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9 · Età moderna arte

Brunelleschi completa la cupola

1436 Firenze, Italia

In breve

La cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze, aveva un problema irrisolto: nessuno sapeva come coprire un vuoto largo più di 40 metri. Filippo Brunelleschi vinse la sfida con una cupola doppia, una dentro l'altra, e mattoni disposti a spina di pesce che si reggevano da soli durante i lavori. Inventò anche macchine per sollevare i materiali fino in cima. Nel 1436 la cattedrale fu consacrata; la lanterna sulla sommità arrivò qualche anno dopo.

Perché è importante Dimostrò che con il calcolo e l'ingegno si potevano realizzare opere che sembravano impossibili.

Fonte: Treccani, voce «Brunelleschi, Filippo»

Illustrazione: Brunelleschi completa la cupola (Firenze, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Brunelleschi completa la cupola: Firenze, Italia
Dove: Firenze, Italia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una chiesa senza cupola

Nel 1296 i fiorentini decisero di costruire la più grande e più bella chiesa della città, la cattedrale di Santa Maria del Fiore, per mostrare al mondo la ricchezza e l'orgoglio di Firenze. Il progetto fu dell'architetto Arnolfo di Cambio. Per più di un secolo si lavorò: si costruirono la facciata, le navate, il campanile disegnato da Giotto. Al centro doveva esserci un'enorme cupola, ma nessuno sapeva come costruirla.

All'inizio del Quattrocento era già stato costruito il grande tamburo ottagonale su cui avrebbe dovuto poggiare: un'apertura larga circa quarantacinque metri, quasi l'ampiezza di una piazza, a più di cinquanta metri di altezza. Nessuno, dai tempi dei romani, aveva coperto uno spazio così grande. Le centine, cioè le impalcature di legno che di solito sostengono una cupola mentre si costruisce, non erano possibili: non c'erano alberi abbastanza grandi e il costo sarebbe stato enorme. Per anni la grande chiesa restò aperta al cielo, e i fiorentini si domandavano se quella cupola sarebbe mai stata finita.

Il concorso del 1418

Nel 1418 l'Opera del Duomo, l'ente che gestiva i lavori, bandì un concorso aperto a tutti: chi avesse trovato il modo di costruire la cupola avrebbe vinto un premio e l'incarico. Si presentarono architetti e ingegneri di tutta Italia e anche di altri paesi, con idee a volte bizzarre. Uno propose di riempire la chiesa di terra mista a monete, perché poi la gente, per prendere i soldi, l'avrebbe portata via.

Tra i concorrenti c'era Filippo Brunelleschi, un orafo ed ex costruttore di orologi, che era stato a Roma a studiare gli antichi monumenti, come il Pantheon, e conosceva la geometria. Si racconta, nelle biografie di Vasari, che quando si rifiutò di mostrare il suo progetto, per paura che glielo copiassero, i giudici lo cacciarono. Poi, secondo l'aneddoto, per spiegarsi, sfidò gli altri architetti a far stare un uovo in piedi su una lastra di marmo: nessuno ci riuscì; lui batté l'uovo sul marmo, in modo da schiacciarne la base, e lo fece restare dritto. «Ma così sono capaci tutti!», dissero. «Anche voi sareste stati capaci di fare la cupola, se aveste visto il mio modello», rispose.

Una cupola doppia e senza impalcature

L'idea di Brunelleschi era geniale: costruire la cupola senza grandi centine, facendo in modo che ogni anello di mattoni si sostenesse da sé man mano che saliva. Per questo progettò una cupola a «doppia calotta»: un guscio interno, più spesso, e un guscio esterno, più leggero, con un vuoto in mezzo, dove si cammina su scale e corridoi. La forma era a sesto acuto, più verticale di una semicirconferenza, perché spinge meno verso l'esterno.

I mattoni erano disposti a «spina di pesce», cioè con una serie di mattoni posti di taglio tra i filari orizzontali, in modo da bloccare i filari e impedire che scivolassero: questo permetteva di costruire anche senza sostegni. Attorno alla cupola furono messe catene di pietra e di legno, per tenerla unita, come i cerchi di una botte. Furono usati circa quattro milioni di mattoni.

