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5 · Grecia scienza e tecnica

Macchina di Anticitera

circa 100 a.C. Isola di Anticitera (Grecia)

In breve

All'inizio del Novecento alcuni pescatori di spugne trovarono il relitto di una nave affondata vicino all'isola greca di Anticitera, e tra gli oggetti recuperati c'era un blocco di bronzo corroso. Dentro c'erano decine di ruote dentate, sottili come quelle di un orologio. Era una specie di calcolatore: girando una manovella mostrava le posizioni del Sole e della Luna, le fasi lunari e le eclissi in arrivo. Nessun meccanismo così complesso è conosciuto per più di mille anni dopo.

Perché è importante Dimostra che gli scienziati greci sapevano costruire macchine di precisione che nessuno avrebbe immaginato.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Antikythera mechanism»

Illustrazione: Macchina di Anticitera (Isola di Anticitera (Grecia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Macchina di Anticitera: Isola di Anticitera (Grecia)
Dove: Isola di Anticitera (Grecia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una tempesta e un relitto

Nel 1900 un gruppo di pescatori di spugne fu sorpreso da una tempesta e si rifugiò sull'isola di Anticitera, un piccolo scoglio tra Creta e il Peloponneso. Quando il mare si calmò, i sub si immersero e a circa 43 metri di profondità trovarono qualcosa di inatteso: il relitto di una grande nave mercantile romana, carica di tesori. C'erano statue di bronzo e di marmo, vasi, gioielli, oggetti di lusso. La nave, secondo gli archeologi, era affondata nel secondo quarto del I secolo a.C.

Il recupero durò a lungo. Tra gli oggetti portati in superficie c'erano anche pezzi di bronzo corrosi, che sembravano meno interessanti delle statue. Furono messi da parte nel museo di Atene, tra tanti altri reperti. Il 17 maggio 1902 un archeologo, Spyridon Stais, notò che in un blocco di materiale sembrava incastrato un ingranaggio. Era la prima prova che quell'oggetto era un meccanismo.

Che cosa era?

Per più di mezzo secolo nessuno riuscì a capirlo. Poi, nel 1951, uno studioso inglese, Derek de Solla Price, cominciò a studiarlo e, dopo circa vent'anni di ricerche, ne scoprì il funzionamento di base. Nel tempo, nuove tecniche hanno permesso di guardare dentro i frammenti senza rovinarli: radiografie, tomografie e immagini digitali, usate dal gruppo di ricerca internazionale che da più di vent'anni lavora al meccanismo. Nel 2016 scansioni a raggi X ad alta risoluzione hanno permesso di leggere nuove parti delle iscrizioni interne.

Il risultato è sorprendente. La macchina era grande circa 30 per 15 centimetri, spessa come un libro, all'origine montata dentro una cornice di legno. Era di bronzo, con più di trenta ruote dentate, e coperta di iscrizioni: migliaia di caratteri, in gran parte leggibili grazie alle scansioni. Sono come le istruzioni per l'uso.

A che cosa serviva

Girando una manovella, il meccanismo faceva muovere le ruote dentate e mostrava su quadranti il movimento del Sole e della Luna, le fasi lunari, gli equinozi, i mesi e i giorni della settimana. Secondo le ricostruzioni, mostrava anche le posizioni dei cinque pianeti visibili a occhio nudo (nessuna ruota dei pianeti si è conservata) e prevedeva le eclissi. Un quadrante mostrava, secondo uno studio, le date dei Giochi olimpici e di altre grandi feste. Descriveva inoltre il rapporto tra i moti della Luna e del Sole: 254 rivoluzioni della Luna rispetto alle stelle ogni 19 anni solari. È come un calendario astronomico a ingranaggi: dà i risultati di calcoli complessi, senza bisogno di farli a mente.

Nessuna fonte greca descrive con chiarezza una macchina simile. Il filosofo romano Cicerone ricorda però che a Siracusa Archimede aveva costruito una macchina circolare per mostrare i moti degli astri, e che un altro filosofo, Posidonio di Rodi, ne aveva fatta una simile. Questo ha fatto pensare che quel tipo di strumenti esistesse, anche se non sappiamo chi costruì quello di Anticitera.

Quando e da chi?

