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9 · Età moderna scienza e tecnica

Gutenberg stampa la Bibbia

circa 1455 Magonza, Germania

In breve

A Magonza, in Germania, Johannes Gutenberg perfezionò un sistema per stampare con lettere di metallo mobili, che si potevano comporre, usare e poi riutilizzare. Insieme ai caratteri mise a punto un inchiostro adatto e una pressa simile a quelle per spremere l'uva. Il suo lavoro più famoso è una Bibbia in latino, stampata in circa 180 copie verso il 1455. Oggi ne sopravvivono meno di cinquanta, custodite in grandi biblioteche.

Perché è importante I libri diventarono più economici e numerosi, e le idee cominciarono a circolare molto più in fretta.

Fonte: Library of Congress, «The Gutenberg Bible»

Illustrazione: Gutenberg stampa la Bibbia (Magonza, Germania)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Gutenberg stampa la Bibbia: Magonza, Germania
Dove: Magonza, Germania

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Libri copiati a mano

Prima di Gutenberg ogni libro in Europa era scritto a mano. Nei monasteri e nelle botteghe degli amanuensi, i copisti trascrivevano un testo parola per parola, per mesi o per anni, su pergamena o su carta. Un libro costava moltissimo, come parecchi anni di stipendio di un impiegato, e pochissime persone potevano permettersene uno. Ogni copia era un po' diversa dalle altre, perché chi copiava poteva sbagliare o cambiare qualcosa senza accorgersene.

In Cina e in Corea si stampava già da secoli: in Cina si usavano blocchi di legno incisi, e in Corea, almeno dal tredicesimo secolo, caratteri mobili di metallo. In Europa, però, si faceva ancora poco. Le xilografie, cioè le stampe con tavolette di legno intagliate, servivano per immagini e per qualche breve testo, ma incidere un'intera pagina su legno per ogni libro richiedeva moltissimo tempo.

L'idea di Johannes Gutenberg

Johannes Gutenberg nacque a Magonza, in Germania, intorno al 1400. Era un orafo, cioè sapeva lavorare i metalli, e questo fu decisivo. Capì che si potevano fondere in metallo tanti piccoli caratteri, uno per ogni lettera, tutti uguali tra loro, e usarli per comporre una pagina. Finita la stampa, i caratteri si potevano togliere e riusare per un'altra pagina. Era il sistema dei «caratteri mobili».

Gutenberg dovette risolvere molti problemi pratici. Per fondere le lettere inventò uno stampo regolabile, in cui versava una lega di piombo, stagno e antimonio, che si raffreddava in fretta e restava dura. Mise a punto un inchiostro a base di olio, più denso di quello dei copisti, che aderiva bene al metallo. E adattò per la stampa il torchio, una macchina a vite usata per spremere l'uva e le olive, che premeva il foglio sul testo inchiostrato.

Comporre una pagina era un lavoro paziente. Il compositore sceglieva le lettere una per una da una cassa divisa in scomparti e le disponeva, al contrario come in uno specchio, su un vassoio. Poi si passava l'inchiostro, si appoggiava il foglio e si abbassava il torchio. In una giornata una squadra di operai poteva stampare centinaia di fogli, un ritmo che nessun copista avrebbe potuto sognare.

La Bibbia a 42 righe

Per mettere in piedi la tecnica servivano soldi, e Gutenberg ne chiese in prestito a un ricco finanziatore di Magonza, Johann Fust. Il frutto di questo lavoro fu la Bibbia in latino, stampata intorno al 1455, detta «a quarantadue righe» perché ogni colonna ne conteneva quarantadue. Ogni pagina aveva due colonne, e l'intera opera era in due volumi, per un totale di circa milleduecento pagine.

Si pensa che ne siano state stampate circa centottanta copie, alcune su pergamena e altre su carta. Ne sono rimaste circa quarantanove, in tutto o in parte. Alcune lettere iniziali e decorazioni furono aggiunte a mano, dopo la stampa, da miniatori, perché i lettori dell'epoca volevano libri belli come quelli copiati a mano.

Gutenberg però ebbe problemi con Fust: questi gli chiese la restituzione del prestito, e nel 1455 la tipografia passò a lui, con un processo che gli storici ricostruiscono dai documenti. Gutenberg morì a Magonza nel 1468, senza essere ricco. Il mestiere che aveva inventato, invece, si diffuse in tutta Europa.

Dopo la Bibbia

Nei decenni seguenti la stampa si diffuse con una rapidità incredibile. Nel 1500, cioè meno di mezzo secolo dopo, c'erano tipografie in oltre duecentocinquanta città europee (è una stima), ed erano stati stampati milioni di volumi. Il prezzo dei libri crollò. Gli esemplari prodotti prima del 1501 si chiamano «incunaboli», che in latino significa «culla», perché sono i libri dell'infanzia della stampa.

Perché successe

Nel Quattrocento cresceva in Europa la richiesta di libri: erano nate le università, i commercianti avevano bisogno di leggere e scrivere, e molte persone volevano testi religiosi e di studio. Copiare a mano non bastava più.

Servivano anche le conoscenze giuste: la lavorazione dei metalli, il torchio, la carta, più economica della pergamena e diffusa in Europa da pochi secoli. Gutenberg unì tecniche già esistenti in una combinazione nuova.

Cosa cambiò

La stampa a caratteri mobili cambiò il modo di diffondere le idee. Testi uguali potevano arrivare a molte persone nello stesso momento, e questo aiutò la circolazione di opere scientifiche, letterarie e religiose. Le idee di Lutero, nel secolo seguente, si diffusero anche grazie a opuscoli stampati a migliaia.

Si diffusero l'alfabetizzazione, le biblioteche e la scuola, perché i libri costavano meno. Le lingue nazionali, come l'italiano, il tedesco e l'inglese, si fissarono più facilmente: le tipografie sceglievano una forma di ortografia per i loro libri, e tutti cominciarono a leggere nello stesso modo.

Il controllo delle idee diventò più difficile per chi governava. Per questo nacquero la censura e gli elenchi di libri proibiti, come l'Indice della Chiesa cattolica. In alcuni paesi nacquero anche i primi diritti d'autore e i primi giornali.

Persone e luoghi chiave

Persone

Johannes Gutenberg
Orafo di Magonza (circa 1400-1468): inventò in Europa la stampa a caratteri mobili.
Johann Fust
Banchiere e finanziatore di Magonza: prestò denaro a Gutenberg, poi prese la tipografia.
Peter Schöffer
Collaboratore di Gutenberg, poi socio di Fust: continuò l'attività della tipografia.

Luoghi

Magonza (Germania)
Città sul Reno dove Gutenberg lavorò e dove oggi c'è un museo a lui dedicato.
Gutenberg-Museum
Il museo di Magonza dedicato alla storia della stampa e alle Bibbie originali.

Da sapere

  • Della Bibbia di Gutenberg esistono ancora circa quarantanove copie, in tutto o in parte.
  • Si usava una lega di piombo, stagno e antimonio per fondere le lettere.
  • I libri stampati prima del 1501 si chiamano incunaboli, dal latino «culla».
  • In Corea si stampava già con caratteri mobili di metallo prima di Gutenberg.
  • Gutenberg adattò per la stampa il torchio che si usava per l'uva e per le olive.

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