Mummificazione egizia
circa 2600 a.C. Giza, Egitto
In breve
Gli Egizi credevano che il corpo servisse ancora dopo la morte, per accogliere lo spirito del defunto. Per conservarlo, gli imbalsamatori toglievano gli organi interni, asciugavano il corpo con il natron, un sale naturale, e lo avvolgevano in lunghe bende di lino. Gli organi venivano custoditi a parte, in vasi chiamati canopi. Una delle prove più antiche di questa tecnica è la cassa con gli organi della regina Hetepheres, madre del faraone Cheope.
Perché è importante Le mummie ci raccontano malattie, cibo e credenze degli Egizi come nessun libro saprebbe fare.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Mummy»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Settanta giorni nella «casa della purificazione»
Immagina di essere un cittadino ricco di Menfi, più di quattromila anni fa, e che qualcuno della tua famiglia sia appena morto. Il corpo non viene sepolto subito. Lo portano a una bottega di imbalsamatori, chiamata «luogo della purificazione» o «casa della bellezza», di solito vicina al fiume. Lì lavora una squadra di specialisti: c'è il sacerdote che dirige, c'è chi taglia, chi pulisce, chi prepara gli oli. Uno dei sacerdoti, durante il rito, porta sul viso una maschera di sciacallo: rappresenta Anubi, il dio che protegge i morti e l'imbalsamazione.
Il lavoro durava in tutto circa settanta giorni. Per prima cosa si lavava il corpo con acqua del Nilo e vino di palma. Poi l'imbalsamatore faceva un taglio sul fianco sinistro e toglieva gli organi interni che si decompongono più in fretta: polmoni, fegato, stomaco e intestino. Il cervello veniva estratto, a pezzetti, con un uncino infilato nel naso: gli Egizi non ne capivano l'importanza e lo consideravano poco utile. Il cuore, invece, restava al suo posto, perché si credeva fosse la sede dell'intelligenza e dei sentimenti, e nell'aldilà sarebbe stato pesato davanti agli dèi.
Il sale che asciuga
A questo punto il corpo andava asciugato. Si ricopriva, dentro e fuori, di natron, un sale naturale che si raccoglieva nelle valli del deserto, come il Wadi Natrun. Il natron assorbe l'acqua e rende i tessuti secchi e duri, e quindi li protegge dai batteri. Dopo circa quaranta giorni, il corpo era disseccato. Veniva lavato di nuovo, riempito con stracci di lino, segatura e resine per ridargli forma, unto con oli profumati e ricoperto di resina. I capelli e le unghie erano curati, il viso a volte dipinto o coperto da una maschera.
Poi cominciava l'avvolgimento. Gli imbalsamatori usavano centinaia di metri di bende di lino, spesso ricavate da vecchie lenzuola o vesti. Tra gli strati venivano messi amuleti: lo scarabeo del cuore, l'occhio di Horus, il pilastro djed. A ogni giro di benda i sacerdoti recitavano formule. Per ultima si metteva una maschera sul volto. La mummia era deposta in uno o più sarcofagi di legno o di pietra e portata alla tomba, dove un rito chiamato «apertura della bocca» restituiva al morto la capacità di mangiare, respirare e parlare.
Gli organi in vasi speciali
Gli organi tolti non venivano gettati via. Erano essiccati, avvolti e custoditi accanto alla mummia in vasi detti canopi (nome dato dai Greci). Nel Nuovo Regno i coperchi avevano la forma delle teste dei quattro figli di Horus: uomo, babbuino, sciacallo e falco. Nel periodo più antico, quello della regina Hetepheres, madre del faraone Cheope (IV dinastia, circa 2600 a.C.), non c'erano ancora i vasi: gli organi erano posti in una cassa di alabastro divisa in quattro scomparti, trovata nella sua tomba a Giza nel 1925 dagli archeologi americani di George Reisner. Dentro c'erano involti di organi, in alcuni scomparti immersi in una soluzione di natron: è una delle prove più antiche di imbalsamazione con l'estrazione degli organi. Il corpo della regina, però, non c'era: la tomba era stata violata o forse la sepoltura vera era altrove.
Perché lo facevano
Per gli Egizi la morte non era la fine, ma un passaggio. Una persona era fatta di più parti: il corpo, il ka (una specie di energia vitale), il ba (la personalità, rappresentata come un uccello con la testa umana) e il nome. Dopo la morte, ka e ba dovevano poter tornare al corpo per ricevere cibo e offerte. Se il corpo si decomponeva, l'aldilà era in pericolo. Per questo si sforzavano di conservarlo, e per lo stesso motivo costruivano tombe così solide.
