Uruk grande città
circa 3000 a.C. Uruk, Mesopotamia (oggi Iraq)
In breve
Verso il 3000 a.C. Uruk era forse la città più grande del mondo, con decine di migliaia di abitanti. Le sue mura, che la leggenda attribuisce al re Gilgamesh, erano lunghe circa 9 chilometri. Dentro c'erano quartieri di artigiani, grandi templi e magazzini dove si raccoglievano i prodotti dei campi. Le rovine si trovano oggi nel deserto dell'Iraq meridionale.
Perché è importante Uruk mostra quanto in fretta un villaggio di contadini potesse trasformarsi in una metropoli.
Fonte: Treccani, voce «Uruk»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
La città delle mura lunghe nove chilometri
Se fossi arrivato in Mesopotamia verso il 3000 a.C., dopo giorni di viaggio tra campi verdi e canali, avresti visto all'orizzonte una macchia scura: le mura di Uruk. Quelle mura, fatte di mattoni crudi, correvano per circa nove chilometri, con centinaia di torri, e racchiudevano un'area di più di cinque chilometri quadrati, anche se non tutta occupata da case. Nessuna città del mondo era così grande. Gli studiosi stimano che dentro vivessero decine di migliaia di persone; i numeri esatti non si conoscono e cambiano di molto da una stima all'altra.
Uruk, che oggi gli arabi chiamano Warka, si trovava vicino al corso antico dell'Eufrate, nel sud dell'attuale Iraq. Nella Bibbia compare come Erech. La tradizione sumera diceva che le sue mura le avesse volute il re Gilgamesh, il quinto re della città dopo il diluvio. Gli archeologi dicono che le mura attuali sono un po' più tarde dell'epoca del massimo splendore, forse del 2900 a.C., ma l'idea che un re abbia protetto la città con una cinta così lunga era già chiara agli antichi.
Due quartieri, due dei
Nel centro di Uruk c'erano due grandi aree sacre. La prima era l'Eanna, «la casa del cielo», dedicata alla dea Inanna, signora dell'amore e della guerra. Qui sorgevano edifici enormi, con pareti decorate da migliaia di piccoli coni di argilla dipinti di rosso, nero e bianco e infilati nell'intonaco, che formavano disegni geometrici come un mosaico. La seconda era la terrazza di Anu, il dio del cielo, dove si ergeva su una collina artificiale alta circa dodici metri un tempio dalle pareti bianche: gli archeologi lo chiamano Tempio Bianco. È uno degli antenati delle ziggurat, le torri a gradoni di cui parleremo.
Dal quartiere dell'Eanna viene anche il vaso di Warka, un grande vaso di alabastro alto circa un metro, scolpito a fasce. Dal basso verso l'alto si vedono le piante, gli animali, gli uomini nudi che portano offerte, e infine la dea con il suo sacerdote-re. È come un riassunto della società di allora: la natura, il lavoro e il potere. Fu trovato nel 1933-1934, rubato nel 2003 durante la guerra in Iraq e recuperato dopo un paio di mesi, ma a pezzi, poi restaurato.
Una città piena di mestieri
Uruk non era soltanto grande. Era anche complicata. Vi lavoravano artigiani specializzati: vasai, tessitori, fabbri, scalpellini, gioiellieri che lavoravano la pietra rara portata da lontano, come il lapislazzuli dell'Afghanistan. Il tempio funzionava da grande magazzino e riceveva orzo, lana, olio e animali. I dipendenti ricevevano in cambio razioni di cibo. Per distribuirle si usavano ciotole di argilla fatte tutte in serie, con l'orlo svasato: ne sono state trovate a migliaia, e sono un segno di produzione di massa. Qualcuno scherza che siano le «ciotole del pranzo» dell'antichità.
Uruk usava anche il sigillo a cilindro: un piccolo cilindro di pietra con un disegno inciso, che si faceva rotolare sull'argilla molle per lasciare la propria firma su un contenitore o su una tavoletta. Ed è qui, come abbiamo visto, che comparvero le prime tavolette scritte, per tenere i conti. Il re-sacerdote, chiamato in sumero en, governava la città e il tempio insieme.