Macchine e cantiere

Brunelleschi inventò anche le macchine per sollevare i materiali: una grande gru azionata da buoi, con un ingegnoso sistema di ingranaggi per cambiare la direzione, che permetteva di sollevare in alto, anche per cento metri, blocchi di marmo e travi di legno, senza dover far girare i buoi al contrario. Per i muratori, che lavoravano a decine di metri da terra, furono costruite impalcature fisse, e, per non perdere tempo a scendere per mangiare, furono aperte piccole osterie in alto: gli operai bevevano un po' di vino e ripartivano.

I lavori cominciarono nel 1420 e andarono avanti con ostacoli e invidie. Ghiberti, il rivale scultore, fu nominato co-direttore, anche se in realtà aveva poca esperienza. Brunelleschi riuscì a farsi riconoscere come unico capo. Nel 1436, il 25 marzo, giorno dell'inizio dell'anno fiorentino, la cupola era finita, e il papa Eugenio IV consacrò la cattedrale con una cerimonia solenne. La lanterna, cioè la struttura in cima, fu costruita dopo e completata nel 1461.

Perché successe

La cupola nacque dalla volontà di Firenze di affermare la propria grandezza, e dal desiderio dei suoi cittadini di completare un'opera iniziata da generazioni. Una repubblica di mercanti e di banchieri, in competizione con altre città, voleva monumenti memorabili.

Servì anche un uomo capace di unire conoscenze diverse: la geometria, la meccanica, l'architettura antica e il lavoro pratico del cantiere. Brunelleschi aveva fatto l'orafo e il costruttore di orologi, e aveva studiato i monumenti romani: era pronto per una sfida del genere.

Cosa cambiò

La cupola di Santa Maria del Fiore divenne il simbolo di Firenze e del Rinascimento. È ancora oggi la più grande cupola in muratura mai costruita. Michelangelo, un secolo dopo, ci pensò quando progettò la cupola di San Pietro a Roma: si dice che avesse detto di voler fare «una sorella più grande, ma non più bella».

Brunelleschi dimostrò che un architetto poteva essere un ingegnere e uno scienziato, e cambiò l'idea del mestiere. Dopo di lui, l'architettura del Rinascimento tornò a usare le forme classiche, archi, colonne, proporzioni matematiche. Morì nel 1446 e fu sepolto nella cattedrale, un onore raro.

Oggi si può salire sulla cupola, per 463 scalini, nello spazio fra le due calotte, e guardare da vicino i mattoni e gli affreschi del Giudizio universale (dipinti dopo, nel Cinquecento). In cima si vede tutta Firenze, e si può capire quanto coraggio e quanta intelligenza servirono per costruirla.

Persone e luoghi chiave

Persone

Filippo Brunelleschi
Architetto e ingegnere fiorentino (1377-1446): progettò e costruì la cupola.
Lorenzo Ghiberti
Scultore fiorentino (1378-1455): fu per qualche anno co-direttore dei lavori e autore delle porte del Battistero.
Arnolfo di Cambio
Architetto e scultore toscano (circa 1240-1302): iniziò la costruzione della cattedrale nel 1296.
Giorgio Vasari
Pittore, architetto e scrittore aretino (1511-1574): scrisse la storia dei grandi artisti e raccontò la sfida dell'uovo.
Eugenio IV
Papa dal 1431 al 1447 (1383-1447): consacrò la cattedrale nel 1436.

Luoghi

Duomo di Firenze (Santa Maria del Fiore)
La cattedrale con la grande cupola, simbolo della città.
Opera del Duomo, Firenze
L'ente che organizzò il concorso e i lavori, e che oggi conserva i modelli e i documenti.

Da sapere

  • La cupola di Brunelleschi fu costruita con circa quattro milioni di mattoni, senza centine di legno.
  • È la più grande cupola in muratura mai costruita.
  • Secondo Vasari, per vincere il concorso Brunelleschi sfidò gli altri a far stare un uovo in piedi sul marmo.
  • Per arrivare in cima alla cupola ci sono 463 scalini.
  • Gli operai avevano delle piccole osterie in alto, per non scendere a terra a mangiare.

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