Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Grecia

5 · Grecia politica

Democrazia di Clistene

circa 508 a.C. Atene (Grecia)

In breve

Nel 508 a.C. l'ateniese Clistene riorganizzò la città in dieci tribù, mescolando cittadini della costa, della campagna e della città. In questo modo nessuna famiglia potente poteva più comandare da sola. Le decisioni importanti spettavano all'assemblea, dove ogni cittadino maschio adulto poteva parlare e votare. Restavano però esclusi le donne, gli stranieri e gli schiavi.

Perché è importante La parola «democrazia» vuol dire «potere del popolo», e il suo cammino comincia qui.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Cleisthenes of Athens»

Illustrazione: Democrazia di Clistene (Atene (Grecia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Democrazia di Clistene: Atene (Grecia)
Dove: Atene (Grecia)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Dopo il tiranno

Per capire l'impresa di Clistene bisogna tornare ad Atene negli anni in cui governavano i tiranni. Un tiranno, per i Greci, era uno che aveva preso il potere con la forza, senza essere eletto. Dopo Pisistrato, Atene era stata governata dai suoi figli, i Pisistratidi. Nel 511 o 510 a.C. un gruppo di nobili, guidati dalla potente famiglia degli Alcmeonidi, riuscì a cacciarli con l'aiuto dell'esercito spartano comandato dal re Cleomene I. Clistene, un Alcmeonide che era stato mandato in esilio, poté tornare ad Atene.

La libertà ritrovata, però, non portò subito la pace. Due nobili si contendevano il comando: Isagora, appoggiato dagli aristocratici, e lo stesso Clistene, che cercava il consenso del popolo. Isagora chiese di nuovo aiuto a Sparta e Clistene dovette andarsene ancora. Ma quando Isagora volle governare con pochi, gli Ateniesi si ribellarono, lo costrinsero a lasciare la città e richiamarono Clistene. È il momento in cui si capisce che il popolo non voleva più farsi comandare da un gruppo ristretto di famiglie.

Una riforma partita dalle tribù

Intorno al 508-507 a.C. Clistene fece la sua grande riforma. Il problema era questo: le famiglie nobili avevano un potere enorme, anche grazie alle vecchie divisioni dei cittadini in quattro tribù basate sulla nascita. Clistene ebbe un'idea semplice e rivoluzionaria: cambiare la mappa. Divise l'Attica, il territorio di Atene, in tre grandi zone: la città, la costa e l'entroterra. Ogni zona fu suddivisa in dieci gruppi di villaggi e quartieri, detti trittie. I demi, cioè i singoli villaggi e quartieri, diventarono l'unità di base: ogni cittadino era iscritto al suo demo, e questa appartenenza passava ai figli. Al posto del nome del padre, nei documenti si cominciò a usare il nome del demo.

Poi arrivò il passaggio più intelligente. Le tribù nuove erano dieci, e ciascuna comprendeva tre trittie, una per ogni zona. Le trittie non dovevano essere vicine l'una all'altra: una tribù poteva quindi contenere gente di città, di costa e di campagna, anche distanti decine di chilometri. In questo modo nessuna tribù era dominata da una famiglia potente, perché ogni gruppo era un mosaico di persone con interessi diversi. A ciascuna tribù fu dato il nome di un eroe locale, scelto con l'aiuto della Pizia, la sacerdotessa di Delfi, da una lista di cento nomi.

Come funzionava la nuova Atene

La riforma cambiò anche le istituzioni. Il consiglio dei Quattrocento di Solone fu sostituito da uno di Cinquecento membri, la Bulé: cinquanta per ogni tribù, estratti a sorte. Si usava il sorteggio, e non l'elezione, perché si riteneva che garantisse imparzialità. Ogni tribù, a turno, guidava il consiglio per un decimo dell'anno, e ogni giorno un cittadino diverso lo presiedeva. La Bulé preparava le proposte di legge, controllava i magistrati e si occupava degli affari di tutti i giorni.

Le decisioni importanti spettavano all'assemblea del popolo, l'ecclesia, aperta a tutti i cittadini maschi adulti, che si riuniva più volte al mese e votava le leggi, eleggeva i magistrati, decideva sulla guerra e sulla pace. I dieci strateghi, cioè i generali, erano eletti e non sorteggiati, perché una guerra non si può affidare al caso. Anche i tribunali popolari erano formati da giurati sorteggiati.

