Regni romano-germanici
circa 480 d.C. Europa occidentale (Ravenna, capitale di Teodorico)
In breve
Dopo la fine dell'impero d'Occidente, nelle sue terre nacquero tanti regni guidati da popoli germanici. I Visigoti governavano la Spagna, i Franchi la Gallia, i Vandali l'Africa del Nord e gli Ostrogoti, con il re Teodorico, l'Italia. I nuovi re erano pochi rispetto agli abitanti romani e spesso lasciarono in vigore le leggi romane. Lentamente lingue, usanze e religioni dei due popoli si mescolarono.
Perché è importante Da questi regni nasceranno, molti secoli dopo, paesi come la Francia e la Spagna.
Fonte: Treccani, voce «Romano-barbarici, regni»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Dopo l'ultimo imperatore
Nel 476 l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augusto, fu deposto da Odoacre. Ma l'impero non era scomparso da un giorno all'altro, e la vita nelle città e nelle campagne non cambiò all'improvviso. Da tempo, infatti, gruppi di popoli germanici (i Romani li chiamavano «barbari», cioè stranieri che non parlavano latino) vivevano dentro i confini dell'impero. Alcuni erano arrivati in guerra, altri come alleati pagati per difendere le frontiere. Quando il potere di Roma in Occidente si indebolì, i loro capi cominciarono a governare da soli i territori in cui si erano stabiliti. Così, tra il V e il VI secolo, l'Europa occidentale si riempì di regni nuovi. Gli storici li chiamano «regni romano-barbarici» o «romano-germanici», perché in ognuno convivevano due mondi.
Una carta d'Europa da ridisegnare
I Visigoti si erano stabiliti nel 418 in Aquitania, nella Gallia meridionale, con capitale Tolosa. Sconfitti dai Franchi nel 507 a Vouillé, vicino a Poitiers, si ritirarono in Spagna, dove la capitale divenne Toledo. Il loro regno durò fino al 711, quando arrivarono gli Arabi.
I Franchi erano una lega di tribù germaniche. Il loro re Clodoveo, salito al potere nel 481, sconfisse nel 486 a Soissons il generale romano Siagrio e poi i Visigoti. Fissò la capitale a Parigi. Fu anche il primo grande re germanico a farsi battezzare secondo la fede dei cattolici, quella dei Romani: la tradizione dice nel 496, ma gli studi recenti oscillano tra il 496 e il 508 circa. Era una scelta intelligente, perché gli permetteva di avere dalla sua parte i vescovi e la popolazione romana.
I Vandali, passati dalla Spagna in Africa tra il 429 e il 430, ebbero il loro re più celebre in Genserico, che nel 455 saccheggiò Roma. Il regno vandalo restò in piedi fino al 534, quando fu riconquistato dai Bizantini. In Italia Teodorico, re degli Ostrogoti, partì nel 488 con l'approvazione dell'imperatore d'Oriente Zenone, sconfisse Odoacre nel 493 e fissò la corte a Ravenna. Nelle isole britanniche, dopo la partenza dei Romani all'inizio del V secolo, Angli, Sassoni e Juti si stabilirono a poco a poco sull'isola e diedero vita a sette regni, chiamati Eptarchia.
Ce ne furono altri, più piccoli: i Burgundi tra il Saona e il Rodano, nella regione che oggi si chiama Borgogna, e gli Svevi in Galizia, nel nord-ovest della Spagna, che si fecero perfino la moneta propria.
Due popoli nello stesso paese
In quasi tutti i regni i nuovi arrivati erano pochi rispetto agli abitanti romani, e i re lo sapevano. Per governare avevano bisogno di funzionari, giudici e vescovi che conoscessero il latino e le vecchie regole. Nel regno ostrogoto, per esempio, i Goti si occupavano della guerra e i Romani dell'amministrazione civile: era la divisione dei compiti voluta da Teodorico. Fra tutti i regni, quello di Teodorico fu il più simile al vecchio impero: restarono in vigore le antiche cariche e la struttura dello Stato romano.
Anche le leggi mostrano questa convivenza. I Visigoti ebbero un loro codice, il Codice di Eurico, scritto intorno al 475. Nel 506 il re Alarico II fece raccogliere per i sudditi romani la Lex Romana Visigothorum, una raccolta di leggi romane semplificate. I Burgundi fecero lo stesso con la Lex Romana Burgundionum, scritta all'inizio del VI secolo (la data esatta è discussa). Per un po' di tempo, dunque, un goto e un romano potevano essere giudicati con regole diverse. Solo molto più tardi ci fu una legge sola per tutti, come il codice del re visigoto Recesvindo, intorno al 654.
Il problema della fede
Un altro ostacolo era la religione. Molti popoli germanici erano cristiani, ma seguivano l'arianesimo, una dottrina diversa da quella dei cattolici: gli ariani pensavano che Gesù fosse inferiore a Dio Padre. Vandali, Ostrogoti, Visigoti e Burgundi erano ariani, mentre i loro sudditi romani erano cattolici. Così in una stessa città potevano esserci due vescovi e due chiese, e a Ravenna Teodorico fece costruire edifici di culto separati. Alcuni re ariani trattarono bene i cattolici, altri li perseguitarono: i Vandali furono duri con il clero cattolico. Con il tempo la differenza scomparve. Il re burgundo Sigismondo, salito al trono nel 516, era già cattolico, il visigoto Recaredo nel 589.
