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11 · Novecento politica

Repubblica italiana e voto alle donne

1946 Roma, Italia

In breve

Il 2 e 3 giugno 1946 gli italiani votarono in un referendum per scegliere tra monarchia e repubblica. Per la prima volta in un voto nazionale andarono alle urne anche le donne, e l'affluenza fu altissima. Vinse la repubblica con circa 12,7 milioni di voti contro 10,7 milioni, e il re Umberto II lasciò l'Italia. Con lo stesso voto fu eletta l'Assemblea costituente, con 21 donne su 556 membri.

Perché è importante Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica, il compleanno dell'Italia democratica.

Fonte: Camera dei deputati, «L'Assemblea Costituente»

Illustrazione: Repubblica italiana e voto alle donne (Roma, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Repubblica italiana e voto alle donne: Roma, Italia
Dove: Roma, Italia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Dopo la guerra, una scelta

Nella primavera del 1945 la guerra finì, e l'Italia si trovò davanti a una grande domanda: che tipo di stato avrebbe voluto? Per quasi un secolo, dal 1861, l'Italia era stata una monarchia, governata dalla casa Savoia. Ma molti italiani non perdonavano al re Vittorio Emanuele III di avere appoggiato il fascismo per vent'anni, firmato le leggi razziali e fuggito l'8 settembre 1943, lasciando il paese allo sbando. Il 9 maggio 1946 il re abdicò a favore del figlio, Umberto II, nella speranza di salvare la monarchia. Ma la decisione spettava al popolo.

Il governo, guidato da Alcide De Gasperi, decise di organizzare, il 2 giugno 1946, un referendum: gli italiani avrebbero scelto fra monarchia e repubblica. Nello stesso giorno avrebbero eletto anche un'Assemblea costituente, incaricata di scrivere la nuova Costituzione.

Il diritto di voto per le donne

Fino ad allora, in Italia, votavano solo gli uomini, e nemmeno tutti: nel 1912 il suffragio era stato esteso a quasi tutti gli uomini maggiorenni. Le donne ne erano escluse. Da decenni, in molti paesi, le donne chiedevano il diritto di voto: la Nuova Zelanda era stata la prima, nel 1893; la Gran Bretagna lo aveva concesso nel 1918 (con limiti) e gli Stati Uniti nel 1920; la Francia nel 1944. In Italia le donne ne avevano parlato fin dall'Ottocento, ma i governi, anche quelli fascisti, avevano sempre rifiutato.

Durante la Resistenza, centinaia di migliaia di donne avevano partecipato alla lotta e dimostrato il loro coraggio: sarebbe stato impensabile continuare a escluderle. Il 1° febbraio 1945, con un decreto nato da una proposta di De Gasperi e di Palmiro Togliatti, fu riconosciuto il diritto di voto alle donne. Un secondo decreto, del 10 marzo 1946, stabilì che potessero anche essere elette. Il 10 marzo 1946, nelle elezioni comunali di alcune città, le italiane andarono a votare per la prima volta nella storia.

Il 2 e 3 giugno 1946

Il 2 giugno 1946, e il giorno dopo, quasi tutti gli italiani, uomini e donne, andarono alle urne: votò quasi il 90 per cento degli aventi diritto. Gli elettori e le elettrici facevano la fila davanti ai seggi nelle scuole, con la scheda in mano, spesso con il vestito della festa. Per molte donne era la prima volta che entravano in una cabina elettorale: lo ricorderanno come un momento di gioia e di orgoglio.

Nelle schede del referendum c'erano due simboli: la testa dell'Italia turrita, per la Repubblica, e lo stemma dei Savoia, per la monarchia. Alla fine, la Repubblica ottenne circa dodici milioni e settecentomila voti, e la monarchia circa dieci milioni e settecentomila: il 54 per cento contro il 46. Il risultato fu molto discusso, soprattutto al sud, dove prevalse la monarchia, e solo il 18 giugno la Corte di cassazione proclamò definitivamente l'esito. Il 13 giugno Umberto II aveva già lasciato l'Italia per il Portogallo, per evitare un conflitto, invitando tutti ad accettare il verdetto.

