Guerra del Peloponneso
431-404 a.C. Grecia (Atene contro Sparta)
In breve
Atene, potente sul mare, e Sparta, fortissima sulla terra, si combatterono per quasi trent'anni trascinando con sé quasi tutte le città greche. All'inizio della guerra una terribile epidemia colpì Atene, affollata di profughi, e uccise anche Pericle. Gli Ateniesi tentarono una grande spedizione contro Siracusa, in Sicilia, che finì in un disastro. Alla fine Sparta, aiutata dal denaro persiano, vinse e Atene dovette abbattere le sue lunghe mura.
Perché è importante La guerra lasciò le città greche stremate e divise, aprendo la strada a nuovi conquistatori.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Peloponnesian War»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Due potenze, due modi di vivere
Dopo la vittoria sui Persiani, la Grecia si ritrovò con due città molto più forti delle altre. Atene era una potenza di mare: aveva la flotta migliore, comandava la Lega delio-attica e gli alleati le pagavano un tributo. Sparta era una potenza di terra, con un esercito formidabile e a capo di un'altra alleanza, la Lega peloponnesiaca. Atene era una democrazia, Sparta una città di soldati con due re. Erano diverse in tutto, e ciascuna temeva l'altra.
Tucidide, lo storico ateniese che visse quella guerra e la raccontò, scrisse che la causa vera non furono i singoli incidenti ma la crescita della potenza di Atene, che metteva paura a Sparta. I pretesti, invece, furono altri. Atene aveva sostenuto la città di Corcira contro Corinto. Poi c'erano state le tensioni attorno a Potidea, una colonia di Corinto che era sotto il controllo ateniese: quando Potidea si rifiutò di obbedire ad Atene, la città fu assediata. A questi si aggiunsero i contrasti con Megara. Così, nel 431 a.C., scoppiò la guerra.
Dieci anni di attacchi e di contrattacchi
La strategia di Pericle era semplice. Gli Spartani erano fortissimi in battaglia, quindi Atene non doveva affrontarli: gli abitanti dell'Attica si sarebbero rifugiati dentro le Lunghe Mura, mentre la flotta portava rifornimenti e attaccava le coste del Peloponneso. Gli Spartani avrebbero devastato i campi, poi si sarebbero stancati e avrebbero trattato. La prima fase della guerra, dal 431 al 421 a.C., si chiama «archidamica» da Archidamo II, il re spartano che guidò le invasioni.
Nell'estate del 430 a.C. in un'Atene affollatissima scoppiò una terribile epidemia. Tucidide la descrisse nel suo libro. Secondo una stima, morì circa un terzo della popolazione. Tra le vittime ci fu anche Pericle, nel 429. Dopo di lui Atene si ritrovò con capi meno prudenti. Nel 421 a.C. fu firmata la pace di Nicia, che avrebbe dovuto durare cinquant'anni, ma non resse.
Il disastro in Sicilia
Nel 415 a.C. gli Ateniesi decisero di fare una mossa audace: mandare una grande flotta in Sicilia, contro la potente Siracusa. Un politico brillante e ambizioso, Alcibiade, sosteneva l'impresa; Nicia, che guidava il partito della pace e dei moderati, era contrario. Partirono 134 triremi, le navi da guerra, sotto il comando di tre generali: Alcibiade, Nicia e Lamaco. Poco dopo la partenza, ad Atene scoppiò lo scandalo delle erme (statue sacre mutilate), Alcibiade fu accusato e fuggì a Sparta. Nicia assediò Siracusa, ma Lamaco morì e da Sparta e da Corinto arrivò un aiuto, il generale Gilippo, che sconfisse gli Ateniesi. Una seconda spedizione, guidata da Demostene, finì ancora peggio.
Fu una catastrofe: Atene perse un'enorme quantità di navi e di uomini, molti dei quali rimasti prigionieri in Sicilia.
Sparta e i soldi dei Persiani
Dopo il 413 a.C. la guerra entrò nella sua fase finale, detta «decelea». Sparta incitò gli alleati di Atene a ribellarsi, e ottenne l'aiuto economico dei Persiani, che volevano vedere indebolita Atene. Con quei soldi costruì una flotta. Atene commise altri errori, e la situazione precipitò. Nel 405 a.C., a Egospotami, gli Spartani, comandati da Lisandro, colsero di sorpresa la flotta ateniese di circa 180 navi e la distrussero: secondo Senofonte solo nove triremi si salvarono.
La resa
Senza flotta, e con la via di rifornimento principale tagliata, Atene era in trappola. Dopo alcuni mesi di assedio per terra e per mare la città si arrese, nel 404 a.C. Gli Spartani chiesero: consegnare tutta la flotta, tranne dodici navi; sciogliere la Lega delio-attica; abbattere le Lunghe Mura; accettare una guarnigione spartana; richiamare gli esiliati e adottare un governo oligarchico. Questo governo, guidato da Crizia, è passato alla storia come i «Trenta Tiranni». La guerra, durata circa ventisette anni, era finita.
