Battaglia di Maratona
490 a.C. Maratona, Attica (Grecia)
In breve
Il re persiano Dario mandò un grande esercito contro Atene, che aveva aiutato le città greche ribelli. Gli Ateniesi, con l'aiuto della piccola città di Platea, affrontarono i Persiani nella pianura di Maratona e vinsero. Secondo una leggenda, un messaggero corse fino ad Atene per annunciare la vittoria e morì appena arrivato. In suo ricordo, nelle Olimpiadi moderne si corre la maratona, lunga più di 42 chilometri.
Perché è importante Dimostrò che i Persiani, il più grande impero del tempo, potevano essere sconfitti.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Battle of Marathon»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Una vendetta lunga anni
La battaglia di Maratona comincia da una rivolta. Le città greche della Ionia, sulla costa dell'attuale Turchia, erano sottomesse al grande impero persiano. Tra il 499 e il 493 a.C. si ribellarono, e Atene ed Eretria, una città dell'isola di Eubea, mandarono navi ad aiutarle. La rivolta fu repressa, ma il re di Persia, Dario I, non dimenticò l'affronto. Nel 490 a.C. fece partire una spedizione navale agli ordini dei generali Dati e Artaferne, con l'obiettivo di punire Atene ed Eretria. Lungo il tragitto i Persiani presero l'isola di Nasso e distrussero Eretria. Poi sbarcarono nella pianura di Maratona, a circa quaranta chilometri da Atene per strada.
I due eserciti
Quanti erano i Persiani? Lo storico Erodoto parla di seicento navi, ma non dice quanti soldati sbarcarono. Le fonti antiche più tarde fanno cifre enormi, fino a seicentomila uomini, ma gli studiosi moderni le ritengono esagerate. Le stime di oggi vanno da 20.000-30.000 fanti, più i cavalieri, la cui quantità è molto discussa. Gli Ateniesi erano circa 9.000-10.000 opliti, i soldati con scudo e lancia, aiutati da circa mille uomini di Platea, una piccola città alleata.
L'esercito ateniese era comandato da dieci strateghi, uno per tribù, e dal polemarco Callimaco, un magistrato con funzioni militari. Fu Milziade, uno dei dieci strateghi, a far approvare il decreto per dare battaglia. Secondo Erodoto, il voto decisivo fu quello del polemarco Callimaco.
La battaglia
Per qualche giorno i due eserciti rimasero uno di fronte all'altro. Poi gli Ateniesi attaccarono. La data esatta non è sicura: è agosto o settembre del 490 a.C., e alcuni studiosi propongono l'11 o il 12 settembre. Secondo la ricostruzione più seguita, gli Ateniesi schierarono il centro più sottile, su quattro file, e le ali più forti, su otto. Il centro cedette, come previsto, e i Persiani che avanzavano vi si inoltrarono. Le due ali ateniesi, intanto, avevano respinto i nemici ai lati; poi si richiusero come una tenaglia sul centro persiano, che rimase circondato. I Persiani scapparono verso le navi.
Gli storici discutono ancora sui dettagli. Un'ipotesi vuole che parte dell'esercito persiano, compresa la cavalleria, fosse già stata imbarcata prima dello scontro, per muovere verso Atene via mare. Un'altra ricorda un segnale con uno scudo, fatto da qualcuno per avvertire i Persiani; Erodoto lo riporta come un fatto, ma molti studiosi moderni ne dubitano.
I morti furono 192 Ateniesi e, secondo Erodoto, 6.400 Persiani, un numero che gli studiosi considerano incerto. Tra i caduti ateniesi c'era Callimaco. Poi gli Ateniesi dovettero muoversi in fretta: i Persiani, risaliti sulle navi, cercarono di raggiungere direttamente Atene, ma gli Ateniesi tornarono in città di corsa e impedirono lo sbarco. I Persiani rinunciarono e tornarono in Asia.
Fidippide e la maratona
Su Maratona sono nate due storie molto famose. La prima è quella del corridore Fidippide (o Filippide): prima della battaglia gli Ateniesi lo mandarono a Sparta a chiedere aiuto. La distanza fra Atene e Sparta è di circa 220-240 chilometri, e la storia dice che la percorse in pochissimo tempo. Questa è tradizione, ma il fatto che un corridore fosse mandato a Sparta è raccontato già da Erodoto.
