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6 · Roma arte

Pantheon

circa 125 d.C. Roma

In breve

Il Pantheon che vediamo oggi fu ricostruito al tempo dell'imperatore Adriano, al posto di un tempio più antico voluto da Agrippa. La sua cupola di calcestruzzo misura 43 metri di diametro ed è rimasta per più di mille anni la più grande del mondo. In cima c'è un'apertura rotonda di circa nove metri, l'oculo, che è l'unica fonte di luce. Dal VII secolo l'edificio è una chiesa, e anche per questo si è conservato così bene.

Perché è importante Architetti di ogni epoca, da Brunelleschi a Michelangelo, lo hanno studiato per imparare a costruire cupole.

Fonte: Treccani, voce «Pantheon»

Illustrazione: Pantheon (Roma)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Pantheon: Roma
Dove: Roma

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Il tempio di tutti gli dei

Entra nel Pantheon e alza gli occhi. Sopra di te c'è una cupola enorme, senza colonne né sostegni, e proprio in alto un cerchio aperto da cui entra la luce del cielo. È uno degli edifici antichi meglio conservati del mondo. Il suo nome viene dal greco e significa «di tutti gli dei».

Il Pantheon che vediamo oggi non è il primo. Un primo tempio fu costruito verso il 27-25 avanti Cristo da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto, nel Campo Marzio, la zona di Roma dove sorgevano molti monumenti pubblici. Era molto diverso: aveva pianta rettangolare, misurava circa 44 metri per 20, era costruito in travertino e rivestito di marmo. Quel tempio andò a fuoco nell'80 dopo Cristo, fu restaurato sotto l'imperatore Domiziano e distrutto di nuovo, dopo un fulmine, intorno al 110, sotto Traiano.

Un cantiere di molti anni

La ricostruzione dell'edificio attuale avvenne sotto Traiano e Adriano. Gli studiosi non sono d'accordo sulle date: la ricostruzione dovette impegnare un periodo tra il 112 e il 128 circa, e la dedica del tempio potrebbe essere stata fatta tra il 125 e il 127. Molti studiosi pensano che i lavori siano cominciati con Traiano, verso il 114, e finiti da Adriano: lo suggeriscono i bolli dei mattoni, cioè i marchi di fabbrica impressi sui laterizi, che risalgono per lo più agli ultimi anni di Traiano e ai primi di Adriano. Per questo la data è approssimata, intorno al 125.

Sulla facciata, però, Adriano non mise il proprio nome. Si legge ancora oggi la scritta di Agrippa, riportata sul nuovo edificio: M·AGRIPPA·L·F·COS·TERTIVM·FECIT, cioè «Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, lo costruì». È un modo di rispettare il passato.

Fuori: il portico

L'ingresso è un grande portico, il pronao, con 16 colonne corinzie. Otto sono di granito grigio, estratto a Mons Claudianus, e otto di granito rosa, estratto ad Assuan, entrambi in Egitto. Pensa che fatica trasportare enormi colonne dall'Egitto fino a Roma. La porta d'ingresso è di bronzo, larga 4,45 metri e alta 7,53: è considerata la più antica e imponente porta di bronzo ancora in uso a Roma.

Dentro: la rotonda

Oltre il portico si apre la grande sala circolare, la rotonda. Il cilindro delle pareti è alto 21,72 metri, cioè quanto il raggio della sala. La cupola ha un diametro di circa 43,4 metri, e la sua altezza interna è uguale al diametro. Questo significa che dentro la sala si potrebbe far stare perfettamente una sfera. Per secoli fu la cupola più grande del mondo, e ancora oggi è la più grande mai costruita in calcestruzzo non armato, cioè senza barre di ferro all'interno.

La cupola è decorata con cinque file di cassettoni, cioè riquadri incavati, 28 per ogni fila, sempre più piccoli salendo. Il numero 28 era considerato perfetto dagli antichi. I cassettoni non sono solo belli: alleggeriscono il peso.

