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11 · Novecento politica

Rivoluzione russa

1917 Pietrogrado (oggi San Pietroburgo), Russia

In breve

In Russia la guerra aveva portato fame e grandi sofferenze. Nel febbraio 1917 le proteste costrinsero lo zar Nicola II a lasciare il trono. In ottobre i bolscevichi, guidati da Lenin, presero il potere a Pietrogrado con l'assalto al Palazzo d'Inverno. Seguì una sanguinosa guerra civile, e nel 1922 nacque l'Unione Sovietica, governata da un solo partito, quello comunista.

Perché è importante Nacque il primo Stato comunista, che per settant'anni ebbe un peso enorme nella politica del mondo.

Fonte: Treccani, voce «Rivoluzione russa»

Illustrazione: Rivoluzione russa (Pietrogrado (oggi San Pietroburgo), Russia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Rivoluzione russa: Pietrogrado (oggi San Pietroburgo), Russia
Dove: Pietrogrado (oggi San Pietroburgo), Russia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un impero stanco

All'inizio del Novecento la Russia era il paese più grande del mondo, governato dallo zar Nicola II, un sovrano assoluto: non esisteva un parlamento con vero potere, e le leggi le decideva lui. La grande maggioranza dei russi erano contadini poveri, spesso senza terra; nelle città crescevano fabbriche in cui gli operai lavoravano molte ore per paghe bassissime, in quartieri affollati. Nel 1905, durante la guerra con il Giappone, e dopo che l'esercito sparò su una folla pacifica che chiedeva pane e diritti davanti al Palazzo d'Inverno, a San Pietroburgo, scoppiò una rivolta. Lo zar concesse una Duma, un parlamento senza grande potere, ma le cose cambiarono poco.

Quando nel 1914 la Russia entrò nella Prima guerra mondiale, le cose peggiorarono. Milioni di soldati, mal equipaggiati, morirono o furono feriti. Nelle città scarseggiavano il pane e il carbone, i prezzi salivano e le code davanti ai negozi si allungavano. Lo zar era andato al fronte per comandare di persona l'esercito, lasciando il governo in mano alla moglie Alessandra, molto impopolare.

Febbraio 1917: lo zar cade

All'inizio di marzo 1917 (a febbraio, secondo il calendario usato allora in Russia), a Pietrogrado, come si chiamava ora San Pietroburgo, scoppiarono scioperi. Cominciarono con le operaie, nella Giornata internazionale della donna, che protestavano per il pane. Nei giorni successivi decine di migliaia di persone riempirono le strade. I soldati mandati a reprimere la rivolta si unirono ai manifestanti. Il 15 marzo lo zar, ormai senza appoggi, abdicò: dopo trecento anni la dinastia dei Romanov non governava più.

Si formò un Governo provvisorio di politici liberali e moderati, che promise elezioni e libertà, ma decise di continuare la guerra. Accanto ad esso nacquero i «soviet», cioè consigli di operai e soldati, che avevano molto potere reale nelle città e nell'esercito. Il paese aveva così due poteri in competizione.

Lenin e i bolscevichi

Nell'aprile 1917 tornò in Russia da esiliato Vladimir Lenin, capo dei bolscevichi, un gruppo marxista che voleva una rivoluzione degli operai e dei contadini. La Germania, che era in guerra con la Russia, lo aiutò a rientrare da un lungo viaggio in un treno speciale, sperando che creasse disordine. Lenin chiese pace immediata, terra ai contadini, pane e potere ai soviet: erano gli slogan che il popolo stanco voleva sentire. Il consenso dei bolscevichi crebbe mese dopo mese, mentre il governo provvisorio, guidato da Aleksandr Kerenskij, perdeva appoggio.

La notte del Palazzo d'Inverno

Il 6-7 novembre 1917 (24-25 ottobre per il vecchio calendario, e per questo si parla di «Rivoluzione d'ottobre»), i bolscevichi, organizzati da Lev Trockij, occuparono i punti chiave di Pietrogrado: stazioni, ponti, poste, telegrafo. La sera del 7 novembre l'incrociatore Aurora puntò i cannoni verso il Palazzo d'Inverno, dove si trovavano i ministri del governo provvisorio, e sparò un colpo a salve. Nella notte tra il 7 e l'8 novembre (25-26 ottobre) il palazzo fu preso e i ministri furono arrestati con poca resistenza, quasi senza combattimenti. Kerenskij riuscì a fuggire.

