Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Roma

6 · Roma scienza e tecnica

Via Appia

312 a.C. Da Roma a Capua, poi fino a Brindisi

In breve

Il magistrato Appio Claudio Cieco fece costruire una strada da Roma a Capua; più tardi fu allungata fino a Brindisi. I Romani la chiamavano «regina delle strade», in latino regina viarum. Sotto i grandi blocchi di pietra c'erano strati di ghiaia e terra battuta che la rendevano solida e facile da asciugare dopo la pioggia. Lungo il percorso si trovavano le pietre miliari, colonnine che segnavano le distanze.

Perché è importante Le strade romane permisero a soldati, merci e notizie di viaggiare veloci in tutto l'impero.

Fonte: UNESCO, «Via Appia. Regina Viarum»

Illustrazione: Via Appia (Da Roma a Capua, poi fino a Brindisi)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Via Appia: Da Roma a Capua, poi fino a Brindisi
Dove: Da Roma a Capua, poi fino a Brindisi

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

La strada che univa Roma al mare

Nel 312 avanti Cristo il censore Appio Claudio Cieco diede inizio ai lavori di una strada destinata a diventare famosa in tutto il mondo antico. Il censore era uno dei magistrati della Repubblica che contavano i cittadini e si occupavano anche delle opere pubbliche. Appio Claudio apparteneva a una grande famiglia, la gens Claudia, e la strada prese il suo nome: via Appia.

In realtà non partì da zero. Il primo tratto sistemava e allargava un percorso già esistente tra Roma e i Colli Albani, le colline a sud della città. Poi la strada fu prolungata fino a Capua, in Campania, una delle città più ricche dell'Italia di allora. Nei decenni seguenti l'Appia continuò a crescere: a metà del III secolo a.C. arrivò a Benevento, che allora si chiamava Maleventum. Più tardi raggiunse Taranto e, intorno al 190 a.C., il porto di Brindisi, da dove partivano le navi per la Grecia e l'Oriente.

Una strada fatta per durare

Alla fine la via Appia da Roma a Brindisi misurava circa 540 chilometri. Era larga più o meno quattro metri, cioè quattordici piedi romani, abbastanza perché due carri si incrociassero senza difficoltà. Ai lati correvano due marciapiedi rialzati, le crepidini, per chi andava a piedi.

In origine il fondo era di pietrisco, cioè piccole pietre che lasciavano passare l'acqua. Dal 296 a.C. circa, con l'intervento dei fratelli Ogulni, due magistrati, si cominciarono a posare, a partire dal tratto vicino a Roma, grandi lastre di pietra vulcanica, chiamate basoli, incastrate le une alle altre. Sotto non c'era il terreno nudo: i Romani scavavano una specie di trincea e la riempivano a strati di pietrisco e terra, in modo che l'acqua della pioggia scivolasse via e il fondo non si trasformasse in fango. Una strada così poteva reggere carri pesanti, legioni in marcia e il passaggio per secoli.

L'Appia fu tra le prime strade ad avere le pietre miliari, colonne di pietra poste a intervalli regolari per segnare le distanze, come gli odierni cartelli con i chilometri. Un miglio romano era di circa un chilometro e mezzo, e chi viaggiava sapeva sempre quanto mancava alla tappa successiva. Lungo il percorso c'erano città e luoghi di sosta, come Aricia, Terracina, Formia, Minturno, Sinuessa e Venosa.

Regina delle strade

I Romani la chiamavano regina viarum, cioè «regina delle strade». Per i viaggiatori di allora era un'opera impressionante. Sull'Appia passavano soldati, mercanti, funzionari, pellegrini, messaggeri. Il governo di Roma poteva muovere le legioni verso il sud in pochi giorni e mantenere il controllo sui territori conquistati. Le notizie, i prodotti, le persone viaggiavano più in fretta.

La strada ha anche un posto nei ricordi più cupi della storia romana. Nel 71 a.C., dopo la sconfitta della rivolta guidata da Spartaco, circa seimila schiavi ribelli catturati furono messi a morte lungo il tratto tra Roma e Capua, come terribile monito per chiunque pensasse di ribellarsi. È un episodio che ricordiamo con rispetto per le vittime, e che ci ricorda come la strada fosse anche uno strumento di potere.

Dopo l'impero

Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano restaurarono l'Appia e la ampliarono. Tra il 108 e il 110 d.C. Traiano fece costruire una variante più vicina alla costa, la via Appia Traiana, tra Benevento e Brindisi. Dopo la caduta dell'impero d'Occidente, nel 476, la manutenzione cessò e alcuni tratti furono abbandonati. Eppure, nel 535, lo storico bizantino Procopio la descriveva ancora in buono stato.

