Prime poleis greche
circa 800 a.C. Grecia continentale e isole dell'Egeo
In breve
Dopo secoli difficili, in Grecia nacquero le poleis: città-stato indipendenti, ciascuna con il suo territorio, le sue leggi e i suoi dèi protettori. Le montagne dividevano le valli, e per questo ogni comunità imparò a governarsi da sola. Nel cuore della polis c'erano l'acropoli, la parte alta e fortificata, e l'agorà, la piazza del mercato e delle assemblee. Le poleis litigavano spesso tra loro, ma si sentivano tutte greche.
Perché è importante Dalla parola «polis» vengono «politica» e tante altre parole che usiamo ogni giorno.
Fonte: Treccani, voce «Polis»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Un paese di montagne e di mare
Per capire le poleis greche bisogna partire dalla carta geografica. La Grecia è un paese di montagne, valli strette, isole e golfi. Spostarsi da una valle all'altra era faticoso, e per mare ci voleva una barca e un po' di coraggio. Per questo, nei secoli successivi al crollo dei grandi palazzi dell'età del bronzo, le comunità greche vissero in gruppi separati, ciascuno con la sua terra e le sue abitudini. Quando queste comunità ricominciarono a crescere, la montagna fece da confine naturale: nessuno poteva comandare facilmente su tutti gli altri.
Che cos'è una polis
La parola «polis» si traduce di solito con «città-stato», e il nome dice già molto. Era una città, ma era anche uno Stato indipendente, con il suo territorio, le sue leggi, i suoi magistrati, il suo esercito, il suo calendario di feste e le sue divinità protettrici. Atene aveva Atena, Olimpia aveva Zeus. Gli studiosi pensano che le prime poleis si siano formate tra l'850 e il 750 a.C. circa, dunque intorno alla data che il nostro sito indica con «circa 800». Non c'è un giorno di nascita: fu un cambiamento lento, durato generazioni.
Una prima testimonianza sicura di una polis come comunità che decide con le proprie leggi viene da un'iscrizione scoperta a Drero, a Creta, e risale alla metà del VII secolo a.C. Prima di allora ci sono soltanto indizi: santuari, tombe, resti di abitati.
Come era fatta una polis
Una polis tipica aveva diverse parti. L'acropoli, cioè la «città alta», era una collina fortificata con i templi e i santuari: era il centro della vita religiosa. Più in basso si trovava l'agorà, la grande piazza dove la gente si incontrava, comprava e vendeva, discuteva e, nelle città dove c'era un'assemblea, votava. Intorno stavano le case, di solito semplici e le più povere nella parte bassa della città, detta «asty». Fuori dalle mura si estendeva la «chora», la campagna, che dava da mangiare a tutti ed era considerata importantissima. Molte famiglie vivevano di piccoli campi di quattro o cinque ettari, e una parte del territorio apparteneva alla comunità intera. Se la città era sul mare, il porto era un altro punto vitale.
Un ruolo speciale lo avevano i santuari. Ritrovarsi alle stesse feste, davanti agli stessi altari, aiutò gruppi di villaggi vicini a sentirsi un'unica comunità. In molti casi la polis nacque proprio così: villaggi sparsi si riunirono attorno a un centro, con le sue mura e il suo tempio.
Chi faceva parte della polis
Essere cittadino voleva dire partecipare alle decisioni e, se serviva, combattere. Ma i cittadini con pieni diritti erano solo gli uomini adulti e liberi. Le donne, gli stranieri che abitavano in città (i «meteci») e gli schiavi ne restavano fuori. I meteci potevano lavorare e commerciare, ma dovevano avere un cittadino come garante e pagare una tassa speciale. Ad Atene gli schiavi erano, secondo le stime, tra un terzo e un quinto degli abitanti; a Sparta gli iloti erano molto più numerosi dei cittadini; secondo Erodoto a Platea c'erano sette iloti al seguito di ogni spartiate (il rapporto reale è dibattuto).
