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9 · Età moderna scienza e tecnica

Calendario gregoriano

1582 Roma, Italia

In breve

Il calendario giuliano, in uso dai tempi di Giulio Cesare, era un po' più lungo dell'anno vero: nei secoli si era accumulato un ritardo di dieci giorni rispetto alle stagioni. Papa Gregorio XIII decise di correggerlo, seguendo il metodo del medico calabrese Luigi Lilio. Per rimettere le cose a posto, nel 1582 si saltò direttamente dal 4 al 15 ottobre. Cambiò anche la regola degli anni bisestili: quelli di fine secolo lo sono solo se divisibili per 400.

Perché è importante È il calendario che usiamo ancora oggi in quasi tutto il mondo.

Fonte: Treccani, voce «Calendario»

Illustrazione: Calendario gregoriano (Roma, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Calendario gregoriano: Roma, Italia
Dove: Roma, Italia

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Un calendario che sbagliava

Il calendario che usavano gli europei alla fine del Cinquecento era stato introdotto da Giulio Cesare nel 46 avanti Cristo, e per questo si chiama calendario giuliano. Contava 365 giorni in un anno, più un giorno in più ogni quattro anni, negli anni bisestili, per un totale medio di 365 giorni e un quarto. Ma l'anno astronomico, cioè il tempo che la Terra impiega a girare intorno al Sole, dura un po' meno: circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi.

La differenza è di appena undici minuti all'anno, ma col passare dei secoli si somma: un giorno ogni circa 128 anni. Nel Cinquecento l'errore era arrivato a dieci giorni. L'equinozio di primavera, che il concilio di Nicea nel 325 aveva fissato intorno al 21 marzo, cadeva ormai attorno all'11 marzo. Per la Chiesa il problema era serio, perché la data della Pasqua dipende dall'equinozio di primavera e dalla luna piena.

Chi lo riformò

Se ne discuteva da tempo e anche il concilio di Trento aveva incaricato il papa di occuparsene. Il papa Gregorio XIII, eletto nel 1572, nominò una commissione di esperti, fra cui il medico e astronomo calabrese Luigi Giglio (Aloysius Lilius) e il gesuita tedesco Cristoforo Clavio, professore di matematica a Roma. Giglio morì prima che la riforma fosse approvata, ma la sua proposta fu ripresa e perfezionata da Clavio.

La soluzione era elegante. Per prima cosa si dovevano saltare dieci giorni, per riportare l'equinozio al 21 marzo. In secondo luogo, per evitare che l'errore tornasse, si cambiava la regola degli anni bisestili: restavano bisestili gli anni divisibili per quattro, ma non quelli di inizio secolo, a meno che fossero divisibili per quattrocento. Così il 1600 e il 2000 sono bisestili, mentre il 1700, il 1800 e il 1900 non lo furono. In questo modo la durata media dell'anno diventa 365,2425 giorni, vicinissima a quella vera.

Dal giovedì 4 al venerdì 15

Il 24 febbraio 1582 Gregorio XIII firmò la bolla «Inter gravissimas», con cui introduceva il nuovo calendario. Si decise che dopo giovedì 4 ottobre 1582 il giorno seguente sarebbe stato venerdì 15 ottobre: dieci giorni, dal 5 al 14, semplicemente non esistettero. Nessun giorno della settimana fu saltato, quindi continuò la sequenza dei giorni. Fu un grande cambiamento: ci furono dubbi, qualcuno temette di perdere dieci giorni di vita o di stipendio, e alcuni affitti e interessi dovettero essere ricalcolati.

L'Italia, la Spagna, il Portogallo e alcuni altri stati cattolici adottarono subito il nuovo calendario. Nei paesi protestanti e ortodossi, invece, l'accettazione fu molto lenta, perché non si voleva obbedire a un decreto del papa. L'Inghilterra e le sue colonie americane lo adottarono nel 1752, quando la differenza era arrivata a undici giorni, e per questo si dovette passare dal 2 al 14 settembre. La Svezia, la Russia, il Giappone, la Cina e la Grecia lo adottarono ancora più tardi. In Russia l'adozione fu fatta soltanto nel 1918, dopo la rivoluzione.

Il calendario di oggi

Il nuovo calendario arrivò anche nelle campagne e nei paesi: i parroci dovevano annunciare il cambio dalla chiesa, e i mercanti dovevano rifare i conti delle scadenze. Nelle zone di confine tra stati che avevano adottato il calendario in anni diversi, due città vicine potevano avere date diverse.

Il calendario gregoriano è ancora quello che usiamo. Alcune Chiese ortodosse seguono ancora il calendario giuliano per le feste, e per questo il Natale ortodosso, in Russia e in altri paesi, cade il 7 gennaio. Il calendario gregoriano non è perfetto: fra circa tremila anni accumulerà un giorno di errore. Ma per ora basta.

Perché successe

La Chiesa aveva bisogno di una data corretta per la Pasqua, che dipende dall'equinozio di primavera. Il calendario giuliano si era spostato di dieci giorni dall'epoca del concilio di Nicea, e il problema era noto da secoli a studiosi come Ruggero Bacone.

Nel Cinquecento c'erano gli astronomi, le tavole e le conoscenze matematiche per proporre una correzione, e un papa deciso a farla.

Cosa cambiò

Oggi quasi tutto il mondo usa il calendario gregoriano per la vita civile, e per questo possiamo mettere d'accordo date internazionali, scambi commerciali e viaggi. Il passaggio dal giuliano al gregoriano avvenne in tempi diversi nei vari paesi, e ancora oggi gli storici devono fare attenzione: una stessa data può indicare giorni diversi a seconda del paese.

Un esempio famoso: la «Rivoluzione d'ottobre» in Russia scoppiò il 25 ottobre secondo il calendario giuliano che vi era in uso, ma quel giorno corrispondeva al 7 novembre del calendario gregoriano. Per questo i libri di storia parlano di rivoluzione «d'ottobre», anche se oggi si direbbe di novembre.

Il calendario di Gregorio XIII è un esempio di come l'astronomia e la matematica possano cambiare la vita quotidiana, e di come una riforma tecnica diventi anche un fatto politico e religioso.

Persone e luoghi chiave

Persone

Gregorio XIII
Papa dal 1572 al 1585 (1502-1585): promulgò la riforma del calendario.
Cristoforo Clavio
Gesuita e matematico tedesco (1538-1612): fu l'esperto più importante della commissione.
Luigi Giglio (Aloysius Lilius)
Medico e astronomo calabrese (circa 1510-1576): ideò il progetto base della riforma.
Giulio Cesare
Console e dittatore romano (100-44 a.C.): introdusse il calendario giuliano nel 46 a.C.

Luoghi

Roma
Città dove fu emanata la bolla «Inter gravissimas».
Vaticano
Sede del papa, dove lavorò la commissione per il calendario.

Da sapere

  • Nel 1582, in Italia, dopo il 4 ottobre venne direttamente il 15 ottobre.
  • Il 1600 e il 2000 sono stati anni bisestili, ma il 1700, il 1800 e il 1900 no.
  • Nei paesi che lo adottarono più tardi, come l'Inghilterra, si dovettero saltare undici giorni.
  • Il Natale ortodosso russo cade il 7 gennaio, perché si usa ancora il calendario giuliano per le feste.
  • Il calendario gregoriano sbaglia di un giorno ogni circa tremila anni.

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