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Homo erectus

circa 1,9 milioni di anni fa Africa, poi Asia (Georgia, Cina, Indonesia)

In breve

Homo erectus comparve in Africa circa 1,9 milioni di anni fa: era alto quasi come noi e camminava a lunghi passi. Fu la prima specie umana a uscire dall'Africa e arrivò fino in Georgia, in Cina e in Indonesia. Fabbricava le amigdale, pietre lavorate su due facce a forma di mandorla.

Perché è importante Fu il primo grande viaggiatore della famiglia umana e sopravvisse per oltre un milione di anni.

Fonte: Smithsonian, Human Origins Program, «Homo erectus»

Illustrazione: Homo erectus (Africa, poi Asia (Georgia, Cina, Indonesia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Homo erectus: Africa, poi Asia (Georgia, Cina, Indonesia)
Dove: Africa, poi Asia (Georgia, Cina, Indonesia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un ragazzo di 1,6 milioni di anni fa

Nel 1984, sulla riva occidentale del lago Turkana, in Kenya, un cercatore di fossili di nome Kamoya Kimeu notò un minuscolo pezzo di osso scuro sulla ghiaia. Era il frammento di un cranio. Con una lunga campagna di scavo, la squadra di Richard Leakey recuperò uno scheletro quasi completo, con ossa di braccia, gambe, bacino e spina dorsale. Apparteneva a un ragazzo di otto-dodici anni, vissuto circa un milione e seicentomila anni fa. Il suo nome scientifico è KNM-WT 15000, ma tutti lo chiamano il Ragazzo del Turkana. Già a quell'età era alto circa un metro e cinquantacinque-sessanta. Da adulto, secondo i calcoli, avrebbe superato il metro e settanta.

Le sue proporzioni sorprendono: gambe lunghe, torace stretto, bacino adatto a camminare a lungo. È il corpo di un corridore e camminatore di resistenza, molto più simile al nostro che a quello di Lucy. Apparteneva a Homo erectus, «uomo eretto», la specie che a lungo è stata la protagonista della preistoria.

Dall'Indonesia all'Africa

La storia della specie cominciò in un luogo lontano dall'Africa. Nel 1891 il medico olandese Eugène Dubois, che era andato in Indonesia proprio per cercare l'anello mancante tra scimmie e uomo, trovò sull'isola di Giava, presso il villaggio di Trinil, un pezzo di cranio e poi un femore. Li chiamò Pithecanthropus erectus, «uomo-scimmia eretto». Fu il primo fossile umano antico trovato di proposito. Più tardi, negli anni Venti e Trenta del Novecento, in una grotta presso Zhoukoudian, vicino a Pechino, in Cina, furono trovati i resti di decine di individui, noti come «Uomo di Pechino». Quei fossili andarono perduti nel 1941, durante la guerra, mentre venivano spediti all'estero per metterli al sicuro: restano i calchi e i disegni.

Solo dopo si capì che gli stessi esseri vivevano anche in Africa. I fossili africani, come il ragazzo del Turkana, sono spesso classificati da alcuni studiosi come una specie a parte, Homo ergaster, «uomo lavoratore». Altri li considerano la prima forma di erectus. Il dibattito è aperto.

Il primo grande viaggio

Si pensa che Homo erectus sia comparso in Africa circa 2 milioni di anni fa e che, in tempi geologicamente rapidi, abbia raggiunto l'Asia. Il sito che più sorprese è Dmanisi, in Georgia, nel Caucaso: là, sotto le rovine di una cittadina medievale, furono trovati dal 1991 in poi cinque crani e molte ossa di circa 1,8 milioni di anni. Sono tra le prove più antiche di esseri umani fuori dall'Africa. Questi individui erano piccoli, con un cervello di soli 550-780 centimetri cubi circa, e fabbricavano strumenti molto semplici. Uno di loro era un adulto rimasto quasi senza denti da anni: sopravvisse a lungo, quindi qualcuno doveva averlo aiutato.

Poi, nel corso di centinaia di migliaia di anni, popolazioni di erectus arrivarono in Cina e in Indonesia. Per via della distanza è difficile pensare a un'unica marcia: probabilmente furono gruppi che avanzarono di poco, generazione dopo generazione, seguendo la selvaggina e le fonti d'acqua.

Una vita lunghissima

Homo erectus è la specie umana che è durata di più. Visse per quasi due milioni di anni; gli ultimi resti conosciuti, a Ngandong, in Indonesia, sono datati a oltre 100.000 anni fa, anche se la data è discussa. È cambiato molto nel tempo e nello spazio: il cervello cresceva, nei fossili più recenti, fino a 1.100 centimetri cubi, circa tre quarti di quello di una persona di oggi.

