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Regno di Akhenaton

circa 1353-1336 a.C. Amarna, Egitto

In breve

Il faraone Amenofi IV decise che bisognava adorare soprattutto un dio, Aton, il disco del Sole, e cambiò il suo nome in Akhenaton. Fece costruire una nuova capitale nel deserto, oggi chiamata Amarna. Anche l'arte cambiò: il re e la regina Nefertiti venivano mostrati in scene di famiglia, mentre giocano con le figlie. Dopo la sua morte gli Egizi tornarono agli antichi dèi e cercarono di cancellarne il ricordo.

Perché è importante Fu un cambiamento religioso così forte che gli storici discutono ancora sul suo significato.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Akhenaton»

Illustrazione: Regno di Akhenaton (Amarna, Egitto)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Regno di Akhenaton: Amarna, Egitto
Dove: Amarna, Egitto

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Un faraone che cambia nome e capitale

Intorno al 1353 a.C. salì sul trono d'Egitto un giovane re di nome Amenofi IV, figlio di Amenofi III, il faraone più ricco e potente del suo tempo. Per quattro anni sembrò un re come gli altri. Poi, nel quinto anno di regno, prese una decisione che stupì tutto il paese: cambiò il proprio nome in Akhenaton, che si traduce di solito «colui che è utile ad Aton», e decise di costruire una città nuova, in un luogo vuoto del deserto, a metà strada tra Menfi e Tebe, dove prima non viveva nessuno. La chiamò Akhetaton, «l'orizzonte di Aton». Oggi la chiamiamo Amarna.

Aton era il disco del Sole, una forma antichissima del dio solare, ma fino ad allora era stato un dio tra tanti. Akhenaton volle metterlo al primo posto, e poi, pare, da solo. Fece costruire grandi templi senza tetto, in cui il Sole entrava direttamente, e fece raffigurare Aton come un disco da cui scendono tanti raggi che terminano in piccole mani, le quali porgono ai re il segno della vita. Un inno famoso, il Grande Inno ad Aton, lo ringrazia per la luce, per gli animali, per il fiume, per ogni creatura.

Tutti gli altri dèi?

Prima di Akhenaton gli Egizi onoravano molti dèi, e il più potente era Amon, il dio di Tebe, che aveva sacerdoti ricchissimi e influenti. Akhenaton chiuse i templi di Amon, fece cancellare il suo nome dai monumenti e ridusse il culto degli altri dèi. Gli storici si chiedono perché. Alcuni pensano che volesse davvero cambiare la religione, altri che volesse indebolire il potere dei sacerdoti. Altri ancora ritengono che la sua riforma, per quanto radicale, abbia coinvolto soprattutto la corte e non il popolo.

Anche la definizione di «monoteista» è discussa. Aton era l'unico dio adorato dal re, ma il faraone stesso era presentato come il suo unico figlio e intermediario: al popolo si chiedeva di pregare il re, che pregava Aton. Per questo molti studiosi usano parole più prudenti. Nel Novecento, la questione fu ripresa da vari autori, tra cui Sigmund Freud, che ipotizzò un legame con Mosè. È un'idea affascinante, ma per ora senza prove.

Una città in pochi anni, un'arte nuova

Amarna fu costruita in fretta, con mattoni e blocchi piccoli. Aveva un palazzo, grandi templi, case di nobili, laboratori e, ai bordi, tombe scavate nella roccia. Durò meno di vent'anni. Gli archeologi, scavandola, hanno trovato un quartiere di case dove vivevano artigiani e funzionari. In una bottega, nel 1912, una squadra tedesca guidata da Ludwig Borchardt scoprì il busto in calcare dipinto di Nefertiti, la regina, oggi a Berlino: uno dei volti più famosi di tutta l'antichità.

Anche l'arte cambiò. Fino ad allora i re egizi si facevano rappresentare giovani, forti e perfetti. Nelle immagini di Amarna Akhenaton ha il viso lungo, il mento allungato, le labbra piene, il ventre morbido e i fianchi larghi. Lo stile è stato spiegato in molti modi: una malattia del re (le teorie sono state molte, ma nessuna è dimostrata), una scelta artistica per mostrare il dio Aton come padre e madre insieme, oppure un modo di esprimere la novità del regno. Per la prima volta compaiono scene di vita familiare: il re e la regina seduti con le figlie, le bambine in braccio ai genitori, che giocano con il padre.

Le lettere di Amarna

Nel 1887 una contadina scoprì nelle rovine di Amarna un mucchio di tavolette di argilla. Erano 382 lettere, scritte in cuneiforme e in accadico, la lingua della diplomazia di allora. Sono lettere scambiate fra il faraone e i re di Babilonia, del Mitanni, degli Ittiti, e con governatori di città della Siria e di Canaan. I re si chiamano «fratelli» e si lamentano che l'oro non è stato inviato in quantità sufficiente, chiedono spose per i propri figli, descrivono guerre e rivalità. Sono un tesoro di informazioni su come funzionava la politica internazionale 3.400 anni fa.

