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Televisione si diffonde

circa 1950 Stati Uniti, Europa e, dal 1954, Italia

In breve

Le prime trasmissioni televisive regolari cominciarono negli anni Trenta in Germania e in Gran Bretagna, ma il vero successo arrivò dopo la guerra. Intorno al 1950 negli Stati Uniti milioni di famiglie avevano già un televisore in salotto. In Italia la Rai cominciò a trasmettere regolarmente il 3 gennaio 1954, e all'inizio si guardava la tv nei bar o a casa dei vicini. Il programma Non è mai troppo tardi insegnò poi a leggere e scrivere a moltissimi adulti.

Perché è importante La televisione portò informazione e spettacolo nelle case e contribuì a far parlare agli italiani la stessa lingua.

Fonte: Treccani, voce «Televisione»

Illustrazione: Televisione si diffonde (Stati Uniti, Europa e, dal 1954, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Televisione si diffonde: Stati Uniti, Europa e, dal 1954, Italia
Dove: Stati Uniti, Europa e, dal 1954, Italia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Immagini che viaggiano

L'idea di trasmettere le immagini a distanza è antica quasi quanto la radio. Nel 1884 un giovane tedesco, Paul Nipkow, inventò un disco bucato che, girando, permetteva di scomporre un'immagine in tanti punti. Era l'inizio. Negli anni Venti lo scozzese John Logie Baird fece vedere a Londra una prima trasmissione di immagini sfocate con un sistema meccanico, e negli stessi anni due inventori, l'americano Philo Farnsworth, a ventun anni, e il russo-americano Vladimir Zworykin, costruirono i primi sistemi interamente elettronici, con un tubo che formava l'immagine con un fascio di elettroni. Questi sistemi si dimostrarono i migliori.

Il primo servizio televisivo regolare ad «alta definizione» cominciò in Inghilterra, con la BBC, il 2 novembre 1936, da un palazzo di Londra, l'Alexandra Palace. Pochissime famiglie avevano un apparecchio, ma già nel 1937 la BBC trasmise in diretta l'incoronazione di re Giorgio VI. Nel 1939 la televisione fu presentata al pubblico, negli Stati Uniti, all'Esposizione universale di New York. Poi arrivò la guerra, e la televisione fu quasi del tutto fermata.

Negli anni Cinquanta

Dopo la guerra, la televisione si diffuse a una velocità incredibile. Negli Stati Uniti, nel 1950, i televisori erano in meno di una famiglia su dieci; nel 1955 erano già in due famiglie su tre. In Gran Bretagna, la grande spinta fu l'incoronazione della regina Elisabetta II, il 2 giugno 1953: circa venti milioni di persone, quasi metà del paese, la videro in diretta, spesso a casa di vicini o di amici che avevano un apparecchio, o nei locali pubblici.

I televisori erano grandi mobili di legno, con uno schermo piccolo, in bianco e nero, e costavano molto: in Italia, alla metà degli anni Cinquanta, un apparecchio costava come diversi mesi di stipendio di un operaio. Così, spesso, ci si riuniva nei bar o nelle case di chi lo aveva, o nelle sedi dei partiti e delle parrocchie: tutto il quartiere si metteva davanti allo schermo.

La televisione in Italia

In Italia le trasmissioni regolari della RAI cominciarono il 3 gennaio 1954, dopo alcuni anni di prove: le prime immagini erano arrivate da Torino, Milano e Roma. La prima ad apparire, per dare il benvenuto agli spettatori, fu l'annunciatrice Fulvia Colombo. Alla fine del 1954 gli abbonati erano alcune decine di migliaia, e dieci anni dopo più di cinque milioni.

I programmi erano pochi e trasmessi in poche ore al giorno: telegiornale, spettacoli di varietà, sceneggiati, partite, e quiz come «Lascia o raddoppia?» (1955), condotto da Mike Bongiorno, che fermava le strade perché tutti correvano a casa o al bar a guardarlo. Dal 1957 andò in onda «Carosello», brevi filmati pubblicitari con piccoli racconti che affascinavano grandi e piccoli, e dopo i quali i bambini andavano a letto.