Fabbricava le amigdale, pietre lavorate su due facce con forma a goccia o a mandorla, comparse circa 1,8-1,7 milioni di anni fa (forse un po' prima). Con ogni probabilità sapeva usare il fuoco, almeno negli ultimi periodi, e mangiava più carne. Cacciava e raccoglieva, e gli studiosi pensano che vivesse in piccoli gruppi che si aiutavano a vicenda, come mostra il caso dell'individuo di Dmanisi curato dagli altri.

Dopo la fine di Homo erectus, i suoi discendenti o parenti presero strade diverse, fino ad arrivare alle specie di cui parleremo nelle schede successive.

Perché successe

La grande espansione di Homo erectus fu favorita dal suo corpo. Gambe lunghe e un passo efficiente permettevano di percorrere molti chilometri al giorno con poca fatica, un enorme vantaggio per chi voleva cercare carcasse, seguire le mandrie o spostarsi in cerca di acqua.

Anche la dieta contava: più carne portava più energia e permetteva un cervello più grande. Fu probabilmente una spinta a esplorare nuove terre, in una savana che, tra alti e bassi del clima, si estendeva dall'Africa al Medio Oriente e all'Asia.

Non c'è bisogno di pensare a un piano di viaggio. Le popolazioni crescevano e si spostavano di pochi chilometri alla volta. In centomila anni, tuttavia, quel moto lentissimo poteva portarle da un continente all'altro.

Cosa cambiò

Con Homo erectus per la prima volta una specie umana esce dall'Africa e vive in ambienti molto diversi, dalle savane alle foreste tropicali fino ai climi freddi della Cina settentrionale. Da allora il mondo conobbe sempre più di una specie umana contemporaneamente.

Le sue tecniche, dalle amigdale al fuoco, furono trasmesse e perfezionate per più di un milione di anni, un tempo che fa sembrare breve tutta la storia della scrittura. Fu una lunga scuola di gesti ripetuti da generazioni, che preparò la strada a Neanderthal e Homo sapiens.

Quando i primi scienziati scoprirono l'Uomo di Giava, la notizia sostenne l'idea che gli esseri umani si fossero evoluti nel tempo. Oggi i fossili di erectus sono presenti in tutti i musei di storia naturale e il Ragazzo del Turkana è uno dei più studiati: da lui impariamo quanto crescevano, come camminavano e come si nutrivano i nostri antenati.

Persone e luoghi chiave

Persone

Eugène Dubois
Medico e anatomista olandese (1858-1940). Nel 1891, a Giava, trovò i primi resti di Homo erectus, chiamati Uomo di Giava.
Kamoya Kimeu
Cercatore di fossili keniano (1940-2022), uno dei più grandi di sempre. Nel 1984 trovò il primo frammento del Ragazzo del Turkana.
Richard Leakey
Paleoantropologo keniano (1944-2022), figlio di Louis e Mary. Guidò la spedizione che recuperò lo scheletro del Ragazzo del Turkana.
David Lordkipanidze
Paleoantropologo georgiano. Dirige gli scavi di Dmanisi e ha descritto i crani di circa 1,8 milioni di anni fa.

Luoghi

Nariokotome, lago Turkana (Kenya)
Località sulla riva occidentale del lago dove fu trovato il Ragazzo del Turkana.
Dmanisi (Georgia)
Sito nel Caucaso con i più antichi resti umani fuori dall'Africa, di circa 1,8 milioni di anni.
Zhoukoudian (Cina)
Grotta presso Pechino dove furono scavati i resti dell'Uomo di Pechino. Fa parte del Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Trinil (Giava, Indonesia)
Villaggio lungo il fiume Solo dove nel 1891 Dubois trovò l'Uomo di Giava.

Da sapere

  • I fossili dell'Uomo di Pechino scomparvero nel 1941 e non sono mai stati ritrovati: è uno dei misteri più famosi dell'archeologia.
  • A Dmanisi è stato trovato un individuo senza quasi denti, che dovette sopravvivere a lungo mangiando cibo tenero: qualcuno lo curava.
  • Eugène Dubois tenne nascosto per molti anni il femore di Giava, nel timore che non fosse creduto; lo mostrò solo più tardi.
  • Il Ragazzo del Turkana era alto già circa 1,55-1,6 metri a otto-dodici anni, più di molti coetanei di oggi.
  • Homo erectus è durato almeno un milione e mezzo di anni, mentre la nostra specie esiste da circa 300.000.

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