La data è discussa. Il nostro sito indica «circa 100 a.C.», ma alcune ricerche suggeriscono che il meccanismo possa essere più antico. In base alle ricostruzioni degli studiosi, fu costruito tra il 150 e il 100 a.C. Uno studio del 2022 individua come data iniziale di calibrazione il 23 dicembre del 178 a.C., mentre altri proposero il 28 aprile del 205 a.C. Il naufragio è invece del secondo quarto del I secolo a.C., quindi il meccanismo era già vecchio quando la nave affondò.

Sul costruttore si fanno solo ipotesi. L'astronomo Tony Freeth, uno degli studiosi del progetto, ha pensato che potesse essere stato assemblato a Siracusa, in una scuola legata al ricordo di Archimede. Resta un'ipotesi contestata (uno studio del 2017 la indebolisce).

Dove si trova

Oggi il meccanismo è conservato nel Museo archeologico nazionale di Atene, insieme a una ricostruzione moderna. Il gruppo di ricerca lo definisce lo strumento scientifico più sofisticato che si conosca dal mondo antico.

Perché successe

La macchina di Anticitera nasce da secoli di studio del cielo. I Babilonesi avevano registrato per generazioni i movimenti degli astri, e i Greci avevano collegato quei dati alla geometria. L'idea che i cicli di Sole, Luna e pianeti seguissero regole matematiche era ormai diffusa nel II secolo a.C., e di conseguenza fu possibile trasformarla in un oggetto meccanico.

Serviva poi un'abilità tecnica altissima. Costruire ruote dentate sottili e precise, con denti ben tagliati, richiedeva artigiani esperti e strumenti accurati. In città come Rodi, Siracusa o Alessandria i matematici e gli artigiani lavoravano a stretto contatto, e il mondo ellenistico produsse molti congegni ingegnosi.

Cosa cambiò

La scoperta ha cambiato l'idea che ci facevamo della tecnica antica. Anticitera mostra che i Greci sapevano costruire macchine di precisione, e che scienza e artigianato potevano lavorare insieme.

Da allora un gruppo internazionale di storici, archeologi, astronomi, fisici e ingegneri ne studia ogni dettaglio, e ne ha realizzato ricostruzioni digitali. Ogni nuova scoperta, come l'identificazione di nuove parti dell'iscrizione o di nuovi ingranaggi, cambia un po' la nostra idea di che cosa sapessero i Greci.

Per il pubblico, la macchina di Anticitera è diventata un simbolo di quanta storia si nasconda ancora sotto il mare. Ci ricorda che molti secoli dopo la sua costruzione nessuno sapeva più come funzionasse, e che la conoscenza, se non viene tramandata, può andare perduta anche quando è raffinatissima.

Persone e luoghi chiave

Persone

Derek de Solla Price
Storico della scienza inglese che dal 1951 studiò il meccanismo e ne scoprì il funzionamento.
Spyridon Stais
L'archeologo che il 17 maggio 1902 notò un ingranaggio nel blocco di bronzo.
Tony Freeth
Studioso che ha partecipato alle ricerche moderne e ha avanzato l'ipotesi di Siracusa.
Archimede e Posidonio
Gli scienziati che Cicerone ricorda come costruttori di macchine che imitavano il moto degli astri.

Luoghi

Anticitera
Piccola isola greca tra Creta e il Peloponneso, vicino alla quale fu trovato il relitto.
Museo archeologico nazionale di Atene
Il museo dove si conserva il meccanismo.
Siracusa
Città della Sicilia dove, secondo un'ipotesi, potrebbe essere stato costruito.

Da sapere

  • Il meccanismo fu trovato nel 1900 da pescatori di spugne rifugiati dalla tempesta e riconosciuto come macchina solo nel 1902.
  • Sulla macchina ci sono migliaia di caratteri di iscrizioni, letti in gran parte grazie alle scansioni.
  • Tra le cose che mostrava ci erano le date dei Giochi olimpici.
  • Il rapporto tra Luna e Sole che calcolava è di 254 rivoluzioni lunari (rispetto alle stelle) in 19 anni.
  • La data di costruzione è discussa: tra il 150 e il 100 a.C., ma uno studio recente propone una data di partenza più antica, il 178 a.C.

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