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Domesticazione della pecora

circa 11.000 anni fa Tra Anatolia e Iran (monti Zagros)

In breve

Le pecore furono tra i primi animali allevati, circa 11.000 anni fa, sulle montagne tra l'Anatolia e l'Iran. Davano carne, latte e pelli; la lana lunga da filare arrivò più tardi. Prima ancora l'uomo aveva addomesticato il cane, compagno di caccia.

Perché è importante L'allevamento diede cibo sicuro anche nei periodi senza raccolto.

Fonte: Communications Biology, 2021, «Archaeogenetic analysis of Neolithic sheep from Anatolia suggests a complex demographic history since domestication»

Illustrazione: Domesticazione della pecora (Tra Anatolia e Iran (monti Zagros))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Domesticazione della pecora: Tra Anatolia e Iran (monti Zagros)
Dove: Tra Anatolia e Iran (monti Zagros)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un animale di montagna

Il muflone asiatico è una pecora selvatica che vive ancora oggi sui rilievi dell'Anatolia, dell'Armenia e dell'Iran. Ha un mantello color castano e i maschi portano grandi corna a spirale. Non assomiglia molto alle pecore bianche e lanose dei prati di oggi: ha il pelo corto e ruvido, che muta in primavera, ed è sempre pronto a fuggire. Eppure da lui discendono tutte le pecore del mondo, che oggi sono più di un miliardo.

Gli archeologi pensano che gli animali furono addomesticati circa 11.000-10.000 anni fa, tra le montagne dell'Anatolia sud-orientale e dei monti Zagros, tra l'Iran e l'Iraq. Le prove sono nelle ossa trovate nei villaggi: cambia l'età degli animali uccisi, che sono in gran parte giovani maschi, segno di una scelta fatta dall'uomo; cambia la proporzione tra maschi e femmine; col tempo le ossa diventano più piccole e sottili. A volte si trovano anche recinti e depositi di sterco.

Come si diventa domestici

Addomesticare non significa solo tenere un animale in cattività. Vuol dire riprodurlo per molte generazioni scegliendo i più docili, quelli che si lasciano avvicinare e non scappano. Con il tempo l'animale cambia: diventa più mansueto, più piccolo, con muso più corto e talvolta macchie di colori diversi. Per le pecore e le capre il processo fu probabilmente graduale. I cacciatori, prima di allevarle, le cacciavano selezionando già quali abbattere e quali no, e così, senza saperlo, influenzavano la popolazione. Poi cominciarono a tenerle vicino ai villaggi, nutrirle e proteggerle dai predatori.

Gli studiosi parlano di domesticazione «multipla»: non avvenne in un solo punto, né una volta sola. Nelle montagne dello Zagros, a Ganj Dareh, in Iran, si trovano le prove più antiche di capre tenute dall'uomo, di circa 10.000 anni fa. Le pecore seguirono nella stessa regione. Le analisi del DNA antico mostrano che nel tempo i greggi si sono mescolati, anche con animali selvatici, e che la storia fu più complicata di un'unica linea di discendenza. Maiali e buoi furono addomesticati più o meno nello stesso periodo, in zone vicine.

Il cane, il primo amico

Prima di pecore e capre l'uomo aveva già un animale domestico: il cane. È discendente di una popolazione di lupi, ma quando e dove sia successo è molto discusso: gli studi del DNA suggeriscono una separazione dai lupi tra 40.000 e 20.000 anni fa, mentre le prime sepolture sicure di cani, come quella di Bonn-Oberkassel, in Germania, di circa 14.000 anni fa, dove un cane fu sepolto con due persone, mostrano un legame già stretto. I cani aiutavano nella caccia, nella guardia dell'accampamento e, più tardi, nella custodia dei greggi.

Latte, lana, pelli

Le prime pecore servivano soprattutto per la carne e le pelli. Il latte e la lana vennero dopo. Tracce di grasso del latte nei vasi di terracotta mostrano che già circa 8.500-9.000 anni fa, in Anatolia, si produceva latte da bere o da trasformare in formaggio e yogurt. Nel resto del mondo l'uso del latte si diffuse con gli allevatori. Gli adulti, nella maggior parte delle popolazioni, non riescono a digerire bene il latte fresco, perché perdono con gli anni l'enzima necessario, la lattasi. In alcune popolazioni, soprattutto dell'Europa del Nord e dell'Africa orientale, una mutazione genetica è diffusa proprio grazie al vantaggio di poter bere latte: è uno dei casi in cui la cultura ha modificato la nostra biologia.

