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Etruschi, signori del Tirreno

circa 700 a.C. Tarquinia e Cerveteri, Lazio (Italia)

In breve

Gli Etruschi vivevano tra l'Arno e il Tevere, nell'attuale Toscana, nel Lazio settentrionale e in parte dell'Umbria. Le loro città, come Tarquinia, Cerveteri e Veio, commerciavano su tutto il mar Tirreno grazie anche al ferro dell'isola d'Elba. Nelle tombe dipinte di Tarquinia si vedono banchetti, danze, musicisti e gare sportive. Le donne etrusche partecipavano ai banchetti accanto agli uomini, cosa che stupiva molto i Greci.

Perché è importante Dagli Etruschi i Romani impararono moltissimo, dall'arte di costruire alla lettura dei segni divini.

Fonte: UNESCO, «Etruscan Necropolises of Cerveteri and Tarquinia»

Illustrazione: Etruschi, signori del Tirreno (Tarquinia e Cerveteri, Lazio (Italia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Etruschi, signori del Tirreno: Tarquinia e Cerveteri, Lazio (Italia)
Dove: Tarquinia e Cerveteri, Lazio (Italia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Il popolo che i Romani chiamavano Tusci

Prima che Roma diventasse grande, l'Italia centrale era dominata da un altro popolo: gli Etruschi. Il loro territorio, l'Etruria, corrispondeva all'incirca alla Toscana di oggi, all'Umbria occidentale e al Lazio settentrionale. Nel momento della massima espansione, intorno al 500 a.C., gli Etruschi arrivarono a controllare anche la pianura del Po e parti della Campania. I Romani li chiamavano «Tusci», da cui il nome Toscana, e, a quanto pare, il nome ricordava la loro fama di esperti nei riti religiosi.

Gli Etruschi non formarono mai un regno unico. Vivevano in città-stato indipendenti, ognuna con le sue mura, il suo governo e il suo territorio. Le fonti antiche parlano di una lega di dodici popoli, i «duodecim populi Etruriae», che si riuniva ogni anno in un santuario, il fanum Voltumnae. In quell'occasione veniva scelto il capo della confederazione, chiamato in etrusco zilath mechl rasnal. Era un'alleanza religiosa e culturale più che politica.

Da dove venivano?

Sugli Etruschi c'è una domanda che si sono fatti i Greci, i Romani e poi gli studiosi moderni: da dove arrivavano? Oggi la maggior parte degli esperti ritiene che fossero un popolo italiano, nato sul posto. La loro civiltà si sviluppò intorno al 900 a.C. dalla cultura protovillanoviana, e la sua prima fase è quella villanoviana, di cui si è parlato in un'altra scheda. L'antica tradizione di un'origine orientale non è condivisa dalla maggioranza degli studiosi di oggi.

La loro lingua è difficile da capire. Le prime iscrizioni etrusche sono del 700 a.C. circa, nell'Etruria meridionale, e usano un alfabeto derivato da quello greco dei coloni dell'Eubea. Possiamo leggere le lettere, ma comprendiamo solo in parte il significato delle parole. Non è una lingua indoeuropea come il latino e l'italiano: gli studiosi la collegano a una piccola famiglia di lingue dette tirreniche, di cui fanno parte il lemnio, parlato nell'isola di Lemno, e il retico, parlato nelle Alpi.

Città dei vivi e città dei morti

Gran parte di quello che sappiamo degli Etruschi viene dalle tombe, perché le città dei vivi sono state spesso ricoperte da quelle moderne. A Cerveteri, l'antica Caere, c'è la necropoli della Banditaccia, che si estende per circa 400 ettari in tutto, e di cui solo circa dieci sono visitabili. Ci sono circa mille tombe, molte sotto grandi tumuli di terra rotondi, costruite tra il IX e il III secolo a.C. Le tombe sono scavate nella roccia e imitano le case dei vivi, con un corridoio, una sala centrale e varie stanze. Alcune sono allineate lungo vere strade. Nella Tomba dei Rilievi, della famiglia Matuna, sono scolpiti sulle pareti gli oggetti di casa. Cerveteri e Tarquinia sono insieme Patrimonio dell'Umanità dal 2004.

A Tarquinia le pareti di alcune tombe sono dipinte, per esempio nella Tomba degli Auguri. Le immagini sono piene di colore. Gli studiosi avvertono però che quegli affreschi furono probabilmente dipinti da artisti greci o stranieri, e quindi non sono sempre un ritratto fedele della vita degli Etruschi.