Nei secoli successivi furono costruite nuove strade con lo stesso nome: l'Appia Nuova, per volere del papa Gregorio XIII nel 1574, e l'Appia Pignatelli, aperta nel 1700. Il tratto più vicino a Roma, la via Appia Antica, si è conservato molto bene. Lungo di essa si trovano ponti, tombe monumentali e le catacombe, gallerie sotterranee dove i primi cristiani seppellivano i morti: quelle di San Callisto, di San Sebastiano, di Pretestato.

Nel 1988 la Regione Lazio ha creato il Parco regionale dell'Appia Antica, grazie anche alle battaglie di Antonio Cederna, un giornalista e ambientalista che si era battuto contro la costruzione di ville private lungo la strada. Nel 2016 è nato anche il parco archeologico dell'Appia Antica. Nel luglio 2024 l'UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell'umanità la «Via Appia. Regina Viarum», comprendendo l'Appia Antica e la Traiana. Oggi l'Appia si percorre a piedi, in bicicletta o in auto: in alcuni tratti, come nell'Agro Pontino, è ancora usata dal traffico moderno.

Perché successe

Roma, nel IV secolo a.C., stava allargando il suo dominio verso sud, in Campania, e aveva bisogno di collegarsi ai nuovi territori in modo veloce e sicuro. Le truppe dovevano poter arrivare in fretta dove serviva, e le colonie che i Romani fondavano nelle terre conquistate dovevano restare in contatto con la città.

Il fatto che la strada fosse costruita con tanta cura non è un caso: i Romani avevano capito che il controllo di un territorio dipende dalla possibilità di raggiungerlo. Per questo costruirono prima di tutto una rete di strade, e poi basarono su di essa gran parte del loro potere. La via Appia è il primo esempio famoso di questa idea.

Cosa cambiò

Le strade romane diventarono la rete di comunicazione più importante del mondo antico. Nel corso dei secoli Roma ne costruì migliaia di chilometri in tutto l'impero, e molte hanno dato origine a città e a vie di commercio: ancora oggi molte strade italiane ed europee seguono il percorso di quelle antiche. Il modo in cui venivano costruite, a strati e con un buon drenaggio, è stato un modello per secoli.

L'Appia ha lasciato un segno nella cultura. Lungo il suo percorso nacquero tombe, ville, luoghi di culto e, più tardi, le catacombe cristiane. Per gli artisti e i viaggiatori dell'età moderna camminare sull'Appia significava toccare con mano l'antichità. Oggi è un'occasione per scoprire la storia camminando, in un grande parco archeologico.

Il riconoscimento UNESCO del 2024 mostra che i monumenti antichi non sono solo ricordi, ma beni da proteggere. Un lungo lavoro di tutela, nel quale ha contato la passione di studiosi e cittadini, ha salvato questa strada dal cemento e dalla dimenticanza.

Persone e luoghi chiave

Persone

Appio Claudio Cieco
Censore del 312 a.C., della famiglia Claudia. Diede il nome alla strada e fu un protagonista della politica romana di quegli anni.
I fratelli Ogulni
Magistrati che dal 296 a.C. circa fecero rifare il fondo della strada con grandi basoli di pietra vulcanica.
Antonio Cederna
Giornalista e ambientalista del Novecento: lottò perché l'Appia Antica diventasse un parco e non fosse invasa dalle ville private.
Procopio
Storico bizantino che nel 535 descrisse la via Appia ancora in buono stato.

Luoghi

Capua
Grande città della Campania, primo punto d'arrivo della strada oltre Roma.
Brindisi
Porto della Puglia da cui partivano le navi per la Grecia e l'Oriente: l'Appia vi arrivò intorno al 190 a.C.
Catacombe di San Callisto e San Sebastiano
Gallerie sotterranee lungo l'Appia Antica, usate dai primi cristiani per le sepolture.
Parco regionale dell'Appia Antica
Area protetta di circa 4.580 ettari alle porte di Roma, istituita nel 1988.

Da sapere

  • Appio Claudio fu soprannominato «Cieco», cioè non vedente, ma questo non gli impedì di fare carriera e di dare il nome a una strada che dura da oltre duemila anni.
  • Dal 296 a.C. circa il fondo, nel tratto vicino a Roma, non era più di semplice pietrisco, ma di grandi blocchi di pietra vulcanica posati a incastro, i basoli.
  • L'Appia fu tra le prime strade ad avere pietre miliari, che segnavano le distanze.
  • La lunghezza totale da Roma a Brindisi era di circa 540 chilometri.
  • Nel 2024 la via Appia è entrata nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Roma»

Evento 4 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Roma»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music