Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Civiltà del mare

4 · Civiltà del mare arte

Nuraghi della Sardegna

circa 1600 a.C. Barumini, Sardegna (Italia)

In breve

In Sardegna restano ancora migliaia di nuraghi, torri di pietra a forma di cono tagliato costruite senza malta. Le pietre, a volte enormi, erano sistemate in cerchi sempre più stretti fino a chiudere il soffitto. Alcuni nuraghi crebbero fino a diventare vere fortezze con più torri unite da mura, come quello di Su Nuraxi a Barumini. Lo stesso popolo ha lasciato anche piccole statue di bronzo, i bronzetti, che mostrano guerrieri, pastori e madri.

Perché è importante Sono costruzioni che esistono solo in Sardegna, e il complesso di Barumini è Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Fonte: UNESCO, «Su Nuraxi di Barumini»

Illustrazione: Nuraghi della Sardegna (Barumini, Sardegna (Italia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Nuraghi della Sardegna: Barumini, Sardegna (Italia)
Dove: Barumini, Sardegna (Italia)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Torri di pietra su un'isola

Chi attraversa la Sardegna in macchina o in treno, tra colline e pascoli, vede ogni tanto sulla cima di un'altura una torre scura di pietra, con la forma di un cono tagliato in alto. È un nuraghe. Ne restano più di settemila, uno ogni tre chilometri quadrati circa, e per questo la Sardegna è chiamata «l'isola dei nuraghi». Non esistono costruzioni uguali da nessun'altra parte al mondo.

Il popolo che li costruì è detto nuragico. Gli studiosi pensano che i primi nuraghi siano comparsi nel XVIII secolo a.C. circa (intorno al 1800-1700 a.C.), o poco dopo, e che la civiltà nuragica sia durata, a seconda di come si conta, fino all'età del ferro, fino alla conquista romana del 238 a.C. o, in qualche zona interna, ancora più a lungo. Le date sono discusse e dipendono dal sito.

Come si costruisce un nuraghe

I nuraghi sono costruiti con grandi blocchi di pietra, sistemati l'uno sopra l'altro senza malta, cioè senza nulla che li incolli. Stanno in piedi per il peso e per la precisione con cui sono posati. La torre ha la forma di un cono tagliato, più larga alla base che in cima. Dentro c'è una stanza con il soffitto a falsa cupola, detta «tholos»: i blocchi sono posati in cerchi sempre più piccoli, fino a chiudere il vuoto con una pietra sola. Nei nuraghi più grandi si arrivava a costruire fino a tre camere una sopra l'altra, collegate da una scala nello spessore del muro.

A cosa servissero è ancora oggetto di discussione. Alcuni li pensano fortezze o torri di guardia, altri residenze di capi, depositi di cereali, luoghi di riunione o di culto. Probabilmente servivano a più cose, e non tutti i nuraghi erano uguali. Non lasciarono scritti: la loro lingua non si conosce, e di loro sappiamo ciò che dicono le pietre, i bronzi e gli autori greci e romani.

Il complesso di Barumini

Il nuraghe più celebre è Su Nuraxi, a Barumini, nel sud dell'isola. Fu riconosciuto nel 1950 e portato alla luce fino al 1957 dall'archeologo sardo Giovanni Lilliu. Al centro c'è la torre più antica, il mastio, alta più di quattordici metri e con tre camere sovrapposte, costruita secondo la datazione corrente tra il XVII e il XIII secolo a.C. In seguito, nell'età del bronzo tarda, le furono aggiunte quattro torri agli angoli, unite da una cortina di mura, con un cortile interno e un pozzo. Nell'età del ferro, tutto il complesso fu circondato da un'altra cinta di mura con torri.

Intorno alla fortezza c'era un villaggio di una cinquantina di capanne circolari, costruite con pietre a secco e coperte da tetti a cono: il loro numero e quello degli abitanti sono stimati in modo diverso dagli studiosi. Verso il VI secolo a.C. ci furono distruzioni, poi la zona fu occupata dai Cartaginesi e più tardi dai Romani. Gli scavi dicono che il posto fu abitato fino al I secolo a.C., poi abbandonato. Dal 1997 Su Nuraxi è Patrimonio dell'Umanità.

Tombe, pozzi e statuine

I Nuragici non costruirono solo torri. Seppellivano i defunti nelle «tombe dei giganti», lunghe tombe collettive con l'ingresso a forma di testa di toro e grandi pietre erette davanti. Costruirono anche pozzi sacri, dedicati all'acqua: il pozzo di Santa Cristina, a Paulilatino, ha una scala monumentale e una camera a cupola, ed è disposto in modo che la luce della luna lo raggiunga attraverso un'apertura a trapezio ogni diciotto anni e mezzo circa.

