Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Novecento

11 · Novecento vita quotidiana

Casa dei Bambini di Maria Montessori

1907 Quartiere San Lorenzo, Roma, Italia

In breve

Maria Montessori fu una delle prime donne laureate in medicina in Italia. Il 6 gennaio 1907, nel quartiere popolare di San Lorenzo a Roma, aprì la prima Casa dei Bambini per i piccoli delle famiglie operaie. Invece di banchi fissi c'erano mobili leggeri a misura di bambino e materiali da toccare e usare da soli. Il suo metodo partiva da un'idea semplice: osservare i bambini e lasciarli imparare facendo.

Perché è importante Le scuole montessoriane oggi sono presenti in tutto il mondo, e molte sue idee sono entrate nella scuola di tutti.

Fonte: Treccani, Dizionario Biografico, voce «Montessori, Maria»

Illustrazione: Casa dei Bambini di Maria Montessori (Quartiere San Lorenzo, Roma, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Casa dei Bambini di Maria Montessori: Quartiere San Lorenzo, Roma, Italia
Dove: Quartiere San Lorenzo, Roma, Italia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una ragazza che voleva fare il medico

Maria Montessori nacque nel 1870 a Chiaravalle, nelle Marche. All'epoca per una ragazza non era facile studiare: i genitori avrebbero voluto che diventasse maestra, e le facoltà di medicina erano aperte quasi soltanto agli uomini. Maria, invece, voleva fare il medico. Con grande ostinazione, e con il sostegno della madre, riuscì a iscriversi all'Università di Roma e nel 1896 si laureò: fu una delle prime donne laureate in medicina in Italia.

Lavorò prima in una clinica per malattie mentali, dove incontrò dei bambini considerati «ritardati», lasciati in stanze spoglie, senza giochi. Notò che avevano fame di cose da toccare e da usare con le mani. Studiò i metodi di due medici francesi, Jean Itard ed Édouard Séguin, e cominciò a insegnare a quei bambini con materiali concreti. Fece progressi tali che alcuni di loro superarono gli esami insieme ai bambini delle scuole normali. Montessori si domandò: se funziona con questi bambini, che cosa potrebbe fare con tutti gli altri?

San Lorenzo, 6 gennaio 1907

L'occasione arrivò a Roma, nel quartiere popolare di San Lorenzo. Lì erano state costruite case per le famiglie operaie, ma i bambini piccoli, mentre i genitori lavoravano, restavano soli nei cortili, e rovinavano i muri e le scale. L'ingegnere Edoardo Talamo, responsabile degli edifici, chiese a Maria Montessori di organizzare un luogo dove i bambini potessero essere accolti durante il giorno. Il 6 gennaio 1907, in via dei Marsi, a San Lorenzo, si aprì la prima «Casa dei Bambini», con una cinquantina di piccoli tra i tre e i sei anni.

Maria Montessori non vi portò una cattedra con i banchi in fila. Fece fare mobili piccoli e leggeri, a misura di bambino: tavoli, sedie, armadietti bassi dove i bambini potevano prendere da soli gli oggetti. Creò materiali speciali: blocchi di legno con incastri di diversa grandezza, lettere ritagliate nella carta vetrata da toccare con le dita, perline colorate per imparare a contare. I bambini potevano scegliere che cosa fare e lavorare per tutto il tempo che volevano.

Un nuovo modo di imparare

Montessori osservò i bambini con pazienza e notò cose che non si aspettava. Una bambina di tre anni passava lunghi minuti a mettere dentro i buchi di un blocco di legno dei cilindretti, uno dopo l'altro, ripetendo il gioco decine di volte, e alla fine sembrava riposata e contenta. I bambini amavano lavare le tazze, apparecchiare, versare l'acqua senza rovesciarla: più erano autonomi, più erano felici. Uno dei motti che le si attribuiscono è: «Aiutami a fare da solo».

