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Malala, premio Nobel per la pace

2014 Valle dello Swat, Pakistan (premio consegnato a Oslo)

In breve

Malala Yousafzai è cresciuta nella valle dello Swat, in Pakistan, dove un gruppo armato voleva impedire alle ragazze di andare a scuola. Ancora bambina cominciò a raccontare in un blog e nelle interviste quanto fosse importante studiare. Nel 2012 fu ferita gravemente in un attentato, ma guarì e continuò la sua battaglia. Nel 2014, a 17 anni, ricevette il premio Nobel per la pace insieme all'indiano Kailash Satyarthi, che difende i bambini dallo sfruttamento.

Perché è importante È la persona più giovane ad aver mai ricevuto un premio Nobel, e la sua storia ricorda che studiare è un diritto di tutti.

Fonte: The Nobel Prize, «Malala Yousafzai – Facts»

Illustrazione: Malala, premio Nobel per la pace (Valle dello Swat, Pakistan (premio consegnato a Oslo))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Malala, premio Nobel per la pace: Valle dello Swat, Pakistan (premio consegnato a Oslo)
Dove: Valle dello Swat, Pakistan (premio consegnato a Oslo)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

La scuola di Mingora

Malala Yousafzai nacque il 12 luglio 1997 a Mingora, la città principale della valle dello Swat, una regione bellissima di montagne e di laghi nel nord del Pakistan. Suo padre, Ziauddin, era un insegnante e dirigeva una piccola scuola privata. Per lui, e per lei, imparare a leggere e a scrivere era una gioia, e le bambine avevano gli stessi diritti dei bambini a studiare. Malala era brava, curiosa e parlava volentieri: già da bambina faceva discorsi ai compagni.

Quando lei aveva dieci anni, la valle cambiò. Il gruppo dei talebani pakistani, che si ispirava a un'interpretazione molto severa dell'Islam, prese il controllo di molti villaggi dello Swat. Proibirono la musica, la televisione, i balli, e imposero regole molto dure alle donne. Soprattutto, dissero che le bambine non potevano più andare a scuola. Nel 2008 i talebani annunciarono che tutte le scuole femminili sarebbero state chiuse a gennaio 2009. In quei mesi vennero distrutte, con le bombe, centinaia di scuole.

Il diario di «Gul Makai»

A quel punto Malala, che aveva solo 11 anni, decise di raccontare quello che succedeva. Un giornalista della BBC cercava una studentessa per scrivere un diario sulla vita sotto i talebani. Per sicurezza, lei usò un nome inventato, «Gul Makai», che significa «fiordaliso». Nel diario descriveva la paura di andare a scuola, la musica proibita, il rumore degli spari di notte, e raccontava che nascondeva i libri sotto lo scialle. Poi, quando l'esercito pakistano riprese il controllo della valle, nel 2009, lei e suo padre cominciarono a parlare apertamente, in televisione e sui giornali, a favore dell'istruzione delle ragazze.

Il 9 ottobre 2012

Questo coraggio era pericoloso. Il 9 ottobre 2012 Malala aveva 15 anni. Stava tornando a casa dalla scuola su un pulmino, quando un uomo armato salì a bordo e chiese chi fosse Malala: poi le sparò alla testa. Due sue amiche, Shazia e Kainat, rimasero ferite. I talebani rivendicarono l'attacco, dicendo che l'avrebbero uccisa di nuovo se fosse sopravvissuta.

Fu portata in elicottero in un ospedale militare e poi, in coma, in Inghilterra, all'ospedale di Birmingham, dove fu operata più volte. Un intero paese e molta gente nel mondo seguirono con ansia le sue condizioni. Malala guarì: le fu ricostruita una parte del cranio, e dopo alcune settimane poté riparlare. Rimase a vivere in Inghilterra con la famiglia, perché in Pakistan non era più al sicuro, e ricominciò a studiare.

