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11 · Novecento scienza e tecnica

Primo computer elettronico generale

1946 Università della Pennsylvania, Filadelfia, Stati Uniti

In breve

L'ENIAC fu presentato al pubblico nel febbraio 1946 all'università della Pennsylvania, a Filadelfia. Occupava un'intera stanza, pesava circa 30 tonnellate e funzionava con quasi 18.000 valvole elettroniche. Poteva fare migliaia di calcoli al secondo e, cambiando i collegamenti, risolvere problemi diversi. A programmarlo furono sei giovani matematiche, i cui nomi rimasero quasi sconosciuti per decenni.

Perché è importante È l'antenato dei computer, dei tablet e degli smartphone che oggi stanno in una mano.

Fonte: University of Pennsylvania, Penn Today, «The world's first general purpose computer turns 75»

Illustrazione: Primo computer elettronico generale (Università della Pennsylvania, Filadelfia, Stati Uniti)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Primo computer elettronico generale: Università della Pennsylvania, Filadelfia, Stati Uniti
Dove: Università della Pennsylvania, Filadelfia, Stati Uniti

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Quando «computer» era una persona

Fino alla metà del Novecento la parola «computer» non indicava una macchina, ma una persona: chi faceva i calcoli. Negli uffici di scienza e di guerra c'erano stanze piene di «computer» umani, spesso donne, che con matite, carta e semplici macchine calcolatrici facevano tabelle di numeri per i cannoni, per le stelle, per i progetti degli aerei. Durante la Seconda guerra mondiale, i calcoli aumentarono: per colpire bene un bersaglio, l'artiglieria americana aveva bisogno di tabelle che spiegavano come inclinare il cannone a seconda della distanza, del vento e dell'altezza. Ogni tabella richiedeva giorni di lavoro, e ne servivano centinaia.

All'Università della Pennsylvania, a Filadelfia, un fisico, John Mauchly, e un giovane ingegnere elettronico, John Presper Eckert, ebbero un'idea: costruire una macchina elettronica che facesse quei calcoli in pochi secondi. L'esercito americano, convinto, finanziò il progetto, e nel 1943 cominciarono a lavorare, con una squadra di ingegneri e tecnici.

Un gigante di tubi elettronici

La macchina fu chiamata ENIAC, dalle iniziali di «Electronic Numerical Integrator and Computer». Fu terminata alla fine del 1945, e presentata al pubblico il 14 febbraio 1946. Era un mostro: occupava una grande sala di oltre cento metri quadrati, pesava circa 27-30 tonnellate, consumava 150 kilowatt di elettricità, più di cento case. Dentro di essa c'erano quasi diciottomila valvole termoioniche, tubi di vetro che funzionavano come interruttori, insieme a migliaia di altri componenti e a chilometri di fili. Le valvole si scaldavano molto, e ogni tanto una si bruciava: i tecnici dovevano trovarla e sostituirla.

Ma era velocissima: faceva circa cinquemila addizioni al secondo, mille volte più veloce delle macchine di allora. Un calcolo di traiettoria che a mano richiedeva giorni, con ENIAC si faceva in meno di un minuto. Alla presentazione, i giornali la chiamarono «cervello elettronico». Il primo vero lavoro che svolse, alla fine del 1945, fu un calcolo segreto per un progetto di armi nucleari.

Le programmatrici

ENIAC non aveva un programma memorizzato: per fargli fare un lavoro bisognava collegare tra loro i suoi moduli con cavi, come in un vecchio centralino telefonico, e impostare centinaia di interruttori. Ogni nuovo problema richiedeva giorni di lavoro. A fare questo lavoro furono sei giovani matematiche, scelte tra i «computer» umani che già lavoravano all'università: Kay McNulty, Betty Jennings, Betty Snyder, Marlyn Wescoff, Fran Bilas e Ruth Lichterman. Dovettero imparare da sole, con gli schemi della macchina, come funzionava e come darle istruzioni: furono le prime programmatrici della storia. Alla presentazione, però, i loro nomi non furono mai citati, e solo molti anni dopo il loro ruolo fu riconosciuto.