Nel suo metodo l'insegnante non è un capo che parla dall'alto, ma una guida che prepara un ambiente ordinato e bello, osserva i bambini e li aiuta quando serve. I bambini imparano con le mani, con il movimento e con l'esperienza, non solo ascoltando. Nel 1909 Montessori scrisse un libro per raccontare il suo metodo, che fu tradotto in tante lingue.

Dal quartiere al mondo

La notizia si diffuse in fretta. Giornalisti e insegnanti da tutto il mondo vennero a visitare le Case dei Bambini, e nel giro di pochi anni nacquero scuole Montessori in Europa e in America. Maria viaggiò moltissimo per tenere corsi e conferenze. Durante il fascismo, dopo un periodo di sostegno da parte del governo, Montessori non volle sottomettere il suo metodo alle regole del regime e nel 1934, per i contrasti con il fascismo, lasciò l'Italia; nel 1936 il regime chiuse le scuole Montessori. Visse in Spagna, nei Paesi Bassi e in India, dove, confinata come cittadina italiana, restò per tutta la Seconda guerra mondiale e formò molti insegnanti. Morì nei Paesi Bassi nel 1952.

Perché successe

Montessori nacque in un'epoca in cui la scuola era spesso severa e basata sulla disciplina: i bambini stavano fermi in banchi, ascoltavano e ripetevano. Pochi si chiedevano come imparassero davvero. Lei, che era medico e scienziata, volle osservare i bambini come si osserva un fenomeno naturale, senza idee preconcette.

A rendere possibile la sua scelta fu anche la situazione del quartiere di San Lorenzo, dove c'era bisogno urgente di un luogo per i bambini delle famiglie povere, e dove poté sperimentare senza vincoli. Fu l'incontro tra un bisogno sociale e un'idea nuova.

Cosa cambiò

Il metodo Montessori è oggi usato in migliaia di scuole in tutto il mondo, dalla scuola dell'infanzia alle superiori. Molte idee che ha introdotto sono entrate nella scuola di tutti: mobili a misura di bambino, attenzione all'autonomia, materiali concreti per imparare matematica e lingua, lavoro per piccoli gruppi.

Il suo messaggio resta attuale: ogni bambino ha tempi e interessi diversi, e va rispettato. Montessori fu candidata tre volte al premio Nobel per la pace, nel 1949, nel 1950 e nel 1951, per il suo impegno a favore della pace attraverso l'educazione. Per lei, i bambini erano la speranza di un mondo migliore.

Il suo volto è comparso sulle banconote italiane da mille lire, dal 1990 fino all'arrivo dell'euro, come omaggio a una delle donne italiane più conosciute nel mondo.

Persone e luoghi chiave

Persone

Maria Montessori
Medico e pedagogista italiana (1870-1952): creò il metodo Montessori.
Edoardo Talamo
Ingegnere romano: responsabile degli edifici di San Lorenzo, chiese a Montessori di organizzare un luogo per i bambini del quartiere.
Jean Itard
Medico francese (1774-1838): studiò l'educazione dei bambini con difficoltà, un esempio per Montessori.
Édouard Séguin
Medico francese (1812-1880): sviluppò metodi per bambini con disabilità, usati da Montessori.
Mario Montessori
Figlio di Maria (1898-1982): collaborò con lei e continuò il suo lavoro.

Luoghi

Via dei Marsi, quartiere San Lorenzo, Roma
Dove il 6 gennaio 1907 aprì la prima Casa dei Bambini.
Chiaravalle, Marche
La città natale di Maria Montessori.

Da sapere

  • La prima Casa dei Bambini aprì il 6 gennaio 1907 a San Lorenzo, a Roma.
  • Montessori fu una delle prime donne laureate in medicina in Italia, nel 1896.
  • Una delle frasi più legate al suo metodo è «Aiutami a fare da solo».
  • Fu candidata tre volte al premio Nobel per la pace.
  • Il suo volto compare sulla banconota italiana da mille lire.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Novecento»

Evento 3 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Novecento»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music