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9 · Età moderna politica

Concilio di Trento

1545-1563 Trento, Italia

In breve

Per rispondere alla Riforma protestante, la Chiesa cattolica convocò un grande concilio, cioè un'assemblea di vescovi, nella città di Trento. Le riunioni andarono avanti, con lunghe pause, per diciotto anni. Il concilio confermò le dottrine cattoliche e decise riforme interne, come la creazione dei seminari per preparare meglio i sacerdoti. Da qui partì la cosiddetta Controriforma, detta anche Riforma cattolica.

Perché è importante Le sue decisioni guidarono la vita della Chiesa cattolica fino al Novecento.

Fonte: Treccani, voce «Trento, Concilio di»

Illustrazione: Concilio di Trento (Trento, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Concilio di Trento: Trento, Italia
Dove: Trento, Italia

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Un concilio per rispondere a Lutero

Quando Lutero e gli altri riformatori cominciarono a staccarsi dalla Chiesa di Roma, in molti, anche tra i cattolici, pensavano che servisse un grande concilio, cioè un'assemblea di vescovi e di teologi, per discutere i problemi e decidere cosa fare. L'imperatore Carlo V lo chiedeva con insistenza, sperando di ricomporre l'unità dei cristiani in Germania. I papi, invece, erano molto prudenti: temevano che un concilio limitasse il loro potere, e per anni rimandarono.

Alla fine il papa Paolo III accettò. Il luogo scelto fu Trento, una città di montagna che faceva parte dell'Impero ma era vicina all'Italia: era un compromesso tra l'imperatore, che voleva che si tenesse in territorio tedesco, e il papa, che voleva una città raggiungibile e controllabile. Il concilio fu aperto il 13 dicembre 1545 nella cattedrale di San Vigilio.

Diciotto anni, tre fasi

Il concilio durò in tutto diciotto anni, ma con lunghe interruzioni, a causa di guerre, epidemie, discussioni fra i sovrani e cambi di papa. Si svolse in tre periodi. Il primo (1545-1547) fu sotto Paolo III; il secondo (1551-1552) sotto Giulio III; il terzo (1562-1563) sotto Pio IV. All'inizio i partecipanti erano pochi: alla prima seduta c'erano circa trenta vescovi. Alla fine, nel 1563, furono più di duecento a firmare gli atti.

I protestanti, invitati, quasi non vennero: alcuni delegati si presentarono nel secondo periodo, ma non si arrivò a un accordo. Il concilio perciò fu un'assemblea della sola Chiesa cattolica. Le discussioni sui singoli punti furono lunghe, a volte accese. Si discusse della Bibbia, dei sacramenti e della differenza fra la fede e le opere.

Cosa fu deciso

Il concilio precisò la dottrina cattolica, rifiutando le tesi protestanti. Confermò i sette sacramenti, la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, il valore della tradizione accanto alla Bibbia, e stabilì che la Bibbia latina, la Vulgata, fosse il testo ufficiale. Ribadì anche l'autorità del papa.

Decise poi molte riforme pratiche. I vescovi dovevano abitare nelle loro diocesi, visitare le parrocchie e predicare. Ogni diocesi doveva avere un seminario, cioè una scuola in cui i futuri sacerdoti si preparavano per anni: prima molti preti sapevano poco più dei fedeli. Fu vietata la vendita delle cariche religiose. Nel 1563 si stabilì che, per essere valido, un matrimonio dovesse essere celebrato davanti a un sacerdote e a due o tre testimoni, e che le parrocchie tenessero registri di battesimi e matrimoni (quelli dei morti si aggiunsero nel 1614): sono oggi una fonte preziosissima per gli storici e per chi ricostruisce l'albero della propria famiglia.

Dopo Trento

Dopo il concilio il papa pubblicò un nuovo catechismo (1566), un nuovo breviario (1568) e un nuovo messale (1570), cioè i libri per la preghiera e la messa, uguali per tutta la Chiesa latina. Fu rafforzato l'Indice dei libri proibiti, l'elenco dei libri che i cattolici non potevano leggere. Nacquero nuovi ordini religiosi, o crebbero quelli esistenti, come i gesuiti, fondati nel 1540, che aprirono scuole in tutta Europa.

Uno dei vescovi che applicarono con più energia le decisioni fu Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano: visitò di persona le parrocchie anche delle valli più isolate, fondò seminari e scuole per i bambini poveri e durante la peste del 1576 assistette i malati.

Questo periodo si chiama spesso Controriforma o Riforma cattolica. Anche l'arte cambiò: le chiese si riempirono di immagini che dovevano commuovere e istruire, e la musica sacra doveva far comprendere bene il testo. Una leggenda attribuisce al compositore Palestrina il merito di aver «salvato» la polifonia dopo le critiche del concilio, ma gli storici non la ritengono vera.

Perché successe

La Chiesa cattolica era in crisi: la Riforma protestante le aveva tolto fedeli e territori, e si sapeva che il clero aveva molti difetti, dalla scarsa istruzione all'attaccamento ai privilegi. Serviva una risposta chiara, sia dottrinale, sia pratica.

Contava anche la politica: l'imperatore voleva ricomporre l'unità dei suoi territori, i re di Francia e di Spagna volevano contare nelle decisioni, e il papa voleva difendere la propria autorità.

Cosa cambiò

La divisione fra cattolici e protestanti diventò definitiva. Le decisioni di Trento restarono la base della dottrina cattolica per quattro secoli, fino al concilio Vaticano II, negli anni Sessanta del Novecento.

Il clero fu meglio istruito, con i seminari, e la vita religiosa si fece più regolata. Anche la scuola, l'assistenza e la predicazione crebbero, soprattutto grazie ai nuovi ordini.

Nacquero però anche intolleranza e censura: l'Inquisizione e l'Indice colpirono chi era sospettato di errori. Nelle regioni cattoliche questo frenò per qualche tempo la circolazione di alcune idee, anche scientifiche.

Persone e luoghi chiave

Persone

Paolo III
Papa dal 1534 al 1549 (1468-1549): convocò il concilio.
Carlo V
Imperatore (1500-1558): lo sollecitò per ricomporre l'unità in Germania.
Giulio III
Papa dal 1550 al 1555: guidò il secondo periodo.
Pio IV
Papa dal 1559 al 1565 (1499-1565): chiuse il concilio.
Carlo Borromeo
Cardinale e arcivescovo di Milano (1538-1584): fu tra i protagonisti dell'attuazione delle riforme.

Luoghi

Trento
Città del Trentino dove si tenne il concilio, aperto nella cattedrale di San Vigilio.
Cattedrale di San Vigilio, Trento
Chiesa dove il concilio fu aperto; le sessioni si tennero poi anche in Santa Maria Maggiore.

Da sapere

  • Il concilio durò diciotto anni, con lunghe pause.
  • Nel 1563 si decise che ogni parrocchia tenesse registri di battesimi e matrimoni.
  • I seminari, scuole per i futuri preti, furono voluti dal concilio.
  • Il catechismo del concilio fu pubblicato nel 1566.
  • I gesuiti, fondati nel 1540, furono molto attivi dopo il concilio.

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