«Un bambino, un insegnante, un libro, una penna»

Il 12 luglio 2013, il giorno del suo sedicesimo compleanno, Malala parlò alle Nazioni Unite, a New York. Disse di non provare odio per chi le aveva sparato e aggiunse: «Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo». Fondò con suo padre un'associazione, il Malala Fund, per sostenere l'istruzione delle ragazze nel mondo, e scrisse un libro, «Io sono Malala», che fu tradotto in tante lingue.

Il 10 dicembre 2014, a 17 anni, ricevette a Oslo il premio Nobel per la pace insieme all'indiano Kailash Satyarthi, che da anni lotta contro il lavoro minorile: è la più giovane persona ad aver mai ricevuto questo premio. Poi continuò a studiare, e si laureò all'Università di Oxford nel 2020.

Il suo impegno è continuato anche dopo il premio: ha visitato scuole e campi profughi in molti paesi, ha incontrato ragazze che non potevano studiare e ha chiesto ai capi di governo di investire di più nell'istruzione. Nel 2017 le Nazioni Unite l'hanno nominata «Messaggera di pace», la più giovane persona ad aver ricevuto questo incarico.

Perché successe

I talebani consideravano pericoloso che le ragazze studiassero: per loro, l'istruzione femminile minacciava il controllo della società. In molte regioni povere del mondo, inoltre, le famiglie preferiscono che le figlie non studino, per ragioni di soldi, di tradizione o di sicurezza.

A rendere Malala una voce speciale furono la sua età, la sua franchezza e il sostegno del padre, che la incoraggiò a farsi ascoltare. Sapeva che la sua battaglia riguardava non solo la sua valle, ma milioni di ragazze.

Cosa cambiò

Dopo l'attentato, la storia di Malala fece il giro del mondo e fece capire a tanti l'importanza dell'istruzione femminile. Molti governi hanno annunciato impegni e fondi, e le Nazioni Unite hanno dedicato a lei il «Malala Day» il 12 luglio 2013, giorno del suo compleanno. Il Malala Fund sostiene le attiviste e le scuole in molti paesi, tra cui Pakistan, Afghanistan, Nigeria e Brasile.

Ma il problema è ancora grande: secondo l'UNESCO, nel mondo ci sono più di cento milioni di ragazze che non vanno a scuola. In Afghanistan, dal 2021, i talebani hanno di nuovo vietato alle ragazze di frequentare le scuole superiori. Malala è tra le voci più forti che chiedono di cambiare questa situazione.

La sua storia dice che anche una persona giovane può far sentire la propria voce, e che l'istruzione è il primo passo per cambiare la vita, e il futuro, di una persona e di un paese.

Persone e luoghi chiave

Persone

Malala Yousafzai
Attivista pakistana per l'istruzione (nata nel 1997): premio Nobel per la pace nel 2014, a 17 anni.
Ziauddin Yousafzai
Insegnante pakistano, padre di Malala: dirigeva la scuola e la sostenne nel suo impegno.
Kailash Satyarthi
Attivista indiano (nato nel 1954): lotta contro il lavoro minorile; Nobel per la pace nel 2014 con Malala.
Shazia Ramzan e Kainat Riaz
Due compagne di scuola di Malala, rimaste ferite nell'attentato del 2012.
Benazir Bhutto
Prima donna a guidare un governo in un paese a maggioranza musulmana, il Pakistan (1953-2007): per Malala fu un modello.

Luoghi

Mingora, valle dello Swat (Pakistan)
La città natale di Malala, nel nord del Pakistan.
Birmingham, Inghilterra
Dove Malala fu curata e dove vive e ha studiato.

Da sapere

  • Malala aveva 11 anni quando cominciò a scrivere il suo diario per la BBC, con il nome inventato «Gul Makai».
  • Il 12 luglio 2013, compleanno di Malala, le Nazioni Unite lo dedicarono a lei con il «Malala Day».
  • A 17 anni Malala è stata la più giovane persona di sempre a ricevere il premio Nobel.
  • Il libro «Io sono Malala» è stato tradotto in decine di lingue.
  • Secondo l'UNESCO, nel mondo più di cento milioni di ragazze non vanno a scuola.

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