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Grande estinzione permiana

circa 252 milioni di anni fa Tutta la Terra (eruzioni in Siberia)

In breve

Alla fine del Permiano scomparve la maggior parte delle specie marine e molte specie terrestri. Enormi eruzioni vulcaniche in Siberia riscaldarono il clima e resero i mari più acidi e poveri di ossigeno. La crisi non ebbe una sola causa istantanea: fu una catena di disastri.

Perché è importante Fu la più grave estinzione di massa conosciuta e cambiò completamente gli ecosistemi.

Fonte: Nature Reviews Earth & Environment, 2022, «Environmental crises at the Permian–Triassic mass extinction»

Illustrazione: Grande estinzione permiana (Tutta la Terra (eruzioni in Siberia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Grande estinzione permiana: Tutta la Terra (eruzioni in Siberia)
Dove: Tutta la Terra (eruzioni in Siberia)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Il «Grande morire»

Nella storia della vita sulla Terra ci sono state cinque grandi estinzioni di massa, momenti in cui, in un tempo brevissimo per la geologia, scompare una gran parte delle specie del pianeta. La più grave di tutte avvenne alla fine del periodo Permiano, circa 252 milioni di anni fa. Gli scienziati la chiamano «Grande morire» (in inglese, Great Dying). Fu così devastante che la vita impiegò milioni di anni per riprendersi.

Secondo le stime, nei mari scomparve fra l'80 e il 90 per cento delle specie. Se in un acquario ci fossero cento specie di animali, ne sarebbero rimaste dieci o venti. Anche sulla terraferma le perdite furono gravissime: sparirono circa i due terzi o più delle specie di animali terrestri conosciute. È la più grave estinzione di massa per gli insetti, con interi ordini scomparsi. Scomparvero per sempre i trilobiti, che vivevano nei mari da quasi 270 milioni di anni, molti coralli antichi e moltissime altre forme.

Il mondo prima del disastro

Il Permiano era un mondo diverso. I continenti erano riuniti in un unico supercontinente, Pangea, circondato da un grande oceano. Il clima era secco e c'erano grandi deserti nell'interno. I mari ospitavano scogliere con coralli, spugne, molluschi, e pesci. Sulla terra vivevano grandi rettili simili ai mammiferi, i sinapsidi, come Dimetrodon, con la vela sulla schiena, e i gorgonopsidi, predatori con denti a sciabola. I dinosauri non c'erano ancora.

Che cosa successe?

La causa principale, secondo la maggior parte dei ricercatori, furono eruzioni vulcaniche di dimensioni incredibili in una regione che oggi è la Siberia. Per centinaia di migliaia di anni la lava uscì dalla terra in enormi colate, coprendo milioni di chilometri quadrati. Le rocce formate si chiamano «Trappi siberiani» (da una parola svedese che significa «scalini»). Ma la lava non fu l'unico problema: dai vulcani uscirono quantità enormi di gas, soprattutto anidride carbonica, ma anche altre sostanze. Il magma, risalendo, bruciò o riscaldò anche giacimenti di carbone e di altri materiali, liberando altro gas.

L'effetto fu una catena di disastri. L'anidride carbonica scaldò il clima in modo molto rapido: le temperature dei mari tropicali salirono tanto da diventare insopportabili per molte specie, forse oltre i 35 gradi. L'acqua più calda contiene meno ossigeno, e in molte zone gli oceani diventarono poveri o privi di ossigeno. Parte del gas si sciolse in acqua rendendo i mari più acidi, cosa che rende difficile costruire gusci e scheletri di calcare. Sulla terraferma, il caldo e le piogge acide uccisero molte piante, e senza piante crollarono le catene alimentari.

Come lo sappiamo

Gli scienziati hanno ricostruito questa storia con le rocce. In una cava vicino a Meishan, in Cina, è conservato uno strato di roccia che segna esattamente il confine tra Permiano e Triassico, ed è usato come riferimento in tutto il mondo. Con precise misure dell'età dei cristalli di zircone nelle ceneri vulcaniche, studiate nel 2011 e nel 2014, i ricercatori hanno stabilito che l'estinzione nei mari si concentrò in un tempo breve, forse di poche decine di migliaia di anni. Altre prove vengono dai cambiamenti nelle quantità di tipi di carbonio e di ossigeno nelle rocce, che indicano un riscaldamento e uno sconvolgimento del ciclo del carbonio.

Alcuni scienziati propongono ipotesi aggiuntive, come l'intervento di microbi che producono metano, e il dibattito continua. Quasi tutti, però, concordano sul ruolo del vulcanismo siberiano.