Le pecore selvatiche non hanno lana vera e propria: il loro mantello ha un pelo ruvido con un po' di sottopelo. Il vello lungo e morbido che serve per filare è comparso dopo, per selezione, probabilmente alcuni millenni più tardi, forse tra circa 8.000 e 6.000 anni fa; gli archeologi lo studiano con i resti di tessuti e con le immagini sui sigilli mesopotamici. Con la lana si poterono fare vestiti caldi, feltro, coperte e tappeti, e nacque una delle grandi industrie dell'antichità: la tessitura.

Viaggi di pecore

Le pecore viaggiarono con i contadini. Arrivarono in Europa, in Africa e in Asia centrale insieme alle prime genti agricole, e furono tra gli animali che gli esseri umani portarono sulle navi. Perfino i mufloni che vivono oggi in Corsica e in Sardegna non sono selvatici in senso proprio: discendono da pecore addomesticate portate sulle isole dai primi agricoltori, circa 8.000 anni fa, che poi sono tornate allo stato selvatico. Raccontano il viaggio dei primi pastori sul mare Mediterraneo.

Perché successe

Quando il clima si fece più caldo, dopo l'ultima glaciazione, le comunità umane crescevano e vivevano in luoghi più stabili. I cacciatori cominciarono a trovare meno selvaggina intorno ai villaggi, e allevare gli animali era un modo per averli a portata di mano.

Le pecore e le capre avevano molti vantaggi: sono animali sociali, che vivono in branchi con una gerarchia e che quindi accettano di seguire un capo; mangiano erba e arbusti anche poveri; si riproducono presto. Erano molto adatte a essere addomesticate.

Inoltre, in un periodo in cui i raccolti potevano fallire, avere un gregge era come avere una riserva di cibo che cammina: carne, latte e pelli anche nei momenti difficili.

Cosa cambiò

L'allevamento cambiò la vita dei villaggi. Per la prima volta gli esseri umani non dipendevano solo dai campi o dalla caccia: potevano contare su un'altra fonte di cibo e di materie prime. In molte regioni nacque un modo di vivere diverso, la pastorizia, con gruppi che si spostavano con il gregge tra pascoli estivi e invernali.

Con gli animali nacquero nuove malattie. Molti germi che oggi causano infezioni umane, come quelli di alcune forme di influenza o del morbillo, hanno un'origine animale, dovuta alla vicinanza prolungata tra uomini e bestiame. Fu un prezzo pagato per i vantaggi dell'allevamento.

La lana, il latte e la carne ovina sono ancora oggi fra i prodotti più importanti del mondo. In Italia i formaggi di pecora, come il pecorino e la ricotta, sono una tradizione antichissima, e i pastori transumanti hanno percorso per millenni le strade degli Appennini.

Persone e luoghi chiave

Persone

Melinda Zeder
Archeologa e archeozoologa americana dello Smithsonian. Ha studiato come furono addomesticati capre, pecore e altri animali nel Vicino Oriente.
Ian Wilmut
Biologo britannico (nato nel 1944). Nel 1996 guidò il gruppo che a Edimburgo ottenne Dolly, la pecora clonata, il primo mammifero clonato da una cellula adulta.

Luoghi

Monti Zagros (Iran e Iraq)
Catena montuosa dove vivevano mufloni e capre selvatiche e dove si trovano le tracce più antiche di allevamento.
Ganj Dareh (Iran)
Villaggio neolitico sui monti Zagros, con ossa di capre allevate di circa 10.000 anni fa.
Bonn-Oberkassel (Germania)
Luogo dove fu trovata la tomba di due persone e un cane di circa 14.000 anni fa.

Da sapere

  • Dolly, la pecora clonata nel 1996 nell'Istituto Roslin, vicino a Edimburgo, in Scozia, visse sei anni ed ebbe sei agnelli.
  • La parola «pecunia», da cui viene «pecuniario», in latino significava denaro, ma derivava da pecus, «bestiame»: la ricchezza era contata in animali.
  • Le pecore hanno una buona memoria: sanno riconoscere decine di volti di altre pecore e anche di persone, e ricordarli per anni.
  • Il muflone europeo, che vive in Corsica e in Sardegna, è discendente di pecore addomesticate portate dai primi agricoltori e poi tornate libere.
  • La pupilla delle pecore ha una forma orizzontale, che dà un campo visivo molto ampio, quasi tutto intorno, utile per accorgersi dei predatori.

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