Porpora fenicia
circa 1100 a.C. Tiro e Sidone (oggi Libano)
In breve
La porpora era una tinta rosso-violacea ricavata da piccoli molluschi marini, i murici. Per tingere un solo mantello servivano migliaia di conchiglie, lasciate macerare in grandi vasche dall'odore terribile. Per questo i tessuti color porpora costavano carissimi e li indossavano re, nobili e sacerdoti. Forse il nome stesso dei Fenici viene dalla parola greca che indicava quel colore.
Perché è importante Ancora oggi il viola porpora è il colore del lusso e del potere.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Tyrian purple»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Il colore più caro del mondo antico
Oggi un vestito viola costa quanto uno giallo o verde. Nell'antichità non era così: la stoffa color porpora poteva costare quanto un piccolo patrimonio, e in certi periodi solo i re, i sacerdoti e i grandi nobili avevano il diritto di indossarla. Il segreto di questo colore stava in un animale minuscolo: una lumaca di mare.
Dalla lumaca al colore
La porpora si otteneva da alcuni molluschi marini dal guscio spinoso, chiamati murici. Le specie usate erano soprattutto tre, oggi note con i nomi scientifici Bolinus brandaris, Hexaplex trunculus e Stramonita haemastoma. Dentro il corpo di questi animali c'è una ghiandola che produce la sostanza da cui si ricava il colorante. Durante la tintura il colore cambia: parte da una tinta azzurra e si sposta verso il rosso-viola. È una piccola magia di chimica che gli antichi osservarono e seppero sfruttare.
Il problema era la quantità. Uno studioso, David Jacoby, ha calcolato che dodicimila murici della specie brandaris danno al massimo 1,4 grammi di colorante puro: abbastanza, più o meno, per bordare un solo vestito. Per questo la porpora era così costosa. Uno storico antico, Teopompo, scrisse che a Colofone la porpora si vendeva a peso d'argento.
Il lavoro e la puzza
Lo scrittore romano Plinio il Vecchio descrive il procedimento. Si toglieva la ghiandola agli animali e le si aggiungeva sale, poi si lasciava riposare il liquido per circa tre giorni. Dopo, lo si faceva bollire per una decina di giorni in recipienti di stagno o di piombo, schiumandolo di continuo, e ogni tanto si provava il colore su un campione di lana. Quando il colore era giusto, la lana veniva immersa e poi ripresa e immersa di nuovo, finché prendeva la tinta voluta.
Le fonti antiche concordano su un punto: l'odore era insopportabile. I molluschi venivano lasciati a marcire nelle vasche. Un papiro egiziano si lamenta che «le mani del tintore puzzano come pesce marcio». Secondo il Talmud, il testo della tradizione ebraica, a una donna era permesso di divorziare dal marito se, dopo il matrimonio, lui era diventato tintore.
Il colore delle onde e del sangue
Non esisteva una sola porpora. Si ottenevano sfumature diverse mescolando le specie e variando i tempi: dal rosso vivo al viola scuro. Il colore più prezioso, a quanto si dice, era un tono quasi nero, simile al sangue rappreso, che forse si otteneva immergendo la stoffa prima in una tinta e poi in un'altra. Il colorante principale è una molecola che contiene bromo: oggi i chimici sanno descriverla con precisione.
Chi aveva inventato la porpora?
Non lo sappiamo con certezza. La produzione per tingere stoffe è documentata dai Fenici dal 1200 a.C. circa, con possibili tracce anche più antiche, intorno al 1570 a.C. Ma sull'isola di Creta sono stati trovati mucchi di gusci di murici che fanno pensare a una produzione minoica già tra il XX e il XVIII secolo a.C., forse prima dei Fenici di Tiro. Alcuni studiosi ritengono che il nome stesso «Fenicia» significhi «terra della porpora». La parola greca phoînix poteva indicare un Fenicio, ma anche la porpora e perfino il dattero.
I Greci, a cui piacevano le storie, raccontavano che la porpora fosse stata scoperta per caso sulla spiaggia di Tiro dal cane di Eracle, che morse un murice e si ritrovò il muso colorato. È una leggenda, riportata da un autore del II secolo d.C., Giulio Polluce.
Un colore da re
Dato il prezzo, la porpora divenne segno di potere. Vari stati approvarono leggi che limitavano a certe persone il diritto di indossarla. Nel IV secolo dopo Cristo, a Roma, solo l'imperatore poteva portare la vera porpora di Tiro. Per questo «indossare la porpora» diventò un modo di dire per «diventare imperatore». Nell'impero bizantino la produzione era controllata dallo Stato e i figli nati a un imperatore già in carica si chiamavano «porfirogeniti», cioè «nati nella porpora».
Nel 1998 alcuni studiosi sono riusciti a rifare la tintura con un procedimento antico, per tentativi: mescolando in una vasca sale marino e potassa, ottennero lana di un viola intenso.
Perché successe
La porpora fu un successo per due motivi. Il primo è la natura: sulle coste del Mediterraneo orientale i murici erano abbondanti, e fra le città fenicie e altre zone si poteva organizzare un lavoro di raccolta e di tintura.