Ciò che univa i cittadini era l'«isonomia», cioè il fatto che tutti i liberi dovevano rispettare le stesse leggi. Non voleva dire che ovunque governasse il popolo: in alcune poleis comandavano pochi ricchi, in altre un solo tiranno, in altre ancora, come Atene, un'assemblea. Però l'idea che le regole valessero per tutti i cittadini diventò il cuore della politica greca.
Tante città, un solo popolo
Le poleis erano gelose della propria libertà e litigavano spesso, ma si sentivano parte dello stesso mondo. Parlavano greco, onoravano gli stessi dèi, andavano insieme ai giochi di Olimpia. Quando un nemico esterno minacciava tutti, come i Persiani, potevano unirsi, anche se non era facile.
Tra l'VIII e il VI secolo a.C. circa molte poleis mandarono gruppi di cittadini a fondare nuove città lontano, dal Mar Nero alla Sicilia e all'Italia meridionale. Alla fine una parte molto consistente dei Greci, secondo alcune stime circa il 40%, viveva nelle colonie. Ogni nuova colonia nasceva come una polis indipendente, con le stesse istituzioni della città madre: così il modello si diffuse in tutto il Mediterraneo.
La fine delle poleis
Il difetto delle poleis era proprio la loro forza: ognuna voleva fare da sola. Le guerre tra città, come quella tra Atene e Sparta, le indebolirono. Nel 338 a.C., a Cheronea, il re macedone Filippo II sconfisse le poleis greche, e suo figlio Alessandro Magno ne approfittò per conquistare un impero. Nell'età ellenistica le città continuarono a esistere, con il loro teatro e la loro piazza, ma ormai dipendevano dai grandi re. Quelle dell'Italia meridionale, la Magna Grecia, finirono sotto il dominio di Roma tra il IV e il III secolo a.C.
Perché successe
Dopo la fine dell'età del bronzo la Grecia si ritrovò con villaggi piccoli e isolati. L'uso del ferro, che si diffuse verso il 1050 a.C., rese gli attrezzi più economici e permise di coltivare meglio la terra, e così la popolazione tornò a crescere. Gli studiosi discutono quanto sia stato grande questo aumento, ma sono quasi tutti d'accordo che la vita agricola fosse più sicura di prima.
La geografia fece il resto. Le montagne separavano le valli, i golfi e le isole tenevano lontane le comunità, e nessun re riuscì a unire tutta la Grecia. Ogni gruppo imparò a gestire da solo i suoi problemi: difendere il raccolto, decidere le liti, organizzare le feste. A questo si aggiunsero i santuari, che trasformarono gli abitanti di villaggi vicini in una comunità con un culto comune.
Cosa cambiò
La polis fu una novità storica. In molte altre civiltà antiche il potere stava nelle mani di un re e di una corte; in Grecia le città sperimentarono forme diverse di governo, dal governo di pochi ai tiranni fino alla partecipazione di molti cittadini. In questo laboratorio nacquero le prime discussioni su che cosa sia una buona legge, e da qui è partita la riflessione sulla politica.
Il modello si diffuse con la colonizzazione: da Marsiglia alla Crimea, da Siracusa a Cirene, tante città nacquero con la stessa idea di piazza, tempio e assemblea. La Magna Grecia, in Italia, portò queste istituzioni a contatto con Etruschi e Romani.
Nelle parole di oggi la polis è ancora ovunque: «politica» e «politico» vengono da lì, come «metropoli», la città madre, e «acropoli». Anche l'idea moderna che il cittadino abbia diritti e doveri, e che le leggi valgano per tutti, ha le sue radici in questa esperienza, pure con i limiti di una società che escludeva donne e schiavi.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Filippo II di Macedonia
- Re macedone che nel 338 a.C. sconfisse le città greche a Cheronea e le mise sotto il suo controllo.
