Grande crisi finanziaria
2008 New York, Stati Uniti (e poi tutto il mondo)
In breve
Negli Stati Uniti molte banche avevano concesso mutui, cioè prestiti per comprare casa, anche a persone che faticavano a restituirli. Quando i prezzi delle case scesero, quei prestiti diventarono un problema enorme. Il 15 settembre 2008 fallì la grande banca Lehman Brothers, e la paura si diffuse nelle borse di tutto il mondo. Seguirono anni di crisi, con aziende chiuse e molte persone senza lavoro, anche in Italia.
Perché è importante Ha mostrato quanto l'economia mondiale sia collegata e ha portato a regole più severe per le banche.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Financial crisis of 2007–08»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
La casa per tutti
Alla fine degli anni Novanta e nei primi Duemila, negli Stati Uniti, comprare una casa sembrava un affare sicuro. I prezzi salivano ogni anno, e le banche facevano a gara per concedere mutui, cioè prestiti per comprare un'abitazione, anche a persone con redditi bassi e poche garanzie. Questi prestiti rischiosi si chiamavano «subprime». Molti ne approfittarono, convinti che la casa avrebbe continuato a valere sempre di più: se non riuscivano a pagare, bastava rivenderla a un prezzo più alto.
Le banche, però, non tenevano con sé quei mutui. Li mettevano insieme in grandi pacchetti, li trasformavano in titoli finanziari, difficili da capire anche per gli esperti, e li rivendevano ad altre banche, a fondi di investimento e ad assicurazioni, in America e in tutto il mondo. Chi li comprava pensava di fare un buon affare, perché le agenzie di valutazione davano a quei titoli voti molto alti. Intanto molte banche si indebitavano per investire sempre di più.
La bolla scoppia
Nel 2006 i prezzi delle case smisero di salire e cominciarono a scendere. Molte persone, a quel punto, non riuscivano più a pagare le rate, soprattutto quando gli interessi dei loro mutui aumentavano. Le case pignorate, cioè prese dalle banche, divennero milioni. I titoli basati su quei mutui persero valore, e chi li possedeva si accorse di aver perso parecchi soldi. Ma nessuno sapeva quali banche ne avessero di più, e così le banche cominciarono a non fidarsi più l'una dell'altra e a smettere di prestarsi denaro.
Il 9 agosto 2007 una grande banca francese, la BNP Paribas, bloccò tre suoi fondi di investimento: fu considerato l'inizio della crisi. Nel marzo 2008 una banca d'affari di New York, la Bear Stearns, fu salvata e venduta in fretta a un'altra banca con l'aiuto della banca centrale americana. Ma il peggio doveva ancora venire.
Il 15 settembre 2008
Lehman Brothers era una banca di Wall Street che esisteva da più di centocinquant'anni. Aveva investito moltissimo nei mutui e nei titoli rischiosi, ed era piena di debiti. Il governo americano decise di non salvarla. Il 15 settembre 2008 Lehman dichiarò fallimento: era il più grande fallimento nella storia degli Stati Uniti, con attività per oltre seicento miliardi di dollari. Nel giro di pochi giorni la paura si diffuse in tutto il mondo.
Le Borse crollarono. Un grande gruppo assicurativo, l'AIG, fu salvato dal governo con 85 miliardi di dollari. Le banche smisero quasi del tutto di concedersi prestiti, e anche le aziende normali faticavano a ottenere credito. Il governo americano approvò un piano da 700 miliardi di dollari per sostenere le banche. Anche in Europa diversi istituti furono salvati con soldi pubblici.
La grande recessione
La crisi si trasformò da finanziaria in economica. Le imprese ridussero la produzione, molte chiusero, e milioni di persone persero il lavoro: negli Stati Uniti la disoccupazione arrivò al 10% nel 2009. In molti paesi l'economia si ridusse, e anche il commercio mondiale ebbe il calo più forte dal dopoguerra (circa il 12% nel 2009). Si parlò di «Grande recessione».
Dal 2010, la crisi si spostò in Europa, dove alcuni paesi con debiti pubblici alti, come Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia, faticavano a trovare chi prestasse loro denaro a tassi sostenibili. Servirono prestiti internazionali e programmi di tagli e riforme, spesso molto duri. Nel luglio 2012 il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, disse che la banca avrebbe fatto «tutto il necessario» per salvare l'euro: la tensione sui mercati si calmò.
Perché successe
La crisi nacque da una combinazione di fattori. Tassi di interesse molto bassi dopo il 2001 incoraggiarono famiglie e banche a indebitarsi. I mutui concessi con troppa facilità, la finanza che trasformava i prestiti in titoli sempre più complicati e le valutazioni troppo ottimistiche delle agenzie nascosero i rischi.
Le regole sulle banche erano troppo leggere: molte avevano pochi soldi propri rispetto ai prestiti che facevano, e quindi potevano fallire anche con perdite piccole. In un mondo in cui le banche sono molto legate tra loro, il problema di una si diffondeva rapidamente alle altre.
Cosa cambiò
Dopo la crisi i governi e le banche centrali cambiarono le regole: banche obbligate ad avere più capitale proprio, controlli più severi (negli Stati Uniti la legge Dodd-Frank del 2010, in Europa l'unione bancaria) e nuovi strumenti, come l'acquisto di titoli da parte delle banche centrali per sostenere l'economia.
Per molte famiglie le conseguenze furono dure: case perse, lavoro perso, giovani con poche prospettive e, in alcuni paesi, tagli a servizi e pensioni. Crebbe la sfiducia nelle banche e nei politici, e nacquero movimenti di protesta, come «Occupy Wall Street» nel 2011.
La crisi mostrò anche che i paesi sono molto più legati fra loro di quanto si pensi: un problema in un quartiere di una città americana può arrivare fino a un pensionato di un altro continente. È una lezione che oggi ricordiamo quando si parla di rischi finanziari globali.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Ben Bernanke
- Economista americano (nato nel 1953): presidente della Federal Reserve dal 2006 al 2014, guidò la risposta alla crisi.
- Henry Paulson
- Banchiere e politico americano (nato nel 1946): ministro del Tesoro durante la crisi.
- Richard Fuld
- Dirigente americano (nato nel 1946): ultimo capo di Lehman Brothers.
- Mario Draghi
- Economista italiano (nato nel 1947): presidente della Banca centrale europea dal 2011 al 2019.
- Christine Lagarde
- Politica francese (nata nel 1956): ministra dell'Economia francese nel 2008, poi presidente della BCE.
Luoghi
- Wall Street, New York
- La via del quartiere finanziario di New York dove hanno sede molte banche e la Borsa.
- Francoforte sul Meno, Germania
- La sede della Banca centrale europea, che gestì la crisi dell'euro.
Da sapere
- Il fallimento di Lehman Brothers del 15 settembre 2008 è il più grande della storia degli Stati Uniti.
- La parola «subprime» indica mutui concessi a chi ha poche garanzie di poterli restituire.
- Nel 2009 la disoccupazione americana arrivò al 10%.
- Il piano americano di salvataggio delle banche valeva 700 miliardi di dollari.
- Nel luglio 2012 Draghi disse che la BCE avrebbe fatto «tutto il necessario» per difendere l'euro.
Per approfondire
- Federal Reserve History, «The Great Recession and Its Aftermath» (in inglese) federalreservehistory.org
- Wikipedia, «Crisi finanziaria del 2007-2008» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Great Recession» (in inglese) en.wikipedia.org
- Wikipedia, «Lehman Brothers» it.wikipedia.org
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- Euro in circolazione2002 · OggiL'euro fu messo alla prova dalla crisi del debito.
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