Un'arte tutta loro sono i bronzetti: piccole statue di bronzo, fuse con la tecnica della cera persa e alte fino a trentanove centimetri. Rappresentano scene di vita quotidiana, persone di diverse classi sociali, animali, divinità e navi. Dicono molto sul modo di vivere di quel popolo. E nel 1974, vicino a Cabras, furono scoperti i «giganti di Mont'e Prama»: statue di pietra di figure umane alte fino a 2,5 metri. Sono circa trentadue o quaranta, e la loro data, tra l'XI e l'VIII secolo a.C., è discussa; se fosse confermata, sarebbero tra le più antiche sculture a figura umana del Mediterraneo.

Gente di mare

Il mare faceva parte del loro mondo. Tra i bronzetti ci sono modellini di navi, e lungo le coste sono state trovate ancore pesanti fino a cento chilogrammi, che fanno pensare a navi lunghe una quindicina di metri. Dal 900 a.C. circa i Fenici cominciarono ad approdare con regolarità; più tardi arrivarono i Cartaginesi, in spedizioni nel 540 e nel 509 a.C., e infine Roma, nel 238 a.C. Lo storico greco Strabone scrive che in età imperiale le popolazioni dell'interno vivevano ancora in modo molto simile ai loro antenati.

Perché successe

Per costruire una torre di pietra senza malta servono tantissime persone, un'organizzazione e un motivo forte. Gli studiosi pensano che i nuraghi siano nati in una società di comunità agricole e pastorali con capi capaci di mobilitare molta manodopera. Si discute ancora se i costruttori siano arrivati dall'esterno o se la cultura sia nata sull'isola: un'ipotesi del 1966 di Giovanni Lilliu li faceva giungere dall'ovest, ma altri studiosi preferiscono un'origine locale.

Forse la torre serviva a controllare il territorio, a proteggere i raccolti e a mostrare il prestigio di una famiglia. La posizione dell'isola, in mezzo al Mediterraneo occidentale, la metteva in contatto con navigatori di molti popoli.

Cosa cambiò

I nuraghi sono il simbolo più forte dell'identità sarda. Danno alla Sardegna un posto speciale nella storia antica. Sono anche un segno di quanto fosse avanzata una società senza scrittura e senza grandi città.

Con l'arrivo di Fenici, Cartaginesi e Romani la civiltà nuragica cambiò e poi si trasformò, ma i nuraghi restarono in piedi. Ancora oggi sono sparsi nelle campagne, e gli archeologi li scavano uno a uno.

Dal 1997 il complesso di Su Nuraxi a Barumini è inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità. Le scoperte continuano: i giganti di Mont'e Prama, trovati solo nel 1974, hanno cambiato le idee sulla scultura in Sardegna e sono tuttora al centro di studi e discussioni.

Persone e luoghi chiave

Persone

Giovanni Lilliu
Archeologo sardo che diresse gli scavi di Su Nuraxi a Barumini (1950-1957) e studiò a lungo la civiltà nuragica.
Strabone
Geografo greco dell'età romana: racconta che in Sardegna, al suo tempo, le genti dell'interno vivevano ancora alla maniera antica.

Luoghi

Su Nuraxi di Barumini
Il complesso nuragico più famoso, con mastio, torri, cinta e villaggio; Patrimonio dell'Umanità dal 1997.
Santa Cristina di Paulilatino
Pozzo sacro con una scalinata e una camera a cupola, allineato con la luna.
Mont'e Prama (Cabras)
Luogo dove nel 1974 furono scoperti i giganti di pietra, statue alte fino a 2,5 metri.
Sardegna
Isola del Mediterraneo occidentale, con più di settemila nuraghi ancora in piedi.

Da sapere

  • In Sardegna ci sono più di settemila nuraghi, circa uno ogni tre chilometri quadrati.
  • I bronzetti nuragici sono fatti con la tecnica della cera persa e arrivano a 39 centimetri di altezza.
  • Il pozzo sacro di Santa Cristina è costruito in modo che la luna vi entri da un'apertura a trapezio ogni 18 anni e mezzo.
  • I nuragici non hanno lasciato scritti: tutto ciò che sappiamo viene da ciò che hanno costruito.
  • I giganti di Mont'e Prama sono statue di pietra alte fino a due metri e mezzo, trovate per caso nel 1974.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Civiltà del mare»

Evento 5 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Nella leggenda

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Civiltà del mare»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music