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10 · Rivoluzioni politica

Rivoluzione francese

1789-1799 Parigi, Francia

In breve

Nel 1789 la Francia era piena di debiti e il popolo, che pagava quasi tutte le tasse, soffriva la fame. Il re Luigi XVI convocò gli Stati generali, ma i rappresentanti del Terzo stato si proclamarono Assemblea nazionale. Il 14 luglio i parigini assaltarono la Bastiglia, una prigione simbolo del potere del re. In agosto l'Assemblea approvò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. Seguirono anni di grandi riforme ma anche di violenze, guerre e la fine della monarchia.

Perché è importante Le sue idee di libertà, uguaglianza e fraternità cambiarono la politica di tutta Europa.

Fonte: Treccani, voce «Rivoluzione francese»

Illustrazione: Rivoluzione francese (Parigi, Francia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Rivoluzione francese: Parigi, Francia
Dove: Parigi, Francia

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Una società divisa in tre

Nella Francia del 1789 la società era divisa in tre «stati». Il primo era il clero, cioè i vescovi e i preti; il secondo era la nobiltà; il terzo stato era tutto il resto: i contadini, gli artigiani, i commercianti, gli avvocati, i medici e gli operai, circa il novantasette per cento della popolazione. I primi due stati avevano molti privilegi: non pagavano la maggior parte delle tasse, ricevevano onori e cariche. Il terzo stato lavorava e pagava quasi tutto, senza contare nulla nelle decisioni. A capo c'era un re assoluto, Luigi XVI, che viveva con la corte nella reggia di Versailles.

Il paese era in crisi. Le guerre, comprese quelle per aiutare l'indipendenza americana, avevano svuotato le casse dello Stato. Nel 1788 un cattivo raccolto fece salire il prezzo del pane, il cibo base dei poveri, che a Parigi poteva costare più di metà, fino a quasi nove decimi del salario di un operaio. Mentre il popolo soffriva la fame, la corte spendeva molto. Intanto, in salotti e giornali, le idee dell'Illuminismo spiegavano che tutti gli uomini hanno gli stessi diritti, e che il potere appartiene al popolo.

Gli Stati generali e il giuramento

Per trovare i soldi, il re, che non riusciva a far pagare le tasse a nobili e clero, nel 1789 convocò gli Stati generali, l'assemblea dei tre stati, che non si riuniva da centosettantacinque anni. Si aprirono a Versailles il 5 maggio. Ma sorse subito un contrasto: si doveva votare per stato, e quindi i primi due avrebbero sempre battuto il terzo, o per testa, e allora il terzo stato, che era più numeroso, avrebbe pesato di più?

Il 17 giugno i rappresentanti del terzo stato, appoggiati da alcuni preti e nobili, si proclamarono «Assemblea nazionale», cioè rappresentanti di tutta la nazione. Tre giorni dopo trovarono chiusa la loro sala e si riunirono in una sala vicina, la sala della Pallacorda, dove giurarono di non separarsi finché non avessero dato alla Francia una costituzione: è il «giuramento della Pallacorda».

14 luglio 1789

Il re radunò soldati attorno a Parigi e licenziò un ministro popolare. A Parigi la gente, spaventata che il re volesse sciogliere l'Assemblea con la forza, si armò. Il 14 luglio una folla assalì la Bastiglia, un'antica fortezza usata come prigione di stato, per prendere le polveri e le armi che vi erano custodite e perché era il simbolo del potere assoluto. Dentro c'erano soltanto sette prigionieri, ma la sua caduta ebbe un enorme significato: il popolo di Parigi aveva sfidato il re. Il 14 luglio è oggi la festa nazionale francese.

Nelle campagne esplose la «grande paura»: i contadini, temendo complotti dei nobili, assaltarono i castelli e bruciarono i registri dei debiti e delle tasse feudali. La notte del 4 agosto l'Assemblea abolì i privilegi feudali.

I diritti dell'uomo

Il 26 agosto l'Assemblea approvò la «Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino», che iniziava con parole famose: «Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti». Elencava la libertà, la proprietà, la sicurezza, la resistenza all'oppressione; affermava che la sovranità appartiene alla nazione, che la legge è uguale per tutti e che nessuno può essere arrestato senza motivo. Era un testo straordinario, che avrebbe fatto il giro del mondo, anche se non valeva per tutti: le donne e gli schiavi nelle colonie ne restavano esclusi. Nel 1791 Olympe de Gouges scrisse una «Dichiarazione dei diritti della donna».

