Costituzione italiana
1948 Palazzo Montecitorio, Roma, Italia
In breve
L'Assemblea costituente lavorò per un anno e mezzo per scrivere le regole fondamentali della nuova Italia. La Costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. I suoi 139 articoli dicono che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e che l'Italia ripudia la guerra. Stabilisce anche che la scuola è aperta a tutti e che i primi anni di istruzione sono obbligatori e gratuiti.
Perché è importante È la legge più importante del Paese: ogni altra legge deve rispettarla.
Fonte: Senato della Repubblica, «La Costituzione»

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Il racconto
Scrivere le regole di tutti
Dopo il 2 giugno 1946, l'Assemblea costituente, eletta dagli italiani, ebbe un compito enorme: scrivere la Costituzione, cioè la legge fondamentale su cui doveva reggersi la nuova Repubblica. Era un compito difficile, perché l'Assemblea era composta da persone con idee molto diverse: democristiani, comunisti, socialisti, liberali, repubblicani, qualunquisti. Avevano combattuto il fascismo, ma sulla società che volevano costruire erano in disaccordo su molte cose.
Per preparare il testo fu creata una commissione di settantacinque membri, detta «Commissione dei 75», divisa in tre sottocommissioni. Dal 1947 il presidente dell'Assemblea era Umberto Terracini, un avvocato antifascista che aveva passato anni in carcere durante il fascismo. Si lavorò per un anno e mezzo, in lunghe discussioni, e ogni articolo fu pesato parola per parola. Alla fine i vari gruppi, rispettandosi, trovarono un accordo che teneva conto di tutte le idee, e che si basava su alcuni valori condivisi: la libertà, l'uguaglianza, la giustizia sociale, la pace.
22 dicembre 1947
Il 22 dicembre 1947 l'Assemblea approvò il testo definitivo con 453 voti a favore e 62 contrari. Il capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, lo promulgò il 27 dicembre, e la Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Un esemplare originale del testo è conservato a Roma, nell'archivio storico del Quirinale. È formato da 139 articoli, più alcune disposizioni transitorie e finali.
Come è fatta
La Costituzione si apre con i dodici «principi fondamentali», le regole più importanti. L'articolo 1 dice: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Cioè il potere appartiene ai cittadini, che lo esercitano votando. L'articolo 3 afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, e che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli che impediscono davvero l'uguaglianza. L'articolo 9 promuove la cultura e la ricerca e tutela il paesaggio e il patrimonio artistico. L'articolo 11 dichiara che «l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».
La prima parte parla dei diritti e dei doveri dei cittadini: la libertà personale, la libertà di pensiero e di stampa, il diritto alla salute, all'istruzione («la scuola è aperta a tutti»), al lavoro, il diritto di sciopero, il dovere di pagare le tasse in modo giusto e di difendere la patria. La seconda parte descrive come è organizzato lo Stato: il Parlamento, il governo, il presidente della Repubblica, i giudici, le regioni, le province e i comuni.
Per evitare che qualcuno possa cambiare le regole a piacimento, la Costituzione italiana è «rigida»: per modificarla servono procedure lunghe e maggioranze molto ampie. Una Corte costituzionale, formata da giudici, controlla che le leggi siano conformi alla Costituzione. Fu istituita nel 1956.
Una Costituzione contro il passato
Molti articoli nascono dalla memoria del fascismo e della guerra. La Costituzione garantisce le libertà che la dittatura aveva soppresso: il diritto di riunirsi, di fondare partiti e sindacati, di manifestare il proprio pensiero. Vieta di ricostituire il partito fascista e stabilisce che nessuno possa essere perseguitato per la sua religione o le sue idee. Le donne, che avevano appena votato per la prima volta, hanno gli stessi diritti degli uomini.
Nel 1955 Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, parlò a un gruppo di studenti a Milano e disse che la Costituzione è un pezzo di carta che non si muove da solo: non è una macchina che, una volta messa in moto, va avanti da sé, ma ha bisogno ogni giorno dell'impegno di tutti: «è un testamento di centomila morti», parole che molti ricordano ancora.
Perché successe
La Costituzione nacque dalla volontà di costruire un paese nuovo dopo vent'anni di dittatura e una guerra devastante. Dopo l'esperienza del fascismo, che aveva eliminato le libertà, i costituenti volevano un sistema che mettesse al sicuro i diritti dei cittadini e impedisse che il potere si concentrasse in poche mani.
Fu possibile perché, nella Resistenza e nella Costituente, le grandi forze politiche seppero collaborare. Le tre grandi tradizioni, cattolica, comunista e socialista, e quella liberale, si incontrarono e trovarono valori comuni.
Cosa cambiò
La Costituzione è da oltre settantacinque anni la base della vita democratica italiana. Su di essa si sono fondate le leggi sulla scuola, sulla salute, sul lavoro, sul diritto di famiglia. Molte conquiste, come lo Statuto dei lavoratori (1970), il Servizio sanitario nazionale (1978), la parità tra uomo e donna in famiglia (1975), sono state costruite sui suoi principi.
Nel tempo è stata modificata in alcune parti: nel 2001 sono stati cambiati gli articoli sulle regioni; nel 2022 sono stati aggiunti all'articolo 9 la tutela dell'ambiente e degli animali; nel 2016 un referendum ha respinto una riforma più ampia. Ogni modifica importante richiede un lungo confronto.
Per molti cittadini, e per le scuole, la Costituzione è una «bussola». Ne conoscono i principi anche i ragazzi, che ne studiano gli articoli come parte dell'educazione civica. Perché la democrazia funzioni, ricordava Calamandrei, serve che i cittadini la conoscano e la difendano.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Umberto Terracini
- Politico italiano (1895-1983): presidente dell'Assemblea costituente.
- Enrico De Nicola
- Giurista (1877-1959): promulgò la Costituzione il 27 dicembre 1947.
- Alcide De Gasperi
- Politico (1881-1954): presidente del Consiglio durante la stesura della Costituzione.
- Piero Calamandrei
- Giurista e scrittore (1889-1956): membro della Costituente, famoso per il suo discorso agli studenti.
- Lina Merlin
- Politica italiana (1887-1979): costituente, volle nell'articolo 3 la parità tra uomini e donne.
Luoghi
- Palazzo Montecitorio, Roma
- La sede dell'Assemblea costituente e oggi della Camera dei deputati.
- Palazzo del Quirinale, Roma
- Qui si conserva l'originale della Costituzione e ha sede il presidente della Repubblica.
Da sapere
- La Costituzione italiana ha 139 articoli, più le disposizioni transitorie e finali.
- Fu approvata il 22 dicembre 1947 con 453 voti favorevoli e 62 contrari.
- Entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
- L'articolo 11 afferma che l'Italia «ripudia la guerra» come strumento di offesa.
- Dal 2022 l'articolo 9 tutela anche l'ambiente e gli animali.
Per approfondire
- Governo italiano, «La Costituzione italiana» governo.it
- Wikipedia, «Costituzione della Repubblica Italiana» it.wikipedia.org
- Camera dei deputati, Storia storia.camera.it
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