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Internet: primi collegamenti ARPANET

1969 Los Angeles e Menlo Park, California, Stati Uniti

In breve

Il 29 ottobre 1969 due computer lontani centinaia di chilometri, uno all'università della California a Los Angeles e uno allo Stanford Research Institute, si scambiarono il primo messaggio sulla rete ARPANET. La rete era finanziata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per collegare centri di ricerca. I dati viaggiavano divisi in piccoli pacchetti, che si ricomponevano all'arrivo. Alla fine dell'anno i nodi collegati erano quattro; da quella rete è nata, poco alla volta, Internet.

Perché è importante Internet oggi collega miliardi di persone e ha cambiato studio, lavoro e amicizie.

Fonte: Computer History Museum, «Internet History of 1960s»

Illustrazione: Internet: primi collegamenti ARPANET (Los Angeles e Menlo Park, California, Stati Uniti)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Internet: primi collegamenti ARPANET: Los Angeles e Menlo Park, California, Stati Uniti
Dove: Los Angeles e Menlo Park, California, Stati Uniti

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Computer che non si parlano

Negli anni Sessanta i computer erano macchine enormi e rarissime. Occupavano intere stanze, costavano come una casa e si trovavano soltanto nelle università, nei laboratori e negli uffici più importanti. Ogni computer era un'isola: un ricercatore che voleva usare i dati di un'altra macchina, lontana, doveva prendere un aereo con un nastro magnetico in valigia, oppure usare un terminale diverso per ogni collegamento. Per chi lavorava alla ricerca era una gran perdita di tempo e di denaro.

Negli Stati Uniti un'agenzia del governo, l'ARPA (Advanced Research Projects Agency), nata nel 1958 dopo il lancio dello Sputnik, finanziava le ricerche delle università. Uno dei suoi dirigenti, Larry Roberts, ebbe un'idea: collegare tra loro i computer dei vari centri di ricerca, così che potessero scambiarsi informazioni e dividersi i compiti. Il progetto fu chiamato ARPANET.

Pacchetti di dati

Il problema era come far viaggiare le informazioni. Nel telefono, per parlare serve una linea riservata per tutta la durata della chiamata. Gli scienziati scelsero un sistema diverso, studiato negli anni Sessanta dall'americano Paul Baran e dal gallese Donald Davies: la «commutazione di pacchetto». Un messaggio viene spezzato in tanti piccoli pacchetti, ognuno con un indirizzo; ogni pacchetto sceglie da solo la strada più libera, e all'arrivo vengono rimessi in ordine, come i pezzi di un puzzle. In questo modo le linee si usano meglio e, se una strada si interrompe, i pacchetti passano da un'altra.

Per far funzionare la rete, una piccola azienda di Cambridge, nel Massachusetts, la BBN, costruì dei computer speciali, chiamati IMP, grandi come un frigorifero. Ogni centro collegato ne aveva uno, e serviva da «postino» tra il suo computer e la rete.

«Lo»

Il primo collegamento fu tra l'Università della California a Los Angeles (UCLA), nel laboratorio di Leonard Kleinrock, e lo Stanford Research Institute, a più di cinquecento chilometri di distanza. La sera del 29 ottobre 1969 uno studente, Charley Kline, provò a scrivere la parola «LOGIN». Chiamò al telefono i colleghi di Stanford per controllare: la «L» arrivò, poi la «O», poi il sistema si bloccò. Il primo messaggio di Internet fu quindi «LO», quasi «Lo!» come in «Ecco!». Dopo un'ora il collegamento fu rimesso a posto e la parola intera arrivò.

I primi utenti erano soprattutto ricercatori e studenti universitari. Non c'erano pagine web, né immagini, né motori di ricerca: soltanto testo su schermi scuri, scritto da tastiere rumorose, e collegamenti molto più lenti di quelli di oggi, anche migliaia di volte più lenti. Eppure già allora la rete serviva a quello che serve ancora: parlarsi e lavorare insieme da lontano.

