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5 · Grecia vita quotidiana

La vita a Sparta

circa 700 a.C. Sparta, Peloponneso (Grecia)

In breve

A Sparta la vita era organizzata per formare soldati. A sette anni i bambini lasciavano la famiglia e venivano educati insieme, con esercizi duri, poco cibo e molta disciplina. Anche le ragazze facevano ginnastica e gare di corsa, cosa rara nel mondo greco. Il lavoro nei campi spettava agli iloti, una popolazione sottomessa che non aveva alcun diritto.

Perché è importante Sparta mostra un modello di città molto diverso da Atene, costruito tutto attorno all'esercito.

Fonte: Treccani, voce «Sparta»

Illustrazione: La vita a Sparta (Sparta, Peloponneso (Grecia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
La vita a Sparta: Sparta, Peloponneso (Grecia)
Dove: Sparta, Peloponneso (Grecia)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Una città con un'idea fissa

Tra tutte le poleis greche, Sparta fu la più strana. Si trovava nel Peloponneso meridionale e aveva organizzato tutta la sua vita attorno a un'idea: avere soldati bravissimi e uniti. Gli Spartani raccontavano che il sistema fosse stato dato loro da Licurgo, un legislatore. Gli storici però non sono sicuri che sia davvero esistito: potrebbe essere una figura leggendaria, a cui la tradizione attribuì leggi nate in tempi diversi. Per questo la data del nostro sito è «circa 700 a.C.»: il sistema si consolidò lentamente, dopo le guerre che gli Spartani combatterono per conquistare le terre vicine.

Tre gruppi di abitanti

La società spartana era divisa in tre gruppi. Al vertice c'erano gli Spartiati, i cittadini a pieno diritto. Si chiamavano «homoioi», cioè «eguali»: tra di loro, almeno in teoria, nessuno doveva essere più ricco o più importante degli altri. Per essere Spartiati bisognava avere genitori Spartiati e pagare la propria quota ai pasti comuni; chi non ci riusciva perdeva il rango.

Poi c'erano i perieci, gli «abitanti intorno». Vivevano nelle città vicine, erano liberi, facevano gli artigiani e i commercianti, pagavano tasse e combattevano nell'esercito, ma non avevano diritti politici. Infine c'erano gli iloti, i più numerosi. Erano contadini senza libertà, appartenevano alla comunità spartana e lavoravano le terre assegnate agli Spartiati, consegnando ogni anno una parte del raccolto. Secondo lo storico Erodoto, nel V secolo a.C. gli iloti erano circa sette volte più numerosi degli Spartani: una stima forse esagerata, ma che dà l'idea di una minoranza che dominava una maggioranza. Il lavoro degli iloti permetteva agli Spartiati di dedicarsi solo all'addestramento militare.

L'educazione dei bambini

Il sistema di educazione si chiamava «agoge», che significa «guida». A sette anni i bambini spartani lasciavano la famiglia ed entravano in gruppi educati dallo Stato. Imparavano a resistere alla fatica, al freddo e alla fame, a ubbidire e a stare insieme. A circa vent'anni diventavano giovani soldati e continuavano ad addestrarsi, e il servizio militare durava fino ai sessant'anni. Solo a trent'anni uno Spartiata poteva votare nell'assemblea.

I ragazzi mangiavano insieme nelle mense comuni, chiamate sissizi. Il piatto più famoso era il «brodo nero», che dava a Sparta una fama di cucina durissima. Ogni cittadino doveva portare la sua parte di cibo, e chi non riusciva a farlo veniva escluso dai diritti di cittadino. Era un modo per tenere unito il gruppo.

Le ragazze e le donne

Sparta si distingueva anche per come trattava le donne. Nel resto della Grecia le ragazze erano tenute in casa; a Sparta facevano ginnastica, gare di corsa, canto e danza. Le donne spartane avevano più libertà e possedevano beni propri, ma non avevano diritti politici: non votavano e non partecipavano all'assemblea.

Come si governava

Il governo di Sparta era formato da più organi che si controllavano a vicenda. Avevano due re, uno per ciascuna delle due famiglie reali (gli Agiadi e gli Euripontidi). Nel periodo classico i re avevano soprattutto compiti militari e religiosi. C'era poi la gerusia, un consiglio di trenta membri: i due re e ventotto anziani sopra i sessant'anni, eletti a vita. Cinque efori, eletti ogni anno, controllavano i re e i magistrati. Infine c'era l'apella, l'assemblea degli Spartiati, che si riuniva una volta al mese. Votava per acclamazione, cioè gridando, senza contare i voti uno per uno, e poteva soltanto approvare o respingere le proposte della gerusia.

