Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Preistoria

2 · Preistoria arte

Grotta di Lascaux

circa 19.000 anni fa Lascaux, Francia

In breve

Nella grotta di Lascaux, in Francia, ci sono circa 600 animali dipinti: soprattutto cavalli, poi cervi, uri (grandi buoi selvatici), stambecchi e bisonti. La grotta fu scoperta il 12 settembre 1940 da quattro ragazzi. Per proteggere i dipinti, la grotta vera è chiusa e si visitano copie fedeli.

Perché è importante È uno dei capolavori dell'arte preistorica, chiamato a volte «la Cappella Sistina della preistoria».

Fonte: Ministero della Cultura francese, «Lascaux» – «Dating the figures at Lascaux»

Illustrazione: Grotta di Lascaux (Lascaux, Francia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Grotta di Lascaux: Lascaux, Francia
Dove: Lascaux, Francia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Il cane, il buco e quattro ragazzi

Nel settembre 1940 la Francia era occupata dall'esercito tedesco e in Europa c'era la guerra. Nel villaggio di Montignac, in Dordogne, un ragazzo di diciotto anni, Marcel Ravidat, passeggiava nel bosco con il suo cane, di nome Robot. Secondo il racconto, il cane scomparve all'improvviso in un buco tra le radici di un albero caduto. Marcel lo chiamò, allargò l'apertura, gettò dentro dei sassi e li sentì cadere molto in profondità. Il 12 settembre tornò con una lampada a olio e tre amici, Jacques Marsal, Georges Agnel e Simon Coencas, uno dei quali era un ragazzo ebreo rifugiato in paese dalla città. Si calarono uno alla volta in un pozzo stretto e arrivarono in una grande sala.

Alla luce tremolante delle lampade videro apparire sulle pareti animali enormi: buoi, cavalli, cervi, che sembravano muoversi. Comprendere in quel momento quanto fossero antichi quei disegni non era possibile, ma i quattro ragazzi capirono di aver trovato qualcosa di straordinario. Ne parlarono con il loro maestro di scuola, che avvisò un esperto: l'abate Henri Breuil, il più noto studioso di arte preistorica dell'epoca, che pochi giorni dopo visitò la grotta e la riconobbe come un capolavoro.

La Sala dei Tori

Lascaux non è una sola sala, ma un piccolo sistema di gallerie. La prima, la più spettacolare, si chiama Sala dei Tori. Qui quattro grandi uri, cioè buoi selvatici oggi estinti, decorano le pareti: uno di loro è lungo più di cinque metri, forse la figura dipinta più grande di tutta l'arte preistorica conosciuta. Intorno ci sono cavalli, cervi dalle corna ramificate e piccoli segni misteriosi, punti e rettangoli. In altre gallerie compaiono stambecchi, bisonti, un felino e una strana figura chiamata «l'unicorno», che non ha nulla a che fare con il mito: è un animale con due lunghe corna dritte e il corpo gonfio, di cui nessuno ha spiegato il significato.

In totale gli archeologi contano circa 600 animali dipinti e ancora molti altri incisi. Nel «Pozzo», una piccola nicchia profonda, c'è l'unica scena con una figura umana: un uomo con la testa d'uccello, steso a terra, davanti a un bisonte ferito. Che cosa racconti, nessuno lo sa.

Come fu dipinta

Gli artisti preistorici usarono ocra rossa e gialla, e minerali neri come il biossido di manganese e il carbone. I colori venivano polverizzati e spalmati con le dita, con tamponi, o spruzzati: si soffiava la polvere dalla bocca o attraverso una cannuccia d'osso. Per raggiungere le parti alte delle pareti si costruivano impalcature di legno, di cui restano i buchi nella roccia. Per vedere nel buio si accendevano lampade di arenaria in cui bruciava grasso animale: ne sono state trovate molte. Gli studiosi hanno anche datato i carboni lasciati nella grotta, e il risultato è che le pitture hanno tra circa 21.000 e 18.000 anni; diversi studiosi pensano che siano state realizzate in tempi diversi da gruppi diversi, e alcuni punti restano da chiarire.

Aperta, chiusa, copiata

Dopo la guerra, nel 1948, la grotta fu aperta ai visitatori. Il successo fu enorme: negli anni Cinquanta ne arrivavano oltre mille al giorno. Ma l'aria che i visitatori respiravano, con il loro calore, l'umidità e l'anidride carbonica, cambiò l'ambiente della grotta. Sulle pareti cominciarono a comparire macchie verdi di alghe e croste bianche di calcite. Nel 1963, per salvare i dipinti, il governo francese, guidato in questo dal ministro della Cultura André Malraux, chiuse la grotta al pubblico.

