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7 · Alto Medioevo arte

Isidoro scrive le Etimologie

circa 625 d.C. Siviglia, Spagna

In breve

Isidoro era vescovo di Siviglia, in Spagna, al tempo dei re visigoti. Raccolse in venti libri tutto quello che si sapeva ai suoi tempi: grammatica, medicina, animali, pietre, città, perfino navi e vestiti. Per spiegare le cose partiva spesso dall'origine delle parole, e per questo l'opera si chiama Etimologie. Alcune spiegazioni sono fantasiose, eppure fu copiata e letta in tutta Europa per secoli.

Perché è importante È una specie di antica enciclopedia, che fece da ponte tra il sapere antico e quello medievale.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Saint Isidore of Seville»

Illustrazione: Isidoro scrive le Etimologie (Siviglia, Spagna)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Isidoro scrive le Etimologie: Siviglia, Spagna
Dove: Siviglia, Spagna

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un vescovo dei Visigoti

Isidoro nacque intorno al 560 a Cartagena, in Spagna, in un territorio che allora era ancora in parte sotto i Bizantini. I genitori morirono quando era giovane, e fu allevato dal fratello maggiore Leandro, che era vescovo di Siviglia. Quando Leandro morì, nel 601, Isidoro prese il suo posto. Rimase vescovo per più di trent'anni, fino alla morte, il 4 aprile del 636.

La Spagna di Isidoro era governata dai re visigoti, un popolo germanico di cui abbiamo parlato nei regni romano-germanici. Al suo tempo i Visigoti avevano da poco lasciato l'arianesimo per il cattolicesimo, e i vescovi avevano un ruolo molto importante. Isidoro presiedette il secondo e il terzo concilio provinciale di Siviglia e il quarto concilio nazionale di Toledo, nel 633: riunioni di vescovi in cui si discutevano le regole della Chiesa e anche questioni del regno.

Un uomo che voleva conservare il sapere

Isidoro visse in un tempo in cui il mondo romano era ormai finito. Lui scelse di fare un lavoro enorme: raccogliere in un'unica opera ciò che si sapeva. Scrisse molto: un trattato sulla natura chiamato De natura rerum, che parte dal tempo e dal cielo per arrivare al clima, al mare e alla terra; una storia dei Goti, dei Vandali e degli Svevi; una regola per i monaci di 25 capitoli; i tre libri delle Sentenze, che sono il secondo suo testo più letto nel Medioevo, con più di cinquecento manoscritti rimasti. Ma la sua opera più famosa sono le Etimologie.

Le Etimologie

Il titolo latino è Etymologiarum sive Originum libri XX, cioè «Venti libri di etimologie o origini». L'idea di fondo era questa: per capire bene una cosa bisogna capire da dove viene il suo nome. Isidoro era convinto che la forma di una parola rivelasse l'essenza di ciò che indica. Così, ogni volta che parlava di qualcosa, risaliva alla sua origine.

I venti libri toccano quasi ogni argomento. I primi tre sono dedicati alle arti liberali, cioè le materie che si studiavano a scuola: grammatica, retorica e dialettica, poi aritmetica, geometria, musica e astronomia. Il quarto parla di medicina, il quinto di leggi e di tempo. Seguono i libri sulla Chiesa, su Dio e sugli angeli, sulle lingue e sui popoli. Poi si passa agli esseri umani e agli animali, al mondo e alla terra, agli edifici e ai campi, alle pietre e ai metalli, all'agricoltura, alla guerra e ai giochi, alle navi e ai vestiti, e infine alla casa e agli strumenti domestici. Il libro decimo è il solo in ordine alfabetico, e raccoglie parole con la loro spiegazione.

Quanto Isidoro scrisse di suo? Poco: gran parte del contenuto viene da autori più antichi, romani e cristiani, che lui riassunse e mise in ordine. Il suo merito sta proprio nell'aver salvato e organizzato questo sapere.

Etimologie giuste, etimologie fantasiose

Alcune spiegazioni sono esatte. Isidoro fa derivare dominus, «padrone», da domus, «casa»: e infatti il dominus era il padrone di casa. Altre sono fantasiose. Il vino, in latino vinum, per lui viene dalle vene, venae, perché «rinfresca» le vene. Le guance, genae, e le ginocchia, genua, sarebbero legate perché nel ventre materno il corpo del bambino sta raggomitolato e le ginocchia toccano le guance. Oggi sappiamo che la linguistica moderna non funziona così, ma per Isidoro e per i suoi lettori la spiegazione era un modo di ricordare.

