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1 · La Terra prima di noi scienza e tecnica

Prime piante sulla terraferma

circa 475 milioni di anni fa Coste e zone umide

In breve

Le prime piante terrestri erano piccole e vivevano in luoghi umidi, senza vere radici. Discendevano da alghe verdi e dovettero imparare a resistere alla siccità e alla luce forte. Le prove più antiche sono minuscole spore di circa 475 milioni di anni; in Oman sono stati trovati anche pezzetti di queste piante con le spore ancora dentro. Col tempo svilupparono tessuti per trasportare l'acqua e stare dritte.

Perché è importante La conquista della terraferma preparò suoli e habitat per animali e foreste future.

Fonte: Nature, 2003, «Fragments of the earliest land plants»

Illustrazione: Prime piante sulla terraferma (Coste e zone umide)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una terra senza verde

Prova a immaginare un paesaggio con montagne, pianure, fiumi e deserti, ma senza un solo filo d'erba, un cespuglio o un albero. Le rocce nude, il fango, la sabbia. Così erano i continenti per quasi tutta la storia della Terra. La vita viveva nei mari, nei laghi e forse in sottili patine di microbi sulle rive. Poi, circa 475 milioni di anni fa, qualcosa cominciò a cambiare: le prime piante uscirono dall'acqua.

Le tracce: spore microscopiche

Le prove più antiche di queste piante non sono foglie né tronchi, ma granelli microscopici, le spore. Le spore sono piccolissime cellule che le piante senza semi usano per riprodursi, come fanno oggi muschi e felci. Hanno una parete esterna molto resistente, che si conserva nelle rocce per centinaia di milioni di anni. Le spore più antiche generalmente accettate come appartenenti a piante terrestri hanno circa 470-475 milioni di anni e provengono da rocce dell'Ordoviciano, in particolare del Medio Oriente e dell'Argentina. Sono di forma regolare e si trovano in gruppi di due o di quattro.

Nel 2003, in rocce ordoviciane dell'Oman, un gruppo di paleobotanici ha trovato non solo spore sparse ma anche minuscoli frammenti di piante con le spore ancora dentro. Per i ricercatori sono la prova che quelle spore le producevano davvero piante terrestri, forse simili alle epatiche, piccole piante verdi senza radici che oggi crescono sui sassi umidi. Quali piante precise fossero e come fossero fatte resta in gran parte un mistero: di loro non è stato trovato nessun fossile intero.

Da dove vengono

Gli scienziati sono quasi certi che le piante terrestri discendano da alghe verdi d'acqua dolce, parenti di quelle che ancora oggi crescono negli stagni. Studiando il DNA, hanno scoperto che i parenti viventi più stretti delle piante sono alcuni gruppi di alghe verdi, come le Zygnematophyceae. Per uscire dall'acqua, queste alghe dovettero affrontare problemi nuovi: non seccarsi all'aria, sopportare la luce forte del Sole senza il filtro dell'acqua, restare in piedi senza la spinta dell'acqua e trovare i sali minerali nel suolo.

Le prime piante terrestri risolsero questi problemi un passo alla volta. Svilupparono una pellicola impermeabile, la cuticola, per non perdere acqua. Inventarono i pori, gli stomi, per scambiare gas con l'aria. E crearono un'alleanza con i funghi: le loro radici primitive, o semplici filamenti, si univano a funghi del suolo, che portavano loro acqua e sali minerali in cambio di zuccheri. Questa collaborazione esiste ancora oggi e riguarda la gran parte delle piante.

Le prime piante intere

I fossili di piante intere, con fusti e capsule che contenevano le spore, compaiono più tardi. Cooksonia, ritrovata in Irlanda, in Galles e in altri luoghi, vive nel Siluriano, circa 430 milioni di anni fa. Era alta pochi centimetri, formata da steli sottili che si dividevano in due, ciascuno con una piccola capsula in cima. Non aveva né foglie né vere radici.

Un giacimento eccezionale è quello di Rhynie, in Scozia, scoperto nel 1912 dal geologo William Mackie. È una roccia silicea, chiamata selce, di circa 407 milioni di anni, formata da sorgenti calde che seppellirono piccoli ecosistemi: gli steli di piante, funghi, alghe e insetti sono conservati nei dettagli, fino alle cellule. Ha mostrato per la prima volta com'era un ecosistema terrestre agli inizi.