Una rete di colonie
Uruk non era isolata. Nello stesso periodo, e in luoghi lontani centinaia di chilometri, in Siria e in Iran, gli archeologi hanno trovato villaggi e piccole città con ceramiche, sigilli e architetture proprie di Uruk, come Habuba Kabira sull'Eufrate o Godin Tepe sui monti dell'Iran. Alcuni studiosi li considerano colonie commerciali, create per procurarsi metalli, legno e pietre. Altri pensano a rapporti più liberi tra comunità che condividevano uno stesso stile. Il dibattito è aperto.
Dopo il massimo splendore
Verso il 3100 a.C. il periodo di Uruk finì, forse a causa di cambiamenti del clima o dei fiumi, o di guerre. La città continuò a vivere per migliaia di anni, ma altre città diventarono più importanti, come Ur e poi Babilonia. A Uruk fu re Gilgamesh, che divenne protagonista di un poema; nel suo tempio di Inanna si adoravano ancora gli dèi mille anni dopo. Fu abitata fino ai primi secoli dopo Cristo e fu abbandonata del tutto intorno al 700 d.C., forse perché l'Eufrate cambiò corso e lasciò la città senza acqua.
Gli scavi tedeschi cominciarono nel 1912 e sono continuati a più riprese fino a oggi: sono tra i più lunghi della storia dell'archeologia. Eppure solo una piccola parte della città è stata scavata.
Perché successe
Uruk crebbe perché era in un punto molto fortunato: terra fertile, canali che portavano l'acqua ai campi e un fiume per i trasporti. Chi la governava poteva contare su raccolti abbondanti e su braccia da impiegare nei lavori pubblici, come i templi e le mura.
Contò anche il commercio. A Uruk mancavano il legno, la pietra e i metalli, e dovevano essere portati da lontano. La città organizzò scambi con la Siria, l'Anatolia e l'Iran, e le colonie servivano a tenere aperte queste vie. Più merci arrivavano, più si arricchivano i templi e più persone andavano a vivere in città.
Infine ci fu una causa religiosa e politica. Le persone credevano che Inanna e Anu vivessero a Uruk e che la città dovesse essere la più bella possibile per ospitarli. Costruire grandi edifici richiamava gente e dava prestigio ai governanti.
Cosa cambiò
Uruk mostrò per la prima volta che una città poteva essere enorme e restare unita. Per far funzionare una comunità così grande servirono regole, funzionari, misure, scrittura e una divisione dei compiti precisa. Gli inventori di Uruk affrontarono per primi problemi che si pongono ancora oggi alle grandi città: come nutrire tutti, come distribuire i beni, come mantenere l'ordine.
Il suo modello fu copiato in tutta la Mesopotamia. La struttura con tempio al centro, sigilli per firmare e tavolette per scrivere, e una cinta di mura, rimase la forma della città mesopotamica per più di duemila anni. Altre città sumere, come Ur, Nippur e Lagash, la imitarono.
Uruk resta anche nella letteratura. Il suo re Gilgamesh è il protagonista di una delle opere più antiche del mondo, che inizia e finisce proprio con l'elogio delle sue mura. Per questo il nome di Uruk, a cinquemila anni di distanza, è ancora conosciuto da chi studia la storia o legge l'epopea.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Gilgamesh
- Re di Uruk, secondo la tradizione, e protagonista di un celebre poema. Probabilmente fu una persona vera, ma nessuna iscrizione del suo tempo lo nomina.
- Inanna
- Dea sumera dell'amore e della guerra, protettrice di Uruk. Secondo il mito scese nel regno dei morti e tornò.
- Julius Jordan
- Archeologo tedesco che dal 1912 guidò i primi scavi di Uruk e trovò il quartiere dell'Eanna.
- L'en di Uruk
- Il re-sacerdote che governava la città: sulle immagini dell'epoca si riconosce da una barba, una gonna a rete e un diadema, mentre nutre gli animali sacri o combatte i nemici.
Luoghi
- Uruk, oggi Warka (Iraq)
- Antica città sumera sull'Eufrate. Le sue rovine, coperte dal deserto, sono state scavate dal 1912 e occupano circa 5 chilometri quadrati.
- Eanna
- Il quartiere sacro di Inanna a Uruk, con grandi edifici decorati a mosaico di coni colorati.
- Habuba Kabira (Siria)
- Città sull'Eufrate, in Siria, costruita nello stile di Uruk. Fu abitata per qualche secolo ed è considerata una delle colonie di Uruk.
