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6 · Roma politica

Editto di Milano

313 d.C. Milano

In breve

Gli imperatori Costantino e Licinio si incontrarono a Milano e si accordarono per lasciare libertà di religione a tutti gli abitanti dell'impero. Fino a pochi anni prima i cristiani erano stati perseguitati, cioè arrestati e puniti per la loro fede. Con questo accordo poterono pregare apertamente e riavere i beni che erano stati loro tolti. Gli storici discutono se sia stato un vero editto o una serie di lettere ai governatori, ma il nome è rimasto.

Perché è importante Da allora il cristianesimo crebbe rapidamente, fino a diventare la religione ufficiale dell'impero nel 380.

Fonte: Treccani, voce «Milano, editto di»

Illustrazione: Editto di Milano (Milano)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Editto di Milano: Milano
Dove: Milano

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Quando i cristiani erano perseguitati

Per i primi tre secoli dopo Cristo i cristiani furono una minoranza dentro l'impero romano. Non adoravano gli dei dei Romani e non partecipavano ai riti pubblici, e per questo, in certi periodi, furono sospettati, arrestati e puniti per la loro fede. Le persecuzioni furono più forti in alcuni momenti e in alcune zone, meno in altri. Ricordiamo questi fatti con rispetto per chi soffrì per le proprie idee.

Alla fine del III secolo l'imperatore Diocleziano riorganizzò l'impero affidandolo a quattro governanti, la tetrarchia (parola greca che significa «governo di quattro»), istituita nel 293. In quegli anni ci furono nuove e dure persecuzioni dei cristiani, legate soprattutto a Galerio. Ma nel 311 lo stesso Galerio, malato, cambiò idea: con l'editto di Serdica concesse un perdono ai cristiani e permise loro di praticare la propria religione.

Costantino e Ponte Milvio

Nel 312 due uomini si contendevano il controllo di Roma e dell'Occidente: Costantino e Massenzio. Il 28 ottobre del 312 si scontrarono a Ponte Milvio, un ponte sul Tevere, vicino alla città. Vinse Costantino. Secondo la tradizione cristiana, prima della battaglia Gesù Cristo gli sarebbe apparso in sogno e gli avrebbe mostrato un segno, con le parole In hoc signo vinces, «con questo segno vincerai». Gli storici discutono su che cosa sia davvero successo: non è un fatto sicuro, ma una tradizione.

L'incontro di Milano

All'inizio del 313 Costantino, imperatore d'Occidente, incontrò a Milano un altro imperatore, Licinio, che governava la parte orientale dell'impero. Milano era allora la capitale dell'Occidente. L'occasione era un matrimonio: Licinio sposava Costanza, sorella di Costantino. I due approfittarono dell'incontro per discutere i problemi dell'impero, e decisero una linea comune sulla religione.

Che cosa stabilirono? Che ognuno fosse libero di seguire la religione che preferiva: non solo i cristiani, ma tutti gli abitanti dell'impero. Si ordinava anche di restituire ai cristiani i luoghi di culto e i beni che erano stati loro tolti, anche se nel frattempo erano stati acquistati legalmente da altri. Era il modo di rimediare ai torti delle persecuzioni.

Un editto che forse non era un editto

Nonostante il nome, gli storici sono cauti. Il testo che conosciamo non è un editto firmato a Milano. È una lettera, un rescritto, cioè una risposta ufficiale, che Licinio fece affiggere a Nicomedia, in Oriente, con dodici punti, in vigore dal 13 giugno del 313. Il preambolo in latino ci è stato tramandato dallo scrittore cristiano Lattanzio, nel libro De mortibus persecutorum («Sulla morte dei persecutori»).

Molti studiosi pensano che si trattasse di un rescritto che dava applicazione all'editto di Galerio del 311. Alcuni ritengono che i due imperatori si siano incontrati a Milano soltanto per discutere, e che le disposizioni siano state scritte altrove, in Bitinia. Per questo oggi si parla spesso di «accordo di Milano». Tuttavia il nome «editto di Milano» è rimasto, come il 313, la data che tutti ricordano.