- Alessandro Magno
- Figlio di Filippo: guidò le truppe greche e macedoni contro l'impero persiano, in un mondo dove le poleis contavano ormai meno dei grandi re.
- Clistene
- Politico ateniese che riformò la sua polis dandole un'organizzazione in tribù: un esempio di come una città-stato potesse cambiare le proprie regole.
Luoghi
- Drero (Creta)
- Qui è stata trovata la più antica iscrizione sicura che mostra una polis come comunità politica, del VII secolo a.C.
- Atene
- La polis che sviluppò più di tutte la partecipazione dei cittadini alle decisioni, con acropoli, agorà e un'assemblea.
- Sparta
- Polis del Peloponneso dove i cittadini erano pochi e gli iloti molti: un modello molto diverso da quello ateniese.
- Magna Grecia
- Il nome delle città greche dell'Italia meridionale e della Sicilia, nate come colonie e poi cadute sotto Roma.
Da sapere
- La parola «metropoli» significa letteralmente «città madre»: così i Greci chiamavano la città da cui partivano i coloni.
- Molte famiglie greche vivevano su appezzamenti di quattro o cinque ettari, circa sei campi da calcio, e una parte della terra era di proprietà comune.
- La prima testimonianza sicura di una polis è un'iscrizione di Creta, incisa nella pietra per far conoscere a tutti le leggi della città.
- Secondo Erodoto a Platea c'erano sette iloti al seguito di ogni spartiate, ma gli storici moderni pensano che questa cifra sia esagerata e il rapporto reale è dibattuto.
Per approfondire
- Treccani, voce «Polis» treccani.it
- Wikipedia, «Polis» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Democrazia ateniese» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Magna Grecia» treccani.it
Eventi collegati
- Colonizzazione greca d'Occidentecirca 750 a.C. · Civiltà del mareLa colonizzazione portò il modello della polis in tutto il Mediterraneo.
- La vita a Spartacirca 700 a.C. · GreciaSparta è il caso di polis più diverso da Atene.
- Democrazia di Clistenecirca 508 a.C. · GreciaClistene riorganizzò Atene e diede più potere ai cittadini.
- Riforme di Solonecirca 594 a.C. · GreciaSolone cercò di risolvere i conflitti interni della polis ateniese.
- Conquiste di Alessandro334-323 a.C. · GreciaCon Alessandro le poleis persero la loro indipendenza.
Prima e dopo, nell'era «Grecia»
Evento 1 di 25
Sei quiPrime poleis grechecirca 800 a.C.
DopoGiochi olimpici antichicirca 776 a.C.
DopoAlfabeto grecocirca 750 a.C.
DopoLa vita a Spartacirca 700 a.C.
DopoSaffo, poetessa di Lesbocirca 600 a.C.
DopoRiforme di Solonecirca 594 a.C.
DopoTalete studia la naturacirca 585 a.C.
DopoPitagora a Crotonecirca 530 a.C.
DopoDemocrazia di Clistenecirca 508 a.C.
DopoBattaglia di Maratona490 a.C.
DopoBattaglia delle Termopili480 a.C.
DopoTeatro di Eschilo472 a.C.
DopoEtà di Pericle461-429 a.C.
DopoPartenone447-432 a.C.
DopoGuerra del Peloponneso431-404 a.C.
DopoErodoto scrive le Storiecirca 430 a.C.
DopoIppocrate e la medicinacirca 400 a.C.
DopoSocrate condannato399 a.C.
DopoAccademia di Platonecirca 387 a.C.
DopoAristotele fonda il Liceocirca 335 a.C.
DopoConquiste di Alessandro334-323 a.C.
DopoEuclide scrive gli Elementicirca 300 a.C.
DopoBiblioteca di Alessandriacirca 295 a.C.
DopoArchimede di Siracusacirca 250 a.C.
DopoMacchina di Anticiteracirca 100 a.C.
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- Alfabeto greco
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- Saffo, poetessa di Lesbo
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