Poi, in poche decine di milioni di anni, le piante fecero grandi progressi. Nel Devoniano comparvero i tessuti rinforzati dalla lignina, una sostanza che rende rigido il legno, i vasi che trasportano l'acqua, le prime foglie vere e le radici profonde. Intorno a 385 milioni di anni fa, in luoghi come Gilboa, nello stato di New York, si formarono le prime foreste, con alberi alti molti metri, come Wattieza, simile a una felce arborea; poco dopo, in zone vicine come Cairo, comparve Archaeopteris, che aveva foglie simili a quelle di una felce ma un tronco di legno vero.

Perché successe

Perché le piante lasciarono l'acqua? Probabilmente le rive offrivano vantaggi: più luce senza l'ombra dell'acqua, anidride carbonica più disponibile nell'aria, terreni ricchi di minerali e nessuna concorrenza né predatori. Chi riusciva ad affrontare la vita all'aria trovava un posto libero.

Gli antenati delle piante erano già in qualche modo preparati: alcune alghe d'acqua dolce vivevano in pozze che a volte si asciugavano. Avevano geni utili per sopportare la siccità e per comunicare con i microbi del suolo. Gli scienziati hanno trovato proprio questi geni in alghe verdi ancora oggi viventi.

Il passaggio non fu un evento unico. Più probabilmente avvenne a ondate, con molti tentativi, alcuni riusciti e altri no. La data di 475 milioni di anni è quindi quella delle prime tracce accettate, e non esclude che ce ne siano di più antiche.

Cosa cambiò

Quando le piante colonizzarono le terre emerse cambiarono il pianeta. Le radici spezzarono le rocce e le trasformarono in suolo, che ancora oggi sostiene i campi e i boschi. Le piante trattennero la terra, rallentando l'erosione, e cambiarono il corso dei fiumi, che da larghi e instabili diventarono canali più stretti, tenuti fermi dalle radici.

Cambiarono anche l'aria. Sottraendo anidride carbonica all'atmosfera con la fotosintesi, le piante contribuirono a raffreddare il clima e, in seguito, a far salire la quantità di ossigeno. Le foreste che si formarono nel Devoniano e nel Carbonifero sono all'origine dei giacimenti di carbone che bruciamo ancora oggi.

Soprattutto, le piante prepararono la strada agli animali. Fornirono cibo e riparo ai primi insetti e ai primi animali a quattro zampe, e crearono ecosistemi. Senza le piante la terraferma non avrebbe mai ospitato dinosauri, mammiferi o esseri umani. Anche noi viviamo grazie a esse: tutta la nostra agricoltura nasce da piante che sono, in senso lontano, discendenti di quelle piccole epatiche.

Persone e luoghi chiave

Persone

William Mackie
Medico e geologo scozzese (1856-1932). Nel 1912 scoprì a Rhynie le rocce con le piante e gli animali terrestri più antichi conservati nei dettagli.
Charles Wellman
Paleobotanico inglese dell'Università di Sheffield. Studia le spore più antiche; nel 2003 descrisse i frammenti di piante dell'Ordoviciano trovati in Oman.
Dianne Edwards
Paleobotanica gallese dell'Università di Cardiff. Ha dedicato la vita allo studio di Cooksonia e delle prime piante terrestri.

Luoghi

Rhynie, Aberdeenshire (Scozia)
Giacimento di 407 milioni di anni, con un intero piccolo ecosistema terrestre conservato nella selce.
Gilboa, New York (Stati Uniti)
Luogo dove sono stati trovati i resti di una delle più antiche foreste, di circa 385 milioni di anni.
Oman
Paese dove sono stati scoperti frammenti di piante terrestri con spore dell'Ordoviciano.
Coste e zone umide dell'Ordoviciano
I primi ambienti vicino all'acqua dove le piante provarono a vivere sulla terraferma.

Da sapere

  • La parola «cuticola» viene dal latino cuticula, «pellicina»: è la patina cerosa che oggi vedi, lucida, sulle foglie di tante piante.
  • Archaeopteris, uno dei primi alberi veri, aveva tronchi alti fino a 25-30 metri, e foglie simili a quelle di una felce.
  • Oltre l'80 per cento delle piante terrestri di oggi vive in alleanza con funghi nelle radici: è un'invenzione di oltre 400 milioni di anni fa.
  • Le epatiche e i muschi, parenti delle prime piante terrestri, non hanno vere radici e crescono ancora oggi sui sassi umidi, nei boschi e perfino nei giardini della città.
  • La selce di Rhynie conserva così bene le cellule che gli scienziati hanno potuto contare i pori sulla superficie delle piante e vedere i funghi dentro le radici.

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