Non solo per i re
All'inizio la mummificazione era riservata ai re e ai nobili. Con il passare dei secoli si estese a molti altri, anche se i metodi più curati restavano per i ricchi. Lo storico greco Erodoto, che visitò l'Egitto verso il 450 a.C., racconta che gli imbalsamatori proponevano tre prezzi, dal più costoso al più economico. I poveri venivano sepolti nella sabbia calda del deserto, che per fortuna di tanto in tanto conservava anche loro in modo naturale.
Le prime mummie, in realtà, furono naturali. Nei cimiteri più antichi, prima del 3500 a.C., i corpi sepolti in fosse nella sabbia asciutta si seccavano da soli. Forse proprio vedendoli ancora riconoscibili dopo anni, gli Egizi ebbero l'idea di aiutare la natura. Pezzetti di tessuto impregnati di resina, trovati in tombe preistoriche di Mostagedda, fanno pensare che già migliaia di anni prima delle piramidi qualcuno provasse a trattare i corpi con sostanze protettive. La tecnica completa, con l'estrazione degli organi, compare nell'Antico Regno.
Mummie di animali
Gli Egizi mummificavano anche gli animali: gatti, ibis, coccodrilli, cani, falchi, perfino tori. Alcuni erano animali domestici, altri offerte per gli dèi. Gli ibis, legati al dio Thot, sono stati trovati a milioni nelle catacombe di Saqqara. Gli studiosi con le radiografie hanno scoperto che alcuni involti non contengono animali interi, ma pochi resti o addirittura solo fango e piume: probabilmente la richiesta era così alta che qualcuno barava.
Perché successe
La causa più importante fu la religione. Gli Egizi credevano che l'identità di una persona dipendesse anche dal corpo. Conservarlo era un modo per assicurarsi la vita dopo la morte. Nel loro pensiero, la mummia era la casa in cui lo spirito poteva tornare.
Ci fu anche una causa naturale, cioè il clima. Il caldo secco dell'Egitto e la sabbia del deserto conservano benissimo i corpi. I primi egizi videro corpi che non si decomponevano e ne trassero una convinzione profonda: la morte non cancella tutto.
Infine pesò la ricchezza del regno. Dopo l'unificazione, il faraone e i suoi funzionari avevano risorse per mantenere squadre di specialisti, importare resine e oli profumati, tessere enormi quantità di lino. Più lo Stato diventava ricco, più la mummificazione diventò un rito complicato e prestigioso.
Cosa cambiò
La mummificazione ha lasciato agli storici una fonte straordinaria. Studiando le mummie con radiografie, tomografie e analisi del DNA, i medici hanno scoperto che gli Egizi soffrivano di malattie che pensavamo moderne, come l'arteriosclerosi, il mal di denti e le infezioni da parassiti, e hanno potuto ricostruire l'età, la dieta e a volte la causa della morte di faraoni e di persone comuni.
L'interesse per le mummie ha anche avuto effetti curiosi. Per secoli, in Europa, polvere di mummia (chiamata mumia) fu venduta nelle farmacie come medicina; nell'Ottocento, un colore bruno detto «marrone mummia» veniva fatto con resti di mummie e usato dai pittori. Oggi tutto questo sembra macabro, ma mostra quanto l'Egitto affascinasse l'Europa.
Infine, la mummificazione ha influenzato la nostra cultura, dai musei ai film. Le mummie sono tra gli oggetti più amati dei musei di tutto il mondo, e hanno aiutato a nascere un nuovo modo di rispettare i resti umani, trattati non solo come reperti ma come persone con una storia.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Hetepheres I
- Regina della IV dinastia, madre di Cheope. La sua cassa di alabastro con gli organi, trovata nel 1925, è una delle prove più antiche di mummificazione con estrazione degli organi.
- George Reisner
- Archeologo americano (1867-1942) che diresse gli scavi di Giza per l'Università di Harvard e il Museum of Fine Arts di Boston e scoprì la tomba di Hetepheres.
- Erodoto
- Storico greco del V secolo a.C. che visitò l'Egitto e descrisse tre tipi di imbalsamazione con prezzi diversi.
- Anubi
- Dio egizio con la testa di sciacallo, protettore degli imbalsamatori e guida dei morti nell'aldilà.
Luoghi
- Giza (Egitto)
- Piana vicino al Cairo con le tre grandi piramidi, dove fu trovata la tomba della regina Hetepheres.
- Wadi Natrun (Egitto)
- Valle del deserto dove si raccoglieva il natron, il sale usato per asciugare i corpi.