Entro dicembre 1969 la rete aveva quattro nodi: UCLA, Stanford, l'Università della California a Santa Barbara e l'Università dello Utah. Poi crebbe in fretta: nel 1971 erano già una quindicina, e l'ingegnere Ray Tomlinson inviò la prima email, scegliendo il simbolo «@» per separare il nome dell'utente da quello del computer. Nel 1973 arrivarono i primi collegamenti con l'estero, in Norvegia e in Inghilterra.

Una lingua comune

Nascevano nel frattempo molte reti diverse, che non riuscivano a parlarsi. Nel 1974 due ingegneri, Vint Cerf e Bob Kahn, inventarono un linguaggio comune, chiamato TCP/IP: un insieme di regole che permette a reti diverse di scambiare pacchetti. Il 1° gennaio 1983 tutta l'ARPANET passò a quel linguaggio: per molti storici è la vera data di nascita di Internet, la «rete delle reti». L'ARPANET fu spenta nel 1990, ma ormai Internet viveva da sola.

L'Italia entrò nella rete il 30 aprile 1986: da Pisa, dal centro di calcolo del CNR (CNUCE), partì il primo collegamento italiano.

Perché successe

La nascita di Internet fu il risultato di bisogni pratici e di idee brillanti. I ricercatori volevano condividere computer costosi e dati; il governo americano, in piena Guerra fredda, finanziava la ricerca avanzata. Nel progetto lavorarono insieme università, un'azienda privata e gli enti pubblici.

Si è spesso detto che Internet sia nata per resistere a un attacco atomico: in realtà l'obiettivo di ARPANET era soltanto far collaborare i ricercatori. L'idea della rete a pacchetti, sicura anche se un tratto si interrompe, nacque invece da studi sulla sicurezza delle comunicazioni militari. Due storie diverse che si incontrarono.

Cosa cambiò

Dalle poche decine di computer del 1970 si è passati a miliardi di dispositivi collegati. L'email, la posta elettronica, fu la prima applicazione di successo, e mostrò che le persone usavano la rete soprattutto per comunicare. Negli anni Novanta, con il World Wide Web, Internet uscì dalle università e arrivò nelle case.

Oggi la rete serve per studiare, lavorare, giocare, comprare, informarsi, telefonare e guardare film. Ha cambiato il commercio, la scuola, i giornali e il modo in cui ci scambiamo notizie. Ha creato nuove professioni, ma anche nuovi problemi, come la protezione dei dati personali, le notizie false e il tempo passato davanti agli schermi.

Nessuno possiede Internet nel suo insieme: è una rete di reti, tenuta insieme da regole comuni, i «protocolli», che chiunque può usare. È uno dei motivi per cui si è diffusa così velocemente.

Persone e luoghi chiave

Persone

Leonard Kleinrock
Scienziato americano (nato nel 1934): studiò la teoria delle reti a pacchetti; il suo laboratorio inviò il primo messaggio.
Larry Roberts
Ingegnere americano (1937-2018): diresse il progetto ARPANET.
Vint Cerf
Informatico americano (nato nel 1943): coautore del protocollo TCP/IP.
Bob Kahn
Ingegnere americano (nato nel 1938): coautore del protocollo TCP/IP.
Ray Tomlinson
Programmatore americano (1941-2016): inviò la prima email e scelse il simbolo @.

Luoghi

UCLA, Los Angeles
Qui, nel laboratorio di Kleinrock, partì il primo messaggio il 29 ottobre 1969.
CNUCE, Pisa
Dal centro di calcolo del CNR di Pisa partì nel 1986 il primo collegamento italiano a Internet.

Da sapere

  • Il primo messaggio su ARPANET era «LOGIN», ma il sistema si bloccò dopo le prime due lettere: arrivò soltanto «LO».
  • Ray Tomlinson scelse il simbolo @ per le email perché non poteva comparire in un nome.
  • Nel dicembre 1969 ARPANET collegava soltanto quattro computer.
  • I computer speciali che formavano la rete, gli IMP, erano grandi come un frigorifero.
  • L'Italia si collegò a Internet il 30 aprile 1986, da Pisa.

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