Le donne e la vita sociale

Un aspetto che ha colpito gli antichi, e colpisce ancora, è la condizione delle donne etrusche. Le iscrizioni funerarie ricordano spesso la madre accanto al padre, e le donne portavano un nome proprio, non derivato da quello del padre o del marito come a Roma. Sui sarcofagi dipinti o scolpiti, i coniugi sono rappresentati sdraiati vicini, in un atteggiamento affettuoso. Gli autori greci e romani, a quanto pare, scambiarono questa libertà per una scarsa moralità, ma alcuni studiosi di oggi pensano che fosse soltanto un modo diverso di considerare le donne.

Una ricchezza costruita sul commercio

Gli Etruschi si arricchirono con gli scambi: a nord con i Celti, a sud con i Greci. Le famiglie dei grandi proprietari riempivano le tombe di oggetti di lusso importati. Il potere era in mano ad alcune famiglie aristocratiche, e le città più ricche erano quelle vicine alla costa.

Il declino

Verso la fine del IV secolo a.C. Roma cominciò a conquistare l'Etruria, città dopo città. Nel 90 a.C. i Romani concessero agli Etruschi la cittadinanza, e nel 27 a.C. il territorio fu inglobato del tutto nell'impero. Il popolo non scomparve all'improvviso: si mescolò lentamente con i Romani, e la lingua etrusca cadde in disuso.

I Romani dovettero molto agli Etruschi. Gli studiosi ritengono che l'organizzazione delle famiglie nobili, la classe dei patrizi e la carica del dittatore in caso di emergenza possano avere un modello etrusco. Di certo, per i Romani, gli Etruschi furono maestri.

Perché successe

Gli Etruschi emersero dalla cultura villanoviana grazie ai commerci. Le città dell'Etruria erano in una posizione favorevole, tra il mare e l'interno, in una regione fertile e ricca di metalli, e avevano contatti con i Greci del sud e con i popoli del nord.

Con i commerci aumentava la ricchezza di alcune famiglie, che costruivano tombe sempre più grandi e acquistavano oggetti di lusso. Le città crescevano intorno a questi gruppi di famiglie potenti, e dal VII secolo a.C. (il periodo detto orientalizzante) la civiltà etrusca prese la sua forma matura.

Cosa cambiò

Gli Etruschi trasmisero ai Romani molte cose: tecniche di costruzione, riti religiosi legati all'osservazione dei segni divini, alcune cariche pubbliche e probabilmente l'idea stessa della città organizzata. Roma ebbe re etruschi nei suoi primi secoli, secondo la tradizione.

Attraverso gli Etruschi passò anche l'alfabeto: il loro alfabeto, derivato dal greco dei coloni, fu un tramite per quello latino. Parole come «Toscana» e nomi di luoghi in tutta l'Italia centrale ricordano ancora il loro territorio.

Oggi le necropoli etrusche, come quelle di Cerveteri e Tarquinia, sono tra i luoghi più visitati. I musei italiani ed europei conservano molti oggetti, e le iscrizioni etrusche, che ancora non sappiamo leggere completamente, sono un problema aperto per i linguisti.

Persone e luoghi chiave

Persone

Famiglia Matuna
Famiglia di Cerveteri titolare della Tomba dei Rilievi, con pareti scolpite a immagine di una casa.
Zilath mechl rasnal
Titolo etrusco del capo della lega delle città, scelto ogni anno.

Luoghi

Cerveteri (Caere)
Città etrusca con la grande necropoli della Banditaccia: circa mille tombe, molte sotto tumuli.
Tarquinia
Città etrusca famosa per le tombe dipinte, come quella degli Auguri.
Fanum Voltumnae
Santuario dove si riuniva ogni anno la lega delle città etrusche.

Da sapere

  • La Toscana prende il nome dai Tusci, come i Romani chiamavano gli Etruschi.
  • La necropoli della Banditaccia a Cerveteri si estende per circa 400 ettari in tutto.
  • Le tombe etrusche imitano le case dei vivi, con corridoio, sale e stanze scavate nella roccia.
  • Sui sarcofagi etruschi i coniugi sono spesso scolpiti sdraiati vicini, quasi abbracciati.
  • La lingua etrusca si scrive con lettere che sappiamo leggere, ma di molte parole non conosciamo il significato.

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