Da sapere
- Le mura di Uruk erano lunghe circa nove chilometri: per camminare tutto il perimetro serviva più di un'ora e mezza.
- Le pareti dell'Eanna erano decorate con migliaia di coni di argilla colorata infilati nell'intonaco: da lontano sembravano un tappeto.
- Gli archeologi hanno trovato migliaia di ciotole di argilla tutte uguali, che servivano a distribuire le razioni di orzo ai lavoratori del tempio.
- Il vaso di Warka fu rubato dal Museo di Baghdad nel 2003 e ritrovato un paio di mesi dopo, ridotto in pezzi, e poi restaurato.
- Il nome Uruk compare nella Bibbia come Erech, nell'elenco delle città fondate da Nimrod.
Per approfondire
- Treccani, voce «Uruk» treccani.it
- Wikipedia, «Uruk» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Sumeri» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Mesopotamia» it.wikipedia.org
Eventi collegati
- Prime città sumerecirca 4000 a.C. · Civiltà dei fiumiUruk è la più grande delle prime città sumere.
- Scrittura cuneiformecirca 3200 a.C. · Civiltà dei fiumiLe prime tavolette scritte sono state trovate proprio nel tempio di Uruk.
- Epopea di Gilgameshcirca 2100 a.C. · Civiltà dei fiumiGilgamesh, il re leggendario di Uruk, è l'eroe di un poema antichissimo.
- Ziggurat di Urcirca 2100 a.C. · Civiltà dei fiumiIl Tempio Bianco di Uruk è un antenato delle ziggurat come quella di Ur.
- Çatalhöyükcirca 9000 anni fa · PreistoriaÇatalhöyük era un grande villaggio; Uruk mostra il passo successivo, la vera città.
Prima e dopo, nell'era «Civiltà dei fiumi»
Evento 5 di 25
PrimaPrime città sumerecirca 4000 a.C.
PrimaScrittura cuneiformecirca 3200 a.C.
PrimaGeroglifici egizicirca 3200 a.C.
PrimaUnificazione dell'Egittocirca 3100 a.C.
Sei quiUruk grande cittàcirca 3000 a.C.
DopoCalendario egiziocirca 2800 a.C.
DopoPiramide a gradoni di Djosercirca 2650 a.C.
DopoStendardo di Urcirca 2600 a.C.
DopoMummificazione egiziacirca 2600 a.C.
DopoGrande Piramide di Gizacirca 2560 a.C.
DopoCittà della valle dell'Indocirca 2500 a.C.
DopoFogne e bagni di Mohenjo-darocirca 2450 a.C.
DopoSargon e l'impero accadicocirca 2334 a.C.
DopoCommercio tra Indo e Mesopotamiacirca 2300 a.C.
DopoEpopea di Gilgameshcirca 2100 a.C.
DopoZiggurat di Urcirca 2100 a.C.
DopoMatematica babilonesecirca 1800 a.C.
DopoCodice di Hammurabicirca 1754 a.C.
DopoCarri da guerracirca 1700 a.C.
DopoDinastia Shangcirca 1600-1046 a.C.
DopoFaraone Hatshepsutcirca 1479-1458 a.C.
DopoRegno di Akhenatoncirca 1353-1336 a.C.
DopoRegno di Ramses IIcirca 1279-1213 a.C.
DopoScrittura su ossa oracolaricirca 1250 a.C.
DopoDeclino dell'età del bronzocirca 1200 a.C.
Ascolta / Leggi anche
- Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music
Altri eventi dell'era «Civiltà dei fiumi»
- Prime città sumere
- Scrittura cuneiforme
- Geroglifici egizi
- Unificazione dell'Egitto
- Calendario egizio
- Piramide a gradoni di Djoser
- Stendardo di Ur
- Mummificazione egizia
- Grande Piramide di Giza
- Città della valle dell'Indo
- Fogne e bagni di Mohenjo-daro
- Sargon e l'impero accadico
- Commercio tra Indo e Mesopotamia
- Epopea di Gilgamesh
- Ziggurat di Ur
- Matematica babilonese
- Codice di Hammurabi
- Carri da guerra
- Dinastia Shang
- Faraone Hatshepsut
- Regno di Akhenaton
- Regno di Ramses II
- Scrittura su ossa oracolari
- Declino dell'età del bronzo