Per permettere comunque a tutti di ammirare Lascaux, si costruirono copie. Lascaux II, aperta nel 1983, riproduce la Sala dei Tori e un'altra galleria a poche centinaia di metri dall'originale. Lascaux IV, aperta nel 2016, è una replica integrale, fatta con scansioni al laser e dipinta a mano da artisti, ospitata in un museo moderno chiamato Centro internazionale dell'arte parietale. Lascaux III è una mostra viaggiante.

La grotta vera, però, ancora oggi non è al sicuro: negli anni Duemila nuovi funghi e macchie nere hanno richiesto trattamenti continui. Pochissime persone entrano ogni anno, solo scienziati e restauratori, per brevi visite di controllo. Una lezione importante: proteggere un tesoro significa anche saper rinunciare a visitarlo.

Perché successe

Gli artisti di Lascaux vivevano in una regione, il Périgord, ricchissima di selvaggina, di fiumi e di grotte. Le valli della Vézère erano un luogo molto frequentato dai cacciatori in tutto il Paleolitico: non lontano da Lascaux si trovano decine di altri siti decorati.

Perché dipingere nel buio? Le spiegazioni sono diverse e si sono succedute nel tempo: magia per propiziare la caccia, luoghi di riti e iniziazioni, racconti per tramandare conoscenze, calendari delle stagioni con i movimenti degli animali. Probabilmente nessuna basta da sola.

Rimane il fatto che non si tratta di case: le grotte più decorate non erano abitate. Le persone ci andavano apposta, con lampade e colori, a fare qualcosa di speciale.

Cosa cambiò

Lascaux fece capire al mondo quanto potesse essere sviluppata l'arte preistorica. Prima della scoperta del 1940, molti studiosi dubitavano ancora che quelle immagini fossero davvero così antiche: la grotta di Altamira, in Spagna, trovata nel 1879, era stata considerata per anni un falso. Con Lascaux il dubbio finì.

Il caso della grotta insegnò anche a proteggere i siti fragili: da allora la conservazione è un elemento centrale di tutte le grandi scoperte. Dopo Lascaux, altre grotte, come quella di Chauvet in Francia, scoperta nel 1994, sono state chiuse subito al pubblico e visitate solo tramite repliche.

Lascaux è diventata un'icona: figura nei libri di scuola, nei film, nel fumetto. Insieme ad altre grotte della valle della Vézère è stata inserita nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1979.

Persone e luoghi chiave

Persone

Marcel Ravidat
Ragazzo di Montignac che nel 1940, a diciotto anni, scoprì la grotta con il suo cane. In seguito ne fu per anni guida e custode.
Henri Breuil
Sacerdote e preistorico francese (1877-1961), il massimo esperto di arte rupestre del suo tempo. Visitò Lascaux pochi giorni dopo la scoperta.
André Malraux
Scrittore e ministro della Cultura francese (1901-1976). Nel 1963 firmò la chiusura della grotta al pubblico.
Maria Sanz de Sautuola
Bambina spagnola che nel 1879, a otto anni, vide i bisonti dipinti sul soffitto di Altamira, la prima grotta decorata scoperta.

Luoghi

Lascaux, vicino a Montignac (Dordogne, Francia)
Grotta sulla collina sopra la valle della Vézère, con circa 600 animali dipinti di quasi 20.000 anni fa.
Valle della Vézère (Francia)
Valle della Dordogne con decine di grotte e ripari preistorici, tra cui Lascaux e Les Eyzies.
Grotta di Chauvet (Ardèche, Francia)
Grotta scoperta nel 1994 con pitture di circa 36.000 anni fa, tra le più antiche d'Europa.
Altamira (Cantabria, Spagna)
Grotta scoperta nel 1879 con splendidi bisonti dipinti sul soffitto.

Da sapere

  • Il cane Robot è rimasto celebre: se ne parla in tutti i racconti della scoperta, anche se c'è chi pensa che sia soprattutto una bella leggenda.
  • Marcel Ravidat e i suoi amici, dopo la scoperta, montarono la guardia all'ingresso per proteggere la grotta dai curiosi.
  • I dipinti di Lascaux sono stati eseguiti con tecniche molto abili: per dare l'illusione del volume, gli artisti sfumavano il colore e usavano la forma della roccia.
  • Il felino di Lascaux è una delle rare figure di predatore in una grotta piena di erbivori.
  • Chi visita Lascaux IV entra in una copia fatta con scansioni al laser: in alcuni punti la riproduzione è precisa al millimetro.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Preistoria»

Evento 16 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Preistoria»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music