Non fu l'unico

ENIAC fu il primo grande computer elettronico «generale», cioè capace di risolvere tanti tipi di problema, ma non fu il solo. In Inghilterra, a Bletchley Park, durante la guerra, i tecnici avevano costruito il Colossus per decifrare i messaggi segreti dei tedeschi, anche questo elettronico, ma specializzato. In Germania Konrad Zuse aveva costruito macchine con relè elettromeccanici, e a Harvard l'americano Howard Aiken il Mark I, grande e lento. Il matematico inglese Alan Turing aveva immaginato fin dal 1936 una «macchina universale», capace di eseguire qualsiasi calcolo, un'idea che è alla base dei computer moderni.

Un passo decisivo fu fatto da John von Neumann, che nel 1945 descrisse una macchina in cui anche il programma, non solo i dati, era memorizzato nella memoria: bastava cambiare il programma, senza rimontare i cavi. Il primo computer di questo tipo funzionò a Manchester, nel giugno 1948.

Perché successe

I computer elettronici nacquero dalla guerra: servivano calcoli veloci per i cannoni, per i codici segreti e per le armi nucleari. Il governo investì molti soldi, e nelle università si riunirono ingegneri, matematici e fisici.

La tecnologia che rese possibile ENIAC era la valvola, già usata nella radio e nel telefono. Si era capito che, usata come interruttore, poteva fare i conti più in fretta di qualsiasi parte meccanica, che aveva bisogno di muoversi.

Cosa cambiò

ENIAC lavorò fino al 1955 e fu usato per studiare il tempo atmosferico, l'energia atomica, i numeri casuali. Mostrò che i computer potevano fare molto più di un calcolatore, e dopo di lui nacquero in pochi anni computer commerciali, come l'UNIVAC (1951), usato per prevedere i risultati delle elezioni americane del 1952.

Nel 1947 fu inventato il transistor, che sostituì le valvole rendendo i computer più piccoli, veloci e affidabili; poi vennero i circuiti integrati e, nel 1971, il microprocessore. In poche decine di anni, le macchine grandi come una stanza sono diventate computer da tavolo e poi telefoni che portiamo in tasca, miliardi di volte più potenti di ENIAC.

Le donne che avevano programmato ENIAC aprirono la strada a molte altre. Tra loro Grace Hopper, americana, ideò i primi linguaggi di programmazione vicini al linguaggio umano. In Italia il primo grande computer, il CEP, fu costruito a Pisa nel 1961, e la Olivetti, con l'ELEA 9003 (1959), fu tra le prime aziende al mondo a produrne di moderni.

Persone e luoghi chiave

Persone

John Mauchly
Fisico americano (1907-1980): ideò ENIAC con Eckert.
John Presper Eckert
Ingegnere americano (1919-1995): progettò i circuiti di ENIAC.
Kay McNulty
Matematica americana (1921-2006): una delle sei prime programmatrici di ENIAC.
Alan Turing
Matematico inglese (1912-1954): nel 1936 immaginò la «macchina universale».
Grace Hopper
Informatica americana (1906-1992): inventò uno dei primi compilatori e ispirò il linguaggio COBOL.

Luoghi

Moore School of Electrical Engineering, Filadelfia
La scuola dell'Università della Pennsylvania dove fu costruito ENIAC.
Bletchley Park, Inghilterra
Il centro dove durante la guerra si decifravano i messaggi segreti con macchine come Colossus.

Da sapere

  • ENIAC pesava circa 27-30 tonnellate e occupava una grande sala di oltre cento metri quadrati.
  • Aveva quasi diciottomila valvole elettroniche, e ogni tanto una si bruciava.
  • Le prime programmatrici di ENIAC furono sei giovani matematiche.
  • Per programmarlo bisognava collegare cavi e impostare interruttori, come in un vecchio centralino telefonico.
  • Fino agli anni Quaranta «computer» indicava una persona che faceva i calcoli.

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