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4 · Civiltà del mare scienza e tecnica

Inizia l'età del ferro

circa 1200 a.C. Anatolia e Mediterraneo orientale

In breve

Il ferro si trova in moltissimi luoghi, a differenza dello stagno necessario per il bronzo, ma è difficile da lavorare. Bisognava scaldarlo nel fuoco, batterlo a lungo col martello e raffreddarlo nell'acqua per renderlo duro. Gli Ittiti, in Anatolia, lo lavoravano già prima, ma dopo il 1200 a.C. la tecnica si diffuse in tutto il Mediterraneo. Attrezzi agricoli e armi di ferro diventarono sempre più comuni.

Perché è importante Il ferro costava meno del bronzo, e così anche i contadini poterono avere attrezzi di metallo.

Fonte: Treccani, voce «Età del ferro»

Illustrazione: Inizia l'età del ferro (Anatolia e Mediterraneo orientale)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Inizia l'età del ferro: Anatolia e Mediterraneo orientale
Dove: Anatolia e Mediterraneo orientale

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un metallo caduto dal cielo

Il ferro era conosciuto molto prima di diventare importante. I primi oggetti di ferro che gli archeologi hanno trovato non erano fatti fondendo il minerale, ma lavorando pezzi di ferro meteoritico, cioè caduto dal cielo con le meteoriti. Era rarissimo e per questo prezioso. Un caso famoso è il pugnale di ferro trovato nella tomba del faraone Tutankhamon: gli esami hanno mostrato che il metallo veniva da una meteorite. Per fare utensili e armi in grande quantità, invece, bisognava imparare a ricavare il ferro dalle rocce.

Perché il ferro è difficile

Il ferro si trova in moltissimi luoghi, ben più dello stagno, che con il rame serve a fare il bronzo. Ma ottenerlo è più complicato. Per separarlo dalla roccia bisogna scaldare il minerale in un forno a temperature superiori a 1.250 gradi, difficili da raggiungere per chi non ha forni molto buoni. Il bronzo, al contrario, si fonde a temperature molto più basse. E il ferro che esce dal forno non si cola in uno stampo: resta una massa spugnosa e piena di scorie, che il fabbro deve riscaldare e battere con il martello per eliminare le impurità e dare forma all'oggetto.

Con il tempo i fabbri scoprirono anche come ottenere l'acciaio, un ferro con un po' di carbonio, più duro e adatto a utensili e armi. Non sappiamo con precisione quando e dove, e le tecniche si sono perfezionate un po' alla volta.

Che cosa significa «età del ferro»

Gli archeologi dividono la preistoria e l'antichità in età, in base al materiale più importante: età della pietra, del bronzo, del ferro. Ma queste età non cominciano nello stesso momento dappertutto. Si dice che comincia l'età del ferro quando in un luogo il ferro, e in particolare l'acciaio, diventa il metallo di uso comune per attrezzi e armi al posto del bronzo. Nel Vicino Oriente si colloca in genere intorno al 1200 a.C., e dura fino a circa il 550 a.C., quando nasce l'impero persiano degli Achemenidi. In Anatolia, nel Caucaso e nei Balcani il passaggio comincia un po' prima, verso il 1300 a.C.

Gli Ittiti e il segreto del ferro

Per molto tempo si è creduto che gli Ittiti, il popolo dell'Anatolia, avessero il monopolio del ferro e che fosse questo il segreto della loro forza militare. Oggi gli studiosi non sono più d'accordo: in Anatolia sono stati trovati oggetti di ferro dell'età del bronzo, ma non più di quanti ne siano stati trovati in Egitto e in altri paesi. L'idea del segreto custodito dagli Ittiti non è più considerata convincente.

Il bronzo entra in crisi

Perché si passò dal bronzo al ferro? Una spiegazione, proposta dallo storico Anthony Snodgrass, parte dalla mancanza di stagno. Nei secoli intorno al 1300-1200 a.C. i commerci del Mediterraneo orientale furono sconvolti da guerre, distruzioni e crollo di regni: è la crisi della fine dell'età del bronzo. Senza stagno, il bronzo diventava difficile da produrre e il metallo si riciclava in armi. Per sostituirlo si cominciò a fare più ferro, e con l'esperienza la sua lavorazione migliorò. Altri studiosi, come Leonard Palmer, hanno pensato che il ferro, più abbondante, permettesse di armare eserciti più numerosi. Sono ipotesi, e probabilmente più cause hanno agito insieme.