- Saqqara (Egitto)
- Grande necropoli vicino a Menfi, dove sono state trovate catacombe con milioni di animali mummificati.
Da sapere
- Gli imbalsamatori tiravano fuori il cervello dal naso con un uncino di metallo, ma lasciavano il cuore dentro il corpo, perché pensavano fosse la sede dell'intelligenza.
- In tutto ci volevano circa 70 giorni per completare l'imbalsamazione, di cui circa 40 nel natron.
- In Europa, per secoli, polvere di mummia fu venduta come medicina; nell'Ottocento il «marrone mummia» era un colore usato dai pittori.
- Nelle catacombe di Saqqara sono stati trovati milioni di ibis mummificati, offerte al dio Thot.
- La parola «mummia» viene dall'arabo e dal persiano mumiya, che indicava il bitume: gli antichi pensavano che il colore nero delle mummie fosse dovuto a questa sostanza.
Per approfondire
- Treccani, voce «Mummia» treccani.it
- Wikipedia, «Mummificazione» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Hetepheres I» it.wikipedia.org
- Museo Egizio di Torino museoegizio.it
Eventi collegati
- Piramide a gradoni di Djosercirca 2650 a.C. · Civiltà dei fiumiIl re sepolto nella piramide di Djoser aveva bisogno di essere mummificato per l'aldilà.
- Grande Piramide di Gizacirca 2560 a.C. · Civiltà dei fiumiLa Grande Piramide fu costruita per la tomba del re Cheope, figlio di Hetepheres.
- Geroglifici egizicirca 3200 a.C. · Civiltà dei fiumiI geroglifici, scritti sulle pareti delle tombe, ci spiegano il significato dei riti.
- Faraone Hatshepsutcirca 1479-1458 a.C. · Civiltà dei fiumiAnche Hatshepsut fu mummificata, e il suo corpo è stato cercato per secoli.
- Regno di Ramses IIcirca 1279-1213 a.C. · Civiltà dei fiumiLa mummia di Ramses II è conservata al Cairo e ancora studiata.
Prima e dopo, nell'era «Civiltà dei fiumi»
Evento 9 di 25
PrimaPrime città sumerecirca 4000 a.C.
PrimaScrittura cuneiformecirca 3200 a.C.
PrimaGeroglifici egizicirca 3200 a.C.
PrimaUnificazione dell'Egittocirca 3100 a.C.
PrimaUruk grande cittàcirca 3000 a.C.
PrimaCalendario egiziocirca 2800 a.C.
PrimaPiramide a gradoni di Djosercirca 2650 a.C.
PrimaStendardo di Urcirca 2600 a.C.
Sei quiMummificazione egiziacirca 2600 a.C.
DopoGrande Piramide di Gizacirca 2560 a.C.
DopoCittà della valle dell'Indocirca 2500 a.C.
DopoFogne e bagni di Mohenjo-darocirca 2450 a.C.
DopoSargon e l'impero accadicocirca 2334 a.C.
DopoCommercio tra Indo e Mesopotamiacirca 2300 a.C.
DopoEpopea di Gilgameshcirca 2100 a.C.
DopoZiggurat di Urcirca 2100 a.C.
DopoMatematica babilonesecirca 1800 a.C.
DopoCodice di Hammurabicirca 1754 a.C.
DopoCarri da guerracirca 1700 a.C.
DopoDinastia Shangcirca 1600-1046 a.C.
DopoFaraone Hatshepsutcirca 1479-1458 a.C.
DopoRegno di Akhenatoncirca 1353-1336 a.C.
DopoRegno di Ramses IIcirca 1279-1213 a.C.
DopoScrittura su ossa oracolaricirca 1250 a.C.
DopoDeclino dell'età del bronzocirca 1200 a.C.
Nella leggenda
Ascolta / Leggi anche
- Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music
Cosa succedeva altrove nello stesso periodo
Altri eventi dell'era «Civiltà dei fiumi»
- Prime città sumere
- Scrittura cuneiforme
- Geroglifici egizi
- Unificazione dell'Egitto
- Uruk grande città
- Calendario egizio
- Piramide a gradoni di Djoser
- Stendardo di Ur
- Grande Piramide di Giza
- Città della valle dell'Indo
- Fogne e bagni di Mohenjo-daro
- Sargon e l'impero accadico
- Commercio tra Indo e Mesopotamia
- Epopea di Gilgamesh
- Ziggurat di Ur
- Matematica babilonese
- Codice di Hammurabi
- Carri da guerra
- Dinastia Shang
- Faraone Hatshepsut
- Regno di Akhenaton
- Regno di Ramses II
- Scrittura su ossa oracolari
- Declino dell'età del bronzo