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10 · Rivoluzioni politica

Unità d'Italia

1861 Torino, Italia

In breve

Il 17 marzo 1861 a Torino, allora capitale, il Parlamento proclamò la nascita del Regno d'Italia, con Vittorio Emanuele II come re. Al nuovo Stato mancavano ancora Venezia, unita nel 1866, e Roma, raggiunta dall'esercito italiano nel 1870 e diventata poi capitale. Il conte di Cavour, che aveva guidato la politica del Piemonte, morì pochi mesi dopo. Gli italiani erano finalmente in un solo Paese, ma parlavano dialetti diversi e moltissimi non sapevano leggere.

Perché è importante Il 17 marzo si ricorda ogni anno come Giornata dell'Unità nazionale.

Fonte: Treccani, voce «Risorgimento»

Illustrazione: Unità d'Italia (Torino, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Unità d'Italia: Torino, Italia
Dove: Torino, Italia

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Il 17 marzo 1861

Il 17 marzo 1861 a Torino, nel palazzo Carignano, il Parlamento del Regno di Sardegna, allargato con i deputati eletti in quasi tutte le regioni italiane, approvò una legge di un solo articolo: «Il re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d'Italia». Dopo circa millequattrocento anni dalla fine dell'impero romano d'Occidente, per la prima volta la penisola, quasi tutta, era riunita sotto un unico stato. Ma come si era arrivati a questo?

Un lungo sogno

L'idea di un'Italia unita era antica: l'avevano sognata Dante e Petrarca, parlando di un paese che condivideva una lingua e una cultura. Ma l'Italia, da secoli, era divisa in tanti stati, spesso governati da potenze straniere. Con Napoleone alcune regioni furono unite, e il tricolore comparve per la prima volta. Dopo il 1815, con il Congresso di Vienna, tornarono i vecchi governanti, ma molti italiani, soprattutto giovani, studenti, professionisti, ufficiali, ormai volevano un'Italia unita, libera dagli stranieri e con una costituzione. Questo periodo, dalla fine del Settecento al 1861 circa, si chiama «Risorgimento», cioè «rinascita».

Idee diverse

Gli italiani che volevano l'unità non erano d'accordo sul come. Giuseppe Mazzini, repubblicano, voleva un'Italia unita e democratica, ottenuta con la rivolta popolare, e fondò la «Giovine Italia» (1831). Altri, i cosiddetti «neoguelfi», pensavano a una federazione di stati sotto la guida del papa. Altri ancora credevano che la strada più realistica fosse la monarchia del Regno di Sardegna, il più forte stato italiano indipendente. Fu questa la via che alla fine vinse, grazie soprattutto a Camillo Benso, conte di Cavour.

Cavour, nato a Torino nel 1810, nobile, ma con idee liberali e un grande talento per l'economia e la diplomazia, divenne primo ministro del Regno di Sardegna nel 1852. Modernizzò il paese, con ferrovie, banche, commerci, libertà di stampa. Capì che da soli i piemontesi non avrebbero battuto l'Austria, e cercò alleati: partecipò alla guerra di Crimea (1855), per farsi notare dalle grandi potenze, e nel 1858 si accordò in segreto a Plombières con Napoleone III di Francia.

Le tappe dell'unità

Nel 1859 ci fu la seconda guerra d'indipendenza: Francia e Piemonte sconfissero l'Austria a Magenta e a Solferino, conquistando la Lombardia. Nel 1860 Toscana, Emilia e Romagna entrarono nel regno con i plebisciti; poi Garibaldi, con i Mille, conquistò il sud, che si unì al regno. Così, nel 1861, quasi tutta la penisola era unita. Cavour, però, morì pochi mesi dopo, il 6 giugno 1861, a cinquant'anni.

Mancavano ancora due territori. Il Veneto, nel 1866, durante la terza guerra d'indipendenza, quando l'Italia si alleò con la Prussia contro l'Austria: pur con sconfitte militari, ottenne il Veneto grazie alla vittoria dell'alleata. Roma, invece, era difesa dal papa Pio IX e da truppe francesi. Solo dopo la sconfitta della Francia contro la Prussia, nel 1870, l'esercito italiano entrò a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, il 20 settembre, e la città diventò la capitale d'Italia nel 1871.

Fatta l'Italia...

Il nuovo stato aveva problemi enormi. Gli italiani parlavano dialetti diversi, e solo una piccolissima parte (circa il 2,5%, secondo le stime, che gli studiosi discutono) usava abitualmente l'italiano. Circa tre persone su quattro non sapevano leggere né scrivere. Le differenze economiche tra le regioni erano forti. Si dice che il politico Massimo d'Azeglio, commentando l'unità, abbia detto: «Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani». Il governo estese a tutto il paese le leggi, la moneta, il sistema metrico, l'esercito, e più tardi le scuole elementari obbligatorie.

Perché successe

L'unità d'Italia nacque dal desiderio di libertà e di indipendenza nato nell'Ottocento, dalla diffusione delle idee del nazionalismo, e dalla diversità di movimenti, dalle società segrete alla Carboneria, dalle insurrezioni del 1848 ai grandi personaggi.

Fu possibile grazie a una circostanza internazionale favorevole: la rivalità tra le grandi potenze, la debolezza dell'Austria dopo la guerra di Crimea e l'appoggio, interessato, di Napoleone III. Ebbe un ruolo decisivo la forza militare e diplomatica del Piemonte.

Cosa cambiò

Con l'unità nacque un grande mercato nazionale, e si diffusero in tutta Italia le ferrovie, le scuole, i servizi. Roma tornò capitale. Ma restarono molti problemi: la distanza tra Nord e Sud, la povertà, l'emigrazione di milioni di italiani verso l'America e l'Europa tra fine Ottocento e Novecento, i rapporti difficili con la Chiesa (la «questione romana»), che si chiuse solo con i Patti lateranensi del 1929.

Il sistema politico, con il suffragio limitato ai più ricchi e istruiti, escludeva la maggior parte degli italiani: il voto fu esteso a quasi tutti gli uomini nel 1912 e alle donne nel 1946.

Oggi il 17 marzo si ricorda come «Giornata dell'unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera». Per capirla bene, bisogna sapere che non fu un cammino semplice né lineare, e che molti italiani, in quegli anni, la vissero con speranza, ma anche con diffidenza e sofferenza.

Persone e luoghi chiave

Persone

Camillo Benso di Cavour
Politico piemontese (1810-1861): primo ministro, artefice diplomatico dell'unità.
Vittorio Emanuele II
Re di Sardegna e poi primo re d'Italia (1820-1878).
Giuseppe Mazzini
Patriota e politico (1805-1872): fondò la Giovine Italia e ispirò la lotta per l'unità.
Giuseppe Garibaldi
Generale e patriota (1807-1882): conquistò il sud con la spedizione dei Mille.
Massimo d'Azeglio
Scrittore e politico piemontese (1798-1866): primo ministro, autore della frase sul «fare gli italiani».

Luoghi

Palazzo Carignano, Torino
La sede del Parlamento dove il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d'Italia.
Porta Pia, Roma
Il punto dove l'esercito italiano entrò a Roma il 20 settembre 1870.

Da sapere

  • Il Regno d'Italia fu proclamato il 17 marzo 1861.
  • Nel 1861 solo circa il 2,5% degli italiani parlava abitualmente l'italiano, secondo le stime.
  • Cavour morì il 6 giugno 1861, pochi mesi dopo la proclamazione del Regno.
  • Roma fu conquistata il 20 settembre 1870 e diventò capitale nel 1871.
  • Il 17 marzo si celebra la Giornata dell'unità nazionale.

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