Il segreto sta nel materiale. Il calcestruzzo non è uguale dappertutto: in basso è più pesante, con pezzi di travertino e di tufo; man mano che si sale diventa più leggero, con pomice e lapilli vulcanici. Lo spessore della calotta diminuisce da circa 6 metri alla base fino a poco più di un metro vicino alla cima. Così il peso complessivo è minore e la cupola non crolla.

In cima c'è l'oculo, una grande apertura circolare. È l'unica fonte di luce dell'edificio, oltre alla porta. La fascia liscia che lo circonda misura circa 9 metri di diametro.

Da tempio a chiesa

Il Pantheon si è conservato quasi intatto perché non fu mai abbandonato. Nel 608 l'imperatore d'Oriente Foca lo donò a papa Bonifacio IV, che nel 609 lo trasformò in una chiesa, dedicata a Santa Maria e ai martiri, la Sancta Maria ad Martyres. Oggi è ancora una chiesa. Dentro riposano il pittore Raffaello Sanzio, il pittore Annibale Carracci, i re d'Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I, e la regina Margherita.

Perché successe

Roma, ai tempi di Adriano, era al culmine della sua potenza. L'impero era in pace, ricco, e gli imperatori volevano lasciare monumenti che mostrassero la grandezza dello Stato. Il Pantheon nacque dalla volontà di rifare un tempio venerato, distrutto da un fulmine, in una forma più grande e più sicura.

L'architettura fu resa possibile dal calcestruzzo, il materiale che i Romani sapevano usare meglio di tutti. Con quella tecnica, un architetto poteva coprire una sala vastissima senza colonne, usando la cupola. L'edificio è una vera dimostrazione di quanto fossero avanzati i costruttori romani.

Cosa cambiò

Il Pantheon è diventato un modello. Per i secoli successivi gli architetti sono andati a studiarlo per capire come fare una cupola. In molte città del mondo ci sono chiese e palazzi con un portico di colonne e una cupola che ricordano il suo schema.

Rimase in piedi perché fu trasformato in chiesa. Questo ci fa riflettere su come il riuso abbia salvato molti edifici antichi: gli edifici che servivano ancora a qualcosa venivano riparati, quelli abbandonati diventavano cave di materiale.

Oggi chi entra e guarda l'oculo vede la stessa apertura che vedevano i Romani, e capisce quanto la tecnica, la matematica e il senso dello spazio fossero andati avanti già duemila anni fa.

Persone e luoghi chiave

Persone

Marco Vipsanio Agrippa
Amico e genero di Augusto: costruì il primo Pantheon verso il 27-25 a.C. Il suo nome è ancora sulla facciata.
Adriano
Imperatore dal 117 al 138: sotto di lui il Pantheon fu ricostruito nella forma attuale.
Papa Bonifacio IV
Nel 609 trasformò il Pantheon in chiesa, dopo che l'imperatore Foca glielo aveva donato.
Raffaello Sanzio
Pittore del Rinascimento: è sepolto nel Pantheon.

Luoghi

Campo Marzio
Zona pianeggiante di Roma dove Agrippa costruì il primo Pantheon.
Assuan
Città dell'Egitto meridionale, presso le cave da cui venivano le otto colonne di granito rosa del portico.
Mons Claudianus
Cava nel deserto orientale dell'Egitto da cui venivano le otto colonne di granito grigio.

Da sapere

  • La cupola è alta all'interno quanto è larga: nella sala ci starebbe una sfera perfetta.
  • Nella cupola ci sono cinque file di 28 cassettoni: il 28 era considerato un numero perfetto.
  • Il calcestruzzo diventa più leggero verso l'alto, con pomice e lapilli vulcanici.
  • Sulla facciata c'è ancora il nome di Agrippa, anche se l'edificio attuale fu rifatto da Adriano.
  • La porta di bronzo è la più antica ancora in uso a Roma.

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