La fine di un esperimento

Akhenaton morì intorno al 1336 a.C., dopo circa diciassette anni di regno. Dove sia il suo corpo, non si sa: la tomba preparata per lui ad Amarna non ha restituito la mummia, e quella trovata nella tomba KV55, nella Valle dei Re, è stata attribuita a lui (le analisi del DNA del 2010 la indicano come padre di Tutankhamon), ma molti studiosi discutono l'identificazione e alcuni la riferiscono a Smenkhkara. Dopo di lui regnò per breve tempo un misterioso faraone, e poi un bambino, Tutankhaton, che pochi anni dopo cambiò nome in Tutankhamon. Era probabilmente figlio di Akhenaton. Il giovane re riaprì i templi di Amon e riportò la capitale a Menfi e a Tebe; Amarna fu abbandonata e i suoi mattoni riusati altrove.

Più tardi i faraoni cercarono di cancellare perfino il ricordo di quell'epoca. Akhenaton non compare nelle liste ufficiali dei re, e viene chiamato «il nemico di Akhetaton». Per questo fu quasi dimenticato fino al XIX secolo, quando gli scavi lo riportarono alla luce.

Perché successe

La riforma di Akhenaton ebbe probabilmente una causa politica: il potere crescente dei sacerdoti di Amon, che con le donazioni dei faraoni avevano accumulato terre, ricchezze e influenza, quasi come un secondo Stato. Spostare il culto sul Sole e fondare una nuova capitale permetteva al re di liberarsene.

Ci fu anche una causa religiosa: il culto del Sole era già in crescita sotto Amenofi III, che si faceva chiamare «il Sole splendente». Akhenaton portò alle estreme conseguenze un'idea già presente.

Infine pesò la personalità del re. Le fonti ci dicono poco di lui, ma sappiamo che curò di persona la teologia, i testi e l'arte nuova. Pare che fosse davvero convinto di essere l'incaricato di Aton sulla terra.

Cosa cambiò

A breve termine, la riforma non sopravvisse: dopo la morte del re i templi tradizionali furono riaperti e il culto di Aton scomparve. Il periodo di Amarna lasciò un Egitto in disordine, con l'amministrazione trascurata e perdite di territori in Siria, di cui si lamentano alcune lettere. Fu Horemheb, un generale divenuto re, a ristabilire l'ordine.

A lungo termine, l'epoca di Amarna ci ha lasciato opere d'arte straordinarie, come il busto di Nefertiti, e un archivio diplomatico unico, le lettere. Ha anche posto una domanda che gli storici si fanno ancora: può un re cambiare da solo la religione di un popolo? La risposta dell'Egitto fu no.

Oggi Akhenaton è uno dei faraoni più studiati. Alcuni vedono in lui il primo a pensare un dio unico, altri un sovrano che cercava di rafforzare il proprio potere. Il busto di Nefertiti, a Berlino, è conteso fra Germania ed Egitto, che ne chiede la restituzione: un esempio di come la storia antica sia un tema anche di oggi.

Persone e luoghi chiave

Persone

Akhenaton (Amenofi IV)
Faraone della XVIII dinastia (circa 1353-1336 a.C.). Impose il culto del disco solare Aton e fondò la città di Amarna.
Nefertiti
Moglie di Akhenaton, madre di sei figlie. Il suo busto, trovato nel 1912, è uno dei volti più celebri dell'arte antica.
Tutankhamon
Re bambino che ripristinò gli antichi culti; probabilmente figlio di Akhenaton, è celebre per la sua tomba trovata intatta nel 1922.
Ludwig Borchardt
Archeologo tedesco (1863-1938) che nel 1912 scavò ad Amarna e trovò il busto di Nefertiti nella bottega di uno scultore.

Luoghi

Amarna, o Akhetaton (Egitto)
Città costruita da Akhenaton nel deserto, sulla riva orientale del Nilo, abitata per meno di vent'anni.
Tebe, oggi Luxor (Egitto)
Antica capitale e centro del culto di Amon, il dio che Akhenaton volle mettere da parte.
Neues Museum (Berlino)
Museo dove si conserva il busto di Nefertiti.

Da sapere

  • Aton è raffigurato come un disco solare da cui scendono raggi che finiscono con delle piccole mani.
  • Ad Amarna i templi di Aton non avevano il tetto: il Sole entrava direttamente.
  • Nelle lettere di Amarna i re si scrivono come «fratelli» e si lamentano dell'oro che non arriva mai.
  • La mummia di Akhenaton non è stata identificata con certezza: la tomba preparata per lui ad Amarna fu trovata vuota.
  • Nelle scene di famiglia di Amarna, per la prima volta, un faraone è ritratto mentre gioca con le figlie.

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