Perché successe
Le cause furono profonde e più antiche degli episodi che fecero esplodere la guerra. Dopo i Persiani Atene era diventata troppo forte: comandava un'alleanza di città tributarie e aveva una flotta senza rivali. Sparta e i suoi alleati, specie Corinto, si sentivano minacciati, e temevano che Atene volesse imporre il proprio dominio a tutta la Grecia.
A far scoppiare la guerra furono incidenti precisi: l'aiuto ateniese a Corcira contro Corinto, l'assedio di Potidea, i provvedimenti contro Megara. Per Tucidide, però, erano solo occasioni. La vera molla era la paura che il potere di una città in crescita faceva venire all'altra: un tema che gli studiosi hanno ripreso molte volte per leggere anche i conflitti dei secoli successivi.
Cosa cambiò
La guerra distrusse la fiducia tra le poleis greche. Atene perse il suo impero, le sue mura e la sua flotta, e subì il regime dei Trenta Tiranni. Sparta ebbe il potere su gran parte della Grecia, ma governare un impero era un'altra cosa che vincere una guerra, e dopo pochi anni ricominciarono le lotte tra le città. Così Atene, Sparta e Tebe si indebolirono a vicenda.
Tutto ciò facilitò l'ascesa di una potenza del nord, la Macedonia, che nel IV secolo a.C. sottomise la Grecia. La libertà delle poleis, che era sopravvissuta ai Persiani, non sopravvisse alle loro guerre interne.
Per la storia della cultura, la guerra ebbe un effetto paradossale: Tucidide scrisse la sua opera, che è considerata un modello di storiografia basato sulla ricerca dei fatti. Anche Senofonte raccontò la parte finale. Ancora oggi sappiamo molto della guerra grazie a loro. Curiosamente, un vero trattato di pace non fu mai firmato, e soltanto nel 1996 i sindaci di Atene e di Sparta firmarono un documento simbolico per chiuderla ufficialmente.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Tucidide
- Storico ateniese che visse la guerra e la raccontò; la sua opera si ferma al 411 a.C.
- Pericle
- Capo di Atene all'inizio della guerra: morì di peste nel 429 a.C.
- Alcibiade
- Politico ateniese brillante e discusso: promosse la spedizione in Sicilia e poi passò a Sparta.
- Nicia
- Generale ateniese, contrario alla spedizione in Sicilia ma poi suo comandante; firmò la pace del 421.
- Lisandro
- Comandante spartano che vinse a Egospotami nel 405 a.C.
Luoghi
- Siracusa
- Grande città greca della Sicilia, dove la spedizione ateniese finì in un disastro.
- Egospotami
- Località sullo stretto dei Dardanelli dove la flotta ateniese fu distrutta nel 405 a.C.
- Potidea e Corcira
- Le due città i cui conflitti fecero precipitare la crisi.
- Lunghe Mura
- Mura che proteggevano Atene: abbatterle fu il segno della sua sconfitta.
Da sapere
- Tucidide descrisse nel suo libro la terribile epidemia di Atene, che oggi non sappiamo identificare con certezza.
- Per la spedizione in Sicilia partirono 134 triremi, una flotta enorme per l'epoca.
- A Egospotami, secondo Senofonte, si salvarono solo 9 delle circa 180 triremi ateniesi.
- Dopo la guerra Atene poté tenere soltanto 12 navi.
- Nel 1996 i sindaci di Atene e di Sparta firmarono un documento per dichiarare finita una guerra che non aveva mai avuto un trattato di pace.
Per approfondire
- Wikipedia, «Guerra del Peloponneso» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Guerra del Peloponneso» treccani.it
- Wikipedia, «Tucidide» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Sparta» it.wikipedia.org
Eventi collegati
- Età di Pericle461-429 a.C. · GreciaPericle guidò Atene all'inizio della guerra.
- La vita a Spartacirca 700 a.C. · GreciaSparta fu la grande avversaria di Atene.
- Socrate condannato399 a.C. · GreciaSocrate fu processato nell'Atene uscita dalla guerra.
- Conquiste di Alessandro334-323 a.C. · GreciaCon la Grecia indebolita salì la Macedonia di Filippo e Alessandro.
- Partenone447-432 a.C. · GreciaIl Partenone fu costruito negli anni di prosperità che precedettero la guerra.
Prima e dopo, nell'era «Grecia»
Evento 15 di 25
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PrimaGiochi olimpici antichicirca 776 a.C.
PrimaAlfabeto grecocirca 750 a.C.
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PrimaRiforme di Solonecirca 594 a.C.
PrimaTalete studia la naturacirca 585 a.C.
PrimaPitagora a Crotonecirca 530 a.C.
PrimaDemocrazia di Clistenecirca 508 a.C.
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PrimaPartenone447-432 a.C.
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