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Fauna di Ediacara

circa 555 milioni di anni fa Colline di Ediacara, Australia meridionale

In breve

Nelle rocce di Ediacara, in Australia, sono state trovate impronte di esseri viventi vissuti prima del Cambriano. Molti avevano forme a disco, a foglia o a materasso e non assomigliano chiaramente agli animali di oggi. Gli studiosi discutono ancora quali fossero i loro parenti.

Perché è importante Questi fossili mostrano uno dei primi esperimenti di vita abbastanza grande da vedersi a occhio nudo.

Fonte: South Australian Museum, «Ancient seabed fossils in SA named among top 11 museum collections globally»

Illustrazione: Fauna di Ediacara (Colline di Ediacara, Australia meridionale)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Fauna di Ediacara: Colline di Ediacara, Australia meridionale
Dove: Colline di Ediacara, Australia meridionale

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un geologo e una miniera abbandonata

Nel 1946 un giovane geologo australiano, Reg Sprigg, lavorava nei monti Flinders, nell'Australia meridionale. Doveva controllare alcune vecchie miniere abbandonate, per vedere se valesse la pena di riaprirle. Su una collina chiamata Ediacara, camminando tra le rocce, notò sulle lastre di arenaria alcune impronte strane: sagome a forma di disco, di foglia, di medusa. Capì che erano fossili. Ma erano più antichi di tutti quelli che si conoscevano allora.

All'epoca si pensava che prima del Cambriano, cioè prima di 539 milioni di anni fa, non ci fosse vita animale visibile. Sprigg pensò di avere trovato meduse del Cambriano. Più tardi, studiando meglio le rocce, i geologi capirono che erano ancora più antiche. Quella collina era la prova che la vita complessa era cominciata prima di quanto si credesse. Oggi, in ricordo del posto, tutta questa vita si chiama fauna (o biota) di Ediacara, e l'ultimo periodo prima del Cambriano si chiama Ediacarano.

Un mondo strano

La fauna di Ediacara non assomiglia a nulla che conosciamo. Gli esseri che vivevano in quei mari, circa tra 575 e 539 milioni di anni fa, erano molli: senza gusci, senza ossa, senza zampe. Alcuni avevano forma di disco, come Tribrachidium, con tre bracci a spirale. Altri sembravano fronde di felce, come Charnia, che stava fissata sul fondo. Dickinsonia, uno dei più famosi, era un ovale piatto e segmentato, che poteva arrivare a più di un metro di lunghezza, come un tappetino ondulato.

A lungo gli scienziati si sono chiesti che cosa fossero. Alcuni li hanno considerati primi animali, altri licheni, funghi o addirittura un tipo di vita a sé, senza discendenti. Oggi molti studiosi pensano che siano un insieme di gruppi diversi. Nel 2018 un gruppo di ricercatori ha analizzato le molecole di grasso conservate in fossili di Dickinsonia e ha trovato un tipo di colesterolo, caratteristico degli animali. È un indizio forte che Dickinsonia fosse un animale, ma il dibattito non è chiuso.

Un altro esempio è Kimberella, un animale simile a una lumaca, che aveva una specie di cappuccio e lasciava sul fondale graffi paralleli, come se raschiasse via alghe e microbi dal fondo. Sono le prime tracce di animali che si cibano muovendosi.

Il primo animale con la simmetria

Nel 2020 è arrivata una scoperta che riguarda proprio la data di questa tappa. Studiosi dell'Università della California a Riverside hanno descritto, in rocce di Nilpena, vicino a Ediacara, un piccolo verme chiamato Ikaria wariootia, vecchio di circa 555 milioni di anni. Era lungo pochi millimetri, grande come un chicco di riso, e aveva un corpo allungato con una parte anteriore e una posteriore, con un tubo digerente che attraversava il corpo. Secondo i ricercatori è il più antico animale con simmetria bilaterale conosciuto, cioè con un lato destro e un lato sinistro uguali, come i nostri. Gli animali con questa forma, che comprendono insetti, pesci, rettili e noi, sono tra i suoi lontani discendenti.

Dove sono finiti?

Alla fine dell'Ediacarano, circa 539 milioni di anni fa, la maggior parte di queste forme sparì. Non sappiamo con certezza perché. Forse cambiò la quantità di ossigeno nell'acqua. Forse arrivarono i primi animali più attivi, che mangiavano i tappeti di microbi su cui molti esseri di Ediacara vivevano, e che li disturbavano scavando il fondo. Forse tutte queste cose insieme. In ogni caso, questa storia viene raccontata con dubbi: i fossili sono pochi e fragili, e i ricercatori continuano a discutere.