Dalla tolleranza al sostegno

Dopo il 313 la politica religiosa degli imperatori cambiò: dalla semplice tolleranza si passò al sostegno del cristianesimo. Costantino favorì le comunità cristiane, e due anni dopo, nel 315, il Senato gli dedicò un arco di trionfo che ancora oggi si può vedere a Roma, vicino al Colosseo.

Il cammino proseguì nei decenni successivi. Il 27 febbraio del 380 gli imperatori Graziano, Teodosio I e Valentiniano II, che aveva allora otto o nove anni, emanarono a Tessalonica un editto, noto con le prime parole del testo, Cunctos populos, che dichiarava il cristianesimo, nella forma del credo di Nicea, religione ufficiale dell'impero. Colpiva anzitutto le altre correnti cristiane, come l'arianesimo; i divieti contro i culti pagani arrivarono poco dopo, nel 391-392. Nei decenni seguenti le restrizioni contro i culti tradizionali aumentarono e il paganesimo fu progressivamente messo fuori legge.

Quindi il passaggio da religione perseguitata a religione di Stato non avvenne con un solo atto, ma lentamente, in quasi settant'anni, tra il 313 e il 380.

Perché successe

Le persecuzioni non avevano funzionato. Non erano riuscite a eliminare i cristiani, e già nel 311 Galerio aveva scelto il perdono.

Per Costantino e Licinio c'era anche un motivo politico. Dopo anni di guerre civili volevano stabilizzare l'impero e ottenere il sostegno delle comunità cristiane. Un accordo sulla libertà di culto era utile per mantenere la pace e per rafforzare la loro alleanza, sancita anche da un matrimonio.

Cosa cambiò

Dopo il 313 i cristiani poterono pregare apertamente, costruire chiese e riavere i beni sottratti. Il cristianesimo crebbe rapidamente e, con l'editto di Tessalonica del 380, diventò la religione ufficiale. Questo cambiò il volto dell'Europa: le chiese, il calendario delle feste, la cultura, le leggi furono segnati dalla nuova religione per molti secoli.

Ma il percorso ebbe anche un lato difficile. Quando una religione diventa religione di Stato, chi la pensa diversamente rischia di essere discriminato. Gli storici osservano che con il tempo il dissenso religioso cominciò a essere considerato un reato. Per questo il 313 viene ricordato come un passo verso la libertà di coscienza, ma la strada fu lunga e non lineare.

L'idea che ognuno debba poter scegliere liberamente la propria religione è uno dei principi di molti Stati di oggi e delle dichiarazioni internazionali sui diritti umani. L'accordo di Milano ne è stato un antenato lontano.

Persone e luoghi chiave

Persone

Costantino
Imperatore d'Occidente dal 312 dopo la vittoria di Ponte Milvio. Favorì il cristianesimo.
Licinio
Imperatore d'Oriente, cognato di Costantino. Fece affiggere a Nicomedia il rescritto sulla libertà di culto.
Galerio
Imperatore che nel 311 emanò l'editto di Serdica, con cui concedeva un perdono ai cristiani.
Lattanzio
Scrittore cristiano che ci ha tramandato il testo del preambolo nel De mortibus persecutorum.

Luoghi

Milano
Capitale dell'impero d'Occidente, dove all'inizio del 313 si incontrarono Costantino e Licinio.
Ponte Milvio
Ponte sul Tevere, a Roma, dove Costantino vinse Massenzio il 28 ottobre del 312.
Nicomedia
Città dell'Oriente dove Licinio fece esporre il rescritto in dodici punti.

Da sapere

  • Il nome «editto di Milano» è poco preciso: il testo che conosciamo è un rescritto di Licinio esposto a Nicomedia.
  • Valentiniano II, uno dei tre imperatori che firmarono l'editto di Tessalonica nel 380, aveva soltanto otto o nove anni.
  • Il motto In hoc signo vinces, «con questo segno vincerai», legato alla battaglia di Ponte Milvio, appartiene alla tradizione cristiana.
  • Nel 315 il Senato dedicò a Costantino un arco di trionfo che si vede ancora a Roma.
  • Il termine «tetrarchia» viene dal greco e significa «governo di quattro».

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