La seconda storia, quella più celebre, racconta che un messaggero corse da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria e che, appena arrivato, morì per la fatica. Gli storici non la considerano un fatto storico: la raccontano Plutarco e poi Luciano di Samosata, secoli dopo, ed è probabilmente il risultato della fusione di più storie antiche. Eppure ha dato il nome alla gara più lunga dell'atletica: la maratona.
Il ricordo
Gli Ateniesi caduti furono sepolti sul campo di battaglia, sotto un grande tumulo, il Soros, che è ancora visibile. Secondo uno studioso, sulla cima del tumulo furono poste lapidi con i nomi dei 192 caduti, divisi per tribù. Il drammaturgo Eschilo combatté a Maratona; sulla sua tomba volle ricordare solo questo, e non le sue tragedie. Nella tradizione si raccontava anche che il dio Pan fosse apparso in battaglia a spaventare i Persiani: per questo gli Ateniesi gli dedicarono un culto vicino all'Acropoli.
Perché successe
La causa più immediata fu la rivolta delle città greche d'Asia Minore contro la Persia. Atene ed Eretria, mandando navi ad aiutarle, si erano messe contro un impero enorme, il più grande dell'epoca. Per Dario I una punizione era necessaria, per tenere sotto controllo tutti i popoli sottomessi.
C'era però anche un motivo più profondo. L'impero persiano si era già esteso verso occidente e le città greche di mare e le isole stavano sotto il suo dominio. Atene, libera e orgogliosa, era un esempio pericoloso per chi era sottomesso. Per gli Ateniesi, invece, la sfida era difendere la propria libertà e il proprio modo di governarsi, che con Clistene era diventato più partecipato.
Cosa cambiò
La vittoria diede agli Ateniesi una grande fiducia in sé stessi. Dimostrava che i Persiani non erano invincibili, e che un esercito di cittadini liberi poteva battere un impero. Ad Atene l'impresa fu ricordata per generazioni, in poesie, dipinti e discorsi.
In realtà la guerra non finì. Dieci anni dopo, nel 480 a.C., il nuovo re persiano Serse tornò con un esercito molto più grande, e i Greci dovettero combattere alle Termopili, a Salamina e a Platea. Ma senza Maratona forse Atene non avrebbe avuto la forza per organizzare la resistenza.
Maratona vive anche nel nostro sport. Nel 1896 Michel Bréal propose di includere nelle prime Olimpiadi moderne una gara che ricordasse la corsa del messaggero, e Pierre de Coubertin la sostenne. Alla prima maratona olimpica, ad Atene, vinse il greco Spyridon Louis. La distanza ufficiale di 42,195 chilometri fu fissata soltanto nel 1921.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Dario I
- Re di Persia che mandò la spedizione del 490 a.C. per punire Atene ed Eretria.
- Milziade
- Comandante ateniese che fece approvare la decisione di dare battaglia.
- Callimaco
- Polemarco di Atene, magistrato militare: morì a Maratona.
- Fidippide
- Corridore ateniese mandato a Sparta a chiedere aiuto; la leggenda lo confonde con il messaggero che avrebbe annunciato la vittoria.
- Eschilo
- Il grande autore di tragedie: combatté a Maratona e sulla sua tomba fece ricordare solo quella battaglia.
Luoghi
- Maratona
- Pianura sulla costa orientale dell'Attica, a circa quaranta chilometri da Atene per strada.
- Eretria
- Città dell'isola di Eubea, alleata di Atene, distrutta dai Persiani prima della battaglia.
- Platea
- Piccola città della Beozia che mandò circa mille uomini ad aiutare gli Ateniesi.
- Il Soros
- Il grande tumulo sul campo di battaglia, dove furono sepolti gli Ateniesi caduti.
Da sapere
- Gli Ateniesi caduti a Maratona furono 192, e sulla loro tomba furono posti i nomi divisi per tribù.
- Fidippide non corse da Maratona ad Atene: la tradizione più sicura lo manda da Atene a Sparta, a più di duecento chilometri.
- La lunghezza ufficiale della maratona, 42,195 chilometri, fu stabilita soltanto nel 1921.
- Eschilo, il grande scrittore di tragedie, sulla sua tomba volle ricordare solo di aver combattuto a Maratona.
Per approfondire
- Wikipedia, «Battaglia di Maratona» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Maratona» treccani.it
- Wikipedia, «Erodoto» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Eschilo» it.wikipedia.org
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Prima e dopo, nell'era «Grecia»
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