere le formule dei vecchi poemi.
Cosa cambiò
Saffo è ricordata come la prima grande poetessa dell'Occidente di cui conosciamo il nome. La sua poesia ha mostrato che si poteva parlare dei sentimenti personali, non solo di dèi, eroi e battaglie come nei poemi epici. Molti poeti dopo di lei, greci e romani, imitarono il suo stile e le sue immagini.
Anche nel mondo moderno Saffo è rimasta un punto di riferimento. Poeti, pittori e musicisti hanno ripreso la sua figura, e il suo nome è stato dato perfino a un asteroide, il numero 80. La strofa saffica fu usata da molti poeti, anche italiani. Il suo caso ci ricorda anche quanto sia fragile la memoria dell'antichità: di una poetessa tanto amata resta una piccola parte dell'opera, e ogni nuovo papiro ritrovato è un regalo.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Saffo
- Poetessa di Lesbo (circa 630 - 570 a.C.): scrisse canti d'amore e di amicizia nel dialetto eolico.
- Alceo
- Poeta di Lesbo, suo contemporaneo: gli antichi gli attribuivano l'invenzione della strofa poi detta «saffica».
- Faone
- Giovane del mito, protagonista della leggenda dell'amore infelice di Saffo.
- Cleide
- Figlia di Saffo, ricordata nelle biografie antiche.
Luoghi
- Lesbo
- Isola dell'Egeo orientale, patria di Saffo e di Alceo.
- Mitilene
- La città principale di Lesbo, dove Saffo visse.
- Ereso
- Cittadina di Lesbo dove, secondo le fonti, nacque la poetessa.
- Ossirinco
- Città dell'Egitto romano i cui scavi hanno restituito moltissimi papiri, anche con versi di Saffo.
Da sapere
- Della sua opera restano circa 650 versi, a fronte dei circa 10.000 che si ritiene avesse scritto.
- Una sola poesia di Saffo è arrivata intera: l'«Inno ad Afrodite».
- L'asteroide numero 80 porta il suo nome: si chiama Sappho.
- La strofa saffica ha tre versi lunghi e uno breve, e fu usata anche da poeti latini e italiani.
- Secondo un epigramma attribuito a Platone, le Muse non sono nove ma dieci, perché c'è anche Saffo.
Per approfondire
- Treccani, voce «Saffo» treccani.it
- Wikipedia, «Saffo» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Papiri di Ossirinco» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Lesbo» treccani.it
Eventi collegati
- Alfabeto grecocirca 750 a.C. · GreciaSaffo scriveva con l'alfabeto greco appena nato, e i suoi versi si salvarono sui papiri.
- Riforme di Solonecirca 594 a.C. · GreciaSolone, ad Atene, è un suo quasi contemporaneo e scrisse versi per spiegare le sue leggi.
- Biblioteca di Alessandriacirca 295 a.C. · GreciaI filologi di Alessandria ordinarono i suoi versi in libri.
- Teatro di Eschilo472 a.C. · GreciaAnche il teatro greco nasce da poesia e canto.
Prima e dopo, nell'era «Grecia»
Evento 5 di 25
PrimaPrime poleis grechecirca 800 a.C.
PrimaGiochi olimpici antichicirca 776 a.C.
PrimaAlfabeto grecocirca 750 a.C.
PrimaLa vita a Spartacirca 700 a.C.
Sei quiSaffo, poetessa di Lesbocirca 600 a.C.
DopoRiforme di Solonecirca 594 a.C.
DopoTalete studia la naturacirca 585 a.C.
DopoPitagora a Crotonecirca 530 a.C.
DopoDemocrazia di Clistenecirca 508 a.C.
DopoBattaglia di Maratona490 a.C.
DopoBattaglia delle Termopili480 a.C.
DopoTeatro di Eschilo472 a.C.
DopoEtà di Pericle461-429 a.C.
DopoPartenone447-432 a.C.
DopoGuerra del Peloponneso431-404 a.C.
DopoErodoto scrive le Storiecirca 430 a.C.
DopoIppocrate e la medicinacirca 400 a.C.
DopoSocrate condannato399 a.C.
DopoAccademia di Platonecirca 387 a.C.
DopoAristotele fonda il Liceocirca 335 a.C.
DopoConquiste di Alessandro334-323 a.C.
DopoEuclide scrive gli Elementicirca 300 a.C.
DopoBiblioteca di Alessandriacirca 295 a.C.
DopoArchimede di Siracusacirca 250 a.C.
DopoMacchina di Anticiteracirca 100 a.C.
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