La diffusione

Tra il XII e l'XI secolo a.C. la lavorazione del ferro si diffuse in tutto il Mediterraneo e arrivò fino all'Asia meridionale. In Grecia l'età del ferro si colloca di solito tra il 1200 e il 700 a.C. circa. In Europa il ferro arrivò alla fine dell'XI secolo a.C., probabilmente dal Caucaso, e in cinquecento anni circa si diffuse verso nord e ovest. In Europa centrale la cultura di Hallstatt, famosa per i suoi oggetti di ferro, è datata dall'800 a.C. circa. In Italia, il ferro è legato ai Villanoviani, che lo introdussero nella penisola (le datazioni sono diverse da fonte a fonte, tra l'XI e il IX secolo a.C. per l'inizio della cultura).

L'Egitto, invece, restò fedele al bronzo ancora a lungo: il ferro era scarso e considerato in parte impuro, e cambiò soltanto dopo la conquista assira del 671 a.C.

Cosa cambiò nella vita di tutti i giorni

Il ferro era più economico e più facile da trovare del bronzo, e questo cambiò molte cose. Un contadino poteva avere una zappa, una falce, un vomere dell'aratro di metallo. Un artigiano poteva avere utensili solidi. Un soldato poteva essere armato con una spada. Il metallo non era più un lusso per re e guerrieri, ma entrava nelle case, nei campi e nelle botteghe.

Perché successe

Le cause dell'età del ferro sono ancora discusse. Una spiegazione importante, ma discussa, è la crisi dello stagno. Il bronzo si fa con rame e stagno, e lo stagno era raro: i mercanti dovevano portarlo da lontano. Quando le guerre e le distruzioni verso il 1200 a.C. interruppero le rotte commerciali, procurarsi lo stagno diventò difficile.

Il ferro offriva una soluzione: il minerale è molto più comune e non dipende da rotte lontane. Con il tempo i fabbri impararono a lavorarlo bene, ottenendo un metallo spesso più duro del bronzo. Così una difficoltà, unita al desiderio di avere strumenti e armi in quantità, spinse a cambiare materiale.

Cosa cambiò

Con il ferro attrezzi e armi costarono meno. Gli agricoltori ebbero strumenti migliori per dissodare e coltivare la terra. Anche gli eserciti poterono diventare più numerosi, perché non servivano più grandi quantità di metallo prezioso per armare ogni soldato.

Il ferro cambiò la geografia del potere. Prima, chi controllava le rotte dello stagno e del rame comandava il commercio dei metalli. Poi, siccome il ferro si trova quasi dappertutto, anche popoli piccoli e lontani dai grandi centri poterono procurarsi armi e attrezzi buoni.

Ancora oggi viviamo in un mondo di ferro e di acciaio: ponti, navi, treni, grattacieli, macchine. L'idea che il metallo potesse diventare un materiale di tutti, e non solo di pochi, comincia in quest'epoca.

Persone e luoghi chiave

Persone

Anthony Snodgrass
Storico dell'archeologia greca: ha proposto che la mancanza di stagno abbia spinto verso il ferro.
Tutankhamon
Faraone egiziano nella cui tomba fu trovato un pugnale di ferro che, dagli esami, risulta di origine meteoritica.

Luoghi

Anatolia
Penisola dell'attuale Turchia, patria degli Ittiti, dove si lavorava il ferro prima del 1200 a.C.
Hallstatt
Località dell'Austria che dà il nome a una cultura dell'età del ferro, datata dall'800 a.C. circa.
Villanova
Località vicino a Bologna dove furono scoperte le tombe di un popolo italiano dell'età del ferro.

Da sapere

  • Il pugnale di Tutankhamon è di ferro, ma di ferro «caduto dal cielo»: viene da una meteorite.
  • Per ottenere ferro serve una temperatura superiore a 1.250 gradi, molto più alta di quella che basta a fondere il bronzo.
  • L'Egitto usò il bronzo come metallo principale fino alla conquista assira del 671 a.C.
  • L'età del ferro non comincia nello stesso anno dappertutto: in Anatolia fu verso il 1300 a.C., in Egitto dopo il 671 a.C.
  • Oggi il ferro si usa soprattutto sotto forma di acciaio, presente in quasi ogni costruzione e macchina.

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