Un'opera incompiuta

Isidoro lavorò alle Etimologie per anni. Quando si ammalò non riuscì a finire la revisione finale e affidò il compito al suo discepolo Braulione, vescovo di Saragozza. Braulione stesso gli aveva chiesto di mandargli i libri integri e ben collegati, perché in giro circolavano versioni frammentarie. Il testo risale, nella sua forma definitiva, a circa il 636, ma il lavoro iniziò molto prima: per questo gli studiosi parlano di un'opera scritta in più anni, di cui non si conosce l'anno esatto, e la linea del tempo la segna intorno al 625.

Il successo nei secoli

Dopo la Bibbia, le Etimologie furono uno dei testi più copiati del Medioevo: ne restano circa mille manoscritti. Per secoli furono un testo educativo centrale. L'opera influenzò i grandi dizionari e le enciclopedie del Medioevo successivo. Il poeta inglese Chaucer la conosceva, e Dante, nel Paradiso, mette Isidoro nel Cielo del Sole, tra gli spiriti sapienti.

Nel 1472 le Etimologie furono tra le prime opere medievali a essere stampate, ad Augusta, in Germania, da Günther Zainer. In quell'edizione compare, nel libro XIV, la prima mappa del mondo stampata.

Isidoro è venerato come santo ed è Dottore della Chiesa. Molti lo considerano, in modo non ufficiale, il patrono di Internet.

Perché successe

Dopo la fine dell'impero d'Occidente il sapere dei Greci e dei Romani rischiava di disperdersi in tanti scritti diversi. Isidoro, vescovo e studioso, decise di raccoglierlo in un'unica opera, mettendo insieme quello che aveva trovato nei libri di autori romani e cristiani più antichi.

C'era poi il suo modo di ragionare: Isidoro credeva che la forma di una parola rivelasse l'essenza della cosa, e quindi spiegare l'origine dei nomi gli sembrava il modo migliore per ordinare e capire il mondo.

Cosa cambiò

Le Etimologie diventarono per secoli la grande enciclopedia dell'Europa cristiana: chi voleva sapere qualcosa di grammatica, di animali, di medicina o di geografia poteva trovarne un riassunto. Servirono da ponte tra il sapere antico e quello medievale.

L'opera influenzò i grandi dizionari ed enciclopedie del tardo Medioevo, e Isidoro era considerato un'autorità.

Il suo limite è chiaro: non fa distinzione tra spiegazioni vere e fantasiose. Ma è anche vero che senza Isidoro molte informazioni su autori antichi sarebbero andate perdute.

Persone e luoghi chiave

Persone

Isidoro di Siviglia
Vescovo di Siviglia dal 601 al 636, autore delle Etimologie; santo e Dottore della Chiesa.
Leandro
Fratello maggiore di Isidoro e vescovo di Siviglia prima di lui: lo allevò dopo la morte dei genitori.
Braulione di Saragozza
Vescovo e discepolo di Isidoro: preparò la versione finale delle Etimologie quando il maestro si ammalò.
Günther Zainer
Stampatore di Augusta che nel 1472 pubblicò la prima edizione a stampa delle Etimologie.

Luoghi

Siviglia
Città del sud della Spagna, sede del vescovato di Isidoro.
Cartagena
Città della costa spagnola dove Isidoro nacque intorno al 560.
Toledo
Capitale del regno visigoto: qui, nel 633, si tenne il quarto concilio nazionale presieduto da Isidoro.

Da sapere

  • Le Etimologie sono divise in venti libri, e solo il decimo è in ordine alfabetico.
  • Per Isidoro il vino (vinum) prendeva il nome dalle vene (venae), perché «rinfresca» il sangue: un'etimologia fantasiosa.
  • Nell'edizione stampata nel 1472 compare la prima mappa del mondo a stampa.
  • Dante mette Isidoro nel Cielo del Sole del Paradiso.
  • Molti considerano Isidoro, in modo non ufficiale, il patrono di Internet: la Chiesa non l'ha mai dichiarato ufficialmente.

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