Il 5 e il 6 ottobre migliaia di donne parigine, spinte dalla fame, marciarono fino a Versailles e costrinsero il re e la sua famiglia a trasferirsi a Parigi.

Dalla monarchia alla repubblica

Nei mesi successivi la Francia cambiò: furono introdotti il sistema dei dipartimenti, la libertà di stampa, i beni della Chiesa furono venduti. Nel 1791 fu approvata una costituzione che limitava il potere del re. Nel giugno 1791 il re cercò di fuggire all'estero, ma fu riconosciuto a Varennes e riportato a Parigi: da quel momento molti non si fidarono più di lui. Nel 1792 la Francia entrò in guerra contro l'Austria e la Prussia, che volevano fermare la rivoluzione. Il 21 settembre 1792 la monarchia fu abolita e proclamata la Repubblica. Luigi XVI, processato, fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793.

In quel periodo, per difendere la rivoluzione dalle minacce interne ed esterne, il governo, guidato da Maximilien Robespierre e dal Comitato di salute pubblica, instaurò il «Terrore»: chi era sospettato di essere un nemico veniva arrestato e spesso condannato a morte con la ghigliottina. Furono giustiziate circa diciassettemila persone secondo i processi ufficiali, e molte di più morirono in prigione o nelle repressioni. Nel luglio 1794 lo stesso Robespierre fu rovesciato e ghigliottinato.

Perché successe

La rivoluzione scoppiò per un insieme di cause: una società ingiusta, con privilegi per pochi; una grave crisi finanziaria e una crisi del pane; le idee illuministe, che mettevano in discussione l'autorità del re; e l'incapacità del governo di fare le riforme necessarie.

Ebbero un ruolo anche la crescita della borghesia, ricca e istruita ma esclusa dal potere, e il fatto che l'esempio della rivoluzione americana mostrasse che un popolo poteva cambiare governo.

Cosa cambiò

La Rivoluzione francese cambiò la storia d'Europa e del mondo. Abolì i privilegi e la società divisa in ordini, affermò l'uguaglianza davanti alla legge, la sovranità del popolo e i diritti dell'uomo. Il suo motto, «Libertà, uguaglianza, fraternità», è ancora oggi quello della Francia. Nacquero simboli come il tricolore e l'inno, la «Marsigliese».

Le sue idee si diffusero con gli eserciti francesi, in particolare in Italia, dove nacquero le repubbliche «giacobine» e, nel 1797, a Reggio Emilia fu adottata la bandiera tricolore, antenata di quella italiana. Con la rivoluzione fu inventato il sistema metrico decimale, e nel 1794 fu abolita la schiavitù nelle colonie, anche se fu ristabilita da Napoleone nel 1802.

Ci furono anche violenze e guerre, e dopo il Terrore la Francia passò per il Direttorio e, nel 1799, per il colpo di stato di Napoleone Bonaparte. Gli storici ancora discutono se la rivoluzione abbia mantenuto le sue promesse. Resta però il fatto che idee come la libertà e l'uguaglianza, diventate patrimonio di tutti, sono il punto di partenza delle democrazie di oggi.

Persone e luoghi chiave

Persone

Luigi XVI
Re di Francia dal 1774 al 1792 (1754-1793): ghigliottinato durante la rivoluzione.
Maria Antonietta
Regina di Francia (1755-1793): moglie di Luigi XVI, di origine austriaca.
Maximilien Robespierre
Avvocato e politico francese (1758-1794): guidò il Comitato di salute pubblica durante il Terrore.
Marchese di La Fayette
Generale e politico francese (1757-1834): eroe delle due rivoluzioni, americana e francese.
Olympe de Gouges
Scrittrice francese (1748-1793): autrice della «Dichiarazione dei diritti della donna» del 1791.

Luoghi

Bastiglia, Parigi
L'antica fortezza-prigione assaltata il 14 luglio 1789, oggi sostituita da una piazza.
Versailles, Francia
La reggia dei re di Francia, dove si aprirono gli Stati generali e dove si giurò nella sala della Pallacorda.

Da sapere

  • Gli Stati generali del 1789 non si riunivano dal 1614: erano passati 175 anni.
  • Il 14 luglio 1789 nella Bastiglia c'erano solo sette prigionieri.
  • Il tricolore italiano nacque nel 1797 a Reggio Emilia, ispirato a quello francese.
  • «Libertà, uguaglianza, fraternità» è il motto della Francia.
  • Il 14 luglio è oggi la festa nazionale francese.

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