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8 · Basso Medioevo politica

Magna Carta

1215 Runnymede, vicino a Londra (Inghilterra)

In breve

Nel giugno del 1215, sul prato di Runnymede vicino al Tamigi, il re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto dai baroni ad approvare un documento. La Magna Carta, cioè «Grande Carta», stabiliva che anche il re doveva rispettare la legge. Uno dei suoi articoli diceva che nessun uomo libero poteva essere imprigionato senza un giudizio regolare. Il papa la annullò dopo poche settimane, ma fu ripubblicata più volte negli anni seguenti.

Perché è importante È considerata uno dei primi passi verso i diritti dei cittadini e le costituzioni moderne.

Fonte: British Library, «Magna Carta»

Illustrazione: Magna Carta (Runnymede, vicino a Londra (Inghilterra))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Magna Carta: Runnymede, vicino a Londra (Inghilterra)
Dove: Runnymede, vicino a Londra (Inghilterra)

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Un re in difficoltà

Giovanni d'Inghilterra, detto Giovanni Senzaterra, era diventato re nel 1199 dopo suo fratello Riccardo Cuor di Leone. Non era un re amato. Nel 1204 perse la Normandia e gran parte dei territori che gli inglesi possedevano in Francia, a vantaggio del re francese. Per riconquistarli ebbe bisogno di molto denaro, e chiese ai baroni, i grandi nobili del regno, tasse sempre più alte e spesso arbitrarie. Prese ostaggi, confiscò terre, incarcerò i nemici.

Era in lite anche con la Chiesa: si rifiutò di accettare l'arcivescovo di Canterbury scelto dal papa Innocenzo III, e dal 1208 al 1214 l'Inghilterra rimase sotto interdetto, cioè senza la maggior parte delle cerimonie religiose pubbliche. Alla fine il re cedette. Nel 1214 tentò di recuperare la Francia, ma fu sconfitto a Bouvines. Tornò a casa senza terre e più povero.

I baroni si ribellano

Molti baroni non ne potevano più. Nella primavera del 1215 si ribellarono, e a maggio occuparono Londra. Il re, in minoranza, accettò di trattare. Le due parti si incontrarono il 15 giugno 1215 a Runnymede, un prato sulle rive del Tamigi non lontano da Windsor. Là il re mise il suo sigillo su un lungo documento, redatto in latino dai consiglieri, che elencava le richieste dei baroni. Non lo firmò, perché allora i re usavano il sigillo, non la firma.

Il documento, che aveva 63 articoli, non era nato per difendere i diritti di tutti. Molte clausole riguardavano problemi molto concreti dei nobili: quanto dovevano pagare quando ereditavano le terre, come dovevano essere trattate le vedove, quali erano i tribunali competenti. Ma alcune frasi avevano un significato più grande.

Subito dopo la cerimonia, gli scrivani del re copiarono il testo a mano più volte e lo mandarono ai vescovi e ai funzionari delle varie contee, che dovevano leggerlo in pubblico. Le copie erano scritte in latino, con abbreviazioni, su pergamena. Nessuno poteva immaginare che alcune di quelle pergamene sarebbero state conservate per ottocento anni.

Le frasi che hanno fatto la storia

Una clausola dice che il re non può imporre certe tasse senza il consenso del regno, un'idea che più tardi diventerà il principio «nessuna tassa senza rappresentanza». Un'altra, famosa, dice che nessun uomo libero può essere arrestato, imprigionato o spogliato dei suoi beni se non in base a un giudizio legale dei suoi pari o secondo la legge del paese. Un'altra afferma che il re non venderà e non negherà a nessuno la giustizia.

Il re non era al di sopra della legge: questo era il punto centrale. Per controllare che il documento fosse rispettato, i baroni crearono un comitato di venticinque di loro, con il potere di costringere il re, anche con la forza, a rispettare i patti.

Un fallimento che divenne un simbolo

Sul momento, la Magna Carta fallì. Giovanni non aveva alcuna intenzione di rispettarla, e chiese al papa di annullarla. Innocenzo III la dichiarò nulla, con una bolla di agosto 1215, perché estorta con la forza. Scoppiò una guerra civile, la prima guerra dei baroni. Giovanni morì nell'ottobre 1216. Il figlio Enrico III, ancora bambino, fu incoronato, e i suoi consiglieri ripubblicarono la carta, con qualche modifica, nel 1216, nel 1217 e nel 1225. La versione del 1217 fu chiamata «Magna Carta», cioè «Grande Carta», per distinguerla da un'altra più piccola, la Carta della foresta.

A Runnymede, nel 1957, l'associazione degli avvocati americani ha costruito un piccolo monumento in ricordo della carta, a segno dell'importanza che essa ha avuto anche negli Stati Uniti.

Oggi sopravvivono quattro esemplari originali del 1215: due alla British Library di Londra, uno nella cattedrale di Lincoln e uno in quella di Salisbury. Delle clausole originali ne restano in vigore in Inghilterra soltanto tre.

Perché successe

I re inglesi avevano bisogno di soldi per le guerre e li prendevano con tasse e multe. Giovanni, che aveva perso il suo prestigio dopo le sconfitte e le liti con il papa, esagerò, e i baroni decisero di porre dei limiti.

In Inghilterra, già da prima, esisteva l'idea che il re dovesse rispettare le antiche consuetudini del regno, e un documento simile era stato concesso da Enrico I nel 1100.

Cosa cambiò

Con il tempo la Magna Carta diventò il simbolo di un principio fondamentale: anche chi governa deve rispettare la legge. Nel Seicento i giuristi inglesi, come Edward Coke, la usarono nella lotta del Parlamento contro i re Stuart.

Ha influenzato documenti importanti: la Petizione dei diritti (1628), l'Habeas corpus, la Dichiarazione dei diritti inglese (1689), la Costituzione degli Stati Uniti e la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.

Non fu subito un documento per tutti: i servi della gleba, che erano la maggioranza, non erano «uomini liberi» e non avevano quei diritti. Ci sono voluti secoli perché i principi si estendessero a tutti.

Persone e luoghi chiave

Persone

Giovanni Senzaterra
Re d'Inghilterra dal 1199 al 1216 (1166-1216): sigillò la carta nel 1215.
Innocenzo III
Papa dal 1198 al 1216: annullò la carta.
Stephen Langton
Arcivescovo di Canterbury (circa 1150-1228): aiutò a mediare e a redigere il testo.
Enrico III
Re dal 1216 al 1272 (1207-1272): figlio di Giovanni, fece ripubblicare la carta.
Edward Coke
Giurista inglese (1552-1634): nel Seicento usò la carta contro il re.

Luoghi

Runnymede
Prato sulle rive del Tamigi dove il re mise il sigillo, il 15 giugno 1215.
British Library, Londra
Custodisce due dei quattro esemplari originali del 1215.

Da sapere

  • I re del tempo usavano il sigillo, non la firma.
  • La Magna Carta aveva 63 articoli.
  • Esistono ancora quattro copie originali del 1215.
  • Il papa annullò la Magna Carta nel 1215, dopo poche settimane.
  • Il nome «Magna Carta» fu usato dal 1217, per distinguerla dalla Carta della foresta.

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