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4 · Civiltà del mare scienza e tecnica

Alfabeto protosinaitico

circa 1800 a.C. Serabit el-Khadim, Sinai (Egitto)

In breve

Nelle miniere di turchese del Sinai, dove lavoravano molti uomini venuti da Canaan, sono state trovate brevi iscrizioni con segni presi in prestito dai geroglifici. Ogni disegno valeva solo il primo suono della parola che rappresentava: la testa di bue, per esempio, stava per il suono iniziale della parola «bue» nella loro lingua. Bastavano poche decine di segni per scrivere qualsiasi parola, invece delle centinaia dei geroglifici. È l'antenato più lontano del nostro alfabeto.

Perché è importante Un sistema con pochi segni rese la scrittura alla portata di molte più persone.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Alphabet»

Illustrazione: Alfabeto protosinaitico (Serabit el-Khadim, Sinai (Egitto))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Alfabeto protosinaitico: Serabit el-Khadim, Sinai (Egitto)
Dove: Serabit el-Khadim, Sinai (Egitto)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Scrivere era un mestiere per pochi

Immagina di dover imparare a leggere e scrivere con centinaia di segni diversi da ricordare a memoria. Nell'Egitto di quasi quattromila anni fa era così. I geroglifici erano bellissimi, ma difficili: molti segni indicavano un'idea intera, altri una sillaba o un suono, altri ancora servivano solo a chiarire il senso. Per diventare scriba, cioè scrittore professionista, bisognava studiare per anni. Quasi tutti gli altri non sapevano scrivere affatto.

Ora immagina un gruppo di lavoratori stranieri che vive lontano da casa, in un posto isolato, e vuole lasciare un messaggio semplice a una dea. Non ha tempo né modo di imparare i geroglifici. Così inventa un sistema più comodo. È quello che pensano gli studiosi sia successo nel deserto del Sinai.

Le miniere di turchese

Nel Sinai, una penisola tra Egitto e Palestina, si trova Serabit el-Khadim, un altopiano di roccia dove gli Egiziani estraevano il turchese, una pietra azzurra molto apprezzata per i gioielli. Le spedizioni arrivavano da molto lontano e, secondo la ricostruzione degli archeologi, tornarono più volte nel corso di circa ottocento anni, soprattutto nella XII e XIII dinastia e poi dalla XVIII alla XX. Sul posto sorgeva un tempio dedicato a Hathor, la dea egiziana che proteggeva anche i minatori e il turchese. Secondo gli studiosi, tra gli operai c'erano uomini venuti da Canaan, la regione che oggi corrisponde a Israele, Palestina e Libano, e parlavano una lingua semitica.

La scoperta dei Petrie

Nell'inverno tra il 1904 e il 1905 l'archeologo inglese Flinders Petrie e sua moglie Hilda esplorarono Serabit el-Khadim. Trovarono, incise su due piccole statue e su una piccola sfinge, iscrizioni che non erano né geroglifici né altro che si conoscesse: segni che somigliavano a disegni, come una casa, un occhio, una testa di bue, ma messi in ordine come lettere. Gli studiosi le chiamarono «protosinaitiche», cioè «le primissime del Sinai». Ne conosciamo circa trenta o quaranta, tra iscrizioni intere e frammenti.

Come si leggono

Per più di dieci anni nessuno riuscì a leggerle. Poi, nel 1916, l'egittologo inglese Alan Gardiner ebbe un'intuizione. Notò che una sequenza di segni tornava spesso, e pensò che dovesse essere una parola importante, adatta a una dedica. Supponendo che la lingua fosse semitica, la lesse come «alla Signora», cioè alla dea, che nel tempio era Hathor, e una formula egiziana trovata sul posto, «amata da Hathor, signora del turchese», sembrava confermarlo.

Il principio che stava dietro si chiama acrofonia, e si capisce con un esempio. Il segno della casa in lingua semitica si diceva «bayt». Quel disegno non voleva più dire «casa»: indicava soltanto il suono «b», quello con cui la parola comincia. La testa di bue, «alef», indicava il suono con cui comincia quella parola; l'acqua, «mem», il suono «m». Con poche decine di disegni così si poteva scrivere qualunque parola della lingua, senza imparare centinaia di segni. Era un'idea semplice e rivoluzionaria.

Quando e dove

Le date sono discusse. Per le iscrizioni del Sinai molti studiosi pensano al XVII o al XVI secolo a.C., altri a circa il 1800 a.C., all'epoca di Amenemhat III, un faraone della XII dinastia. Nel 1999 gli egittologi americani John e Deborah Darnell, in Medio Egitto, nella valle di Wadi el-Hol, vicino a una strada che univa Tebe e Abido, scoprirono due altre iscrizioni dello stesso tipo, datate intorno al 1900-1800 a.C. Segno che l'invenzione non era nata soltanto nel Sinai e che forse era già diffusa in Egitto tra stranieri che vi lavoravano.

