Primi organismi pluricellulari
circa 1 miliardo di anni fa Mari della Terra
In breve
Alcune cellule cominciarono a restare unite e a dividersi i compiti invece di separarsi dopo la riproduzione. Così nacquero i primi organismi pluricellulari, cioè fatti di tante cellule. Uno dei più antichi conosciuti è Bangiomorpha, una piccola alga rossa di circa un miliardo di anni trovata nell'Artico canadese. Con il tempo, gruppi di cellule diventarono tessuti con funzioni diverse.
Perché è importante La pluricellularità rese possibili corpi più grandi, organizzati e capaci di nuove strategie di vita.
Fonte: CBC News, «Fossils of earliest organisms that had sex are a billion years old»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Da una cellula a tante
Per miliardi di anni la vita fu fatta di singole cellule, ciascuna indipendente. Poi, a un certo punto, alcune cellule smisero di separarsi dopo essersi divise e restarono attaccate, collaborando. Era nata una cosa nuova: l'organismo pluricellulare, un essere fatto di molte cellule che lavorano insieme. Noi siamo organismi pluricellulari, come un albero, un fungo o una rana.
Gli scienziati non sanno quando sia avvenuto per la prima volta, perché i primi organismi con più cellule erano piccolissimi e molli, e fossili del genere si conservano malissimo. Alcuni ricercatori hanno proposto fossili ancora più antichi, come quelli trovati in Gabon, in Africa, di circa 2,1 miliardi di anni, ma sono discussi. Una delle prove più convincenti viene da un'alga rossa chiamata Bangiomorpha.
Bangiomorpha, un'alga di un miliardo di anni
Bangiomorpha pubescens fu scoperta nelle rocce dell'Artico canadese, sull'isola di Somerset, dal paleontologo Nicholas Butterfield (oggi all'Università di Cambridge), che la descrisse nel 2000. È formata da filamenti sottili, fatti di una fila di cellule disposte a dischetti, e si fissava al fondo del mare. Una datazione del 2018, da parte di un gruppo dell'Università McGill di Montréal, ha dato un'età di circa 1,047 miliardi di anni.
Quello che rende speciale questo fossile è che aveva già cellule diverse tra loro. Alcune servivano a fissare l'alga al fondo, altre a produrre cellule per la riproduzione. Di più: i suoi resti mostrano che si riproduceva con un processo sessuato, cioè mescolando il materiale genetico di due individui. Per questo è stata considerata uno dei più antichi organismi che si possano riconoscere come eucarioti con riproduzione sessuata. È considerato uno dei più antichi organismi complessi sicuri, anche se nuove scoperte potrebbero spostare la data.
Quante volte è successo?
Un fatto sorprendente è che la pluricellularità è stata «inventata» molte volte, in modo indipendente. Le alghe rosse, quelle verdi, le alghe brune, le piante, i funghi e gli animali hanno ciascuno la propria storia. Gli scienziati stimano che sia nata almeno venti-trenta volte in gruppi diversi. Questo significa che, una volta che le cellule complesse c'erano, restare insieme conveniva in molti modi diversi.
Si può osservare il processo ancora oggi. Il Volvox è un'alga verde che vive in acqua dolce in forma di una sfera cava formata da migliaia di cellule, alcune dedicate al movimento e altre alla riproduzione. Alcuni organismi unicellulari chiamati coanoflagellati vivono a volte in colonie e sono i parenti viventi più stretti degli animali, il che fa pensare che i primi animali siano nati da forme simili.
Nel 2012 un gruppo di ricercatori dell'Università del Minnesota (dove allora lavorava) guidato da William Ratcliff ha fatto un esperimento famoso: ha preso lievito di birra, un organismo unicellulare, e lo ha fatto crescere selezionando ogni giorno gli ammassi di cellule che affondavano più in fretta. In circa due mesi, in laboratorio, le cellule di lievito formarono grappoli a forma di fiocco di neve. Era una piccola ripetizione, in laboratorio, della nascita di un corpo pluricellulare.
Perché conviene stare insieme
Un gruppo di cellule ha vantaggi. È più difficile da mangiare per un predatore più piccolo, può diventare più grande, può dividersi i compiti: alcune cellule si occupano di prendere il cibo, altre di muoversi, altre di riprodursi. Ma ci sono anche problemi. Le cellule devono collaborare e smettere di competere tra loro. Se una cellula si riproduce senza controllo, danneggia il corpo: così funziona, in fondo, un tumore. Gli organismi pluricellulari hanno quindi sviluppato regole: segnali chimici, controlli sulla divisione e perfino un «suicidio» programmato delle cellule danneggiate.
Un corpo umano ha decine di migliaia di miliardi di cellule, di oltre duecento tipi diversi, tutte nate da un'unica cellula, l'uovo fecondato, e tutte con lo stesso DNA. La loro cooperazione è il risultato di una storia che comincia, in un mare antico, con un'alga di un miliardo di anni fa.