Una fusione lenta
Per qualche generazione i due popoli vissero accanto, senza mescolarsi del tutto. Poi cominciarono ad avere gli stessi vicini di casa, gli stessi mercati e i matrimoni misti. Le parole latine cambiarono sotto l'influsso dei nuovi arrivati, e dal latino parlato nacquero a poco a poco il francese, lo spagnolo e le altre lingue romanze. Non tutto durò: i Vandali furono sconfitti dai Bizantini nel 534 e gli Ostrogoti scomparvero dopo la guerra greco-gotica, finita nel 553. Altri regni, come quello dei Franchi, invece sopravvissero e fecero da base a quelli del Medioevo.
Perché successe
Il motivo principale fu la crisi del potere imperiale in Occidente. Già dal IV secolo l'impero faceva fatica a difendere i suoi confini, lunghi migliaia di chilometri, e per questo si serviva di soldati germanici, a cui dava terre e un compenso. A mano a mano che lo Stato si indeboliva, quei comandanti diventarono più forti dei funzionari che avrebbero dovuto controllarli.
Contarono anche le grandi migrazioni dei popoli. Gruppi interi, spinti da guerre, carestie o da altri popoli vicini, cercavano nuove terre dentro l'impero, dove la terra era ricca e le città piene di ricchezze. Quando Roma smise di poterli fermare o di pagarli, i capi germanici presero direttamente il governo dei territori. Per questo il regno nasce spesso da un accordo, o da un fatto già avvenuto, che l'imperatore finisce per riconoscere: Teodorico, per esempio, agì con il permesso di Zenone, e Clodoveo ricevette dall'imperatore Anastasio il titolo di console.
Cosa cambiò
L'Europa occidentale non fu più un solo Stato, ma una serie di regni diversi, con re propri e leggi proprie. Questa divisione non fu mai più cancellata, nemmeno quando ci furono imperatori come Carlo Magno: i confini si spostarono, ma l'Europa restò un insieme di Stati.
I regni mescolarono usanze romane e germaniche. Dai Romani rimasero la lingua latina, la Chiesa, le città e molte leggi; dai Germani vennero nuovi modi di combattere, di dividere l'eredità e di scegliere il re. La Chiesa cattolica, con i suoi vescovi e i suoi monasteri, divenne l'istituzione che univa i due popoli, e il suo ruolo crebbe molto.
Da questi regni nacquero in seguito paesi che esistono ancora oggi. La Francia prende il nome dai Franchi, l'Inghilterra dagli Angli (terra degli Angli), la Borgogna dai Burgundi. Anche la Spagna di oggi ha le sue radici nel regno visigoto di Toledo, che durò fino al 711. Anche per questo, per capire la mappa dell'Europa di oggi, bisogna partire dal V e dal VI secolo.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Teodorico
- Re degli Ostrogoti, regnò in Italia dal 493 al 526 da Ravenna, governando insieme a funzionari romani e goti.
- Clodoveo
- Re dei Franchi dal 481: sconfisse Siagrio nel 486 e i Visigoti nel 507, e si convertì al cristianesimo cattolico.
- Genserico
- Re dei Vandali, li guidò in Africa tra il 429 e il 430 e nel 455 saccheggiò Roma.
- Alarico II
- Re dei Visigoti, nel 506 fece raccogliere le leggi romane per i suoi sudditi romani; morì nel 507 a Vouillé.
- Recaredo I
- Re visigoto che nel 589 abbandonò l'arianesimo e si convertì al cattolicesimo, con tutto il suo regno.
Luoghi
- Ravenna
- Città dell'Italia nord-orientale, capitale prima dell'ultimo impero d'Occidente e poi del regno di Teodorico.
- Toledo
- Città della Spagna centrale: i re visigoti la scelsero come capitale dopo aver perso la Gallia.
- Parigi
- Città sulla Senna, scelta da Clodoveo come capitale del regno dei Franchi.
- Soissons
- Città della Francia del nord, dove nel 486 Clodoveo vinse l'ultimo generale romano della Gallia.
Da sapere
- Il nome «Francia» viene dai Franchi, «Borgogna» dai Burgundi e «Inghilterra» dagli Angli: tre paesi di oggi portano il nome dei popoli di quei regni.
- Gli Svevi, nel nord-ovest della Spagna, furono il primo regno a staccarsi dall'impero e a coniare monete proprie, secondo Wikipedia.
- A Ravenna ci sono ancora il battistero degli Ariani e altri edifici di quel tempo, costruiti per i Goti, che seguivano una fede cristiana diversa da quella dei Romani.
- Per i Romani la parola «barbari» voleva dire soltanto «stranieri» che non parlavano latino, non «selvaggi».
- Toledo, scelta dai re visigoti come capitale, è rimasta per secoli una delle città più importanti della Spagna.
Per approfondire
- Wikipedia, «Regni romano-barbarici» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Teodorico il Grande» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Clodoveo I» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Arianesimo» it.wikipedia.org
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