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Marie Curie, due premi Nobel

1911 Parigi, Francia

In breve

Maria Skłodowska, nata a Varsavia, si trasferì a Parigi per studiare, perché in Polonia le donne non potevano frequentare l'università. Con il marito Pierre Curie scoprì due nuovi elementi: il polonio, chiamato così in onore della sua patria, e il radio. Nel 1903 ricevette il premio Nobel per la fisica insieme a Pierre e a Henri Becquerel, e nel 1911 quello per la chimica. Fu la prima persona a vincere due premi Nobel.

Perché è importante Le sue ricerche sulla radioattività aprirono strade nuove alla fisica e alla medicina.

Fonte: The Nobel Prize, «Marie Curie – Facts»

Illustrazione: Marie Curie, due premi Nobel (Parigi, Francia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Marie Curie, due premi Nobel: Parigi, Francia
Dove: Parigi, Francia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una studentessa polacca a Parigi

Maria Skłodowska nacque a Varsavia nel 1867, in una Polonia che allora non esisteva come stato indipendente: la città faceva parte dell'impero russo, e le scuole polacche erano controllate dal governo straniero. Suo padre insegnava fisica e matematica; sua madre morì quando Maria era ancora bambina. Maria era la più brava della classe, ma l'università era chiusa alle donne. Nascosti in appartamenti privati, gli studenti seguivano corsi clandestini in polacco, in quella che veniva chiamata «l'università volante».

Maria e sua sorella Bronisława fecero un patto: Maria avrebbe lavorato come istitutrice per pagare gli studi di medicina della sorella a Parigi, e poi la sorella avrebbe aiutato lei. Per alcuni anni Maria fece la governante in una famiglia di campagna, e nel frattempo continuò a studiare da sola. Nel 1891, a ventiquattro anni, partì per Parigi, e si iscrisse alla Sorbona, usando il nome francese Marie. Viveva in una piccola soffitta, senza riscaldamento, spesso mangiando soltanto pane e tè. Si laureò in fisica, prima della sua classe, e poi in matematica, seconda.

Pierre e i raggi misteriosi

A Parigi conobbe Pierre Curie, un fisico di buon carattere, appassionato di cristalli e di magnetismo. Si sposarono nel 1895 e cominciarono a lavorare insieme. Nel 1896 lo scienziato francese Henri Becquerel scoprì che i sali di uranio emettevano dei raggi invisibili, capaci di annerire una lastra fotografica anche al buio. Nessuno sapeva spiegarlo. Marie scelse quell'enigma come soggetto della sua tesi di dottorato.

Con uno strumento costruito da Pierre per misurare debolissime correnti elettriche, misurò i raggi di molti materiali. Notò che l'intensità dipendeva soltanto dalla quantità di uranio, e non da come era combinato con altre sostanze: doveva essere una proprietà dell'atomo stesso. Per questo fenomeno coniò un termine nuovo: «radioattività». Poi fece una scoperta sorprendente: un minerale, la pechblenda, emetteva molti più raggi dell'uranio che conteneva. Doveva nascondere un altro elemento, ancora sconosciuto, molto più potente.

Quattro anni in un capannone

Nel 1898 Marie e Pierre annunciarono due nuovi elementi: il polonio, chiamato così in onore della Polonia occupata, e il radio, dal latino «raggio». Ma i colleghi volevano le prove: ne dovevano ottenere una quantità abbastanza grande da pesarla. Per estrarre qualche briciola di radio servivano tonnellate di pechblenda. I Curie lavorarono in un vecchio capannone dell'università, freddo d'inverno e rovente d'estate, con le finestre rotte. Marie rimestava il minerale in grossi pentoloni, con una lunga asta di ferro, per ore. Dopo quattro anni, nel 1902, riuscì a isolare un decigrammo di cloruro di radio puro.

Quella polvere, quando era buio, brillava di un debole bagliore azzurro. I Curie andavano a guardarla la sera, nel loro capannone, come fosse un tesoro. Nessuno, allora, sapeva che le radiazioni potevano fare male.

