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Faraone Hatshepsut

circa 1479-1458 a.C. Deir el-Bahari, vicino a Luxor (Egitto)

In breve

Hatshepsut fu una delle poche donne a governare l'Egitto come faraone, per circa vent'anni. Nelle statue si faceva ritrarre con la barba finta e gli abiti dei re, come voleva la tradizione. Organizzò una spedizione per nave verso la terra di Punt, da cui tornarono incenso, ebano e alberi di mirra. Il suo tempio a terrazze a Deir el-Bahari, vicino a Luxor, è tra i più eleganti dell'antico Egitto.

Perché è importante La sua storia mostra che anche una donna poteva arrivare al potere più alto in un mondo guidato da uomini.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Hatshepsut»

Illustrazione: Faraone Hatshepsut (Deir el-Bahari, vicino a Luxor (Egitto))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Faraone Hatshepsut: Deir el-Bahari, vicino a Luxor (Egitto)
Dove: Deir el-Bahari, vicino a Luxor (Egitto)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Una regina che indossa la barba

Nelle sue statue, Hatshepsut ha un corpo di donna o di uomo, a seconda dell'epoca in cui fu scolpita. All'inizio del regno la si vede con un abito femminile e il volto delicato; più tardi compare con il gonnellino corto dei faraoni, il copricapo a strisce e una barba finta legata al mento, come tutti i re. Non voleva far credere di essere un uomo. Nelle iscrizioni usa spesso il femminile, parla di sé come «io» e si fa chiamare «figlia di Amon». Ma per l'Egitto il faraone era per definizione il re, il custode dell'ordine del mondo, e un re portava quei simboli. Hatshepsut dovette adattare la tradizione, perché c'erano pochissimi modelli di faraone donna: solo Sobekneferu, secoli prima.

Era nata intorno al 1500 a.C., figlia di Tutmosi I, e sposò il fratellastro Tutmosi II, che diventò re. Quando lui morì, intorno al 1479 a.C., il figlio avuto da una moglie secondaria, Tutmosi III, era un bambino di pochi anni. Era normale che una regina vedova governasse in nome del piccolo re, e per qualche anno Hatshepsut fece la reggente. Poi, intorno al settimo anno di regno, fece un passo straordinario: si fece incoronare re d'Egitto a pieno titolo, accanto al nipote-figliastro Tutmosi III, che rimase formalmente coreggente ma senza potere.

Come giustificò il suo potere

Hatshepsut capì che per essere accettata doveva mostrare che gli dèi la volevano. Fece raccontare sulle pareti del suo tempio la storia della sua nascita divina: il dio Amon, sotto l'aspetto del suo padre Tutmosi, avrebbe visitato la madre, e il dio Khnum avrebbe modellato la bambina sul tornio da vasaio. Un'altra storia dice che il padre, Tutmosi I, l'aveva scelta come erede davanti alla corte. Gli storici pensano che queste storie fossero propaganda politica, di cui lei sentiva il bisogno.

Non regnò da sola. Si circondò di funzionari fedeli, fra i quali spicca Senenmut, un uomo di origini non nobili che divenne il suo più alto ufficiale, tutore della figlia, sovrintendente ai lavori. Si è molto discusso di un loro rapporto più stretto, ma non ci sono prove: sono solo supposizioni.

Il regno della pace e dei commerci

A differenza di molti altri faraoni della sua dinastia, Hatshepsut non fu ricordata per le guerre. Le iscrizioni parlano di qualche campagna in Nubia, ma il suo regno fu soprattutto una lunga stagione di pace, ricostruzioni e commerci. Restaurò i templi danneggiati al tempo degli Hyksos, fece innalzare a Karnak due altissimi obelischi di granito: uno è ancora in piedi, alto circa trenta metri, ed è tra i più alti dell'antichità.

L'impresa di cui andava più fiera fu la spedizione a Punt, nel nono anno di regno, intorno al 1471 a.C. Cinque grandi navi partirono dal Mar Rosso e tornarono cariche di incenso, mirra, ebano, avorio, oro, pelli di leopardo, animali vivi come scimmie, e perfino trentuno alberi di mirra con le radici, trasportati in grandi cesti, forse il primo tentativo conosciuto di trapiantare alberi da un paese all'altro. Dove fosse Punt non si sa con precisione: gli studiosi propongono la costa dell'Eritrea e del Sudan, o la Somalia, o anche la penisola arabica. La spedizione è raccontata con rilievi vivacissimi sulle pareti del suo tempio, compresa la regina di Punt, ritratta con una forma del corpo che gli studiosi hanno interpretato come segno di una malattia.

Il tempio di Deir el-Bahari

Il capolavoro di Hatshepsut è il suo tempio funerario a Deir el-Bahari, sulla riva occidentale di Luxor. Sorge ai piedi di una parete di roccia chiarissima, come se ne fosse la continuazione, e consiste in tre grandi terrazze collegate da lunghe rampe, con file di colonne eleganti. Gli Egizi lo chiamavano Djeser-djeseru, «il più sacro tra i sacri». La tradizione dice che lo abbia progettato Senenmut, ma l'attribuzione è incerta. Oggi è tra i monumenti più visitati dell'Egitto.