Il giorno dopo Lenin annunciò il nuovo governo, il Consiglio dei commissari del popolo, e approvò due decreti: uno sulla pace e uno sulla terra, che toglieva le proprietà ai grandi proprietari per darle ai contadini. Nel marzo 1918 la Russia firmò con la Germania il trattato di Brest-Litovsk, perdendo territori molto vasti pur di uscire dalla guerra.

La guerra civile

I bolscevichi non erano al sicuro: tra il 1918 e il 1922 una guerra civile terribile oppose l'Armata rossa ai «bianchi», un insieme di ufficiali zaristi, nazionalisti e liberali sostenuti da potenze straniere. Furono anni di fame, epidemie e violenze, con milioni di morti. Nel luglio 1918 lo zar e la sua famiglia furono uccisi a Ekaterinburg. I bolscevichi vinsero, e nel 1922 nacque l'Unione Sovietica, l'URSS.

Perché successe

La rivoluzione nacque dalla combinazione di povertà, disuguaglianze e disastri della guerra. Il regime zarista non aveva saputo riformarsi, e lo zar aveva sbagliato più volte, rifiutando di ascoltare le richieste di cambiamento.

Ebbe un ruolo fondamentale la Prima guerra mondiale: fame, perdite enormi e sfiducia verso i governanti. A questo si aggiunsero le idee di Marx, secondo cui gli operai avrebbero potuto prendere il potere e costruire una società senza padroni, e la capacità organizzativa di Lenin e del suo partito, che seppero interpretare il desiderio di pace e di terra.

Cosa cambiò

La Rivoluzione russa creò il primo stato comunista del mondo, e ispirò movimenti e partiti in molti paesi. Per i governi occidentali fu anche una minaccia: in Europa e in America si diffuse la paura di una rivoluzione, e questa paura alimentò anche movimenti come il fascismo in Italia.

Dopo la morte di Lenin, nel 1924, il potere passò a Iosif Stalin, che trasformò l'URSS in una dittatura rigida, con la collettivizzazione forzata delle campagne, i campi di lavoro e le grandi purghe, causando milioni di vittime. L'URSS divenne una potenza industriale e militare, e dopo la Seconda guerra mondiale una delle due superpotenze della Guerra fredda.

Il sistema sovietico finì nel 1991. Oggi gli storici discutono molto sul significato della rivoluzione: per alcuni fu una speranza di giustizia sociale, per altri l'inizio di un regime autoritario. Ricordare i fatti con precisione, senza semplificare, aiuta a capire.

Persone e luoghi chiave

Persone

Nicola II
Ultimo zar di Russia (1868-1918): abdicò nel 1917 e fu ucciso con la famiglia nel 1918.
Vladimir Lenin
Capo dei bolscevichi (1870-1924): guidò la rivoluzione di ottobre e il primo governo sovietico.
Lev Trockij
Rivoluzionario russo (1879-1940): organizzò la presa del potere e creò l'Armata rossa.
Aleksandr Kerenskij
Politico russo (1881-1970): capo del governo provvisorio nell'estate-autunno del 1917.
Iosif Stalin
Politico sovietico (1878-1953): succeduto a Lenin, guidò l'URSS come dittatore.

Luoghi

Pietrogrado (San Pietroburgo), Russia
La città dove si svolsero gli eventi del 1917.
Palazzo d'Inverno
La residenza degli zar, dove nel 1917 si riunì il governo provvisorio.

Da sapere

  • Il calendario russo del 1917 aveva tredici giorni di ritardo: per questo la «Rivoluzione d'ottobre» cadde a novembre.
  • La rivoluzione di febbraio cominciò con una protesta di operaie nella Giornata internazionale della donna.
  • Lenin tornò in Russia nel 1917 su un treno speciale che attraversò la Germania.
  • Il colpo a salve dell'incrociatore Aurora, nel 1917, è diventato un simbolo della rivoluzione.
  • L'Unione Sovietica fu fondata nel 1922 e si sciolse nel 1991.

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