I premi Nobel

Nel 1903 il premio Nobel per la fisica fu assegnato a Becquerel e ai coniugi Curie. All'inizio il comitato pensava di premiare soltanto gli uomini, ma Pierre fece notare che il merito era anche di Marie, e il suo nome fu aggiunto. Nel 1906, però, Pierre morì in un incidente a Parigi, investito da un carro trainato da cavalli. Marie ne fu distrutta, ma continuò il lavoro e prese il suo posto di professore alla Sorbona: fu la prima donna a insegnare in quell'università.

Nel 1911 le fu assegnato un secondo premio Nobel, stavolta per la chimica, per la scoperta del polonio e del radio e per aver isolato il radio. Fu la prima persona a vincere due volte il Nobel, e resta l'unica ad averlo vinto in due scienze diverse, la fisica e la chimica.

Le «piccole Curie»

Durante la Prima guerra mondiale Marie capì che i raggi X potevano salvare la vita ai feriti, perché mostravano dove fossero i proiettili e le ossa rotte. Fece costruire una ventina di automobili dotate di apparecchi a raggi X, e le portò al fronte, guidandone lei stessa una. Furono chiamate «piccole Curie». Con sua figlia Irène, allora diciassettenne, e altre donne che aveva formato, aiutò a esaminare più di un milione di soldati feriti.

Perché successe

Marie Curie fu spinta da una grande curiosità e da una determinazione fuori dal comune. In un'epoca in cui alle donne era quasi impossibile studiare e fare ricerca, superò gli ostacoli con il lavoro e con la fiducia in sé stessa.

La fisica era alla vigilia di una svolta: nel giro di pochi anni furono scoperti i raggi X (1895), la radioattività (1896) e l'elettrone (1897). Ogni nuova scoperta metteva in dubbio l'idea che l'atomo fosse l'ultimo pezzetto indivisibile della materia.

Cosa cambiò

La scoperta della radioattività cambiò la scienza: gli atomi non erano immutabili, potevano trasformarsi. Da qui nacque la fisica nucleare, con le sue applicazioni, buone e cattive, dall'energia atomica alle armi. Nacque anche la medicina nucleare: la radioterapia usa le radiazioni per distruggere le cellule dei tumori, e le radiografie permettono ogni giorno di vedere dentro il corpo.

I pericoli non erano ancora noti: Marie portava in tasca provette di radio e conservava campioni sul comodino. Morì il 4 luglio 1934 per una malattia del sangue, quasi certamente causata dalle radiazioni. I suoi quaderni di laboratorio sono ancora radioattivi, e si conservano in contenitori di piombo.

Sua figlia Irène, con il marito Frédéric Joliot, ricevette il Nobel per la chimica nel 1935. Nel 1995 la Francia ha onorato Marie e Pierre portando i loro resti al Pantheon, e Marie è stata la prima donna sepolta lì per i suoi meriti. Il suo nome vive nel curio, un elemento chimico, e nell'unità di misura della radioattività.

Persone e luoghi chiave

Persone

Marie Curie
Fisica e chimica polacca naturalizzata francese (1867-1934): scoprì il polonio e il radio; due premi Nobel.
Pierre Curie
Fisico francese (1859-1906): marito e collaboratore di Marie; Nobel per la fisica nel 1903.
Henri Becquerel
Fisico francese (1852-1908): scoprì la radioattività dell'uranio; Nobel nel 1903.
Irène Joliot-Curie
Chimica francese (1897-1956): figlia di Marie; Nobel per la chimica nel 1935.
Bronisława Skłodowska
Medico polacco (1865-1939): sorella di Marie, la aiutò a trasferirsi a Parigi.

Luoghi

Varsavia, Polonia
La città natale di Marie Curie.
Sorbona, Parigi
L'università dove studiò, fece le sue ricerche e insegnò.

Da sapere

  • Marie Curie è l'unica persona ad aver vinto il Nobel in due scienze diverse: fisica (1903) e chimica (1911).
  • Il termine «radioattività» fu coniato da lei.
  • Il polonio prende il nome dalla Polonia, il paese natale di Marie.
  • I suoi quaderni di laboratorio sono ancora radioattivi e si conservano in contenitori di piombo.
  • Durante la Prima guerra mondiale guidò lei stessa un'automobile con apparecchi a raggi X per aiutare i feriti.

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