Da un deserto a mezzo mondo

La scrittura protosinaitica non era ancora l'alfabeto come lo intendiamo, e non sappiamo tutto di lei. Ma la sua idea, un segno per un suono, sopravvisse. Si ritrova nelle iscrizioni protocananaiche dei secoli successivi, e da lì passò all'alfabeto fenicio, all'ebraico antico e alle scritture dell'Arabia meridionale. Dai Fenici derivò il greco, e dal greco il latino, cioè l'alfabeto di questa pagina. Il nome delle nostre prime due lettere, alfa e beta, viene da «alef» e «bet», bue e casa in lingua semitica: un'eco di quei disegni nel deserto.

Perché successe

La causa principale è molto pratica: i geroglifici erano troppo difficili per chi non faceva lo scriba. Chi lavorava nelle miniere del Sinai o negli accampamenti militari d'Egitto non aveva anni da dedicare allo studio e non parlava egiziano come prima lingua. Gli stranieri semiti ebbero quindi bisogno di uno strumento più semplice per scrivere nomi, dediche e conti.

A questo si aggiunge l'incontro fra culture: molti Cananei vivevano in Egitto o lavoravano per gli Egiziani. Conoscevano i geroglifici, ma parlavano un'altra lingua. Presero in prestito i disegni, ma li usarono secondo le loro esigenze. Quando due culture si incontrano e hanno bisogno di capirsi, spesso nascono invenzioni nuove.

Cosa cambiò

Il sistema di un segno per un suono si dimostrò così comodo che si diffuse nel Mediterraneo. Nei secoli seguenti i Fenici lo perfezionarono, riducendolo a ventidue lettere, e lo portarono in tutti i porti che frequentavano. I Greci lo adattarono aggiungendo le vocali, gli Etruschi e i Latini lo ripresero a loro volta.

Oggi la maggior parte delle scritture alfabetiche del mondo, dall'alfabeto latino al greco, dal cirillico all'ebraico e all'arabo, discende da questa catena che ha il suo inizio probabile nei segni del Sinai o di Wadi el-Hol. Imparare a scrivere con poche lettere ha permesso a molte più persone di usare la scrittura: per scrivere lettere, contratti, leggi, libri.

La storia delle iscrizioni è anche un esempio di come funziona la ricerca: un'intuizione di Gardiner nel 1916 e la scoperta dei Darnell nel 1999 hanno cambiato la nostra idea su quando e dove nacque l'alfabeto. Ancora oggi molte iscrizioni protosinaitiche sono difficili da interpretare e gli studiosi continuano a discuterne.

Persone e luoghi chiave

Persone

Flinders Petrie
Archeologo inglese (1853-1942) che nel 1904-1905 con la moglie Hilda scoprì a Serabit el-Khadim le prime iscrizioni protosinaitiche.
Hilda Petrie
Moglie e collaboratrice di Flinders Petrie; partecipò agli scavi in Sinai e al recupero delle iscrizioni.
Alan Gardiner
Egittologo inglese che nel 1916 riconobbe nelle iscrizioni una parola semitica e capì il principio del sistema.
John e Deborah Darnell
Egittologi americani che nel 1999 scoprirono a Wadi el-Hol, in Medio Egitto, due iscrizioni alfabetiche molto antiche.

Luoghi

Serabit el-Khadim
Altopiano del Sinai con miniere di turchese e un tempio di Hathor; vi si trovano le iscrizioni protosinaitiche.
Wadi el-Hol
Valle del deserto del Medio Egitto, lungo una strada tra Tebe e Abido, dove nel 1999 furono scoperte due iscrizioni alfabetiche.
Canaan
Antica regione tra Egitto e Siria, patria dei lavoratori semiti che usarono per primi questa scrittura.

Da sapere

  • La nostra lettera A, capovolta, ricorda il muso con le corna di un bue: viene proprio da lì.
  • Il disegno della casa valeva il suono «b»: dal nome «bayt» viene anche la lettera greca beta.
  • In tutto, le iscrizioni del Sinai sono appena trenta o quaranta: pochissime per una scoperta così importante.
  • La data è discussa: alcuni studiosi le collocano intorno al 1800 a.C., altri qualche secolo più tardi.
  • Nel 1999 due iscrizioni dello stesso tipo, trovate in Medio Egitto, hanno mostrato che l'idea non era nata solo nel Sinai.

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