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Marco Polo parte per l'Asia

1271 Da Venezia alla Cina

In breve

Marco Polo era un giovane mercante veneziano quando partì con il padre Niccolò e lo zio Matteo verso l'Asia. Viaggiarono per anni lungo la Via della Seta e arrivarono alla corte di Kublai Khan, l'imperatore mongolo della Cina. Marco rimase in Cina circa diciassette anni e svolse incarichi per l'imperatore. Tornato in patria e fatto prigioniero dai Genovesi, raccontò i suoi viaggi a Rustichello da Pisa, che li scrisse nel Milione.

Perché è importante Il Milione fece conoscere agli Europei l'Asia e ispirò viaggiatori ed esploratori, compreso Cristoforo Colombo.

Fonte: Treccani, voce «Polo, Marco»

Illustrazione: Marco Polo parte per l'Asia (Da Venezia alla Cina)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Marco Polo parte per l'Asia: Da Venezia alla Cina
Dove: Da Venezia alla Cina

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Mercanti veneziani alla corte del Gran Khan

Nel Duecento l'Asia era quasi sconosciuta agli europei. Poi un popolo di cavalieri nomadi, i mongoli, guidati da Gengis Khan e dai suoi discendenti, conquistò un immenso impero, dalla Cina alla Russia, e rese più sicure le strade dell'Asia: per qualche decennio un viaggiatore poteva andare da una parte all'altra del continente con relativa tranquillità. Ne approfittarono mercanti e missionari.

Tra questi c'erano due fratelli veneziani, Niccolò e Matteo Polo. Intorno al 1260 partirono da Costantinopoli per fare commerci, si spinsero in Asia centrale e arrivarono fino alla corte del gran khan Kublai, nipote di Gengis Khan e imperatore della Cina. Kublai li ricevette con curiosità e chiese loro di tornare con un ambasciatore del papa e con olio della lampada del Santo Sepolcro. Nel 1269 erano di nuovo a Venezia.

Il viaggio

Marco, figlio di Niccolò, era nato a Venezia nel 1254. Il padre l'aveva conosciuto solo da grande, perché era partito prima della sua nascita. Nel 1271, quando Marco aveva diciassette anni, i tre Polo ripartirono da Venezia verso la Cina. Passarono per Acri, per l'Anatolia, la Persia, il deserto, le montagne del Pamir e le oasi della via della seta. Il viaggio durò più di tre anni: fecero tappa a Kashgar, a Dunhuang e finalmente, intorno al 1275, raggiunsero il palazzo estivo di Kublai.

Marco era un giovane sveglio, imparò le lingue e i costumi dei mongoli, e si fece apprezzare dal khan. Rimase alla sua corte per circa diciassette anni, e fu mandato in missioni in varie parti dell'impero, forse come ispettore o funzionario. Vide città enormi, come Hangzhou, canali, ponti, mercati e navi più grandi di quelle europee.

Il ritorno

Nel 1291-1292 i Polo ottennero il permesso di tornare: dovevano accompagnare una principessa mongola, Kökečin, che andava sposa a un principe di Persia. Partirono per mare con una flotta, passando da Sumatra, Ceylon e India, un viaggio che durò oltre due anni, durante il quale morirono molti membri dell'equipaggio. Dopo aver lasciato la principessa in Persia, tornarono a Venezia nel 1295, dopo ventiquattro anni di assenza. Si racconta che nessuno li riconobbe, tanto erano cambiati.

Il libro

Pochi anni dopo, nel 1298, Marco fu forse tra i combattenti della battaglia navale di Curzola, tra Venezia e Genova, e fu fatto prigioniero dai genovesi. In carcere a Genova incontrò uno scrittore di Pisa, Rustichello, a cui dettò i suoi ricordi. Ne nacque «Il Milione», in origine intitolato «Devisement du monde», cioè «Descrizione del mondo», scritto in francese antico. Il libro descrive città, popoli e prodotti dell'Asia, la moneta di carta, il carbone che brucia come legna, il servizio postale con cavalli di ricambio, le isole delle spezie e il Giappone, che chiamava Cipango.

Il libro ebbe un grande successo, e fu copiato in centinaia di manoscritti e tradotto in molte lingue. Molti, però, lo giudicarono esagerato. Si dice che sul letto di morte, nel 1324, Marco abbia dichiarato di non aver detto la metà di quello che aveva visto.

Aveva visto davvero tutto?

Anche oggi alcuni studiosi dubitano che Marco sia arrivato fino in Cina: nel libro mancano la Grande Muraglia, il tè, la stampa a caratteri e le bacchette per mangiare. Altri rispondono che molti dettagli sono esatti e che il Milione contiene informazioni che nessuno in Europa avrebbe potuto inventare. La maggior parte degli storici pensa che sia stato davvero in Asia, anche se forse ha riferito molte cose sentite dagli altri.

Perché successe

La pace mongola, la pax mongolica, rese possibile viaggiare in Asia, e il commercio con l'Oriente rendeva i mercanti italiani, soprattutto veneziani e genovesi, disposti a lunghi viaggi. La famiglia Polo cercava affari e li trovò.

Kublai Khan era curioso degli stranieri e li impiegava volentieri, perché non si fidava dei nobili locali: un giovane europeo intelligente era utile al suo governo.

Cosa cambiò

Il Milione aprì gli occhi degli europei sull'Asia. Per la prima volta c'era un racconto lungo e dettagliato su paesi, popoli, merci e costumi dell'Oriente. Mappe come il Mappamondo di Fra Mauro e l'atlante catalano del 1375 usarono le sue informazioni.

Il libro ispirò gli esploratori dei secoli successivi. Cristoforo Colombo ne possedeva una copia, piena di annotazioni, e anche i portoghesi cercarono le terre descritte da Polo. Colombo voleva arrivare a Cipango, cioè in Giappone.

Marco Polo è diventato un simbolo dell'incontro fra le civiltà. Il suo racconto mostra quanto fossero estesi i contatti fra Europa e Asia già nel Duecento.

Persone e luoghi chiave

Persone

Marco Polo
Mercante e viaggiatore veneziano (1254-1324): raccontò i suoi viaggi in Asia.
Niccolò e Matteo Polo
Padre e zio di Marco: i primi a raggiungere la corte di Kublai.
Kublai Khan
Gran khan dei mongoli e imperatore della Cina (1215-1294): accolse i Polo.
Rustichello da Pisa
Scrittore pisano: raccolse e scrisse il racconto di Marco in carcere.

Luoghi

Venezia
Città natale di Marco e dei Polo, grande potenza commerciale.
Khanbaliq (oggi Pechino)
Capitale invernale di Kublai Khan.
Via della seta
Rete di strade e carovaniere che attraversava l'Asia.

Da sapere

  • Marco Polo restò lontano da Venezia per ventiquattro anni.
  • Il Milione fu scritto in francese antico, non in italiano.
  • Marco Polo descrisse con grande precisione agli europei la moneta di carta.
  • Colombo possedeva una copia del Milione piena di appunti.
  • Il libro fu dettato in carcere a Genova.

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