Le madri costituenti

Nelle stesse elezioni gli italiani scelsero 556 deputati dell'Assemblea costituente: tra loro, per la prima volta, c'erano ventuno donne, che passarono alla storia come «madri costituenti». Erano di partiti diversi: comuniste, democristiane, socialiste, una dell'Uomo qualunque. Tra loro Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin e Maria Federici. La più giovane era Teresa Mattei, di venticinque anni, che propose di regalare la mimosa alle donne l'8 marzo. Cinque di loro entrarono nella commissione ristretta che preparò il testo della Costituzione.

Il 25 giugno l'Assemblea si riunì per la prima volta a Roma. Il 28 giugno scelse come capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, un giurista napoletano. L'Italia era ufficialmente una Repubblica.

Perché successe

La fine della monarchia fu il risultato del giudizio degli italiani sul regime fascista e sulla guerra: la casa Savoia aveva legato il proprio nome alla dittatura e alla sconfitta. Dopo la caduta del fascismo, i partiti antifascisti avevano concordato che fosse il popolo a decidere.

Il voto alle donne fu il frutto di una lunga battaglia di donne e di uomini, e della partecipazione delle donne alla Resistenza. In tutti i paesi, la parità dei diritti politici è stata una conquista graduale, ottenuta con grande fatica.

Cosa cambiò

La nascita della Repubblica segnò la fine di più di ottant'anni di monarchia e l'inizio della vita democratica. I Savoia, esclusi dal territorio nazionale dalla Costituzione, poterono tornare in Italia solo nel 2002. Dal 1947 si celebra il 2 giugno, e dal 1949 è Festa nazionale della Repubblica per legge, con la parata militare a Roma e la cerimonia all'Altare della Patria.

Con il voto femminile, metà della popolazione ebbe finalmente voce. Le donne in politica, pochissime all'inizio, sono aumentate con il tempo, ma la parità è ancora un obiettivo da raggiungere: nel 2022 per la prima volta una donna, Giorgia Meloni, è diventata presidente del Consiglio.

L'Assemblea costituente lavorò per un anno e mezzo e scrisse la Costituzione, che entrò in vigore il 1° gennaio 1948, ed è ancora oggi la legge fondamentale del paese.

Persone e luoghi chiave

Persone

Alcide De Gasperi
Politico italiano (1881-1954): guidò il governo che organizzò il referendum.
Umberto II
Ultimo re d'Italia (1904-1983): regnò dal 9 maggio al 13 giugno 1946.
Enrico De Nicola
Giurista napoletano (1877-1959): capo provvisorio dello Stato e poi primo presidente della Repubblica.
Nilde Iotti
Politica italiana (1920-1999): tra le 21 donne della Costituente, poi prima donna presidente della Camera.
Teresa Mattei
Partigiana e politica italiana (1921-2013): la più giovane deputata della Costituente, ideò la mimosa dell'8 marzo.

Luoghi

Palazzo del Quirinale, Roma
Fu la residenza dei re d'Italia e dal 1947 è la sede del presidente della Repubblica.
Palazzo Montecitorio, Roma
La sede in cui si riunì l'Assemblea costituente il 25 giugno 1946.

Da sapere

  • Nel referendum del 2 giugno 1946 la Repubblica ottenne circa il 54% dei voti.
  • Il 10 marzo 1946 le italiane votarono per la prima volta, nelle elezioni comunali.
  • Alla Costituente furono elette 21 donne, le «madri costituenti».
  • Teresa Mattei, 25 anni, propose di regalare la mimosa l'8 marzo.
  • Il re Umberto II regnò poco più di un mese, dal 9 maggio al 13 giugno 1946.

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