Chi sopravvisse

Non tutto morì. Tra i sopravvissuti c'era Lystrosaurus, un animale della taglia di un maiale, con un becco e due zanne, che dopo la catastrofe divenne il vertebrato terrestre più comune del pianeta. Sopravvissero anche rettili e piccoli antenati dei mammiferi, alcuni pesci, molluschi come i nautiloidi, i primi arcosauri, il gruppo da cui sarebbero venuti coccodrilli, pterosauri e dinosauri. Ci vollero da 5 a 10 milioni di anni nei mari, e fino a circa 30 milioni per gli animali terrestri, perché gli ecosistemi tornassero ricchi, e molti ambienti rimasero poveri e instabili.

Perché successe

La causa più accettata sono le eruzioni delle Trappi siberiani. Non furono eruzioni come quelle del Vesuvio, brevi e violente, ma un'attività durata a lungo, con lava che usciva da crepe nella crosta e si estendeva su milioni di chilometri quadrati. Il magma passò attraverso strati di roccia che contenevano carbone, calcare e sale, e liberò gas molto più numerosi di quelli della sola lava.

I gas serra riscaldarono l'atmosfera, l'ossigeno nei mari diminuì e gli oceani si acidificarono. Più di un fattore agì insieme, per questo gli scienziati parlano di una «catena di disastri» e non di una sola causa. Per questa estinzione non esiste una prova convincente di un impatto di asteroide, a differenza di quella dei dinosauri.

Il collegamento con le Trappole è confermato dal momento in cui le due cose avvennero: le date delle rocce siberiane e quelle dell'estinzione coincidono, entro la precisione delle misure.

Cosa cambiò

Dopo la catastrofe il mondo ricominciò in modo diverso. I vecchi dominatori, come i grandi animali simili ai mammiferi e i coralli antichi, erano scomparsi o ridotti, e nei mari le nuove forme, come i molluschi bivalvi e i coralli moderni, presero il loro posto. Sulla terraferma si aprirono spazi per un gruppo di rettili, gli arcosauri, che nel Triassico diedero origine ai coccodrilli, ai pterosauri e ai primi dinosauri.

Senza la Grande estinzione la storia successiva sarebbe stata probabilmente molto diversa, e forse non avremmo avuto i dinosauri come li conosciamo. Il prossimo passo di questa storia è raccontato nella scheda dei primi dinosauri. Per milioni di anni i mammiferi, nati poco dopo, vissero all'ombra di quei grandi rettili.

Oggi la Grande estinzione è usata come termine di paragone per capire il nostro tempo. Alcuni scienziati osservano che oggi siamo noi a liberare grandi quantità di anidride carbonica, e che i mari si stanno scaldando e acidificando. Le differenze sono grandi: il Permiano fu molto più estremo e la durata dei cambiamenti è diversa. Ma studiare quella crisi aiuta a capire che cosa può succedere quando il clima cambia troppo in fretta.

Persone e luoghi chiave

Persone

Shuzhong Shen
Geologo cinese dell'Università di Nanchino. Nel 2011 guidò il gruppo che datò con precisione la fine del Permiano nelle rocce di Meishan.
Seth Burgess
Geologo americano. Nel 2014 mostrò che le eruzioni siberiane e l'estinzione coincidono nel tempo.
Michael Benton
Paleontologo britannico dell'Università di Bristol. Ha scritto il libro «When Life Nearly Died» (Quando la vita quasi morì) sulla Grande estinzione.

Luoghi

Trappi siberiani, Siberia (Russia)
Immensa regione di lave che coprì milioni di chilometri quadrati: la probabile causa della Grande estinzione.
Meishan, Cina
Cava nella provincia di Zhejiang con lo strato di roccia che segna il confine tra Permiano e Triassico.
Pangea
Il supercontinente unico che esisteva allora; il suo interno era secco e molto caldo.

Da sapere

  • Il Permiano prende il nome dalla regione russa di Perm, dove le rocce di quell'età furono studiate nel 1841 dal geologo scozzese Roderick Murchison.
  • I geologi usano la Grande estinzione per segnare il confine tra due grandi ere: il Paleozoico, che finisce, e il Mesozoico, che comincia.
  • Le scogliere di coralli sparirono per circa 10 milioni di anni: le prime nuove scogliere moderne compaiono solo nel Triassico medio.
  • Dimetrodon, con la grande vela sulla schiena, non era un dinosauro: visse prima di loro ed era più vicino ai mammiferi.
  • Anche i gorgonopsidi, predatori con denti a sciabola simili a mammiferi, si estinsero del tutto in questa crisi.

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