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9 · Età moderna scienza e tecnica

Galileo usa il telescopio

1609 Padova, Italia

In breve

Nel 1609 Galileo Galilei, professore a Padova, seppe che in Olanda era stato inventato un cannocchiale e ne costruì uno suo, molto migliore. Lo puntò verso il cielo e lo usò per osservazioni sistematiche, come quasi nessuno aveva fatto prima. Scoprì montagne e crateri sulla Luna, innumerevoli stelle nella Via Lattea e quattro lune intorno a Giove. Raccontò tutto nel Sidereus Nuncius, il «messaggero delle stelle», pubblicato nel 1610.

Perché è importante Le osservazioni di Galileo diedero forza all'idea di Copernico e inaugurarono una scienza fondata sulle prove.

Fonte: Museo Galileo, Firenze, «Il cannocchiale di Galileo»

Illustrazione: Galileo usa il telescopio (Padova, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Galileo usa il telescopio: Padova, Italia
Dove: Padova, Italia

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Un cannocchiale venuto dall'Olanda

Nell'autunno del 1608, in Olanda, un artigiano che fabbricava lenti, Hans Lippershey, chiese alle autorità il permesso di produrre in esclusiva uno strumento fatto con due lenti, che faceva vedere vicine le cose lontane. Non gli fu concesso, perché altre persone sostenevano di aver avuto la stessa idea. La notizia, però, girò rapidamente per l'Europa. Quello strumento, all'inizio, serviva soprattutto per i soldati e per i marinai, per vedere da lontano le navi e gli eserciti.

Nell'estate del 1609 Galileo Galilei, professore di matematica all'università di Padova, ne sentì parlare durante un viaggio a Venezia. Aveva quarantacinque anni, era nato a Pisa nel 1564 e aveva già fatto importanti studi sul movimento dei corpi. Non lo aveva ancora visto, ma capì come doveva essere fatto, tornò a Padova e costruì da solo, con una lente convessa e una concava in un tubo di piombo, un cannocchiale che ingrandiva circa tre volte. Poi continuò a migliorarlo: arrivò a otto volte e infine a circa trenta.

Il dono alla Repubblica

Alla fine di agosto del 1609 (intorno al 21-25 agosto) Galileo portò il suo strumento sul campanile di San Marco, a Venezia, e lo fece provare ai senatori della Repubblica, che dalla cima videro navi in arrivo ore prima che si scorgessero a occhio nudo. Per questo dono Galileo ottenne un aumento di stipendio e la conferma a vita nel suo incarico. Galileo capì, però, che il cannocchiale poteva fare qualcosa di molto più importante che guardare le navi. Lo puntò verso il cielo.

Un cielo mai visto

Nell'autunno-inverno 1609 Galileo osservò la Luna. Si aspettava una sfera liscia e perfetta, come avevano insegnato gli antichi filosofi. Vide invece montagne, crateri e pianure, un mondo fatto come la Terra. Poi guardò la Via Lattea, il grande «fiume» lattiginoso del cielo, e scoprì che era formata da innumerevoli stelle troppo piccole e lontane per essere distinte a occhio nudo.

La scoperta più sorprendente arrivò il 7 gennaio 1610, quando Galileo puntò lo strumento su Giove. Accanto al pianeta vide tre minuscoli punti luminosi, in fila. Nei giorni successivi li osservò di nuovo, e si accorse che si spostavano e che erano quattro: non erano stelle fisse, ma corpi che giravano intorno a Giove, come la Luna intorno alla Terra. Oggi si chiamano Io, Europa, Ganimede e Callisto. Galileo li battezzò «astri medicei», in onore della famiglia dei Medici, i granduchi di Toscana.

Il racconto di queste osservazioni fu pubblicato nel marzo 1610 in un libretto di poche pagine, scritto in latino, il «Sidereus Nuncius», cioè «Il messaggero delle stelle», che ebbe un successo immediato. Nel giro di pochi mesi Galileo lasciò Padova e tornò a Firenze, come «matematico e filosofo» del granduca Cosimo II de' Medici.

Le prove per Copernico

Nel resto del 1610 Galileo osservò anche le fasi di Venere, cioè il fatto che, come la Luna, Venere appare a volte come un cerchio intero e a volte come una falce sottile. Questo non poteva accadere se Venere girasse intorno alla Terra, come diceva il sistema di Tolomeo, ma si spiegava benissimo se girava intorno al Sole. Vide poi macchie scure sul Sole e Saturno con uno strano aspetto: al suo strumento sembrava avere due «orecchie», perché Galileo non riusciva a distinguere gli anelli.

Queste osservazioni lo convinsero che Copernico aveva ragione. Galileo cominciò a sostenerlo con forza, e questo lo portò, negli anni seguenti, a scontrarsi con molti studiosi e con la Chiesa. Nel 1633 fu processato a Roma e costretto a dichiarare di non credere più nel sistema copernicano. Visse gli ultimi anni agli arresti domiciliari nella sua casa di Arcetri, vicino a Firenze, dove morì nel 1642.

Perché successe

Galileo aveva un grande spirito pratico: nell'ambiente di Padova e Venezia c'erano arsenali, vetrai e artigiani da cui imparò molto. Sapeva costruirsi gli strumenti, e capì subito che poteva usarli per studiare la natura.

Il telescopio era appena stato inventato, e i filosofi del tempo non avevano ancora pensato di usarlo per osservare il cielo. Galileo fu tra i primi, e il più sistematico, a farlo.

Cosa cambiò

Il cielo non appariva più perfetto e immutabile. La Luna aveva montagne, Giove aveva delle lune, il Sole aveva macchie. Queste osservazioni mettevano in difficoltà le idee degli antichi filosofi e portavano prove a favore del sistema di Copernico.

Si diffuse un nuovo modo di fare scienza: guardare, misurare, ripetere le prove, e non fidarsi solo dell'autorità dei libri antichi. Galileo è considerato uno dei padri del metodo scientifico.

Il processo del 1633 diventò il simbolo dei rapporti difficili fra scienza e potere. La Chiesa riconobbe l'errore solo molto più tardi: nel 1992 papa Giovanni Paolo II ammise che nel caso di Galileo c'erano stati errori da parte dei teologi.

Persone e luoghi chiave

Persone

Galileo Galilei
Scienziato italiano (1564-1642): usò il telescopio per studiare il cielo.
Hans Lippershey
Fabbricante di lenti olandese (circa 1570-1619): chiese per primo il brevetto del telescopio nel 1608.
Cosimo II de' Medici
Granduca di Toscana (1590-1621): nominò Galileo suo matematico e filosofo.
Nicolaus Copernicus
Astronomo polacco (1473-1543): il suo sistema fu sostenuto da Galileo.

Luoghi

Padova
Città in cui Galileo insegnò dal 1592 al 1610 e fece le prime osservazioni.
Campanile di San Marco, Venezia
Il luogo dove Galileo mostrò il cannocchiale ai senatori.
Arcetri (Firenze)
Il luogo dove Galileo passò gli ultimi anni.

Da sapere

  • Galileo non inventò il telescopio: lo migliorò e fu il primo a puntarlo sistematicamente verso il cielo.
  • Le quattro lune di Giove scoperte da Galileo si chiamano Io, Europa, Ganimede e Callisto.
  • Il «Sidereus Nuncius» fu scritto in latino ed ebbe un grande successo.
  • I primi telescopi di Galileo ingrandivano tre, otto e poi circa trenta volte.
  • Nel 1992 la Chiesa riconobbe errori nel processo a Galileo.

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