Un programma speciale fu «Non è mai troppo tardi», iniziato nel 1960: un maestro, Alberto Manzi, insegnava alla televisione a leggere e a scrivere agli adulti che non avevano potuto andare a scuola. Si stima che grazie a queste lezioni più di un milione di italiani abbiano imparato a leggere e a scrivere. La televisione contribuì anche a unificare il modo di parlare: prima, molti italiani usavano solo il dialetto, mentre ora tutti ascoltavano la stessa lingua italiana.

Un'invenzione che cambia le abitudini

La televisione cambiò la vita quotidiana: la sera molte famiglie si riunivano davanti allo schermo, i bambini aspettavano i loro programmi, la gente seguiva gli stessi spettacoli e parlava degli stessi personaggi. Cambiò la politica: nel 1960, nel primo dibattito televisivo tra due candidati, John Kennedy e Richard Nixon, molti pensarono che avesse vinto Kennedy, più sicuro e disinvolto davanti alle telecamere. Il colore arrivò negli Stati Uniti negli anni Cinquanta e in Italia nel 1977.

Perché successe

La televisione nacque dall'unione di invenzioni precedenti: la radio, il cinema, il telefono e il tubo a raggi catodici. Ci vollero decenni di ricerche e molte persone diverse, in vari paesi, per renderla un apparecchio pratico ed economico.

Dopo la guerra, ne favorirono la diffusione la ripresa economica, il desiderio di svago e di notizie e la produzione in serie dei televisori. In molti paesi, come in Italia, un ente pubblico, la RAI, ebbe il compito di gestire le trasmissioni, con la missione di informare, educare e divertire.

Cosa cambiò

La televisione diventò il principale mezzo di informazione e di intrattenimento del Novecento. Le grandi notizie, come lo sbarco sulla Luna nel 1969, furono seguite insieme da centinaia di milioni di persone. Ha influenzato i gusti, le mode, la politica, la pubblicità e i consumi.

Ha avuto anche aspetti discussi: critici e studiosi si sono domandati se guardare molta televisione sia utile o dannoso, soprattutto per i bambini, e come garantire un'informazione corretta. Oggi gli esperti consigliano di scegliere con cura i programmi e di non passare troppe ore davanti allo schermo.

Dagli anni Duemila la televisione si è trasformata di nuovo, con il digitale, l'alta definizione e i servizi in streaming: molte persone guardano film e serie quando vogliono, sul telefono o sul computer, e meno nei momenti decisi dal palinsesto. Ma l'idea di trasmettere immagini e suoni a distanza, nata più di cento anni fa, continua.

Persone e luoghi chiave

Persone

Philo Farnsworth
Inventore americano (1906-1971): a 21 anni realizzò il primo sistema televisivo interamente elettronico.
John Logie Baird
Inventore scozzese (1888-1946): fece le prime dimostrazioni di televisione a Londra.
Vladimir Zworykin
Ingegnere russo-americano (1888-1982): inventò l'iconoscopio, un tubo per le telecamere.
Mike Bongiorno
Presentatore italiano-americano (1924-2009): condusse «Lascia o raddoppia?» e fu uno dei volti della TV italiana.
Alberto Manzi
Maestro e scrittore italiano (1924-1997): conduttore del programma «Non è mai troppo tardi».

Luoghi

Alexandra Palace, Londra
Da qui la BBC cominciò il primo servizio televisivo regolare, nel 1936.
Corso Sempione, Milano
La sede di uno dei primi centri di produzione della RAI.

Da sapere

  • Le trasmissioni regolari della televisione italiana cominciarono il 3 gennaio 1954.
  • Il quiz «Lascia o raddoppia?», del 1955, fermava le strade: tutti erano a vederlo.
  • Il maestro Alberto Manzi insegnò in TV a leggere e a scrivere a più di un milione di adulti.
  • «Carosello», dal 1957, era uno spazio di pubblicità fatto di piccoli racconti.
  • La televisione a colori arrivò in Italia nel 1977.

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