Un fatto curioso è come furono conservati. Poiché erano molli, questi esseri si fossilizzarono solo in condizioni particolari: erano seppelliti rapidamente da sabbia, e sulla sabbia si formava una crosta di minerali, come una maschera, che ne conservava l'impronta. Per questo i fossili di Ediacara sembrano calchi, e non resti veri.

Perché successe

Gli esseri di Ediacara sono il risultato di una lunga storia: le cellule complesse, i primi pluricellulari e un ambiente cambiato. Dopo i lunghi periodi di glaciazioni che i geologi chiamano «Terra a palla di neve», quando il ghiaccio coprì forse gran parte del pianeta, il clima si scaldò e gli oceani si arricchirono di ossigeno e di sostanze nutritive. Gli studiosi pensano che queste condizioni abbiano favorito la comparsa di organismi più grandi.

Quanto ossigeno ci fosse e quando sia aumentato è ancora discusso. Ma i fossili di Ediacara indicano che i grandi corpi molli ebbero un vantaggio in acque ormai più ricche di ossigeno.

Il fatto che molti di questi esseri siano stati scoperti per caso, da un geologo che cercava altro, ricorda che in paleontologia le scoperte dipendono spesso dalla fortuna e dalla curiosità.

Cosa cambiò

La scoperta di Ediacara cambiò un'idea importante: per tutto l'Ottocento e l'inizio del Novecento si era pensato che la vita animale fosse comparsa all'improvviso con il Cambriano. Charles Darwin stesso, nel suo libro sull'origine delle specie, si era preoccupato di questo: dove sono i fossili più antichi? Ediacara e altri siti scoperti dopo, come Charnwood in Inghilterra e il Mar Bianco in Russia, mostrarono che la vita complessa aveva una preistoria.

Nel 2004 la comunità dei geologi decise di dare al periodo ediacarano un nome ufficiale. Fu il primo nuovo periodo geologico introdotto dopo oltre un secolo. È un modo per ricordare che la scala del tempo geologico non è una lista chiusa, ma si aggiorna con le scoperte.

Oggi i fossili di Ediacara sono studiati per capire come sono nati gli animali. I Monti Flinders sono un luogo di grande interesse scientifico e ogni anno i ricercatori tornano a cercarvi nuovi fossili.

Persone e luoghi chiave

Persone

Reg Sprigg
Geologo australiano (1919-1994). Nel 1946 trovò i primi fossili di Ediacara. Più tardi si dedicò anche alla protezione dell'ambiente.
Mary Droser
Paleontologa americana dell'Università della California, Riverside. Studia da decenni i fossili di Nilpena, in Australia.
Roger Mason
Studente di quindici anni che, nel 1957, scoprì in Inghilterra Charnia, il primo fossile del genere riconosciuto in rocce più antiche del Cambriano.

Luoghi

Colline di Ediacara, Monti Flinders (Australia meridionale)
Il luogo in cui nel 1946 Reg Sprigg scoprì i primi fossili, che danno il nome al periodo.
Nilpena, Australia meridionale
Sito con migliaia di impronte di Ediacara scoperte sul fondo antico; qui è stato trovato Ikaria.
Charnwood Forest, Inghilterra
Dove nel 1957 fu trovato Charnia, il primo fossile ediacarano riconosciuto come tale.
Mar Bianco, Russia
Sulle sue coste si trovano ricchi fossili di Kimberella e di altri esseri di Ediacara.

Da sapere

  • Sprigg era andato a Ediacara per controllare vecchie miniere abbandonate, non per cercare fossili: la scoperta più importante della sua vita arrivò per caso.
  • Charnia fu trovato nel 1957 da uno studente di quindici anni, Roger Mason, mentre faceva arrampicata nella Charnwood Forest, in Inghilterra (una studentessa, Tina Negus, lo aveva già visto un anno prima, ma nessuno le aveva creduto): la scoperta sorprese gli esperti, che credevano impossibile trovare fossili così antichi.
  • Il nome del verme Ikaria wariootia viene da una lingua aborigena locale, l'adnyamathanha, e dal nome di un torrente della zona, il Warrioota Creek.
  • Dickinsonia poteva superare il metro di lunghezza, ma era molto sottile e non mostra né bocca né organi interni evidenti.
  • A Nilpena i fossili sono sparsi su grandi lastre di arenaria: i ricercatori le scoprono togliendo con cura la sabbia, come in un enorme puzzle del fondo di un mare antico.

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