Cancellata, ma non del tutto

Hatshepsut regnò circa ventidue anni e morì intorno al 1458 a.C. Poi Tutmosi III prese il potere da solo e diventò il più grande conquistatore dell'Egitto. Verso la fine del suo lungo regno, vent'anni circa dopo la morte della zia, i nomi e le immagini di Hatshepsut furono scalpellati dai muri dei templi, le statue rotte e gettate in una cava. Per molto tempo si è creduto che fosse stata una vendetta personale. Oggi gli storici sono più cauti: la cancellazione avvenne tardi, e forse serviva a rendere chiara la linea di successione verso il figlio di Tutmosi III, Amenofi II, o a eliminare l'esempio di una donna sul trono. Di certo, gli Egizi non avevano intenzione di distruggerla completamente.

I suoi resti? Nel 2007 un team guidato dall'egittologo Zahi Hawass sostenne di aver identificato la sua mummia, grazie a un dente trovato in una scatola con il suo nome. Altri studiosi hanno però sollevato dei dubbi su questa conclusione, e la questione non è chiusa.

Perché successe

La causa immediata fu la giovane età di Tutmosi III. Alla morte di Tutmosi II c'era un re bambino, e serviva una reggente. Hatshepsut era la matrigna del piccolo re, figlia di un faraone e moglie di un faraone: la persona con più legittimità.

Le sue qualità fecero il resto. Hatshepsut dimostrò di saper governare, di avere una rete di funzionari competenti e di sapersi presentare. Gli anni di pace e di prosperità dopo le guerre dei predecessori le diedero il consenso necessario per mantenere il potere.

Infine, ci fu l'ideologia: la sua nascita divina e il sostegno del clero di Amon, che aveva ricevuto grandi donazioni. Il favore dei sacerdoti era fondamentale nel Nuovo Regno, e Hatshepsut fece dei templi di Amon il centro della propria politica.

Cosa cambiò

Hatshepsut lasciò un Egitto ricco e stabile, che permise a Tutmosi III di costruire un impero in Siria e Nubia. Le rotte commerciali, i templi e i giardini sacri aprirono la via a un'epoca di splendore, che gli storici chiamano la XVIII dinastia.

Il suo caso mostra come la storia si possa cancellare e ricostruire. Per più di duemila anni il suo nome fu quasi dimenticato: le liste dei faraoni non la citavano. Solo nell'Ottocento, grazie alla lettura dei geroglifici (vedi la scheda su Champollion), gli studiosi capirono che i rilievi di Deir el-Bahari parlavano di una donna re.

Oggi è una figura molto amata dalle ragazze e dai ragazzi che si avvicinano alla storia, un esempio di leadership al femminile. Gli storici avvertono, però, di non fare paragoni troppo facili: Hatshepsut agì secondo le regole del suo tempo, non secondo le nostre idee di uguaglianza.

Persone e luoghi chiave

Persone

Hatshepsut
Faraone donna della XVIII dinastia (circa 1479-1458 a.C.). Il suo nome significa «la prima tra le nobili dame».
Tutmosi III
Nipote e coreggente di Hatshepsut, divenne il più grande conquistatore d'Egitto. Fu lui, o i suoi successori, a far cancellare i suoi monumenti.
Senenmut
Il più alto ufficiale di Hatshepsut, precettore di sua figlia e sovrintendente ai lavori; forse ebbe parte nel progetto del tempio.
Howard Carter
Archeologo inglese che nel 1903 scavò la tomba KV20 nella Valle dei Re, preparata per Hatshepsut, anni prima di scoprire Tutankhamon.

Luoghi

Deir el-Bahari (Luxor, Egitto)
Baia rocciosa sulla riva occidentale del Nilo, a Luxor, dove sorge il tempio a terrazze di Hatshepsut.
Karnak (Luxor, Egitto)
Grande complesso di templi del dio Amon. Qui Hatshepsut fece innalzare due obelischi, di cui uno ancora in piedi.
Punt
Terra sul Mar Rosso, forse nella regione tra Eritrea, Sudan e Somalia, da cui provenivano incenso e mirra.

Da sapere

  • Hatshepsut portava la barba finta dei faraoni, ma nelle iscrizioni usava il femminile: si presentava come re e come donna insieme.
  • La spedizione a Punt riportò 31 alberi di mirra vivi, trasportati in cesti: forse il primo trapianto di alberi della storia.
  • L'obelisco di Karnak ancora in piedi è alto circa 30 metri: uno dei più alti dell'antichità.
  • Il suo tempio di Deir el-Bahari si chiamava «il più sacro tra i sacri»: sembra nascere dalla roccia.
  • Il suo nome fu cancellato dai muri circa vent'anni dopo la morte, ma lasciando ben visibili molte immagini: per questo la conosciamo.

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