La paura delle rivolte

Per capire Sparta bisogna ricordare la paura che la accompagnava. Gli Spartani avevano conquistato la vicina Messenia con due guerre: la prima durò una ventina d'anni e finì verso il 724 a.C. secondo la tradizione, con la caduta del monte Itome; la seconda durò molti anni (le fonti discordano sulle date) e portò alla conquista di gran parte della regione. Molti Messeni divennero iloti. Gli iloti si ribellarono più volte, e la rivolta del 464 a.C. fu la più grave. Per tenerli sotto controllo gli Spartani usavano la forza: ogni anno i giovani soldati partecipavano alla «crittia», una specie di caccia agli iloti per intimidirli. È una parte molto dura della storia spartana, che ricorda come la libertà di pochi si reggesse sulla mancanza di libertà di molti.

Il declino

Nel 371 a.C., a Leuttra, l'esercito di Tebe guidato da Epaminonda sconfisse Sparta, che fino ad allora sembrava invincibile. L'anno dopo i Tebani invasero il Peloponneso e tolsero a Sparta la Messenia, cioè la terra che dava da mangiare agli Spartiati. Anche il numero dei cittadini diminuiva: a metà del III secolo a.C. ne restavano circa 700, in gran parte indebitati con pochi grandi proprietari. Il sistema nato per creare soldati perfetti non resse al cambiare dei tempi.

Perché successe

Sparta nacque in una pianura fertile, circondata da popolazioni vicine che la città conquistò con la forza. Le due guerre contro la Messenia le diedero molta terra, ma anche un problema: moltissime persone da controllare. I pochi Spartiati dovevano sempre essere pronti a difendersi da una rivolta, e questo li spinse a tenere tutti i cittadini in addestramento permanente.

La tradizione attribuiva il sistema a Licurgo, il legislatore ricevuto dall'oracolo di Delfi. Che sia esistito o no, le leggi servivano a un obiettivo: mantenere uguali i cittadini, abituati a obbedire e a combattere. L'educazione comune, le mense comuni e le terre assegnate allo Stato creavano un legame forte tra gli Spartiati e riducevano i conflitti interni.

Cosa cambiò

Per molto tempo Sparta ebbe il miglior esercito di terra della Grecia. Fu il suo re Leonida a bloccare i Persiani alle Termopili, e Sparta guidò la lega dei Greci anche contro Serse. Più tardi vinse la lunga guerra contro Atene. Ma pagò un prezzo alto: la società era chiusa, i cittadini erano pochi e non potevano permettersi di perdere uomini, e il dominio sugli iloti costringeva a una vigilanza continua.

Dopo la sconfitta di Leuttra e la perdita della Messenia, Sparta non tornò più potente. Nei secoli seguenti restò una città famosa soprattutto per la sua storia. Anche oggi la parola «spartano» indica una vita dura e senza comodità, ma questa fama racconta solo una parte di ciò che Sparta era. Gli storici studiano il suo caso per capire che cosa succede a una società che mette il potere militare al primo posto, e ci ricordano che il confronto con Atene, così diversa, ha influenzato per secoli il modo di pensare la politica.

Persone e luoghi chiave

Persone

Licurgo
Il legislatore che, secondo la tradizione, diede a Sparta le sue leggi dopo aver consultato l'oracolo di Delfi. Forse è una figura leggendaria.
Leonida
Re di Sparta: morì alle Termopili nel 480 a.C. difendendo il passo contro i Persiani.
Epaminonda
Generale di Tebe che nel 371 a.C. sconfisse gli Spartani a Leuttra e poi liberò la Messenia.

Luoghi

Sparta
Città della Laconia, nel Peloponneso meridionale, centro di una società organizzata per la guerra.
Messenia
Regione vicina conquistata dagli Spartani con due guerre; i suoi abitanti diventarono in gran parte iloti.
Monte Itome
La fortezza dei Messeni, la cui caduta chiuse la prima guerra messenica verso il 724 a.C., secondo la tradizione.
Leuttra
Località della Beozia dove nel 371 a.C. Tebe sconfisse Sparta.

Da sapere

  • Gli Spartiati si chiamavano «homoioi», cioè «eguali»: era il loro orgoglio, anche se il sistema dipendeva dal lavoro di persone senza diritti.
  • Il «brodo nero» era il piatto più noto delle mense comuni spartane: gli anziani si accontentavano del brodo e lasciavano la carne ai giovani.
  • Le ragazze spartane facevano ginnastica, correvano e cantavano, cosa che nel resto della Grecia sembrava molto strana.
  • Nel III secolo a.C. gli Spartiati erano ridotti a circa 700 persone, mentre Plutarco ricorda 9.000 lotti di terra assegnati agli Spartiati.

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