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8 · Basso Medioevo vita quotidiana

Crescita delle città medievali

circa 1050 Europa (per esempio Firenze, Venezia, Bruges)

In breve

Dopo l'anno Mille in Europa i raccolti migliorarono e la popolazione aumentò. Molte persone lasciarono le campagne e si trasferirono nelle città, che si riempirono di botteghe, mercati e cantieri. Artigiani e mercanti si riunirono in associazioni, le corporazioni o arti, che stabilivano regole e prezzi per ogni mestiere. Per difendersi le città costruirono nuove mura, sempre più larghe.

Perché è importante Nelle città rinacquero commerci, scuole e nuove idee, e prese forma un ceto di mercanti e artigiani.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Europe, history of»

Illustrazione: Crescita delle città medievali (Europa (per esempio Firenze, Venezia, Bruges))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Crescita delle città medievali: Europa (per esempio Firenze, Venezia, Bruges)
Dove: Europa (per esempio Firenze, Venezia, Bruges)

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Dopo il Mille, più cibo e più gente

Nei primi secoli del Medioevo l'Europa era un continente di campagne, con villaggi isolati, boschi enormi e città piccole, spesso solo un gruppo di case intorno a una chiesa o a un castello. Dopo l'anno Mille le cose cominciarono a cambiare. Il clima diventò un po' più mite e le guerre di invasione, come quelle dei vichinghi e degli ungari, si fecero più rare. Anche il lavoro dei campi migliorò.

I contadini cominciarono a usare l'aratro pesante con il versoio, che rivoltava la terra più a fondo, soprattutto nelle pianure del nord, dove il terreno è denso e umido. Il giogo e il collare rigido permettevano ai cavalli di tirare senza soffocarsi, e i mulini ad acqua macinavano il grano senza fatica umana. La rotazione triennale, cioè lasciare riposare un terzo dei campi ogni anno, rendeva il terreno più fertile. Più cibo significava meno fame e più bambini che sopravvivevano: la popolazione europea aumentò, secondo le stime, da circa trentacinque milioni intorno all'anno Mille a circa ottanta milioni nel Trecento.

Il mercato e le mura

Chi non trovava terra da lavorare si spostava altrove. Molti andarono nei luoghi dove ci si incontrava per scambiare le merci: i crocevia, i fiumi, i porti, i piedi dei castelli e dei monasteri. Qui nacquero mercati, prima settimanali, poi quotidiani. Gli artigiani, come fabbri, tessitori, calzolai e fornai, si stabilirono vicino ai mercati per vendere ciò che producevano. Dove prima c'erano poche case, in qualche decennio ce n'erano centinaia.

Le nuove città si circondarono di mura, spesso più volte, perché man mano che la popolazione cresceva si costruivano mura più larghe. Dentro le mura c'erano strade strette, case alte di pietra e di legno, la piazza del mercato, la cattedrale o la chiesa principale e, più tardi, il palazzo del comune. Di sera le porte si chiudevano, e di notte nessuno poteva entrare né uscire.

Le campane scandivano la giornata: suonavano all'alba per aprire le porte e il mercato, a mezzogiorno, alla sera per chiuderli, e anche per avvisare di un incendio, di un attacco o di una riunione del consiglio. Chi non aveva un orologio, e nessuno ne aveva, regolava la vita su quel suono.

Un'aria che rende liberi

Vivere in città era diverso che vivere in campagna. Un detto tedesco, formulato in epoca più recente ma basato su regole medievali, diceva che «l'aria di città rende liberi»: un contadino che scappava dal suo signore e riusciva a vivere in una città per un anno e un giorno, secondo molte regole, diventava libero. In città si pagava con il denaro, non con il lavoro nei campi, e si poteva diventare ricchi con il commercio.

Gli artigiani e i mercanti si riunivano in associazioni, chiamate gilde o corporazioni (in Italia, «arti»), che stabilivano i prezzi, controllavano la qualità del lavoro e aiutavano i soci in difficoltà. Un ragazzo imparava il mestiere facendo l'apprendista in una bottega, poi lavorava come garzone, e infine, se era bravo, poteva diventare maestro. Alcune città si arricchirono con il commercio: Venezia con le navi verso Oriente, Bruges e Gand con la lana e i panni, Firenze con le banche e con i tessuti.

Il lato difficile della città

Le città erano anche sporche e pericolose. I rifiuti finivano in strada, l'acqua dei pozzi poteva essere inquinata, gli incendi erano frequenti perché molte case erano di legno, e le malattie si diffondevano facilmente. I poveri erano tanti, e c'erano quartieri dove la miseria si vedeva. Eppure la gente continuava ad arrivare: la città prometteva lavoro, protezione, feste, e un'idea nuova, quella di essere cittadini, con diritti e doveri, e non solo sudditi.

Perché successe

La crescita della popolazione e dell'agricoltura portò un surplus, cioè più cibo di quello necessario per i contadini, e questo permise a una parte della gente di fare altri mestieri, come l'artigiano e il mercante.

Con la fine delle grandi invasioni e con strade e fiumi più sicuri, i commerci ripresero, e le città nacquero e crebbero dove si incontravano le vie dei traffici.

Cosa cambiò

Le città diventarono il motore della società europea: lì nacquero le banche, le università, le prime scuole per i laici, le cattedrali gotiche e una nuova classe sociale, quella dei mercanti e degli artigiani, che chiamiamo borghesia.

In Italia e nelle Fiandre i cittadini cominciarono a governarsi da soli, creando i comuni, e fecero guerre per difendere la propria autonomia dai signori e dagli imperatori.

L'economia basata sul denaro si diffuse: nacquero le monete d'oro, le lettere di cambio, i registri contabili. Le città europee si arricchirono, finché nel Trecento la carestia e la peste non fermarono la crescita.

Persone e luoghi chiave

Persone

Mercanti
Persone che compravano e vendevano merci anche a grandi distanze: furono tra i protagonisti della crescita delle città.
Artigiani
Lavoratori manuali che producevano oggetti nelle botteghe: fabbri, tessitori, calzolai, fornai.
Gilde e corporazioni
Associazioni di mestiere: stabilivano regole, prezzi e qualità del lavoro.

Luoghi

Venezia
Città sull'acqua che si arricchì con il commercio verso l'Oriente.
Firenze
Città toscana ricca per i tessuti di lana e per le banche.
Bruges (Fiandre)
Città belga dei panni di lana e dei mercati internazionali.

Da sapere

  • Un contadino che viveva in città per un anno e un giorno, secondo molte regole, diventava libero.
  • La popolazione europea passò da circa 35 milioni (anno 1000) a circa 80 milioni (1300), secondo le stime.
  • Le mura delle città venivano spesso allargate quando la popolazione cresceva.
  • Nelle città italiane le corporazioni si chiamavano «arti».
  • Di sera le porte della città si chiudevano e nessuno poteva entrare.

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