Perché successe
Non esiste un'unica causa. Gli scienziati hanno proposto diversi vantaggi: protezione dai predatori, perché un ammasso è più difficile da inghiottire; maggiore efficienza nel procurarsi il cibo, perché cellule vicine possono condividere sostanze; la possibilità di avere cellule dedicate a compiti diversi.
Probabilmente contò anche l'ambiente. Con più ossigeno nell'acqua e nell'aria, dopo la Grande ossidazione, c'era più energia disponibile, e un corpo grande poteva funzionare meglio. Alcuni ricercatori pensano che la comparsa dei primi predatori abbia spinto le cellule a unirsi per difendersi.
Il passaggio fu graduale. Probabilmente cominciò con colonie di cellule uguali e solo dopo, con la specializzazione, arrivò a essere un vero organismo.
Cosa cambiò
I corpi pluricellulari permisero di raggiungere dimensioni molto maggiori e forme molto più varie. Alcune cellule potevano specializzarsi e formare tessuti: pelle, muscoli, nervi, ossa. I tessuti si organizzarono in organi, e gli organi in apparati. Da questa possibilità venne tutta la ricchezza di forme della vita visibile, a cominciare dai primi animali, dai quali discendiamo.
Una conseguenza meno piacevole è che i corpi hanno una fine: le cellule che si riproducono, i gameti, passano alla generazione successiva, mentre il resto del corpo invecchia e muore. La morte per vecchiaia è in un certo senso il prezzo da pagare per avere un corpo complesso.
Lo studio della pluricellularità serve anche alla medicina: capire come le cellule collaborano e come smettono di farlo aiuta a studiare il cancro e lo sviluppo degli embrioni. E ci aiuta a pensare ad altri mondi: se la vita si è unita molte volte in modo indipendente, forse succederebbe anche altrove.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Nicholas Butterfield
- Paleontologo dell'Università di Cambridge. Nel 2000 descrisse Bangiomorpha, la più antica alga rossa con riproduzione sessuata.
- William Ratcliff
- Biologo americano. Nel 2012 fece nascere in laboratorio un lievito pluricellulare in circa due mesi.
- Abderrazak El Albani
- Geologo franco-marocchino. Nel 2010 guidò la scoperta dei fossili di 2,1 miliardi di anni in Gabon, ancora discussi.
Luoghi
- Isola di Somerset, Nunavut (Canada)
- Qui, nell'Artico canadese, furono trovate le alghe rosse fossili di circa un miliardo di anni.
- Isola di Baffin, Nunavut (Canada)
- Altro luogo dell'Artico dove sono stati raccolti fossili di Bangiomorpha.
- Franceville, Gabon
- Regione africana dove sono state trovate strutture fossili di 2,1 miliardi di anni, forse tra i primi esseri pluricellulari.
Da sapere
- Gli scienziati pensano che la pluricellularità sia nata, in modo indipendente, almeno venti volte nella storia della vita.
- Il Volvox è una sfera verde di acqua dolce formata da migliaia di cellule, e le sue cellule «figlie» crescono dentro la sfera madre prima di uscire.
- Il lievito «a fiocco di neve» di Ratcliff è stato fatto evolvere per anni in laboratorio: i grappoli sono diventati migliaia di volte più grandi, fino a vedersi a occhio nudo.
- Ognuno di noi è cominciato come una sola cellula, l'uovo fecondato; il corpo di un adulto ne ha decine di migliaia di miliardi.
- Nel corpo umano ogni secondo muoiono e vengono sostituite milioni di cellule: la tua pelle si rinnova completamente in poche settimane.
Per approfondire
- Wikipedia, «Bangiomorpha» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Eukaryota» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Alga» treccani.it
- Museo di paleontologia dell'Università di Berkeley, le alghe rosse (in inglese) ucmp.berkeley.edu
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Prima e dopo, nell'era «La Terra prima di noi»
Evento 13 di 25
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PrimaPrime stellecirca 13,5 miliardi di anni fa
PrimaNascita della Via Latteacirca 13 miliardi di anni fa
PrimaFormazione del Sistema solarecirca 4,6 miliardi di anni fa
PrimaNascita della Terracirca 4,5 miliardi di anni fa
PrimaFormazione della Lunacirca 4,5 miliardi di anni fa
PrimaPrime rocce terrestricirca 4,4 miliardi di anni fa
PrimaPrimi oceanicirca 4,3 miliardi di anni fa
PrimaPrime forme di vitacirca 3,5 miliardi di anni fa
PrimaFotosintesi dei cianobattericirca 2,7 miliardi di anni fa
PrimaGrande ossidazionecirca 2,4 miliardi di anni fa
PrimaPrime cellule complessecirca 1,8 miliardi di anni fa
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