L'ostracismo

Alla riforma di Clistene è legata, secondo la tradizione, un'invenzione particolare: l'ostracismo. Una volta l'anno l'assemblea poteva decidere di mandare in esilio per dieci anni un cittadino considerato pericoloso per la democrazia. Ognuno scriveva il nome della persona su un coccio di ceramica, detto «ostrakon» (da cui il nostro «ostracismo»). Per essere valido il voto richiedeva la presenza di almeno seimila votanti. L'esiliato non perdeva i beni e dopo dieci anni poteva tornare. La prima volta fu usato nel 487 a.C. Nelle intenzioni doveva difendere la città da chi voleva diventare tiranno, ma col tempo fu usato anche come arma nelle lotte tra fazioni.

Chi restava fuori

Chiamiamo «democrazia» il sistema che nacque, ma bisogna ricordare i suoi limiti. Solo i maschi adulti nati ad Atene partecipavano alla vita politica. Le donne, gli schiavi e gli stranieri erano esclusi. Per Clistene la parola chiave era «isonomia», cioè «uguaglianza davanti alla legge»: tutti i cittadini dovevano avere gli stessi diritti. La parola «democrazia» è arrivata più tardi. Qualche decennio dopo, con le riforme di Efialte (462 a.C.) e di Pericle, la democrazia ateniese diventò ancora più ampia: quella di Clistene era stata una tappa, non un punto di arrivo.

Perché successe

Dopo la caduta dei Pisistratidi Atene era un campo di battaglia tra famiglie rivali. Gli aristocratici volevano tornare al potere come prima, e chi aveva fatto cadere il tiranno non voleva sostituirlo con un nuovo padrone. Clistene si accorse che il popolo, cioè i contadini, gli artigiani e i marinai, poteva diventare la forza decisiva, e decise di appoggiarsi a loro.

La riforma delle tribù fu pensata per spezzare i vecchi legami di sangue e di clientela. Finché un nobile poteva contare sui suoi parenti e sui suoi vicini, era facile che diventasse un nuovo tiranno. Mescolare i cittadini di zone diverse in un'unica tribù, e dare a ciascuno un posto in un consiglio e in un'assemblea, era un modo per rendere la politica meno dipendente dalla nascita e dalle amicizie.

Cosa cambiò

Con Clistene Atene cambiò la propria organizzazione per sempre. Il sistema delle dieci tribù, la Bulé dei Cinquecento e l'assemblea restarono il cuore della vita ateniese per quasi due secoli. Pochi anni dopo, nel 490 a.C., questa Atene di cittadini affrontò i Persiani a Maratona.

La riforma aprì la strada alle decisioni successive. Efialte e Pericle allargarono la partecipazione dei cittadini ai tribunali e alle magistrature, e la democrazia ateniese raggiunse il suo massimo nel V secolo a.C. Anche l'ostracismo e il sorteggio, usati in vari modi, continuarono a segnare la politica della città.

Il debito del mondo di oggi verso Atene è grande. Parole come «democrazia», «politica», «assemblea» e idee come l'uguaglianza davanti alla legge e il voto dei cittadini vengono da qui. Oggi però le democrazie sono molto diverse: votano anche le donne, non esiste la schiavitù e si elegge un parlamento invece di riunire tutti in una piazza. Capire Clistene serve a vedere quanto cammino sia stato fatto, e quanto ci voglia per allargare davvero i diritti a tutti.

Persone e luoghi chiave

Persone

Clistene
Politico ateniese degli Alcmeonidi, autore della riforma del 508-507 a.C. che dà inizio alla democrazia.
Isagora
Nobile ateniese rivale di Clistene, che chiese aiuto a Sparta per governare.
Cleomene I
Re di Sparta: aiutò a cacciare i tiranni da Atene e poi intervenne a favore di Isagora.
Pisistrato e i suoi figli
La famiglia dei tiranni di Atene, il cui governo finì nel 511-510 a.C.

Luoghi

Atene
La polis dell'Attica dove avvenne la riforma.
Attica
Il territorio intorno ad Atene, diviso da Clistene in città, costa ed entroterra.
Delfi
Santuario di Apollo dove la Pizia scelse i nomi degli eroi delle dieci tribù.

Da sapere

  • La parola «ostracismo» viene da «ostrakon», il coccio di ceramica su cui gli Ateniesi scrivevano il nome della persona da mandare in esilio.
  • Le dieci tribù di Atene portavano i nomi di eroi scelti dalla Pizia di Delfi tra cento nomi: Eretteide, Egeide, Pandionide, Leontide e così via.
  • I consiglieri della Bulé erano estratti a sorte: ogni cittadino poteva essere scelto.
  • Per usare l'ostracismo servivano almeno seimila votanti, e l'esiliato poteva tornare dopo dieci anni senza aver perso i suoi beni.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Grecia»

Evento 9 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Grecia»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music