Il secondo è la società. Nell'antichità i re, i nobili e i sacerdoti avevano bisogno di segni visibili del loro potere, e un vestito di un colore rarissimo e carissimo lo faceva capire a tutti. Chi controllava la porpora controllava un prodotto di lusso che si poteva vendere ai ricchi di tutto il Mediterraneo, e le città che la producevano si arricchirono molto.
Cosa cambiò
La porpora diede grande fama e ricchezza alle città fenicie, in particolare a Tiro, e contribuì a far nascere il loro nome. Insieme ai commerci di legname e di vetro, fu uno dei prodotti che portarono le navi fenicie in tutto il Mediterraneo.
Nella cultura occidentale il viola e il porpora sono rimasti per secoli i colori del potere: nei manti dei re e degli imperatori. Perfino un modo di dire, «indossare la porpora», ricorda quel tempo.
Oggi i coloranti viola si fabbricano in laboratorio e costano poco. Ma il caso della porpora insegna che il valore delle cose dipende dalla fatica che costa e da quanto sono rare. I gusci degli antichi murici, trovati a mucchi negli scavi, sono tra le prove più dirette di quel commercio.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Plinio il Vecchio
- Scrittore e studioso romano del I secolo d.C.: nella Storia naturale descrive come si tingeva la lana con la porpora.
- Teopompo
- Storico greco antico, citato per aver scritto che a Colofone la porpora costava quanto l'argento a peso.
- Giulio Polluce
- Autore greco del II secolo d.C. che riporta la leggenda del cane di Eracle.
Luoghi
- Tiro
- Città fenicia famosa in tutto il mondo antico per la sua porpora, detta anche «porpora di Tiro».
- Sidone
- Altra città fenicia della costa del Libano dove si lavorava la porpora.
- Creta
- Isola greca dove sono stati trovati gusci di murici che indicano una produzione minoica molto antica.
Da sapere
- Per ottenere 1,4 grammi di colorante servivano circa dodicimila murici.
- Un papiro egiziano dice che le mani del tintore puzzano come pesce marcio.
- L'espressione «nato nella porpora» indicava i figli degli imperatori bizantini.
- Il nome «Fenicia» forse significa «terra della porpora».
- La leggenda dice che la porpora fu scoperta dal cane di Eracle, che si macchiò il muso mordendo un murice.
Per approfondire
- Wikipedia, «Porpora di Tiro» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Porpora» treccani.it
- Wikipedia, «Murex» it.wikipedia.org
- Wikipedia (inglese), «Tyrian purple» en.wikipedia.org
Eventi collegati
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Prima e dopo, nell'era «Civiltà del mare»
Evento 11 di 25
PrimaCiviltà minoica a Cretacirca 2000 a.C.
PrimaPalazzo di Cnossocirca 1900 a.C.
PrimaAlfabeto protosinaiticocirca 1800 a.C.
PrimaEruzione di Theracirca 1600 a.C.
PrimaNuraghi della Sardegnacirca 1600 a.C.
PrimaMaschera d'oro di Micenecirca 1550 a.C.
PrimaLineare Bcirca 1450 a.C.
PrimaPorta dei Leoni a Micenecirca 1250 a.C.
PrimaInizia l'età del ferrocirca 1200 a.C.
PrimaEspansione dei Fenicicirca 1200 a.C.
Sei quiPorpora feniciacirca 1100 a.C.
DopoAlfabeto feniciocirca 1050 a.C.
DopoRegno di Israelecirca 1000 a.C.
DopoNavigazione feniciacirca 1000 a.C.
DopoCultura villanoviana in Italiacirca 900 a.C.
DopoFondazione tradizionale di Cartaginecirca 814 a.C.
DopoStele di Noracirca 800 a.C.
DopoAnfore per olio e vinocirca 800 a.C.
DopoPoemi omerici in forma scrittacirca 750 a.C.
DopoColonizzazione greca d'Occidentecirca 750 a.C.
DopoEtruschi, signori del Tirrenocirca 700 a.C.
DopoVetro fenicio diffusocirca 600 a.C.
DopoMonete nel Mediterraneocirca 600 a.C.
DopoEsilio babilonesecirca 586 a.C.
DopoRotte oltre Gibilterracirca 500 a.C.
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Cosa succedeva altrove nello stesso periodo
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- Palazzo di Cnosso
- Alfabeto protosinaitico
- Eruzione di Thera
- Nuraghi della Sardegna
- Maschera d'oro di Micene
- Lineare B
- Porta dei Leoni a Micene
- Inizia l'età del ferro
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- Regno di Israele
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- Cultura villanoviana in Italia
- Fondazione tradizionale di Cartagine
- Stele di Nora
- Anfore per olio e vino
- Poemi omerici in forma scritta
- Colonizzazione greca d'Occidente
- Etruschi, signori del Tirreno
- Vetro fenicio diffuso
- Monete nel Mediterraneo
- Esilio babilonese
- Rotte oltre Gibilterra
